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1503 - Pio II (1458-1464) Grosso - Munt. 12 AG RR Esemplare di ottima qualità corredato da una splendida patina iridescente. TOP POP, miglior esemplare certificato NGC MS 63 cod. 2809904-006. I conii di questa splendida moneta di grande rarità e di finissimo stile, sono da attribuirsi al grande incisore folignate Emiliano Orfini, di cui è ben visibile la sigla posta al rovescio tra i due santi. Egli fu, non solo un eccezionale incisore, ma anche un innovatore della sua arte nonché della emergente arte tipografica. Una moneta del genere si può ben definire un punto di passaggio dal Medioevo al Rinascimento! MS 63

1505 - Paolo II (1464-1471) Bologna - Bolognino d'oro - MIR 424/3; Munt. 74 AU (g 3,46) RRR Lieve debolezza al D/, esemplare di ottima qualita' per questa tipologia di rarissima apparizione. Ex asta Nomisma 54 del 2016, classificata SPL+ e con un realizzo di 3000 euro + diritti. Recentemente , nell'asta Nac del 2019, un esemplare in conservazione qSPL/SPL, ha realizzato 3500 euro + diritti. SPL+

1508 - Giulio II (1503-1513) Giulio - Munt. 24 AG (g 3,97) RRR Conio attribuito a Pier Maria Serbaldi da Pescia detto "il Tagliacarne". Pier Maria Serbaldi divenne famoso come incisore di gemme. Vasari dice che fu "grandissimo imitatore delle cose antiche". Fu nominato incisore della zecca romana a vita nel 1499 rimanendo in carica fino al 1522. La sua consumata maestria nel lavorare in bassorilievo si trova su questo rarissimo Giulio del papa guerriero Giulio II. Proveniente da M. Rossi, Mantova 10 aprile 1991 qSPL

1511 - Leone X (1513-1521) Bolla Plumbea Papale più Pergamena manoscritta - PB (g.57 - Ø 41 mm) Bolla con profonda abrasione al R/. Pergamena con bordi rovinati, ma interessante completa di documento. Ex Nomisma E-36, lotto 1276, aggiudicata a euro 600 ma non pagata SPL

1524 - Paolo IV (1555-1559) Ancona - Giulio - Munt. 45 AG (g 2,76) RRRR I giuli battuti ad Ancona sotto Paolo IV sono molto comuni ma la singolairtà di questa moneta consiste nel fatto che San Pietro al R/ tiene le chiavi nella mano destra accanto al corpo mentre nella varietà comune le chiavi sono distese lungo la gamba. Il MIR n. 1033/1 cataloga a parte questa variante assegnandole quattro gradi di rarità. BB+

1525 - Pio IV (1559-1565) Triplice giulio o Testone o Prova o Medaglia - MIR 1051/1 AG (g 8,10) RRRRR Questa tipologia è stata definita spesso moneta-medaglia. E' classificata dal CNI al n. 1 e dal MIR che la definisce triplice giulio o testone o prova ma non è stata classificata da Muntoni sicuramente perchè la ritenne una medaglia. Tuttavia anche Modesti nel suo CNORP non la elenca. L'enigma è ulteriormente complicato dal fatto che risulta battuta al torchio mentre tutte le monete del periodo sono state battute a martello e in modo anche abbastanza grossolano mentre qui l'incisione è curata e finissima. Eppure il diametro ridotto di soli 28 mm è tipico delle monete e non certo delle medaglie così come anche i rilievi che sono bassi proprio come nei testoni. Nel catalogo dell'asta Künker del 2013, lotto 1230, tra l'altro aggiudicato, in conservazione inferiore a questa, a ben 6.500 euro più diritti, veniva descritto come quarto di ducato. Resta il fatto che si tratta di una produzione di grande rarità (il MIR le assegna il massimo della rarità senza alcuna valutazione) e soprattutto di uno splendido esempio di arte incisoria! Bellissima patina delicata e conservazione eccezionale! Un vero gioiello numismatico. qFDC

1529 - Gregorio XIII (1572-1585) Ancona - Testone 1581 - Munt. 203 I AG (g 9,51) RR Splendido esemplare dalla patina riposata e rilievi alti. In slab NGC MS 62 cod. 5787321-008. Top pop, miglior esemplare certificato NGC MS 62

1539 - Clemente VIII (1592-1605) Ferrara - Testone 1598 - Munt. 156 AG R Splendida patina iridiscente. In slab NGC AU 58 cod. 2804828-003. Ribattitura al D/ come capita spesso di osservare in questa affascinante emissione che finanziò la riconquista del Ducato di Ferrara da parte della Chiesa AU 58

1542 - Paolo V (1605-1621) Ferrara - Quattrino - cfr. R/ Munt. 157 (Clemente VIII), R/ Munt. 230 (Paolo V) CU (g 2,30) RRRRR Si tratta di una variante davvero interessante che non risulta censita in letteratura. Già sotto Clemente VIII cominciò la produzione dei quattrini in rame puro che proseguì sotto Paolo V con volumi sicuramente notevoli tanto che anche oggi si tratta di monete molto comuni. Questa moneta appartiene ad un periodo di passaggio da un pontificato all'altro. BB

1550 - Urbano VIII (1623-1644) Testone 1642 A. XX - Munt. 76 AG R Tondello irregolare e leggermente ribattuto ma ottimo esemplare con patina iridescente. Dalla nostra asta 56, lotto 1358. In slab NGC MS 65 cod. 2819818-006. Top pop, miglior esemplare certificato NGC MS 65

1552 - Innocenzo X (1644-1655) Piastra A. IX - Munt. 14 AG (g 31,79) RRR Moneta di estrema rarità, molto di più di quanto riportato nei testi. Tipologia coniata in 2 millesimi, A. IX e A. X. Nonostante il MIR riporti una rarità uguale, l'anno IX, ossia quello da noi proposto è nettamente di rarità maggiore BB

1557 - Clemente X (1670-1676) Quadrupla - Munt. 3; MIR 1936/2 AU (g 13,43) RRRR Ex asta Nomisma 22, 2002, lotto 1017. Moneta di grande fascino e di altrettanta rarità! Al R/ è rappresentato il re Davide che suona l'arpa cantando inni al Signore. FDC