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2005 - Nicolò V (1447-1455) Ducato - Munt. 4 AU (g 3,53) R Figlio di un medico di Sarzana in Liguria, Nicolò V prestò inizialmente servizio come precettore, dopodiché ricevette la sua formazione teologica a Bologna. Come Papa, convinse l'ultimo Antipapa, Felice V, ad abdicare e incoronò Federico III Imperatore del Sacro Romano Impero a Roma, l'ultima incoronazione imperiale che si tenne lì. Considerato il primo papa del rinascimento, inaugurò una nuova era di arte, monumenti e miglioramenti pubblici. Esemplare di ottima qualità qFDC

2006 - Pio II (1458-1464) Grosso - Munt. 12 AG RR Esemplare di ottima qualità corredato da una splendida patina iridescente. Ex Top pop, miglior esemplare certificato NGC MS 63 cod. 2809904-006. I conii di questa splendida moneta di grande rarità e di finissimo stile, sono da attribuirsi al grande incisore folignate Emiliano Orfini, di cui è ben visibile la sigla posta al rovescio tra i due santi. Egli fu, non solo un eccezionale incisore, ma anche un innovatore della sua arte nonché della emergente arte tipografica. Una moneta del genere si può ben definire un punto di passaggio dal Medioevo al Rinascimento! MS 63

2016 - Giulio II (1503-1513) Giulio - Munt. 24 AG (g 3,84) RRR Ex asta Nomisma 65, lotto 1126 con un realizzo di ben 11.000 euro più diritti. In slab NGC AU 53 6635278-010. Il papa Giulio II fece una importante riforma monetaria modificando il tradizionale grosso papale in una nuova moneta d'argento rapportata al ducato. Questa moneta si diffuse proprio col nome del papa ed ebbe un così grande successo che questo stesso nome si utlizzò per secoli. Tra i giuli di Giulio II sono abbastanza comuni quelli con al diritto lo stemma papale mentre sono da cornsiderarsi di grande rarità quelli col ritratto. Tali monete sono anche molto ricercate per il loro grande valore artistico come ben si vede in questo magnifico esemplare. AU 53

2018 - Leone X (1513-1521) Quarto di ducato - Munt. 18 AG (g 9,82) RRRR La denominazione che comunemente aveva questa moneta di testone o triplice giulio è stata corretta dal Muntoni che, dopo un attento studio sulla metrologia dell'epoca, l'ha rettificata in quarto di ducato. I conii vennero quasi sicuramente preparati da Pier Maria Serbaldi da Pescia in quanto, considerato che nella legenda del rovescio è incisa la marca dei Fugger, è documentato che durante il loro appalto Pier Maria ricopriva la carica di incisore ufficiale. Il Martinori, tuttavia, nei suoi Annali della zecca di Roma, proprio per il bello stile dell'incisione, reputava possibile attribuirla al Caradosso. La rappresentazione e la legenda del rovescio ricordano il perdono e il conseguente reintegro nelle cariche concesse da Leone X nel dicembre del 1513 ai cardinali che avevano preso parte al Concilio scismatico di Pisa del 1511. Detta "la moneta del perdono di Leone X ai cardinali", risulta essere una tipologia di estrema rarità. Questa è uno dei pochissimi esemplari esistenti a non recare il foro di sospensione, e si trova in uno stato di conservazione insolito per questa affascinante emissione. BB

2021 - Adriano VI (1522-1523) Giulio - Munt. 8 AG (g 3,74) RR Moneta di eccezionale qualità ed ottima freschezza per questa tipologia di rarissima apparizione anche solo in conservazione leggermente sotto lo SPL. Indubbiamente il miglior esemplare apparso sul mercato. Nell'asta Kunker 403 del 2024, un esemplare di qualità nettamente inferiore e dal metallo leggermente poroso, ha realizzato 3600 euro + diritti. TOP POP, miglior esemplare certificato NGC, in slab n. 2156239-043 e classificato, a nostro avviso, in modo penalizzante solo AU 58. AU 58

2024 - Clemente VII (1523-1534) Quarto di ducato - Munt. 30 AG (g 8,92) RRR Questa tipologia di quarto di ducato con lo stemma a targa gigliata è da considerare di estrema rarità tanto che mancava nelle più importanti collezioni di monete papali. Si tratta di una moneta di grande suggestione. Se si pensa in quale occasione fu battuta questa moneta la conservazione del presente esemplare è da ritenersi davvero eccezionale SPL+

2026 - Clemente VII (1523-1534) Bologna - Scudo d'oro - Munt. 104 AU (g 3,37) R Esemplare di inusuale qualità per la tipologia, ben centrato e dagli ottimi rilievi. Nell'asta Kunker 403 del 2024, lotto 1304, un esemplare classificato SPL ha realizzato 2.000 euro + diritti. SPL-FDC

2027 - Clemente VII (1521-1534) Modena - Ducato con lo stemma papale - Munt. 110 AU (g 3,39) RRRR Una modesta ondulazione del tondello. Modena per pochi anni fu strappata dal papa al duca di Ferrara che, tra l’altro, era un feudatario proprio della Chiesa. qSPL

2028 - Clemente VII (1523-1534) Parma - Mezzo giulio - Munt. 120 AG (g 1,95) RRR Ex Ratto 1914, ex Ratto 1917, lotto n. 9; ex Santamaria, Collezione Ruchat, 1922, lotto 662; ex Santamaria, Collezione Signorelli, 1954. Moneta rarissima in conservazione eccezionale e con un impressionante pedigree! In asta NAC 90 un esemplare in conservazione MB ha realizzato 1.600 euro pià diritti. SPL+

2030 - Paolo III (1534-1549) Doppio fiorino di camera - Munt. 2 AU (g 6,74) RRRR Come già indicato da Muntoni e CNI, in questa splendida moneta la fibbia che si trova sul petto del busto del pontefice può presentare o meno un piccolo busto barbuto, probabilmente di San Paolo. Abbiamo notato che la fibbia col ritratto è assai più rara di quella con la fibbia vuota tanto che abbiamo reperito un solo passaggio in asta, da Cambi, febbraio 2022, mentre altri esemplari di aste degli ultimi anni hanno la fibbia vuota. Indubbiamente, oltre al fattore rarità, il piccolo ritratto nella fibbia è una ulteriore prova dell'abilità dell'incisore dei conii Leone Leoni. Il Leoni era arrivato a Roma nel 1537 succedendo a Benvenuto Cellini nell'incarico di incisore alla zecca pontificia. La sua attività dovrebbe essersi concentrata tra il 1539 e il 1540 realizzando monete di straordinaria bellezza molto ricercate dai collezionisti! SPL/SPL+

2032 - Paolo III (1534-1549) Scudo d'oro - Munt. 19 AU (g 3,29) RR Si ritiene che i conii di questa moneta siano da attribuire a Benvenuto Cellini. In un noto passo della sua autobiografia infatti si legge: "Cominciai a fare le stampe degli scudi nelle quali io feci un mezzo San Pagolo con un motto di lettere che diceva: VAS ELECTIONIS ." SPL

2036 - Paolo III (1534-1549) Parma - Scudo d'oro - Munt. 157 AU Tipiche debolezze dovute alla fase di coniazione, esemplare di ottima qualità. TOP POP, miglior esemplare certificato NGC, in slab NGC MS 61 n. 2150836-036. Nell'asta Sincona 29 del 2016, lotto 1828, un esemplare con debolezze di coniazione simili a questo, ha realizzato 4.743 euro + diritti. Più recentemente , nell'asta Ranieri 17 del 2022, lotto 583, un esemplare Spl+ ha realizzato 2.400 euro + diritti MS61

2038 - Paolo III (1534-1549) Piacenza - Scudo d'oro - Munt.176 AU (g 3,38) R Consuete lievi debolezze caratteristiche della tipologia, esemplare di ottima qualita'. Nell'asta Sincona 69 del 2021, un esemplare in slab MS63, ha realizzato 2200 euro + diritti SPL-FDC

2039 - Marcello II (1555) Giulio - Munt. 5 AG (g 3,28) RRR Moneta di rarissima apparizione e di eccezionale qualità per la tipologia. Nessun altro esemplare apparso in conservazione anche solo simile. L'unico altro giulio di Marcello II della zecca di Roma, in conservazione altissima, ma Muntoni 4, nell'asta Varesi 69, collezione ANPB del 2016, lotto 785, ha realizzato 6.250 euro più diritti qFDC

2042 - Paolo IV (1555-1559) Ancona - Giulio - Munt. 43 AG (g 3,23) R Ex Nomisma 29, RSM 22 marzo 2005, lotto 1044. Magnifico tondello di ottima freschezza, dal metallo brillante ed impreziosito da bellissime iridescenze marginali qFDC/FDC

2044 - Pio V (1566-1572) Medaglia coniata A. VI 1571 Consacrazione della chiesa di Santa Croce a Boscomarengo - Opus: Gianfederico Bonzagni - Modesti III,612 - AG (g 22 - Ø 37,2 mm) Riconio posteriore raro dell'Hamerani BB-qSPL

2045 - Pio V (1566-1572) Medaglia coniata A. VI 1571 Consacrazione della chiesa di Santa Croce a Boscomarengo - Opus: Gianfederico Bonzagni - Modesti III,612 - AE (g 25,31 - Ø 36 mm) Riconio posteriore raro dell'Hamerani qSPL

2046 - Pio V (1566-1572) Medaglia coniata A. VI 1571 Battaglia di Lepanto, veduta della battaglia navale contro i Turchi - Opus: Gianfederico Bonzagni - Modesti III, 616 - AE argentato (g 24,66 - Ø 37,5 mm) Rifusione posteriore rara BB-qSPL

2051 - Gregorio XIII (1572-1585) Testone - Munt. 36 AG (g 9,48) RR Schiacciature ai bordi per probabile provenienza da montatura (come quasi tutti gli esemplari di questo testone) ma ancora una piacevole moneta non deturpata, bella patina BB/BB+

2056 - Gregorio XIII (1572-1585) Ancona - Testone 1581 - Munt. 203 I AG (g 9,51) RR Splendido esemplare dalla patina riposata e rilievi alti. In slab NGC MS 62 cod. 5787321-008. Top pop, miglior esemplare certificato NGC MS 62