11 - NON DISPONIBILE NOT AVAILABLE Arezzo II° Cattivita' Fiorentina d/ Croce r/ San Donato g 0,78 mm 17,9 x 16,8 RR Il CNI attribuisce questi quattrini alla prima dominazione fiorentina. Piú recentemente il MIR propone una datazione successiva sulla base del fattore stilistico, supportato anche da un precedente studio di R. Villoresi che riporta puntuali riferimenti documentali
25 - Bari (Capua) Frazione di Follaro. Ae. D/ Figura di S. Demetrio di prospetto. R/ Grafemi in leggenda cufica. Ruggero II ?. Peso gr. 1,03. L'attribuzione a Capua (Sambon-Gierson-Travaini) per queste emissioni e' quasi del tutto superata per l'assegnazione ufficiale alla Citta' di BARI alla luce dei nuovi studi Accademici
30 - Bari (Capua) Frazione di Follaro. Ae. D/ Figura di S. Demetrio di prospetto. R/ Grafemi in leggenda cufica. Ruggero II ?. Peso gr. 0,99. L'attribuzione a Capua (Sambon-Gierson-Travaini) per queste emissioni e' quasi del tutto superata per l'assegnazione ufficiale alla Citta' di BARI alla luce dei nuovi studi Accademici
52 - Gli Svevi (1194-1268), Federico II (Re di Sicilia, 1198-1250; Re di Germania, 1212-1220; Imperatore, 1220-1250), Denaro, Messina o Brindisi, 1249; BI g 0,75; + ROM INPERATOR, nel campo, F con tre stelle, Rv. + R IERSL ET SICIL, croce con quattro stelle. Spahr 148; MEC XIV, 570-571; Travaini 48.
525 - Firenze. Carlo Ludovico di Borbone e Maria Luigia reggente (1803-1807). Francescone 1806 Scudo da 10 lire fiorentine o Dena. Sigle L.S. (Luigi Siries, incisore) e martello (Giovanni Fabbroni, zecchiere). CNI 22; Gal. V, 1/3; MIR (Firenze) 425/1. AG. g 27,08. mm 41,27 R. Colpetti. Buon BB+. Velatura di patina in parte iridescente
1246 - Mantova. Ferdinando Carlo Gonzaga, 1652-1708, ultimo duca di Mantova e del Monferrato. 2 Lire da 80 Soldi 1702. (Argento, 6.01 g). FERD CAR D G DVX MANT M Busto corazzato e paludato a destra; maschera leonina allo spallaccio. Rov. CONVENIENTIA CVIQVE 1702 Trofeo d'armi su ornato a foglie d'acanto; nel giro in basso, S 80. Magnaguti 951
1462 - Galeazzo Maria Sforza (1468-1476) Soldo, argento gr 1.22, 19.02 mm. D/ (testina) G3¥M¥SF¥VIC¼CO¥DVX¥MLI¥V¥, stemma di Milano con le bisce viscontee e le aquile imperiali. Rv: (testina) PP¥Q3¥CO¥AC¥IANVE¥D¥, stemma di Pavia. MIR 208/2, Crippa 14/B
1873 - Palermo Ferdinando III di Borbone re di Sicilia, 1759-1816 . Oncia da 30 tarì 1785. FERDINANDVS D G SICIL ET HIER REX Busto a d.; sotto 1785. Rv. EX – AVRO – ARGENTEA – RESVRGIT La fenice risorge dalle fiamme; ai lati, GL – C (Gabriele Lancillotto Castello, zecchiere). Spahr 1. MIR 596. Rara. Patina di medagliere
2007 - Salerno. Guglielmo. Duke of Apulia, 1111-1127. Æ Follaro 1.41 g, Facing bust of St. Matteo, holding Gospel; [S to left], m to right / Large cross; V V D X in quarters. CNI XVIII 19; Travaini, Monetazione type 120; MEC 14, 145. Guglielmo, Duke of Apulia and Calabria, was the son of Ruggero Borsa. Succeeeding his father as duke on the death of the former in 1111, Guglielmo was an inept ruler who was unable to avoid engaging in conflicts with his neighboring relations. In 1121, Pope Callixtus II personaly intervened between Guglielmo and Ruggero, Count of Calabria and Sicilia (Ruggero II); in return for Ruggero’s assistance, Guglielmo was to relinquish his claim on Calabria and Sicilia. Although he married, Guglielmo had no children and on his death in 1127, his territory passed to Ruggero.
2016 - NON DISPONIBILE NOT AVAILABLE Roma - Benedetto XIV (1740-1758) Grosso an. XIV - D/ BENED XIV - PON M A XIV, stemma a targa sormontato da chiavi decussate con cordone e fiocco e da tiara R/ TOTA PVL - CHRA ES, la Beata Vergine della Concezione,velata, con nimbo di tre stelle per lato attorno al capo, in piedi di fronte, tiene lo sguardo al cielo e le braccia conserte - MIR 2616/3 Munt. 66b Ag 1,25 g. SPL-qFDC. Bella patina. (Bibb B)
2103 - Verona. Antonio e Bartolomeo della Scala (1375-1381), Signori. Soldo con San Zeno. D/ Elmo alato con cimiero (cane). R/ San Zeno di fronte mitrato. CNI 1/2; Rizzolli-Pigozzo Vr 38/38a. AG. 0.81 g. RR. BB+. Questa moneta appartiene a un periodo piuttosto travagliato per la città di Verona. Bartolomeo e Antonio, figli naturali di Cansignorio, vennero riconosciuti signori della città solo dopo la pace del 1379 con Bernabò Visconti, Signore di Milano che, per parte di sua moglie Beatrice Della Scala, rivendicava la città. Due anni dopo, nel 1381, Antonio faceva trucidare il fratello.