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Lot 735 ROMA Maggio 1935. Documento ministeriale con firma autografa del Ministro per l'Educazione Nazionale De Vecchi di Val Cismon. Cesare Maria De Vecchi, Conte di Val Cismon (Casale Monferrato, 14 novembre 1884 – Roma, 23 giugno 1959) è stato un generale e politico italiano. Fu avvocato di successo a Torino. Nel 1921 venne eletto deputato nel collegio di Torino; aderì al gruppo fascista di cui fu nominato vice segretario. Comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale nel 1923, partecipò da quadrumviro alla marcia su Roma, anche se non approvò questa scelta. Egli rappresentò all'interno del movimento fascista l'ala di tendenza monarchica e legittimista. Sottosegretario all'Assistenza militare e Pensioni di guerra e poi nel 1923 al Tesoro. Fu governatore della Somalia Italiana, Dal giugno del 1929 fu ambasciatore presso il Vaticano dopo il Concordato, carica che mantenne fino al gennaio del 1935. Ebbe anche importanti incarichi quale commissario agli archivi di Stato nel 1934 e dalla quale si dimise perché divenuto ministro dell'Educazione Nazionale. Durante la sua carriera politica ricoprì anche l'incarico di membro della commissione per l'esame dei Patti Lateranensi, membro della commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia, membro della commissione delle Forze Armate. Nel novembre del 1936 si recò in visita a Rodi, per assistere ad alcune inaugurazioni, al suo ritornò avanzò a Mussolini la richiesta di assumere il governatorato dell'Egeo. Il Duce approvò la richiesta, e De Vecchi divenne Governatore del Possedimento Italiano delle Isole dell'Egeo. Nel dicembre del 1940 al suo rientro in Italia, De Vecchi non ebbe più alcun incarico ufficiale sino al luglio del 1943 e rimase solo membro del Gran Consiglio come era dalla sua fondazione. Il 24 luglio del 1943 quando, convocato per la seduta del "Gran Consiglio del Fascismo", votò in favore dell'ordine del giorno Grandi, che esautorava Benito Mussolini dal suo ruolo di comandante delle Forze Armate e assunse il comando della 215 divisione costiera in Toscana. Per questo, dopo la liberazione di Benito Mussolini e la costituzione della R.S.I., fu condannato a morte in contumacia durante il processo di Verona. De Vecchi si salvò anche grazie alla protezione dei salesiani che lo tennero nascosto in Italia. Procuratosi un passaporto paraguayano, si trasferì nel giugno 1947 in Argentina.