NAPOLI. Carlo VI d'Asburgo (1711-1734). Mezzo Ducato 1731. AG (g 10,83). P.R.11; Magliocca 88. RRRRR. Moneta di estrema rarità. Ex asta Nac 57, lotto 271. Moneta di estrema rarità. Ex asta Nac 57, lotto 271. In questo mezzo Ducato, rarissimo, le iniziali dei maestri di zecca e di prova sono presenti al dritto ed al rovescio della moneta e la stella presente nel braccio copre le iniziali IM precedentemente apposte; l'ultima cifra 1 della data è ribattuta su un 6 e ciò confermerebbe che si sia usato un conio 1731 mutando le sigle del conio del mezzo Ducato del 1715 e del 1716. Riguardo alla stella apposta (presumibilmente) per occultare le iniziali del monogramma IM la spiegazione potrebbe essere quella di aver usato un simbolo di "copertura" in quanto Giovanni Montmein non era più in carica e d'altra parte se effettivamente fu utilizzato un conio preesistente questo non era nemmeno opera dell'incisore Giovanni De Gennaro, maestro di conio ufficiale in quell'anno e non gli fu permesso di apporre una sigla G sulle precedenti. Continuando quella che fu l'impostazione di dove apporre le sigle , queste VM/A al dritto appaiono sulle monete del 1730 come nelle Piastre, Mezze Piastre, 24 Grana e Carlini, mentre le stesse sigle presenti al rovescio confermerebbero l'uso dei conii precedentemente utilizzati magari apposte per coprire sigle precedenti (quelle solite GB del Basile). Per questa moneta non si effettuano pratiche di esportazione.
NAPOLI. Carlo VI d'Asburgo (1711-1734). Mezzo Ducato 1731. AG (g 10,83). P.R.11; Magliocca 88. RRRRR. Moneta di estrema rarità. Ex asta Nac 57, lotto 271. Moneta di estrema rarità. Ex asta Nac 57, lotto 271. In questo mezzo Ducato, rarissimo, le iniziali dei maestri di zecca e di prova sono presenti al dritto ed al rovescio della moneta e la stella presente nel braccio copre le iniziali IM precedentemente apposte; l'ultima cifra 1 della data è ribattuta su un 6 e ciò confermerebbe che si sia usato un conio 1731 mutando le sigle del conio del mezzo Ducato del 1715 e del 1716. Riguardo alla stella apposta (presumibilmente) per occultare le iniziali del monogramma IM la spiegazione potrebbe essere quella di aver usato un simbolo di "copertura" in quanto Giovanni Montmein non era più in carica e d'altra parte se effettivamente fu utilizzato un conio preesistente questo non era nemmeno opera dell'incisore Giovanni De Gennaro, maestro di conio ufficiale in quell'anno e non gli fu permesso di apporre una sigla G sulle precedenti. Continuando quella che fu l'impostazione di dove apporre le sigle , queste VM/A al dritto appaiono sulle monete del 1730 come nelle Piastre, Mezze Piastre, 24 Grana e Carlini, mentre le stesse sigle presenti al rovescio confermerebbero l'uso dei conii precedentemente utilizzati magari apposte per coprire sigle precedenti (quelle solite GB del Basile). Per questa moneta non si effettuano pratiche di esportazione. BB.
Osserva:
Base d'asta: € 800
Diritti d'asta: 20.00%
Chiusura alle: 2026-10-02 14:00:00 ora di Roma