STATO PONTIFICIO. SISTO IV (Francesco Della Rovere), 1471-1484.
Medaglia in bronzo 1484.
SIXTVS P P IIII VRBIS RENOVATOR Busto a s. con piviale decorato con arabeschi. R/ CONCOR ET AMATOR PACI PON MAX PPP L'imperatore Costantino a sinistra con toga e caduceo e a destra personificazione della Chiesa con toga e cornucopia, si stringono la mano. In esergo, ECCLESIA. Opus Andrea Guazzalotti (dritto) e Cristoforo di Geremia (rovescio). CNORP I, 137. Bargello I, 155. Hill 753. Patrignani 1951, p. 23. m Armand I, 56, 4. Modesti pag. 351 (esemplare illustrato). Rarissima. g. 86,46. Diam. mm. 71,35. Bronzo. q.SPL
Ex Asta Ranieri 2, lotto 118 Nota riportata nell'asta Ranieri, con la seguente bella nota: 'Questa rara medaglia è un ibrido ottenuto adattando il dritto della medaglia di Sisto IV per la conquista di Otranto con il rovescio della medaglia del 1468 di Geremia che riportava l'effige di Costantino il Grande. Questo esemplare non è recensito né da Du Molinet, né da Bonanni e nemmeno da Venuti. Lo studioso A. Modesti ipotizza che la medaglia possa essere una rielaborazione di Guazzalotti fatta dopo la morte del Pontefice, dato che l'artista era avezzo a copiare e manipolare medaglie di altri artisti per realizzare esemplari alla memoria'.
Medaglia in bronzo 1484.
SIXTVS P P IIII VRBIS RENOVATOR Busto a s. con piviale decorato con arabeschi. R/ CONCOR ET AMATOR PACI PON MAX PPP L'imperatore Costantino a sinistra con toga e caduceo e a destra personificazione della Chiesa con toga e cornucopia, si stringono la mano. In esergo, ECCLESIA. Opus Andrea Guazzalotti (dritto) e Cristoforo di Geremia (rovescio). CNORP I, 137. Bargello I, 155. Hill 753. Patrignani 1951, p. 23. m Armand I, 56, 4. Modesti pag. 351 (esemplare illustrato). Rarissima. g. 86,46. Diam. mm. 71,35. Bronzo. q.SPL
Ex Asta Ranieri 2, lotto 118 Nota riportata nell'asta Ranieri, con la seguente bella nota: 'Questa rara medaglia è un ibrido ottenuto adattando il dritto della medaglia di Sisto IV per la conquista di Otranto con il rovescio della medaglia del 1468 di Geremia che riportava l'effige di Costantino il Grande. Questo esemplare non è recensito né da Du Molinet, né da Bonanni e nemmeno da Venuti. Lo studioso A. Modesti ipotizza che la medaglia possa essere una rielaborazione di Guazzalotti fatta dopo la morte del Pontefice, dato che l'artista era avezzo a copiare e manipolare medaglie di altri artisti per realizzare esemplari alla memoria'.
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