Banner Artemide 66E
Risultati: 61

745 - Amalfi o Salerno. Mansone III o IV Duca di Amalfi, Vicario e Patrizio Imperiale (981-983). Follaro con busto diademato (1077-1111) (?). Travaini 1995 78; Bellizia 60; D'Andrea-Contreras (Campania) 25. AE. 2.14 g. 23.00 mm. RRR. Rarissimo. MB/B. Questa moneta fa parte di una serie di monete certamente del XI secolo recanti la legenda MANS OVI CEDVX. Riconducibile ad ALTERA VICE DVX, VICEROSISSIMVS DVX, VICARIVS ET DVX, questi follari vengono attribuiti a Mansone III o IV Duca di Amalfi.

746 - Amatrice. Ferdinando I d'Aragona (1458-1494). Cavallo. CNI 7-11; MIR (Italia merid.) 46. AE. 1.71 g. 19.50 mm. RR. Molto rara. Evidenti tracce di ribattitura. qBB/BB. La moneta presenta evidenti tracce di ribattitura che permettono di identificare nel suo sottotipo un cavallo di Carlo VIII (verosimilmente un cavallo Aquilano o Teatino (vedasi croce sulla parte anteriore del cavallo al rovescio e gigli di Francia al diritto). La discesa di quest'ultimo è avvenuta l'anno successivo alla morte di Ferdinando I d'Aragona, nel 1494, motivo per cui l'attribuzione a Ferdinando I è alquanto dubitativa. La suggestiva ipotesi che essa sia stata coniata nel breve regno di Ferdinando II è data non solo dalla presenza della suddetta ribattitura ma anche da un ritratto leggermente inusuale per Ferdinando I.

748 - Ancona. Monetazione Comunale e Autonoma (XII sec.-1532). Bolognino. CNI 18/21; Cf. Villoresi 49 e 50. AG. 0.74 g. 18.00 mm. R. Bel BB. Interessante è il confronto con l'esemplare pubblicato e descritto da Villoresi al numero 50 in 'La zecca di Ancona e del Legato Pontificio della Marca'. Il bolognino in questione viene presentato dall'autore come di stile differente e con una diversa tipologia di elmo. Confrontando questo esemplare con il nostro, è possibile comprendere come la differente fattura dell'elmo altro non sia che un difetto del conio risultante in un appiattimento del metallo. Lo stile dell'esemplare, seppur apparentemente proveniente dai medesimi conii, non presenta uno stile bizzarro ma la medesima disposizione di legenda.

763 - Bari. Ruggero II (1105-1154). Follaro, datato 545 AH (1150-1151). D/ Madonna orante; ai lati, MP - ΘV (Μητηρ Θεοu, Madre di Dio). R/ Legenda cufica disposta a croce (coniata nell'anno 545), in ogni quadrante quattro globetti. MEC 14, 227; Travaini 1995 248; D'Andrea-Contreras (Normans) 137. AE. 1.37 g. 16.00 mm. R. BB. Per una comparazione sull'iconografia vedasi I tetartera di Costantinopoli di Giovanni II (1118-1143) e Manuel I (1143-1180). Un ulteriore parallelismo è dato dai folles anonimi bizantini circolanti nel tardo X/XI sec. La loro anonimità, così come per l'emissione proposta, non sembrerebbero dovute unicamente alla pietà religiosa ma anche alla possibilità che le stesse monete avessero un ruolo di propaganda religiosa nelle province conquistate agli arabi. La presenza della data (anno 545 dell'Egira), che appare anche nei tarì d'oro, potrebbe lasciare aperta l'interpretazione di emissione celebrativa per l'anniversario del regno.

769 - Bonaria. Giacomo II d'Aragona (1323-1327). Alfonsino minuto. CNI 4 (Denaro - Villa di Chiesa); MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 5. MI. 0.55 g. 15.00 mm. R. BB+. L'attribuzione a questa zecca è stata completamente ignorata dai compilatori del CNI. Essa è pertanto ricaduta sulla zecca di Villa di Chiesa. La pubblicazione di un documento dell'epoca da parte di F. Udina ha permesso l'attribuzione alla zecca di Bonaria.

772 - Campobasso. Nicola II di Monforte Conte (1461-1463). Denaro tornese. CNI tav. XII, 10; D'Andrea-Andreani pp. 287/8; MIR (Italia merid.) 369; Ruotolo -. MI. 0.84 g. 19.00 mm. RR. Tipologia con rosette ai lati del castello e stellina sotto. Non censito sul Ruotolo. qBB/MB.

781 - Ferrara. Sotto il papato di Clemente VIII (1592-1605), Ippolito Aldobrandini. Lettera apostolica spedita da Ferrara il 20 ottobre 1598 e indirizzata al Venerabile Arcivescovo di Bologna sottoscitta da A. Santinellus e A. Stephanellius. 34,5x48mm. La pergamena data l'anno della devoluzione del Ducato di Ferrara alla Chiesa. Essa tratta del riconoscimento successorio di mebri della famiglia De Gratis (Grazi), senatori bolognesi, tra i quali Carlo e Geronimo.

788 - Firenze. Pietro Leopoldo di Lorena (1765-1790). Gettone di presenza. D/ ARCH PETRVS LEOPOLDVS REX. Busto corazzato e drappeggiato a destra; sigla dell'incisore L.S. sulla spalla. R/ REI AGRARIAE AVGENDAE, entro tralci di vite e spighe di grano. Cf. Turricchia 7. AE. 9.56 g. 29.50 mm. Opus: Luigi Siries. RRR. Estremamente raro, variante in bronzo apparentemente inedita. Graffi e traccia di montatura ad ore 12. Bel BB.