Dea Moneta
login
Banner Antivm E-Live 44
Watch:
Starting price: € 140
Number of bids: -
Minimum bid: € 140
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Currently: € 20
Number of bids: 1
Minimum bid: € 22
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 130
Number of bids: -
Minimum bid: € 130
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 140
Number of bids: -
Minimum bid: € 140
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 60
Number of bids: -
Minimum bid: € 60
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Lot # 404 - Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III – Periodo Fascista – Artiglieria Contraerea. Medaglia con attacco a piccola staffa ed anello, emessa per la Milizia Contraerea. Al d/ in basso, circolarmente: MILIZIA ARTIGLIERIA CONTRAEREI l’arco teso verso l'alto. Al r/ apparecchiatura di intercettazione con coni in basso: LARES ET ORAS = IN HORA = TVEBIMVR. Opus Mario de Marchis. Realizzata in Bronzo (AE) (ø 29.9mm, 14.9g.). Con nastrino originale. Conservazione SPL/FDC. Questa specialità nasce il 16 aprile 1927 con il nome di Milizia artiglieria contraerei; dal 1930 denominata Milizia per la difesa antiaerea territoriale, (M.Di.C.A.T.). La difesa antiaerea fu affidata, fin dal tempo di pace, alla Milizia per la difesa controaerea territoriale (M.D.C.A.T.). Questa specialità della Milizia era costituita su 22 Legioni che si dividevano il territorio dello Stato secondo l'importanza delle città e degli obiettivi militari da difendere contro l'offesa degli attacchi aerei nemici. Ogni legione. armava un dato numero di batterie. Gli uomini che militavano nella Milizia Artiglieria Controaerea vestivano la normale divisa delle CC.NN. ed erano distinti dagli altri da un particolare fregio del copricapo ed avevano le fiamme nere al bavero filettate dal colore giallo arancio tradizionale dell'arma di artiglieria. Gli ufficiali provenivano dalle categorie in congedo dell'arma di artiglieria dell'Esercito, non soggetti ad essere mobilitati con l'Esercito in caso di guerra. La truppa era costituita da uomini volontari, non aventi obblighi militari, da giovanissimi non ancora di leva, da mutilati di guerra, da maturi padri di famiglia reduci dalla guerra 1915/1918, da ciechi raffinati nell'udito destinati all'ascolto degli aerofoni. Tutto il personale era da anni sottoposto ad un severo particolare addestramento al tiro controaereo. La Milizia Artiglieria Controaerea, al 10 giugno 1940, inquadrava ben 85.000 uomini; per tutta la durata del conflitto, nei limiti delle sue possibilità, della disponibilità dei pezzi e del munizionamento, con abnegazione, disciplina e coraggio, sopportando serenamente duri sacrifici e subendo sanguinose perdite, difese accanitamente il territorio nazionale dalle indiscriminate incursioni aeree su obiettívi militari e sulle popolazioni inermi delle nostre città, in perfetta collaborazione con le squadriglie dell'Arma Aeronautica destinate anch'esse alla difesa del territorio; ma purtroppo questo aiuto venne sempre più a mancare per le non rimpiazzabili perdite di apparecchi e di piloti. Nel 1935 essa disponeva di 14 Legioni e 10 Coorti autonome, dipendenti dall’Ispettorato generale M.Di.C.A.T. e da Cos. Nel 1939 la M.Di.C.A.T. venne riorganizzata in 5 comandi di gruppo di Legioni Di.C.A.T. comprendente 22 Legioni in Patria e 4 nelle colonie. Da questa data l’Ispettorato dal quale dipendeva la Di.C.A.T. assunse il nome di Comando Milizie Controaerei Artiglieria Marittima. Nel 1940, la M.Di.C.A.T. cambiò ancora una volta nome in M.A.C.A., (Milizia Artiglieria Contro Aerei).
Watch:
Starting price: € 40
Number of bids: -
Minimum bid: € 40
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Lot # 405 - Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III – Periodo Fascista – Battaglione Giovani Fascisti GIL II Raggruppamento Volontari – Rarissimo (RRR). Distintivo del II Raggruppamento Volontari del Battaglione Giovanni Fascisti della GIL Al d/ un’aquila stante con ali aperte che guarda a s. dietro la lupa romana, entrambe appoggiano su fascio littorio trasversale di tipo imperiale sotto II intorno legenda RAGGRVPP. BTG. VOLONTARI P.N.F. Al r/ spilla portativa e legenda LORIOLI FRATELLI MILANO 121. Realizzata in Bronzo (AE) e smalti policromi, (36x33mm, 10.1g.). Conservazione SPL. La G.I.L., Gioventù Italiana del Littorio, nacque nel 1937 dalla fusione dei Fasci Giovanili di Combattimento con l’Opera Nazionale Balilla. Il carattere di questa associazione era paramilitare, oltre che di indottrinamento: alla fine dell’iter formativo era previsto per i ragazzi il servizio premilitare. Nel 1940, all’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia, molti di questi giovani si presentarono presso i comandi provinciali della Gioventù Italiana del Littorio per chiedere di servire in armi la nazione. I vertici dell’esercito furono sorpresi da tale entusiasmo e rimasero perplessi su come gestire questo flusso di quindicenni/diciottenni: tali volontari necessitavano addirittura del consenso scritto dei genitori. Fu dato il permesso dal Ministero della Guerra di costituire 24 battaglioni Giovani Fascisti composti da ragazzi della sola classe 1922. In pochi giorni il numero dei volontari assommò a circa 24 mila, comprendendo anche i giovani del 1923,1924 e 1925. I battaglioni assunsero il nome del luogo di costituzione, così come le compagnie che li componevano. La forza di ogni battaglione era di circa 1000 giovani, con 20 ufficiali e 50 sottufficiali provenienti dal Regio Esercito, per lo più dai bersaglieri. L’armamento individuale era il moschetto mod. 1891 ed il pugnale della G.I.L.; l’uniforme quella grigioverde di fanteria ed una di colore coloniale in tela. Sulla bustina il fregio metallico della G.I.L., con scudo, daga e fascio, mentre sulla manica della giubba uno scudetto rosso/giallo con il nome del Comando Federale di appartenenza. I volontari suddivisi in tre raggruppamenti raggiunsero i luoghi prescelti per l’addestramento militare: il 1° e il 2° sulla riviera ligure, il 3° sul litorale adriatico. Ad agosto, per propaganda e per “distrarre” l’animosità dei reparti, venne deciso di effettuare una marcia di circa 400 chilometri, a tappe, convergendo dai luoghi di addestramento verso Padova. Il 26 agosto 1940 iniziò la “marcia della giovinezza” con partenze da Albissola verso Vicenza e da Arenzano ed Ancona verso Padova. L’arrivo per i vari gruppi fu tra il 17 ed il 20 dello stesso mese ed il 10 ottobre Mussolini assistette alla sfilata dei battaglioni nel capoluogo veneto. La giornata ebbe un finale amaro per i volontari: giunse la notizia di smobilitare e grande fu il malcontento di questi giovani che per tutta la vita nient’altro avevano sentito se non la propaganda bellica del regime. Si decise allora di mantenere una parte di questa forza inserendola in due Battaglioni Speciali: le adesioni furono di circa 2000 giovani, così che si dette vita a tre battaglioni. L’intero gruppo fu messo agli ordini del Ten. Col. Tanucci Nannini. A metà dicembre i tre battaglioni furono trasferiti in treno verso tre zone ove continuare l’addestramento: il 1° Btg. fu distaccato a Formia, il 2° a Gaeta ed il 3° a Scauri. Ogni battaglione fu inquadrato su tre compagnie più un plotone comando; ai tre battaglioni fu aggiunta una compagnia mitraglieri autonoma. I primi volontari a partire per il fronte furono sei giovani estratti a sorte e mandati a consegnare pacchi dono ai combattenti in Albania. Nel frattempo, i battaglioni erano stati ridotti a due, facendo confluire l’organico del terzo negli altri. Il 12 aprile 1941 i battaglioni furono trasformati nella 301ª Legione Camicie Nere; dopo appena sei giorni un contrordine portò i giovani tra le fila del Regio Esercito: fu formato il Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti, con tanto di stellette al bavero. I due battaglioni di stanza a Formia e Gaeta vennero considerati unità dipendenti dal Centro di Mobilitazione del Deposito del 81° Rgt. Ftr. a Roma. L’uniforme, l’organico e l’armamento era quello del reggimento di fanteria tipo Africa Settentrionale; due furono però le peculiarità della divisa: al bavero le fiamme a due punte, rosse sottopannate di giallo, come i colori di Roma e della G.I.L.; il fez come copricapo, al posto della bustina, nero come quello degli arditi della Prima guerra mondiale. I giovani volontari, inquadrati come “volontari ordinari” e non come volontari di guerra, partirono per Napoli il 4 maggio 1941 aspettando un promesso utilizzo sul fronte russo. Giunse alfine l’ordine atteso di impiego, destinazione Africa Settentrionale. I battaglioni volontari del Littorio, divenuti Gruppo Btg. GG.FF., si prepararono al loro destino: saranno conosciuti dalla propaganda amica e nemica come i “Mussolini's Boys” e i “ragazzi di Bir el Gobi”. Il 22 luglio ci fu la partenza da Napoli per Taranto in attesa dell’imbarco: il 27.07.1941 il 1°, il 2° battaglione ed il Comando Gruppo si imbarcarono sul Neptunia, l’Oceania e la Marco Polo e dopo due giorni e due notti arrivarono nel porto di Tripoli.
Watch:
Starting price: € 300
Number of bids: -
Minimum bid: € 300
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Lot # 406 - Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III – Periodo Fascista – Bersaglieri – Rarissimo (RRR). Al d. fucile con baionetta innestata e fiamma cremisi dei Bersaglieri, legenda MAIORA VIRIBUS AUDERE 3 RGT BERSAGLIERI. Al r. spilla portativa con scritta produttore F.M. LORIOLI FRATELLI V. BRONZETTI 25 MILANO. Realizzato in Argento (AG) e smalti policromi. Conservazione SPL. Questo distintivo è uno dei tre che furono ordinati alla Ditta Fratelli Lorioli di Milano dal colonnello Italo Amato, Comandante del 3° Reggimento Bersaglieri, il 13 maggio 1938. Stranamente l'ordine era stato fatto contemporaneamente per tre tipologie diverse di un unico distintivo e prevedeva la consegna di 300 pezzi di ciascuna versione. Oltre a questa stranezza c'è anche quella dei tre distintivi che non sono più stati riordinati, cosa che invece avveniva con notevole frequenza per gli altri "clienti" della Lorioli. Questo li colloca, probabilmente, tra i più rari in assoluto dell'intera produzione di distintivi reggimentali. Il distintivo misura 40 x 26.5 mm. Il 3° Reggimento Bersaglieri era costituito da tre battaglioni: il XVIII, il XX e il XXV. E quasi certo che i tre distintivi fossero destinati uno per ogni battaglione anche se non si potrà mai sapere con certezza a quale battaglione fossero destinati i singoli distintivi. Si può solo fare un'ipotesi basandosi sui numeri d'ordine ritrovati nei documenti dell'Archivio Lorioli. Il primo ad essere ordinato fu quello piccolo bianco che dovrebbe essere andato al 1° battaglione ( il XVIII ), subito dopo fu la volta del secondo rettangolare grande destinato al 2° battaglione ( il XX ) ed infine il terzo ordine, arrivato in ritardo rispetto ai primi due, relativo a quello rotondo grande, destinato al 3° battaglione ( il XXV ) che era un battaglione "fluttuante" del reggimento che in organico aveva solo i suoi due storici. Esteticamente questo secondo distintivo è indubbiamente assai bello: rettangolare in metallo argentato e smalti policromi presenta su fondo nero una baionetta innestata, stilizzata in oro, che termina con la fiamma cremisi dei bersaglieri e con un grande numero 3 smaltato di azzurro. In alto a destra la scritta dorata con il motto "MAJORA VIRIBUS AUDERE" (Osare di più con le proprie forze) del reggimento che è il più decorato d'Italia. Al centro il nome del Reggimento. Sul retro è presente una spilla su coprispilla rettangolare con il marchio della Lorioli, ripetuto anche in basso sul corpo del distintivo. Il 3° Reggimento Bersaglieri assunse il 1º gennaio 1871 fisionomia operativa formata dai battaglioni XVIII, XX, XXV e XXXVIII e dal 1º ottobre 1910 dispone anche del III battaglione ciclisti, nelle cui fila prestò servizio il bersagliere romano Enrico Toti. Partecipa al primo conflitto mondiale e viene impiegato nell'ambito delle divisioni di fanterie, distinguendosi nel 1915 sul Col di Lana, sul Carso, a Vermegliano e Monte Sei Busi: nel 1916 a Selz, Monte Sief, sul Piccolo Colbricon. Val Cismon Jamiano a q. 144 nei mesi di agosto e settembre. Il 1917 vede il reggimento impegnato ancora sul Carso a Flondar, I Hermada, Monfenera, Piave, Zenson e Ponte Pinzano. Nel corso del 1918 è impiegato a Costalunga, Piave, Vittorio Veneto, Serravalle, Passo di Fadalto, e Pieve di Cadore perché inquadrato dal 29 agosto al 4 novembre nella VII Brigata Bersaglieri insieme al 2º Reggimento. Il suo III battaglione ciclisti invece opera come unità autonoma e si distingue in azioni di retroguardia nel 1917 e di resistenza sul Piave nel giugno 1918. Alla fine del primo conflitto mondiale, il 3º Reggimento subisce diverse trasformazioni organiche tra cui la soppressione del III battaglione ciclisti nel 1919. Nel luglio 1924 tutto il reggimento viene trasformato in unità ciclisti rimanendo tale sino al 1936. L'ordinamento del 1926 ne prevedeva la formazione su comando, XVIII e XX battaglione ai quali nel 1935 si è unito anche il XXV. Il 23 marzo 1935 è mobilitato per partecipare alle operazioni in Africa Orientale e a tal scopo viene riformato su 4 battaglioni tutti appiedati: il XVIII, XX, XXV ed il LXXXIII complementi. Il 3º giunge in Africa nel maggio 1935 e viene incorporato nella divisione Sabaudia. I bersaglieri parteciparono all'avanzata prendendo parte ad entrambe le battaglie di Tembien. La prima battaglia del Tembien viene combattuta tra il 21 e il 24 gennaio 1936 e vede impegnate le truppe del generale Badoglio che difendono il fianco dello schieramento italiano e sconfiggono due armate abissine guidate dai ras Cassa e Sejum. La seconda battaglia del Tembien viene combattuta tra il 27 e il 29 febbraio 1936 in cui i resti delle due armate abissine sono completamente distrutte dagli italiani che riconquistano la vetta dell'Amba Alagi. Al passo di Falagà il reggimento viene riordinato diventando il 3º Reggimento Leggero per andare a far parte della colonna Starace che avrebbe marciato su Gondar. Rientrato in patria dall'ottobre 1939 viene inquadrato nella 3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" con la quale al comando del colonnello Aminto Caretto, prende parte al secondo conflitto mondiale. Dopo una permanenza sul fronte alpino occidentale e dopo aver partecipato alle operazioni contro la Jugoslavia, nella primavera del 1941, il 24 luglio 1941 il reggimento viene inviato in Russia, facente parte del CSIR dove il 5 settembre del 1941 entrò in contatto con il nemico nella zona del fiume Dnieper. Il 28 settembre, partecipa alla prima battaglia combattuta e vinta da soli reparti italiani a Petrikovka sul Don, proseguendo verso il bacino del Donez in condizioni ambientali proibitive conquistando prima la testa di ponte di Uspenowka e il 20 ottobre il centro industriale e ferroviario di Stalino, precedendo la IV Divisione alpina tedesca, impadronendosi poi il 1º novembre del centro industriale di Rjkowo, con un ingente bottino di uomini e materiali. Successivamente l'11 e 12 novembre i bersaglieri XVIII e del XX battaglione si lanciarono in aiuto dell'80º Reggimento fanteria, sottraendolo all'annientamento. Sul Fronte Russo il 3º Reggimento bersaglieri ha combattuto per quasi due anni dando prova di valore e di sacrificio. Il giorno di Natale 1941 i russi scatenarono una pesante offensiva, poi denominata Battaglia di Natale, che investì in pieno il 3º Reggimento bersaglieri, con un battaglione di bersaglieri accerchiato per dieci ore prima di riuscire a ritirarsi. Nel maggio 1942, il reggimento, con gli altri reparti della 3ª Divisione Celere, penetra profondamente nello schieramento avversario occupando il 19 luglio Millerovo, centro del bacino minerario di Bocovo Antrazit e raggiungendo il 29 luglio, dopo una marcia di oltre 450 chilometri, la riva destra del Don, nell'ansa di Serafimovic, con l'obiettivo di recidere una consistente testa di ponte russa. Il 30 luglio, il XX Battaglione occupa Serafimovic, dopo un attacco notturno a sorpresa, mentre il XVIII Battaglione occupa Belajewski e il XXV Battaglione occupa Bobrowski. Nel corso del combattimento il Comandante del Reggimento, Colonnello Aminto Caretto, cadde colpito a morte e venne decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il 30 agosto malgrando fosse ridotto a un quarto degli effettivi il reggimento difese le posizioni di Jagodnij arginando e respingendo l'offensiva russa. Dopo essere stato schierato il 17 novembre sul Don, nella zona di Meskow, il 19 dicembre, il reggimento affronta la sua ultima battaglia e ridotto all'osso, riesce a sfondare lasciando sul terreno centinaia di bersaglieri caduti, per affrontare la strada del ripiegamento di fronte a una schiacciante superiorità avversaria. Rientrato in Italia dal Fronte Russo verso la fine di marzo del 1943 il reggimento viene dislocato per riordinarsi in Emilia dove verrà sciolto a seguito della proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre.
Watch:
Starting price: € 550
Number of bids: -
Minimum bid: € 550
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 275
Number of bids: -
Minimum bid: € 275
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 50
Number of bids: -
Minimum bid: € 50
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 50
Number of bids: -
Minimum bid: € 50
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 10
Number of bids: -
Minimum bid: € 10
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Lot # 413 - Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III – Periodo Fascista – MVSN – Brigate Nere – CC.NN. – Estremamente Raro (RRRR). Distintivo da petto per uniforme della 3^ Brigata squadre D' Azione del corpo ausiliario - CC.NN. Fregio ricamato in canottiglia e filo di cotone tricolore. Questa tipologia di distintivo avrebbe dovuto essere il modello ufficiale per tutte le Brigate Nere. Di questa tipologia di fregio si conosce quello in metallo raffigurato a pag.83 al nr. 41 del libro “Distintivi e Medaglie della RSI” di Fausto Saracino, ma non la tipologia in stoffa, evidentemente trattasi di una versione più tarda e della più estrema rarità. Conservazione BB/SPL. Dimensioni 65x47. La 3^ Brigata “Antonio Pappalardo” Squadre d'Azione del Corpo Ausiliario (CC.NN.) era una formazione paramilitare fascista italiana, parte del più ampio sistema di squadre d'azione. Queste squadre, originariamente organizzate dai Fasci italiani di combattimento, furono poi formalmente riconosciute e integrate nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) nel 1923. La 3^ Brigata, come le altre, operava sotto il comando del Partito Nazionale Fascista e svolgeva attività di repressione e controllo sociale. La “Pappalardo” aveva sede a Concordia ed era comandata dal medico bolognese Franz Pagliani, uno degli autori della strage di Ferrara, squadrista fanatico inviso agli stessi tedeschi. Operò tra Modena e Reggio Emilia. Pagliani era noto per il suo oltranzismo. Professore universitario, dirigeva l’Istituto di patologia chirurgica all’ateneo di Bologna. Fu anche federale di Modena ed ispettore regionale per l’Emilia-Romagna di tutte le brigate nere. A Pagliani fece capo la corrente più violenta del fascio modenese. Nel gennaio ’44 fu giudice al processo di Verona. Il generale tedesco Frido von Senger und Etterlin, comandante del 14º Corpo d’armata corazzato, definisce Pagliani l’”anima nera” del brigatismo fascista, un intrigante che von Senger stesso fece di tutto per estromettere dall’incarico di ispettore regionale. E ciò avvenne il 28 gennaio ’45, per decisione di Mussolini, dopo l’uccisione di quattro noti professionisti di Bologna. Von Senger in un libro di memorie scrisse parole di fuoco contro le brigate nere emiliane, da lui definite “nostro comune avversario”: “Autentico flagello della popolazione, queste erano altrettanto odiate dai cittadini come dalle autorità […] e da me. Le brigate nere erano composte dai seguaci più fanatici del partito”, i quali “erano capaci di compiere qualsiasi nefandezza quando si trattava di eliminare un avversario politico”. Quei fascisti, prosegue il generale tedesco, si dimostravano solo “fedeli e devoti al Duce”, ed erano “incapaci di esprimere un giudizio personale”. Von Senger ricorda anche che a seguito di una serie di azioni terroristiche, violenze, torture ed omicidi compiuti dalle brigate nere emiliane nel tardo autunno ’44, lui stesso, come capo della zona di operazioni, il 21 dicembre convocò a rapporto i maggiori responsabili politici e militari del fascismo. In quell’occasione Von Senger accusò le brigate nere di compiere azioni “che hanno tutte le caratteristiche di assassinii da strada”. Dopo la guerra, Pagliani fu condannato e scontò un lungo periodo di detenzione prima di tornare a fare il chirurgo, non più a Bologna, ma a Perugia. Ed è stato un dirigente di primo piano del MSI. Nelle fila della Pappalardo cadde in combattimento a Concordia, come vicecomandante, il reggiano Armando Wender, ucciso il 15 marzo 1945. Wender, già comandante della 30° Brigata Nera “Ferrari” di Reggio Emilia, era fra i responsabili anche dell’uccisione di don Pasquino Borghi e dei suoi. Catturato dai partigiani nel settembre 1944 fu scambiato con prigionieri dei fascisti e con la sua garanzia di non svolgere più attività politica o militare (fonte: Istoreco)
Watch:
Starting price: € 350
Number of bids: -
Minimum bid: € 350
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 250
Number of bids: -
Minimum bid: € 250
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 300
Number of bids: -
Minimum bid: € 300
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 50
Number of bids: -
Minimum bid: € 50
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 45
Number of bids: -
Minimum bid: € 45
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 18
Number of bids: -
Minimum bid: € 18
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Lot # 424 - Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III – Ventennio Fascista – Divisione Taro. Medaglia portativa con cambretta della Divisione Taro. Al d/ vallata definita circondata da monti e indicazione di alcune località: GURILLENGES _ GURII TOPIT _ KOLLAK in basso: BOERI – ROMA. Al r/ CAMPAGNA DI GRECIA 20.10.40 _ 23.4.41 XIX nel campo: corona reale = nodo savoia DIVISIONE = "TARO" = AVANTI = AD OGNI = COSTO in basso a dx, presso il bordo interno: R. IACCARINO. Opus Vittorio Emanuele Boeri e Iaccarino R. Riferimenti Casolari XIX-20 Lorioli 523. Realizzata in Bronzo (AE) (Ø 39.4mm, 19.4g.). Conservazione SPL. Le origini della grande unità possono essere fatte risalire alla Brigata di Fanteria "Taro", costituitasi il 6 aprile 1916 a Verona sul 207º e il 208º Reggimento fanteria e sciolta il 21 novembre 1917, per essere ricostituita il 12 settembre 1939 a Catanzaro come Divisione di Fanteria "Taro" (48ª) sui due stessi reggimento di fanteria e sul 48º Reggimento Artiglieria da Campagna. Dal mese di ottobre si trasferisce a Macomer, in provincia di Nuoro, per poi rientrare nella sua sede nel maggio 1940. Dopo la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, la divisione viene trasferita prima a Civitavecchia, poi a Bari per essere imbarcata il 19 novembre per Durazzo e subito inviata al fronte greco-albanese. Il 1º dicembre i reparti della "Taro" si trovano a Pogradec, con il 207º Reggimento aggregato alla 19ª Divisione fanteria "Venezia" e il 208º alla 53ª Divisione fanteria "Arezzo", mentre il Comando di Divisione inquadrando altre unità provvisorie, organizza e presidia una posizione a sbarramento della Valle del Shkumbini. L'11 dicembre, con il 208º Reggimento fanteria, il 225º Reggimento fanteria ed il 48º Reggimento artiglieria, la divisione si schiera in prima linea nel settore di Guri Llenges-Dingen-fiume Shkumbini, impegnata in continui combattimenti fino a gennaio 1941; da febbraio fino al termine delle ostilità con la Grecia il 23 aprile, la divisione è impegnata a respingere duri attacchi nemici e ad effettuare contrattacchi per la riconquista di capisaldi. A giugno la divisione si trasferisce in Montenegro e si schiera a presidio delle zone di Cettigne, Antivari, Nikšić, Danilovgrad e, dal 19 luglio, di Cattaro. Impegnata in operazioni di rastrellamento, affronta scontri anche cruenti con i partigiani locali, soprattutto a febbraio-marzo 1942. La divisione rientra in patria in agosto, dislocandosi nella zona di Alessandria-Novi Ligure, per poi trasferirisi in novembre in Francia meridionale, a nord di Tolone e lungo la costa nella zona di Cuers, tra Méounes-lès-Montrieux, Pierrefeu e Carnoules. In seguito all'8 settembre la divisione cessa ogni attività.
Watch:
Starting price: € 100
Number of bids: -
Minimum bid: € 100
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 50
Number of bids: -
Minimum bid: € 50
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 80
Number of bids: -
Minimum bid: € 80
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Lot # 429 - Repubblica Sociale Italiana (RSI) – Alpini - Divisione Monterosa – Tollino II tipo – Rarissimo (RRR). Questo distintivo divisionale fu adottato dagli alpini della Divisione Monterosa in addestramento a Muenzingen in Germania. Versione liscia per Ufficiali Superiori. Al d. è raffigurato un cappello alpino la cui sagoma è ripresa dal profilo della montagna sullo sfondo, sotto al cappello è riportato il nome della Divisione e lungo il bordo la scritta ONORE E FEDE, ripetuta tre volte. Il rovescio non presenta la classica spilla ma ci sono tre fori nel bordo per poterlo cucire sull’uniforme. Realizzata in bronzo (AE) e smalti policromi (ø 28.2mm, 7.4g). Riferimenti “I distintivi delle truppe alpine 1915 – 1945” pag. 301 nr. 2. Conservazione FDC. La divisione alpina Monterosa fu costituita il 1° gennaio del 1944 a Pavia e subito inviata in Germania per un ciclo addestrativo. Formata per circa il venti per cento da ufficiali, sottufficiali e soldati già appartenenti al Regio Esercito e arruolatisi volontari alla data dell'8 settembre o subito dopo, il rimanente ottanta per cento era composto da reclute provenienti dalle classi 1924 e 1925 chiamate alle armi dal governo della Repubblica Sociale Italiana (RSI). I volontari che costituirono l'ossatura della divisione si trovavano già in Germania e provenivano dai campi di concentramento, dopo i rastrellamenti effettuati dai tedeschi nei vari teatri operativi e in Patria e causati dai tragici fatti dell'8 settembre 1943. I militari vennero addestrati nei campi di Heitberg, Feldstetten e Muenzingen nel Wurtemberg. I reparti trascorsero sei mesi di addestramento intenso con istruttori germanici seguendo lo standard addestrativo tedesco. Al termine di questo periodo la divisione si schierò a Muenzingen dove il 16 luglio 1944 Mussolini passò in rassegna più di ventimila alpini. Nel corso della cerimonia il Duce consegnò le bandiere di guerra ai reggimenti che stavano per rientrare in Italia. Lo stesso giorno la Monterosa adottò il proprio motto ricavato da alcune parole indirizzate dal capo della RSI agli alpini: "La Monterosa è, rimane e deve rimanere una divisione di ferro". La divisione alpina Monterosa fu una delle più grandi unità allestite e introdotte dalla Repubblica Sociale Italiana. L'obiettivo e lo scopo principale della Monterosa, unitamente alle altre quattro grandi unità addestrate in Germania (divisione bersaglieri Italia, divisione granatieri Littorio, divisione fanteria di marina San Marco più una brigata di riserva) erano orientati a riprendere i combattimenti affianco alla Germania per opporsi all'invasione della penisola da parte degli angloamericani. Con l'ottica di quel tempo, la divisione Monterosa può essere considerata l'unità alpina italiana più fortemente addestrata e armata. L'armamento consisteva nel fucile mauser calibro 7.60, pistole mauser e P.38, pistole mitragliatrici MP/40 e mitragliatore Beretta. Le mitragliatrici erano le MG 42 e le Breda 38. La divisione disponeva inoltre di 46 mortai da 80 mm; 33 cannoni anticarro 75/40 Panzerschreck, Panzerfaust e mitragliere antiaeree da 20 mm. L'artiglieria contava su 37 obici Skoda da 75/13 e 12 obici da 105. I comandanti della divisione furono: il colonnello Umberto Manfredin dal 1° gennaio al 23 marzo 1944; il generale Goffredo Ricci fino al 15 luglio 1944; il generale Mario Carloni fino al 20 febbraio 1945; il colonnello Giorgio Milazzo fino al 28 aprile 1945. Appena rientrata in Italia nella seconda quindicina del luglio 1944, la divisione fu incorporata nel corpo d'armata Lombardia dell'armata Liguria, al comando del Maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani. Compito operativo della Monterosa era di assumere la difesa costiera della riviera ligure da Nervi a Levanto in previsione di uno sbarco alleato lungo quella costa. La divisione, oltre alla difesa antisbarco, doveva anche assicurare il flusso dei rifornimenti tramite le vie ordinarie di comunicazione fra la Liguria e la pianura padana. Vi furono azioni contro i partigiani che cercavano di osteggiare le comunicazioni. Dopo lo sbarco alleato in Normandia, che rendeva di fatto improbabile un attacco verso la Liguria, la maggior parte dei battaglioni alpini della divisione vennero trasferiti sulla Linea Gotica dell'appennino occidentale, sulle Alpi Apuane. La difesa dell'arco alpino era sostenuta dal LXXV corpo d'armata tedesco con le sue divisioni alle quali si aggiunsero i reparti della Monterosa, della divisione Littorio, di alcune unità della Xa MAS, i Cacciatori delle Alpi e il 10° gruppo alpino. A metà aprile 1945 le armate angloamericane, bloccate sulla linea gotica dall'autunno, iniziarono l'offensiva finale in Italia. Quando il fronte fu sfondato nel settore di Bologna anche le truppe italo-tedesche ricevettero l'ordine di ripiegare verso il Po. I reparti della Monterosa rimasti in Garfagnana si ritirarono con continui combattimenti e sotto intensi bombardamenti aerei, attraversando il passo della Cisa, ma a Fornovo il 28 aprile dovettero arrendersi alle truppe brasiliane. Le forze in Liguria si ritirarono combattendo verso Genova quando il generale Meinhold, comandante del settore, decise di arrendersi ai partigiani di Genova e ordinò a tutte le truppe in Liguria di deporre le armi. Il 27 aprile la colonna della Monterosa che combattendo si stava dirigendo verso il passo della Scoffera, trattò con gli americani e le venne concessa la resa con gli onori delle armi. Infine la 1^ e la 2^ batteria del gruppo Mantova, schierate a La Thuille in difesa del Passo del Piccolo San Bernardo, respinsero il 26 aprile un attacco francese e rimasero sulle posizioni, arrendendosi solamente l'8 di maggio agli americani. Questo fu l'ultimo reparto militare italiano a cessare i combattimenti alla fine della Seconda guerra mondiale. L'albo d'onore della divisione annovera 910 caduti, accertati grazie a ricerche certamente incomplete e condotte da reduci dopo la guerra. Le decorazioni individuali al valor militare concesse sono 142, tra le quali tre medaglie d'oro alla memoria concesse all'alpino Renato Assante, al sottotenente Eraldo Boschi e al sottotenente medico Mario Da Re. Inoltre, sono stati concessi ottantanove encomi solenni e sei promozioni per merito di guerra. I comandanti tedeschi decorarono numerosi alpini con la croce di ferro di seconda classe. (Informazioni storiche tratte dal sito "Pagine di Difesa").
Watch:
Starting price: € 800
Number of bids: -
Minimum bid: € 800
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 15
Number of bids: -
Minimum bid: € 15
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 55
Number of bids: -
Minimum bid: € 55
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 10
Number of bids: -
Minimum bid: € 10
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 250
Number of bids: -
Minimum bid: € 250
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 50
Number of bids: -
Minimum bid: € 50
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 15
Number of bids: -
Minimum bid: € 15
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 15
Number of bids: -
Minimum bid: € 15
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 35
Number of bids: -
Minimum bid: € 35
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 15
Number of bids: -
Minimum bid: € 15
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 30
Number of bids: -
Minimum bid: € 30
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 25
Number of bids: -
Minimum bid: € 25
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 20
Number of bids: -
Minimum bid: € 20
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 15
Number of bids: -
Minimum bid: € 15
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Lot # 455 - Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III – WW1- Regio Esercito – Armata – Rara (R). Rara medaglia in bronzo del diametro di 40 mm, coniata a Firenze da M. Nelli e disegnata da S. Saponaro e prodotta in argento o bronzo nel 1923, come riproduzione ridotta dell'esemplare in oro di diametro 93 mm, offerto al Re il 10 dicembre 1919 dal Comitato Nazionale per la Medaglia d'Onore all'Esercito e all'Armata (con sede a Roma in Via Cicerone 56) presieduto dal senatore conte Federico Bottoni. Allo stesso tempo furono posti in vendita, in argento a L.25 e in bronzo a L.7,50, gli esemplari di diametro 40 mm, oltre a quelli "portabili" di diametro 30 mm come questo. Questa medaglia, conosciuta come "valore al campo", non è dunque un modello sperimentale, come in genere si crede, della medaglia per la campagna 1915-'18 ma venne assegnata in alcune migliaia di esemplari con nastro, accompagnati da un brevetto numerato. Non vi è certezza circa i destinatari della decorazione, presumibilmente venne conferita a chi compì atti di valore non ricompensati con le medaglie nominative al valor militare. Al d. VITTORIO EMANUELE III _ RE D'ITALIA busto a sx con uniforme. Al r. Madre a dx, seduta, consola figlio in esergo: ALL'ESERCITO E ALL'ARMATA # = NELLA GUERRA DI REDENZIONE E DI = CIVILTA' # LA NAZIONE = 1915 # 1918 nel campo a dx, sotto alla seduta: S. SAPONARO MOD. = M. NELLI INC. FIRENZE # = nodo d'amore. Realizzata in bronzo (AE) (ø 30.2mm, 12.7g.). Conservazione BB. Riferimento Brambilla p. 640.
Watch:
Starting price: € 50
Number of bids: -
Minimum bid: € 50
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time
Watch:
Starting price: € 50
Number of bids: -
Minimum bid: € 50
B.P.: 20.00%
Closing on: 2025-09-20 14:00:00 Roma time