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VENTENNIO FASCISTA (1922-1943). Distintivo. AE smaltato (7.80 g - 22.2x15.4 mm). Opus Stefano Johnson, Milano. D/emblema degli Arditi con fascio littorio trasversale FNAI. R/ Piedino per asola. RR. BB. Mancanza di smalti. Distintivo da occhiello da ex combattente delle truppe d'assalto WWI iscritto all'FNAI (Federazione Nazionale Arditi d'Italia). Esemplare numerato al retro 4705. Con la fine della prima guerra mondiale alcuni arditi smobilitati fondarono l'Associazione fra gli Arditi d'Italia, associazione alla quale aderirono un gran numero di ex-appartenenti ai reparti d'assalto. Le vicende politiche dell'immediato dopoguerra videro gli arditi schierati in prima fila dall'una e dall'altra parte: alcuni raggiunsero Gabriele D'annunzio a Fiume, altri aderirono ai Fasci di Combattimento e altri ancora, di estrazione anarchica e popolare di sinistra, fondarono gli Arditi del Popolo. Nel 1920 l'Associazione si rifondò con il nome di A.N.A.I. (Associazione nazionale Arditi d'Italia) e, nonostante gli sforzi dei dirigenti, non si riuscì ad avere l'unità in seno al movimento tanto che nel 1922, una parte degli aderenti fondò, con un convegno nazionale tenutosi a Bologna il 22 e 23 ottobre, la F.N.A.I. (Federazione Nazionale Arditi d'Italia) che si schierò apertamente a fianco dei Fasci di Combattimento. Con il fascismo al potere, l'A.N.A.I. perse sempre più aderenti sino a essere sciolta nel 1924, rimanendo così la F.N.A.I. l'unica associazione esistente per tutto il periodo fascista. Con la caduta del fascismo venne ricostituita l'A.N.A.I.

Dritto moneta Rovescio moneta
Dritto Rovescio
Lotto n. 431
VENTENNIO FASCISTA (1922-1943). Distintivo. AE smaltato (7.80 g - 22.2x15.4 mm). Opus Stefano Johnson, Milano. D/emblema degli Arditi con fascio littorio trasversale FNAI. R/ Piedino per asola. RR. BB. Mancanza di smalti. Distintivo da occhiello da ex combattente delle truppe d'assalto WWI iscritto all'FNAI (Federazione Nazionale Arditi d'Italia). Esemplare numerato al retro 4705. Con la fine della prima guerra mondiale alcuni arditi smobilitati fondarono l'Associazione fra gli Arditi d'Italia, associazione alla quale aderirono un gran numero di ex-appartenenti ai reparti d'assalto. Le vicende politiche dell'immediato dopoguerra videro gli arditi schierati in prima fila dall'una e dall'altra parte: alcuni raggiunsero Gabriele D'annunzio a Fiume, altri aderirono ai Fasci di Combattimento e altri ancora, di estrazione anarchica e popolare di sinistra, fondarono gli Arditi del Popolo. Nel 1920 l'Associazione si rifondò con il nome di A.N.A.I. (Associazione nazionale Arditi d'Italia) e, nonostante gli sforzi dei dirigenti, non si riuscì ad avere l'unità in seno al movimento tanto che nel 1922, una parte degli aderenti fondò, con un convegno nazionale tenutosi a Bologna il 22 e 23 ottobre, la F.N.A.I. (Federazione Nazionale Arditi d'Italia) che si schierò apertamente a fianco dei Fasci di Combattimento. Con il fascismo al potere, l'A.N.A.I. perse sempre più aderenti sino a essere sciolta nel 1924, rimanendo così la F.N.A.I. l'unica associazione esistente per tutto il periodo fascista. Con la caduta del fascismo venne ricostituita l'A.N.A.I.
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