BERGAMO Comune a nome di Federico II (1236-XIV sec.) Grosso da 6 Denari - MIR 16a AG (g 2,03) RR Le monete della zecca di Bergamo, coniate sotto Federico II di Svevia, hanno il privilegio di essere tra quei pezzi che segnarono una tappa importante della monetazione medievale. Federico, infatti, fu il primo imperatore a reintrodurre il ritratto sulle emissioni a suo nome nell’Italia medievale.
Tutte le sue monete della zecca di Bergamo presentano le stesse caratteristiche: al D/ il ritratto di profilo dell’imperatore, laureato e coperto dal paludamentum, un’idea ripresa ovviamente dalla monetazione romana; al R/, invece, troviamo la raffigurazione della città, con un livello di dettaglio variabile a seconda della grandezza del modulo della moneta, accompagnata dal nome latino della città, PGAMVN.
Queste monete, come tutta la monetazione di Federico II, sopravvissero alla morte del sovrano per parecchio tempo, fino all’inizio del XIV sec., quando la zecca chiuse definitivamente i battenti. Splendida patina dai riflessi bluastri. SPL-FDC
Tutte le sue monete della zecca di Bergamo presentano le stesse caratteristiche: al D/ il ritratto di profilo dell’imperatore, laureato e coperto dal paludamentum, un’idea ripresa ovviamente dalla monetazione romana; al R/, invece, troviamo la raffigurazione della città, con un livello di dettaglio variabile a seconda della grandezza del modulo della moneta, accompagnata dal nome latino della città, PGAMVN.
Queste monete, come tutta la monetazione di Federico II, sopravvissero alla morte del sovrano per parecchio tempo, fino all’inizio del XIV sec., quando la zecca chiuse definitivamente i battenti. Splendida patina dai riflessi bluastri. SPL-FDC
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