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Lot # 405
Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III – Periodo Fascista – Battaglione Giovani Fascisti GIL II Raggruppamento Volontari – Rarissimo (RRR). Distintivo del II Raggruppamento Volontari del Battaglione Giovanni Fascisti della GIL Al d/ un’aquila stante con ali aperte che guarda a s. dietro la lupa romana, entrambe appoggiano su fascio littorio trasversale di tipo imperiale sotto II intorno legenda RAGGRVPP. BTG. VOLONTARI P.N.F. Al r/ spilla portativa e legenda LORIOLI FRATELLI MILANO 121. Realizzata in Bronzo (AE) e smalti policromi, (36x33mm, 10.1g.). Conservazione SPL. La G.I.L., Gioventù Italiana del Littorio, nacque nel 1937 dalla fusione dei Fasci Giovanili di Combattimento con l’Opera Nazionale Balilla. Il carattere di questa associazione era paramilitare, oltre che di indottrinamento: alla fine dell’iter formativo era previsto per i ragazzi il servizio premilitare. Nel 1940, all’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia, molti di questi giovani si presentarono presso i comandi provinciali della Gioventù Italiana del Littorio per chiedere di servire in armi la nazione. I vertici dell’esercito furono sorpresi da tale entusiasmo e rimasero perplessi su come gestire questo flusso di quindicenni/diciottenni: tali volontari necessitavano addirittura del consenso scritto dei genitori. Fu dato il permesso dal Ministero della Guerra di costituire 24 battaglioni Giovani Fascisti composti da ragazzi della sola classe 1922. In pochi giorni il numero dei volontari assommò a circa 24 mila, comprendendo anche i giovani del 1923,1924 e 1925. I battaglioni assunsero il nome del luogo di costituzione, così come le compagnie che li componevano. La forza di ogni battaglione era di circa 1000 giovani, con 20 ufficiali e 50 sottufficiali provenienti dal Regio Esercito, per lo più dai bersaglieri. L’armamento individuale era il moschetto mod. 1891 ed il pugnale della G.I.L.; l’uniforme quella grigioverde di fanteria ed una di colore coloniale in tela. Sulla bustina il fregio metallico della G.I.L., con scudo, daga e fascio, mentre sulla manica della giubba uno scudetto rosso/giallo con il nome del Comando Federale di appartenenza. I volontari suddivisi in tre raggruppamenti raggiunsero i luoghi prescelti per l’addestramento militare: il 1° e il 2° sulla riviera ligure, il 3° sul litorale adriatico. Ad agosto, per propaganda e per “distrarre” l’animosità dei reparti, venne deciso di effettuare una marcia di circa 400 chilometri, a tappe, convergendo dai luoghi di addestramento verso Padova. Il 26 agosto 1940 iniziò la “marcia della giovinezza” con partenze da Albissola verso Vicenza e da Arenzano ed Ancona verso Padova. L’arrivo per i vari gruppi fu tra il 17 ed il 20 dello stesso mese ed il 10 ottobre Mussolini assistette alla sfilata dei battaglioni nel capoluogo veneto. La giornata ebbe un finale amaro per i volontari: giunse la notizia di smobilitare e grande fu il malcontento di questi giovani che per tutta la vita nient’altro avevano sentito se non la propaganda bellica del regime. Si decise allora di mantenere una parte di questa forza inserendola in due Battaglioni Speciali: le adesioni furono di circa 2000 giovani, così che si dette vita a tre battaglioni. L’intero gruppo fu messo agli ordini del Ten. Col. Tanucci Nannini. A metà dicembre i tre battaglioni furono trasferiti in treno verso tre zone ove continuare l’addestramento: il 1° Btg. fu distaccato a Formia, il 2° a Gaeta ed il 3° a Scauri. Ogni battaglione fu inquadrato su tre compagnie più un plotone comando; ai tre battaglioni fu aggiunta una compagnia mitraglieri autonoma. I primi volontari a partire per il fronte furono sei giovani estratti a sorte e mandati a consegnare pacchi dono ai combattenti in Albania. Nel frattempo, i battaglioni erano stati ridotti a due, facendo confluire l’organico del terzo negli altri. Il 12 aprile 1941 i battaglioni furono trasformati nella 301ª Legione Camicie Nere; dopo appena sei giorni un contrordine portò i giovani tra le fila del Regio Esercito: fu formato il Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti, con tanto di stellette al bavero. I due battaglioni di stanza a Formia e Gaeta vennero considerati unità dipendenti dal Centro di Mobilitazione del Deposito del 81° Rgt. Ftr. a Roma. L’uniforme, l’organico e l’armamento era quello del reggimento di fanteria tipo Africa Settentrionale; due furono però le peculiarità della divisa: al bavero le fiamme a due punte, rosse sottopannate di giallo, come i colori di Roma e della G.I.L.; il fez come copricapo, al posto della bustina, nero come quello degli arditi della Prima guerra mondiale. I giovani volontari, inquadrati come “volontari ordinari” e non come volontari di guerra, partirono per Napoli il 4 maggio 1941 aspettando un promesso utilizzo sul fronte russo. Giunse alfine l’ordine atteso di impiego, destinazione Africa Settentrionale. I battaglioni volontari del Littorio, divenuti Gruppo Btg. GG.FF., si prepararono al loro destino: saranno conosciuti dalla propaganda amica e nemica come i “Mussolini's Boys” e i “ragazzi di Bir el Gobi”. Il 22 luglio ci fu la partenza da Napoli per Taranto in attesa dell’imbarco: il 27.07.1941 il 1°, il 2° battaglione ed il Comando Gruppo si imbarcarono sul Neptunia, l’Oceania e la Marco Polo e dopo due giorni e due notti arrivarono nel porto di Tripoli.
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