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1731 - Emanuele Filiberto (1553-1580) Lira 1573 Torino - MIR 581m AG (g 12,20) RR Macchia al D/. Questo esemplare presenta un delicato busto del sovrano, con i dettagli ben definiti grazie all'ottima coniazione. Millesimo in alta conservazione e rarissima reperibiltà sul mercato SPL-FDC

1732 - Emanuele Filiberto (1553-1580) 4 Grossi 1555 - MIR 594b MI (g 5,58) In slab NGC AU 53 cod. 5935713-011. A nostro parere, la moneta si presenta in condizioni eccezionali, considerando l'argentatura, i rilievi ben definiti e la perfetta centratura del modulo. Riteniamo pertanto che il grading assegnato sottostimi il suo reale stato di conservazione. AU 53

1736 - Carlo Emanuele I (1580-1630) Cavallotto 1630 - MIR Manca MI (g 1,77) RRRRR Nella recente nuova edizione del MIR sulle monete dei Savoia non è censita, tra le tante varianti di questa tipologia, la presenza della data al di sopra dello stemma. Il 1630 è l'anno della morte del duca per cui dovrebbe trattarsi proprio dell'ultima emissione. Pur mancando di argentatura, come gran parte di questi esemplari, trattasi inoltre di un bellissimo esemplare dagli ottimi rilievi. SPL

1737 - Carlo Emanuele II (reggenza della madre, 1638-1648) 10 Scudi d'oro 1641 - MIR 844c (indicato R/8) AU (g 33,14) RRRR Piccole screpolature e mancanza di metallo. Graffietti al D/. Con millesimo 1641 fu battuta una splendida serie di nominali aurei che comprende anche questo prestigioso multiplo da 10 scudi ovvero 5 doppie. Molto probabilmente l'emissione di questi multipli fu dovuta dalle esigenze della corte di Torino per omaggi o pagamenti importanti il che rende ancora più prestigiosa la presente moneta. BB+/qSPL

1741 - Vittorio Amedeo II (1680-1713) Scudo Bianco 1711 - MIR 964 (indicato R/9) AG(g 27,06) RRRR Colpo al bordo ore 12 del R/. Come riporta Ravegnani Morosini, questa moneta fu batutta dau banchieri Colomba e Calcino nella zecca di Torino a seguito dell'ordinanza del 18 luglio 1711. I coni furono preparati da Federico Vidman anche se la prova in piombo non aveva trovato l'approvazione della duchessa alla quale era stata sottoposta in assenza del duca avendo essa rilevato che la figura di Vittorio Amedeo era "troppo gonfia." Ravegnani Morosini riporta soltanto tre passaggi in asta di questa moneta l'ultimo dei quali risale al 1956 in un'asta Ratto con un esemplare MB ed una aggiudicazione di ben 115.000 lire. Si tratta perciò di una moneta estremamente rara e artisticamente di qualità. BB-SPL

1745 - Vittorio Amedeo II (1680-1730) Tarì 1713 Palermo - MIR 1008/b (variante con I D, indicata R/8) AG (g 2,48) RRRR Ex collezione Ruggero, Ratto 1915, lotto 362. Graffietti al D/. Moneta di grande rarità con una prestigiosa provenienza qBB

1748 - Carlo Emanuele III (1755-1773) Doppia 1767 - Nomisma 123 (indicato R/5 senza alcuna valutazione per ogni conservazione!) AU (g 9,63) RRRRR Col 1761 ed il 1768, il millesimo 1767 risulta il più raro di tutta la serie delle doppie che va dal 1755 (probabilmente l'anno più comune) al 1772. Anche se non sono note le tirature dei singoli anni sicuramente ne vennero battuti pochissimi esemplari di cui questo rappresenta sicuramente il migliore apparso SPL

1762 - Vittorio Amedeo III (1773-1796) Mezzo Scudo 1792 - Nomisma 344 AG (g 17,58) R Esemplare non circolato e dal metallo lucente, praticamente FDC. Nell'asta Nomisma 55, un esemplare in qualita' analoga, ha realizzato 4250 euro + diritti FDC

1763 - Vittorio Amedeo III (1773-1796) Quarto di scudo 1773 - Nomisma 346 AG (g 8,85) RR Esemplare in stato di conservazione eccezionale, dal magnifico lustro e fantastici fondi lucenti. Sicuramente il miglior esemplare apparso sul mercato FDC

1764 - Carlo Emanuele IV (1796-1802) Mezza doppia 1798 - Nomisma 479 (indicato R/4) AU (g 4,55) RRRR Millesimo di estrema rarità. Esemplare tra i pochissimi apparsi sul mercato, probabilmente il migliore esitato in asta pubblica SPL

1765 - Carlo Emanuele IV (1796-1802) Mezzo scudo 1800 - Nomisma 483 AG (g 17,41) RRRR Leggera porosità del metallo, in particolare al R/, ma esemplare di buona qualità per questo millesimo di estrema rarità. Dalla descrizione della nostra asta 50 del 2014, dove un esemplare in conservazione qSPL/SPL realizzò 6.600 euro + diritti..." Come è noto l'emissione del mezzo scudo è stata effettuata durante la Repubblica Subalpina utilizzando i conii approntati dal Lavy durante l'occupazione austriaca di Torino nel 1799-1800 e presenti in zecca, seppure con l'effige del sovrano Carlo Emanuele IV. Si tratta di una moneta di grande rarità; Elio Biaggi ne "Otto secoli di storia di Monete Sabaude" deve ricorrere ad una collezione estera per poter illustrarne un esemplare. Abbiamo rintracciato solamente quattro esemplari apparsi sul mercato dal 1972 ai giorni nostri: asta Ratto collezione Curatolo 11-13 novembre 1971, n. 3 in Spl/Fdc aggiudicata a lire 680.000; asta Negrini collezione Mantegazza 29-30 novembre 1995 in SPL/FDC aggiudicata a lire 3.500.000 di qualità leggermente inferiore all'esemplare Curatolo; asta Varesi 26 collezione di monete sabaude, Pavia 20 novembre 1997 n. 139, in qSPL aggiudicato a lire 1.900.000 (questo esemplare); Infine, l'ultimo esemplare apparso sul mercato, quello da noi proposto nell'asta 30 del 20 settembre 2005 n. 1529 in conservazione BB ed aggiudicato ad euro 800. " Dopo l'asta 50, ci risulta, oltre a questo, qui proposto, un solo altro esemplare esitato, in conservazione MB. SPL

1774 - Carlo Felice (1821-1831) 80 Lire 1825 T Bordo liscio - cfr. Nomisma 524 AU RRRRR Qualche segnetto e minimo colpetto al bordo ma bell’esemplare di questa varietà col bordo liscio che non ci risulta altrimenti nota SPL/SPL+