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585 - Ancona. Autonome ( Sec. XIII-XIV). Grosso agontano. Villoresi 5; CNI 19/31. AG. 2.36 g. 21 mm. Tipologia con globetto sopra alla croce e trifoglio, globetto e stella nel giro al rovescio. Leggera patina dorata. Debolezze da conio al rovescio. BB.

596 - Bologna. Martino V (1417-1431), Oddone Colonna. Bolognino. CNI 16; M. 50; Chim. 129. AG. 1.12 g. 18 mm. RR. Molto raro. Mancanza di metallo con foro passante al centro, altrimenti. bel BB. Gli stemmi presenti nel giro sono la rosa pentafila (2) e lo stemma Condulmer.

600 - Bologna. Cassa di Risparmio di Bologna. Medaglia 1937 a ricordo del centenario della Cassa di Risparmio di Bologna. AE. 99.52 g. 59 mm. Opus: Bruno Boari. In astuccio della Cassa di Risparmio con stemma e smalti. FDC.

601 - Brindisi. Federico II di Svevia (1197-1250). Denaro 1236. Sp. 118; Travaini 1993 30; D'Andrea 152. MI. 0.84 g. 18 mm. Il ritiro dei denari degli anni precedenti e la lega di qualità inferiore di questa emissione si ritiene fosse servita per finanziare la campagna di Federico in Lombardia. Bel BB.

603 - Cagliari. Ferdinando II d'Aragona (1479-1516) (?). Reale minuto o cagliarese. Cf. CNI 13/33; Cf. MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 24/25. MI. 1 g. 17.5 mm. Di incerta attribuzione. Evidenti tracce di ribattitura. Curioso esemplare da studio. BB.

605 - Casale. Guglielmo Gonzaga (1566-1587). Parpagliola 1580 (?). CNI 61; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 277/5. MI. 1.55 g. 18 mm. Dal finale di legenda sembra potersi identifcare la data 1580. Patina riposata. Tosato, altrimenti. BB.

609 - Entella. Muhammad Ibn 'Abbad (1220). Denaro. Sp. -; MEC 14, 574/575; D'Andrea 190. MI. 0.58 g. 15 mm. Alcuni autori suggeriscono come zecca quella di Monte Iato. Interessante coniazione avvenuta durante la rivolta contro Federico II. Bel BB.

612 - Firenze. Repubblica (Sec. XIII-1532). Guelfo da 4 soldi. D/ Il giglio di Firenze. R/ San Giovanni con nimbo perlato con tunica di pelo e manto di panno seduto su trono regge con la destra lunga asta terminante in croce e con la sinistra regge fascia su cui ECCE. CNI 101; Bern. II 1121/1127; MIR (Firenze) 54/2. AG. 1.85 g. 22 mm. RRR. Simbolo stella. Molto raro. Graffi e segni diffusi. MB.

614 - Firenze. Carlo Ludovico di Borbone e Maria Luigia reggente (1803-1807). Scudo da 10 paoli o francescone 1807 II serie, sigle LS, Luigi Siries incisore e martello, Giovanni Fabbroni zecchiere. CNI 30; Gal. V, 4/5; MIR (Firenze) 425/2. AG. 27.24 g. 41.5 mm. qBB/BB.

616 - Genova. Scio. Filippo Maria Visconti, Duca di Milano e Signore di Genova (1421-1435). Ducato al tipo veneziano. Schl. tav. XIV, 14; Gamb. III 398; Lunardi S18. AU. 3.54 g. 22 mm. Infrazione radiale del tondello, altrimenti. bel BB.

628 - Mantova. Assedio Austro-Spagnolo (1629-1630). Scudo detto 'primo'. D/ Sant'Andrea nimbato, stante di fronte, regge con la destra una lunga croce, e nella sinistra una pisside; in esergo, MANTVÆ. R/ Crogiuolo con le verghe d’oro sulle fiamme. CNI 3/15; MIR (Lombardia, zecche) 660/1. AG. 25.84 g. 41 mm. RR. Molto raro. Patina di monetiere. Bel BB/BB.

630 - Massa di Lunigiana. Alberico II Cybo Malaspina (1662-1664). Da 8 bolognini 1664. CNI 19; MIR (Toscana, zecche) 323/1. AG. 2.07 g. 22 mm. Patina riposata. Difetti di coniazione, altrimenti. BB. Con certellino di Giulio Bernardi.

633 - Messina. Ruggero II (1105-1154). Doppio follaro, 1112-1130. Sp. 50; Travaini 1995 174; D'Andrea-Contreras (Normans) 205. AE. 7.28 g. 33 mm. Interessante esemplare da studio coniato su tondello appiattito. qBB. Da questa moneta è possibile cogliere l'influenza Bizantina sulla monetazione Normanna. Sul modello del trachy in mistura questo follaro risulta nettamente più spesso e di miglior metallo. Come nella monetazione bizantina la moneta riporta l'effige di Cristo e quella dell'imperatore ma in questo caso l'effige di Cristo si trova dalla parte concava e non in quella convessa. Il significato, evidentemente non compreso dagli zecchieri, era di tenere l'effige di Cristo sul lato convesso per testimoniare la superiorità spirituale sul potere temporale. Questa è la prima moneta che riporta il nome di Gesù Cristo ai lati dell'effige.

634 - Messina. Ruggero II (1105-1154). Doppio follaro piatto. Sp. 53; Travaini 1995 175; D'Andrea-Contreras (Normans) 206. AE. 5.54 g. 19.5 mm. qBB. Per quanto riguarda queste tre monete che riportano la sigla R II l'attribuzione rimane ancora incerta. Questo perché Ruggero, che ottenne il titolo di secondo Duca d'Apulia nel 1127, risulterebbe citato come 'secondo' da alcuni documenti e tarì in oro già prima del 1127. Travaini (1995) propone la concavità come probabile segno distintivo tra le monete di Ruggero II e quelle del padre Ruggero I.

635 - Messina. Ruggero II (1105-1154). Follaro piatto 1127-1130. Sp. 54; Travaini 1995 176; D'Andrea-Contreras (Normans) 207. AE. 4.67 g. 20 mm. Come riportato in Travaini (1995) 'anche in questo caso il peso sembra seguire il piede del tetarteron bizantino; alcuni esemplari furono rinvenuti negli scavi di Corinto e di Atene'. BB+.

640 - Messina. Ruggero II (1105-1154). Follaro c. 1145-1146. Sp. 79; Travaini 1995 245; D'Andrea-Contreras (Normans) 248. AE. 1.03 g. 18 mm. Secondo Balog queste coniazioni per Messina che riportano la scritta araba 'coniata per ordine del sovrano' sarebbero databili dopo la riforma monetale del 1140. BB.

641 - Messina. Ruggero II (1105-1154). Follaro c. 1145-1146. Sp. 79; Travaini 1995 245; D'Andrea-Contreras (Normans) 248. AE. 0.96 g. 15.5 mm. R. Tipologia concava. qBB. Secondo Balog queste coniazioni per Messina che riportano la scritta araba 'coniata per ordine del sovrano' sarebbero databili dopo la riforma monetale del 1140.

644 - Messina. Tancredi (1189-1194), con il figlio Ruggero. Follaro. Sp. 139; Travaini 1995 399; D'Andrea-Contreras (Normans) 406. AE. 1.99 g. 14 mm. Bel BB+. Solo questa emissione siciliana in rame porta il nome di Ruggero, suo figlio, che morì nel 1193. La datazione di questo follaro è dunque attribuibile al Luglio o Agosto del 1192.