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988 - Antonio Santi (XVI sec.), medico. Medaglia, secondo quarto del XVI secolo. D/ ANTONIVS SANC DOCT EQVES. Busto a sinistra. R/ NOLI ME TANGERE. Uroboros; sotto, ramo d'alloro e di quercia. Arm. III-207c; Hill, Corpus 1191 nota; Tod.-Van. (2000) 2723; Calveri 17. AE. 91.5 g. 57 mm. Opus: Galeazzi. RR. Fusione posteriore. BB.

990 - Alessandro Farnese (1520-1589), cardinale. Medaglia coniata, 1575 per la costruzione della Chiesa del Gesú a Roma. D/ ALEXANDER CARD FARN S R E VICECAN. Busto con mozzetta a destra; sul taglio spalla: IO V MILONI F. R/ FECIT ANNO SAL MDLXX. Prospetto anteriore della chiesa del Gesú a Roma; sotto, ROMAE. Arm. I-264-3; Attw. 993. AE dorato. 34.91 g. 47.5 mm. Opus: Giovan Vincenzo Melone. BB. La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina, cuore pulsante dei Gesuiti a Roma, è molto più di un semplice edificio sacro: è un simbolo della determinazione e della visione della Compagnia di Gesù. Fu lo stesso sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine, a volerne la costruzione nel 1551, affidando il primo progetto all’architetto fiorentino Nanni di Baccio Bigio. Anche Michelangelo, nel 1554, ne ridisegnò i tratti, ma nessuna delle due versioni vide la luce. Fu solo nel 1561, grazie all’intervento del potente cardinale Alessandro Farnese, che il progetto prese nuovo slancio. Dopo un tentativo fallito con Il Vignola, la scelta definitiva cadde su Giacomo della Porta, il cui disegno, realizzato con il supporto degli architetti gesuiti Giovanni Tristano e Giovanni de Rosis, finalmente convinse tutti. La chiesa fu completata e consacrata nel 1584, diventando il modello architettonico di riferimento per tutte le chiese gesuite nel mondo.

991 - Pedro Girón (1537-1590), Vicerè di Napoli e primo duca di Osuna. Medaglia 1618. D/ PETRVS GYRON OSS DVX E VRENIAE COM X. Busto corazzato a destra, bordo perlinato. R/ PRIMVS ET IRE VIAM 1618. Cavallo rampante a sinistra; sotto, sigle dell'incisore. Volt. 878; Siciliano 15. AE. 36 g. 45 mm. Opus: G. Di Grazia. R. Originale. qBB/BB. Pedro Girón (1537-1590) fu un nobile e militare spagnolo, noto per il suo ruolo come viceré di Napoli dal 1582 al 1590 e per essere stato il primo duca di Osuna. Appartenente a una delle più potenti famiglie della nobiltà spagnola, Girón si distinse per la sua abilità politica e diplomatica, cercando di rafforzare l’autorità spagnola nel Regno di Napoli, ma anche per il suo impegno nel migliorare l’amministrazione e la giustizia locale. Durante il suo mandato, si dedicò a combattere la corruzione e a promuovere la prosperità economica, pur dovendo affrontare numerosi disordini sociali. La sua figura rimane legata al consolidamento del potere spagnolo in Italia e alla sua influenza nelle questioni politiche europee.

992 - Bracciano. Paolo Giordano II Orsini (1591-1656), duca di Bracciano, principe di Piombino, signore dell'isola d'Elba. Medaglia 1621. D/ PAVL IORD II DG ANG C BRACC DVX SRI P. Busto a destra; sulla veste, 1621. R/ VT VTRVNQVE TEMPVS. Atena stante a sinistra, tiene uno scudo ed una lancia. Tod.-Van. (1990) 327; Wurzb. 6996. AE. 33 mm. Opus: Johann Jakob Kornmann, detto Giovanni Cormano. qSPL.

994 - Felice Rospigliosi (1637-1688), cardinale. Medaglia. D/ FELIX S R E CARD ROSPIGLIOSIVS. Busto a destra con berretta e mantellina; nel taglio, TRAVANVS. R/ FORMOSA SVPERNE. Il Sole che irradia dall'alto la Luna. Forrer VI, 130; Johnson 200. AE. 68.5 g. 57.5 mm. Opus: Francesco Travani. R. SPL+.

995 - Francesco Barberini (1597-1679). Medaglia fusa 1671 (?). D/ F EPIS VELITER CARD BARBERINVS S R E VICECA. Busto a destra con berretto e mozzetta sul taglio spalla: 1671 (?); sotto, F. TRAVANVS. R/ Il sole raggiante, con volto umano, sorge sul mare mosso; sopra, ALIVSQVE ET IDEM; il tutto entro rami d'alloro. AE. 21.5 g. 43 mm. Opus: Gioacchino Francesco Travani. qSPL. Cardinale Francesco Barberini (1597–1679), nipote di Papa Urbano VIII, fu una figura di spicco della Curia romana del Seicento. Nominato cardinale a soli 26 anni, ricoprì il ruolo di cardinale-nepote, gestendo la diplomazia pontificia durante la Guerra dei Trent’anni. Fu un raffinato mecenate, protettore di artisti e intellettuali come Bernini e Kircher, e contribuì all’arricchimento della Biblioteca Vaticana. Nonostante il temporaneo esilio dei Barberini dopo la morte del papa, mantenne un'influente posizione ecclesiastica fino alla sua morte.

996 - Francesco Redi (1626-1698), medico e poeta. Medaglia 1684, bordo modanato; per l'attività di poeta del Redi, in omaggio alla sua composizione 'Bacco in Toscana'. D/ FRANCISCVS REDI PATRITIVS ARETINVS. Busto a destra. Sotto la troncatura del busto, M SOLD. 1684. R/ Bacco stante con una coppa nella mano destra e un tirso nella sinistra; a destra Sileno in groppa ad un asino; intorno, satiri e baccanti che danzano e suonano. All'esergo: CANEBAM. Vannel-Toderi 36. Bargello inv. 7839. Mazzucchelli II, CXLI, 3. Forrer V, 566. . AE. 87 mm. Opus: M. Soldani. Fusione antica. BB+. La medaglia, commissionata al Soldani dal granduca Cosimo III nel 1684, è la più riuscita di tutte le medaglie dell'artista e forse in assoluto la più bella medaglia del barocco fiorentino.

997 - Medaglia devozionale con appiccagnolo, XVIII sec. D/ MADONNA DI S. LVCA. La Madonna con il Bambino tra le nubi sopra la città di Bologna. R/ S. EMYG. D. M. EP. ASC. San Emidio, patrono di Ascoli, con pastorale e modello di città. AG. 3.16 g. 24 x 22 mm. Fondi passati con pietra d'agata. Bel BB. Medaglia devozionale di gusto settecentesco, con iconografia sacra di forte radicamento territoriale. Al diritto, la Madonna di San Luca appare tra le nubi con il Bambino benedicente, in atto protettivo sulla città di Bologna raffigurata in basso. Al rovescio, san Emidio vescovo (S. EMYG. D. M. EP. ASC.), patrono di Ascoli Piceno, è rappresentato in piedi con pastorale e un modello della città tra le mani, simbolo della sua protezione miracolosa, in particolare contro i terremoti. La medaglia unisce due culti mariani e santi particolarmente venerati in ambito centro-italiano, configurandosi come oggetto di devozione e protezione.

1001 - Giovanni Maria Mazzuchelli (1707-1765), letterato, bibliografo, storico e matematico. Medaglia 1752. D/ COMES IO MARIA MAZZUCHELLI AET ANNO XLV. Busto di trequarti a destra; sotto, I. DAS. ET. F. R/ SENATUS CONSULTO. Leone di San Marco a sinistra regge la spada d'onore, sullo sfondo la laguna di Venezia; in esergo, MDCCLII/ I DASSIER ET FILS F. Volt. 1523; Forrer I, p. 516; Wurzbach 6203. AE. 69.1 g. 54.7 mm. Opus: Dassier. Minimi segnetti al diritto. qSPL/SPL. La medaglia fa riferimento al dono della spada d'oro al Mazzucchelli da parte del Senato di Venezia.

1002 - Ercole Graziadei (...-1766), giureconsulto, uditore di Rota. Medaglia 1766. D/ HERCVLES GRAZIADEI. Busto a destra; a destra, le sigle I.C. R/ SAPIENTIA AEDIFIC SIBI DOMVM. Tempio tetrastilo su montagna; in primo piano, figura maschile distesa; ai lati, MDCC-LXVI. AE. 61 mm. Opus: I.C. RRR. Medaglia rara, non reperita nei testi di riferimento consultati. Originale, colpi al ciglio. Bel BB.

1003 - Luigi Renier (1775-post 1822), sacerdote. Placchetta uniface, ultimo quarto del XVIII secolo. D/ R P ALOY RAINERIUS PRAEP CONG OR CLOD. Busto di trequarti a destra con zucchetto e abito talare. Volt. 1820. Osso. Frammento rincollato. 79 x 67 mm. Numero segnato sul rovescio 1864 (?). Sacerdote e studioso, Luigi Renier fu prevosto della Congregazione dell’Oratorio di Chioggia, nel Veneto. Figura colta e di spirito antiquario, si distinse per il suo interesse per la storia e la numismatica, espressione della vivace curiosità intellettuale del clero colto tra Sette e Ottocento.

1004 - Francesco Barbaro (1749-1828), canonico e predicatore. Medaglia coniata 1795. D/ FRANCISCUS BARBARUS CANONIC SAC ORATOR. Busto a destra con cappellino; sotto, A. GUILLEMARD F. R/ THEOLOGO OPTIMO/ PHILO ORATOR INCOMPAR/ DOCTRINA SAPIENTIA ELOQUENTIA/ ERRORIB. VITIIS IGNORANT/ CORRECT SANAT INSTRUCT/ HOC/ AEXIMIAE EJUS VIRTUTIS ADMIRATOR/ PERPET HONOR CAUSA/ MOMENTUM/ DICAR/ ANNO MDCCXCV. Volt. 1766. MB. 49 mm. Opus: A. Guillemard. QSPL.

1005 - Medaglia 1841 a ricordo del secondo Congresso degli Scienziati Italiani a Firenze. D/ L'interno della Tribuna di Galileo con la statua dello scienziato, al primo piano del Museo della Specola a Firenze; sotto, in esergo, FIRENZE 1841 NIDEROST F. R/ Nel giro: PROVANDO E RIPROVANDO e rami d'alloro legati da nastro. NEI CONGRESSI DEGLI SCIENZIATI ITALIANI L'ACCADEMIA DEL CIMENTO RINASCEVA. Turricchia 92; Bianchi pag. 18; Storer 6510; Holzmair 2427. AG. 118.8 g. 55 mm. RRR. Rarissima in argento. Colpo al ciglio. Bei fondi con patina riposata. SPL.

1007 - Cosimo I de' Medici (1519-1574). Medaglia, XIX sec. D/ COSMVS MEDICES P P . Busto a sinistra. R/ CIVIVM/ LIBERALISSIMVM/ CIVES/ PATREM PATRIAE/ SALVTANT entro corona di rami di quercia. AG. 42 mm. Opus: P. Girometti. RR. Coniazione originale dell'Ottocento, con punzone sul bordo. Minimi segnetti al ciglio. qFDC. La Serie Iconografica fu ideata nel 1841 dai medaglisti romani Pietro Girometti (1811-1859) e Niccolò Cerbara (1793-1869) per onorare i cento italiani più famosi di tutti i tempi, fu coniata presso la Zecca Pontificia di Roma. L'idea iniziale prevedeva un centinaio di medaglie ma in circa dieci anni (1842-1850), furono celebrati solo una quarantina di personaggi. Le medaglie potevano essere acquistate in oro, argento e bronzo e i primi due personaggi realizzati, nel 1842, furono Michelangelo e Papa Giulio II. Intorno al 1970, furono riconiate poche serie dalla Zecca di Stato Italiana, riutilizzando i vecchi conii; le medaglie ottocentesche si differenziano da queste ultime perché presentano sul bordo un punzone con la testa di Minerva. Tutta la Serie presentata in asta è ottocentesca.

1008 - Lotto di due (2) placchette tonde in bronzo, fusioni di XIX-XX secolo, raffiguranti scene erotiche ispirate al mito classico: una con satiro e ninfa in paesaggio bucolico, l’altra con divinità maschile in ambiente architettonico. AE. Diametro 115 mm.

1009 - Camillo Cavour (1810-1861). Medaglia 1873. D/ CAMILLO CAVOUR. Testa a destra; nel taglio del collo, G. GIANI INC; sotto, NOV 1873. R/ ITALIA UNA NEL CONSORZIO DELLE NAZIONI PROCLAMAVA su tre righe. AE. 64.5 g. 51 mm. Opus: G. Giani. Graffi al diritto, altrimenti. SPL.

1010 - Decorazione di Ordine religioso(?), XIX sec. D/ Scudo rosso su croce bianca; cartiglio con su scritto: Qui Resistet tibi; sullo scudo IHS e Cuore Sacro raggiante. AE e smalti. Nastrino originale. Il distintivo è conservato nella sua scatola originale (ottimamente conservata) con stemma del Patriarcato di Venezia; all'interno, in oro, il nome della ditta produttrice: TANFANI & BERTARELLI, PIAZZA DELLA MINERVIA, ROMA. SPL.

1012 - Medaglia celebrativa PRO INDUSTRIA COMMERCIO ARTE SCIENZA. D/ Figura allegorica dell'Italia, velata, seduta di fronte, regge ramo d'alloro; di fronte a lei, busti nudi di due operai che si stringono la mano tra incudine ed attrezzi; a sinistra, LANDI. R/ Tra rami d'alloro e quercia rivolti in basso PRO INDUSTRIA COMMERCIO ARTE E SCIENZA; sotto, LIBRO D'ORO D'ITALIA. AE. 40.2 g. 45 mm. Opus: Nicola Landi. Bel BB.

1015 - Medaglia 1952 coniata dallo Stabilimento Stefano Johnson di Milano per ricordare il quinto centenario della nascita di Leonardo da Vinci. Johnson Medaglia I pag. 56-57 e pag. 46 n. 53-A5. AE. 93.7 g. 60 mm. Opus: Lodovico Pogliaghi. SPL.

1016 - Medaglia 1970 con fondo opaco, emessa dallo Stabilimento Senesi di Milano per celebrare il centenario del Credito Italiano. AE. 222.3 g. 70 mm. Il Credito Italiano trae origine dalla Banca di Genova, fondata nel 1870; nel 1895 ha assunto il nome di Credito italiano in occasione di un aumento di capitale. Diviene una delle maggiori Banche d'Italia. Nel 1998 una complessa operazione di fusione tra il Gruppo Credito Italiano e il Gruppo Unicredito, costituisce UNICREDIT. SPL.