34 - Repubblica di Ancona. Monetazione anonima (XV sec.) - Quarto di grosso, s.d., Ancona.in argento0,35 gr. - Diam. 12,00 mm.Dritto: Grande lettera A ornata; - Rovescio: Croce ancorata con globetto ad ogni estremità. CNI 49. Biaggi 77. Rarissimo. Usuali debolezze e irregolarità di conio, ma gradevole esemplare con bella patina. q.BB.
35 - Patriarcato di Aquileia. RAIMONDO DELLA TORRE (1273 - 1299) – Denaro con torre, s.d. (1274), Aquileia.in argento1,25 gr. - Diam. 20,50 mm.Dritto: Il Patriarca mitrato, seduto in faldistorio, regge nella destra la croce patriarcale e nella sinistra sollevata un libro ornato da 5 borchie; - Rovescio: Torre merlata. Bernareggi 27. Biaggi 156. Raro. Bella patina. q.SPL.
36 - Comune di Bergamo. a nome di Federico II di Svevia (1236 - inizio XIV sec.) - Grosso da 6 denari, s.d., Bergamo.in argento1,94 gr. - Diam. 20,10 mm.Dritto: Busto laureato volto a destra; - Rovescio: Edificio con cupola fra due torri. MIR 16a. Biaggi 351. Molto raro. BB/SPL.
37 - Comune di Bergamo. A nome di Federico II di Svevia (1236 - inizio XIV sec.) - Grosso da 6 denari, s.d., Bergamo.in argento2,00 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Busto laureato volto a destra; - Rovescio: Edificio con cupola fra due torri. MIR 16a. Biaggi 351. Molto raro. Lieve patina. Bel BB.
38 - Signoria dei Bentivoglio. GIOVANNI I BENTIVOGLIO (1401 - 1402) – Bolognino d'oro, s.d., Bologna.in oro3,48 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Leone rampante volto a sinistra con vessillo; - Rovescio: San Pietro nimbato stante, con chiavi e libro. Nel campo a sinistra stemma Bentivoglio. MIR 13. CNI 1/5. Molto raro. q.BB.
39 - Governo Popolare di Bologna (1796 - 1797). Scudo da 10 Paoli, 1797, III tipo, Bologna.in argento29,01 gr. - Diam. 40,00 mm.Dritto: Stemma sormontato da testa leonina tra due rami di lauro. - Rovescio: La Beata Vergine con il Figlio sulle nubi; sotto, veduta della città. MIR 58/2. Gigante 6b. Raro. q.SPL
40 - Governo Popolare di Bologna (1796 - 1797). Mezzo scudo da 5 Paoli, 1797, II tipo, Bologna.in argento14,54 gr. - Diam. 29,00 mm.Dritto: Stemma sormontato da testa leonina tra due rami di lauro. - Rovescio: La Beata Vergine con il Figlio sulle nubi; sotto, veduta della città. MIR 59/2. Gigante 10. Raro. Patina non omogenea. Finissimi dettagli dei visi della Beata Vergine e del Bambino. Bello SPL. Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
41 - Repubblica di Camerino. Monetazione autonoma (1190 - 1259) – Grosso, s.d., Camerino.in argento0,89 gr. - Diam. 18,70 mm.Dritto: Croce trifogliata; - Rovescio: San Ansovino nimbato e mitrato, stante con lunga croce, in atto di benedire con la mano destra. CNI 3. Biaggi 523. Rarissima. Bella patina di monetiere. Di notevole qualità per la tipologia. q.SPL.
42 - Marchesato di Saluzzo. MICHELE ANTONIO DI SALUZZO (1504 - 1528) - Cornuto, s.d., Carmagnola.in argento5,52 gr. - Diam. 30,00 mm.Dritto: Stemma con cimiero coronato e sormontato da drago alato; - Rovescio: San Costanzo a cavallo verso destra con vessillo sotto, anelletto. CNI 77/52. MIR 146. BB.
43 - Ducato del Monferrato. VINCENZO I GONZAGA (1587 - 1612) – Ducatone 1591, Casale.in argento29,46 gr. - Diam. 39,00 mm.Dritto: Busto corazzato e paludato volto a destra; - Rovescio: San Giorgio a cavallo verso destra, nell'atto di trafiggere il drago. MIR 291/1. CNI 19. Raro. Lievemente tosata. m.MB.
44 - Ducato del Monferrato. VARIE AUTORITA' EMITTENTI (XVI - XVII sec.) – Lotto di 8 monete, Casale. vari metalliMIR 251 (Raro), 312 (Due esemplari), 332 (Non comune), 338 (Due esemplari), 358 (Raro), 361. Conservazioni da q.MB a q.BB. Da esaminare.
45 - Marchesato di Castiglione. FRANCESCO GONZAGA (1593 - 1616) – Grossetto, s.d., Castiglione delle Stiviere.mistura0,90 gr. - Diam. 16,80 mm.Dritto: Aquila coronata di fonte, ad ali spiegate, con testa volta a sinistra; - Rovescio: Testa di bufalo coronata, con anello al naso. MIR 187. CNI 79/82. Molto rara. Moneta di difficile reperibilità, soprattutto in alta conservazione. Colpetto nel campo e ondulazione. MB.
46 - Comune di Como. A nome di Federico II (XII - XIV sec.) – Mezzo grosso, s.d., Como.in argento1,25 gr. - Diam. 18,30 mm.Dritto: Busto coronato a destra, con scettro; - Rovescio: Aquila coronata ad ali spiegate. MIR 264. Biaggi 641. Raro. Piccolo foro portativo. q.BB.
47 - Ducato di Ferrara. ERCOLE I D'ESTE (1471 - 1505) - Testone, s.d., Ferrara.in argento7,72 gr. - Diam. 27,00 mm.Dritto: Testa nuda rivolta a destra; - Rovescio: L'Idra di Lerna su tizzoni ardenti. MIR 255. Ravegnani Morosini 4. Raro. Di buona qualità. Usuali rugosità di conio. BB/q.SPL. Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta. Sul rovescio di questo testone dedicato a Ercole I d’Este compare una delle figure più inquietanti del mito classico: l’Idra di Lerna. Si tratta di una creatura mostruosa dall’aspetto serpentiforme, tradizionalmente rappresentata con sette o nove teste, di cui una sola eterna, e dotata di un veleno letale. Secondo la leggenda, fu allevata da Era, consorte di Zeus, con l’intento di eliminare Ercole. L’eroe riuscì tuttavia a prevalere durante la sua seconda impresa grazie all’ingegno e al supporto del nipote Iolao: dopo aver reciso le teste destinate a ricrescere, ne bruciò i colli per impedirne la rigenerazione e infine nascose quella immortale sotto un enorme masso. Le fonti dell’epoca collocano l’emissione della moneta tra il 1492 e il 1493, in un momento cruciale per la città di Ferrara, coincidente con l’avvio dell’Addizione Erculea. Questo ambizioso progetto, voluto da Ercole I e affidato all’architetto Biagio Rossetti, prevedeva l’espansione urbana verso settentrione. L’immagine del mostro a sette teste, già utilizzata come simbolo da Borso d’Este, assume qui un valore allegorico: rappresenta la malaria che affliggeva le aree paludose attorno alla città, successivamente risanate proprio grazie agli interventi legati all’Addizione.
48 - Repubblica Fiorentina (XIII sec. - 1532). Fiorino d'oro, XII serie, simbolo dello zecchiere Tommaso di Guccio Soderini (1382, I° semestre), Firenze.in oro3,50 gr. - Diam. 19,00 mm.Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, stante di fronte, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità. MIR 12/8. Raro. BB/SPL
49 - Repubblica Fiorentina (XIII sec. - 1532). Fiorino d'oro, XIII serie, simbolo dello zecchiere Stefano di Vanni Castellani (1402, II° semestre), Firenze.in oro3,54 gr. - Diam. 19,50 mm.Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, stante di fronte, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità. MIR 13/17. Raro. Lievi debolezze di conio. q.SPL.
50 - Repubblica Fiorentina (XIII sec. - 1532). Quinto di Scudo da 1 Lira e 8 Soldi, detto anche Cotale, s.d. (1503-1533), Firenze.in argento7,71 gr. - Diam. 29,00 mm.Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, seduto in trono, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità. MIR 70/13. Rarissimo. Ondulazione del tondello. m.MB/q.BB.
51 - Ducato di Firenze. ALESSANDRO DE MEDICI, Signore della Repubblica Fiorentina (1532 - 1537) – Testone, s.d., Firenze.in argento9,89 gr. - Diam. 28,00 mm.Dritto: Busto a sinistra corazzato; -Rovescio: I Santi Cosma e Damiano stanti di fronte. MIR 103. CNI 17/20. Ravegnani Morosini 1. Molto raro. Bel BB. Si tratta della prima emissione monetaria fiorentina a presentare l’effigie di un duca. Questo testone da 40 soldi, dal valore di 3 barili e caratterizzato dall’acconciatura di Alessandro de’ Medici, venne soprannominato dai fiorentini “riccio”. L’incisione del conio è attribuita a Benvenuto Cellini, e la sua coniazione ebbe inizio a partire dal 25 aprile 1534. Sul rovescio compaiono i santi Cosma e Damiano, considerati patroni dell’arte dei medici e degli speziali, oltre che figure protettrici della casata dei Medici. (cit. Ravegnani-Morosini vol. II, pag. 323).
52 - Ducato di Firenze. COSIMO I DE MEDICI, Duca della Repubblica Fiorentina (1537 - 1557) – Scudo d'oro del sole, s.d., III serie, Firenze.in oro3,30 gr. - Diam. 25,50 mm.Dritto: Stemma ovale stretto coronato, ornato con volute; - Rovescio: Croce incavata, gigliata, accantonata da quattro fiammelle. MIR 117. CNI 22/23. Raro. Lievi rugosità al R/. BB/SPL.
53 - Granducato di Toscana. COSIMO III DE MEDICI (1670 - 1723) – Doppia 1716, II serie, Firenze.in oro6,69 gr. - Diam. 26,00 mm.Dritto: Stemma coronato di forma speciale con le sei palle, di cui la superiore con tre giglietti in rilievo, entro cartella ornata di volute e in basso di conchiglia; - Rovescio: Croce gigliata, accantonata da quattro globetti. MIR 323/2. CNI 83. Della massima rarità. Probabile provenienza da montatura. Lievi Depositi al D/. BB. Cosimo III de’ Medici (1642-1723), figlio primogenito di Ferdinando II e di Vittoria della Rovere, fu granduca di Toscana dal 1670 fino alla morte e protagonista di uno dei regni più lunghi della storia toscana. Educato in un clima di profonda religiosità e di rigorosa formazione morale, sviluppò una personalità austera e introversa che segnò profondamente il suo modo di governare. Salito al trono in un momento in cui il Granducato aveva già perso gran parte del ruolo politico ed economico che aveva avuto nei secoli precedenti, non riuscì a invertire questa tendenza, nonostante alcuni tentativi di riforma e di rilancio commerciale. Il suo governo fu caratterizzato da un forte controllo morale e religioso della società, con un irrigidimento delle norme sui costumi e sulla vita civile, che contribuì a rendere il clima politico e culturale più chiuso rispetto al passato mediceo. Sul piano internazionale dovette confrontarsi con il problema cruciale della successione: la mancanza di eredi maschi destinati a durare aprì la questione della fine della dinastia dei Medici, che sarebbe effettivamente avvenuta pochi anni dopo la sua morte, nel 1737. Nonostante questi limiti, il granduca seppe lasciare un segno duraturo in alcuni ambiti specifici: celebre è, ad esempio, il bando del 1716 con cui delimitò ufficialmente le aree di produzione di vini come il Chianti, il Carmignano e il Pomino, un atto considerato un precedente fondamentale delle moderne denominazioni di origine. La monetazione del lungo regno di Cosimo III riflette bene questa fase finale della storia medicea, con emissioni numerose ma spesso caratterizzate da tirature contenute, soprattutto per le monete in oro. Tra queste spicca la doppia del 1716, di grandissima rarità e del quale sono conosciuti pochi esemplari apparsi sul mercato.
54 - Granducato di Toscana. COSIMO III DE MEDICI (1670 - 1723) – Piastra 1677, Firenze.in argento31,21 gr. - Diam. 44,50 mm.Dritto: Busto a destra corazzato e paludato del Granduca, a testa nuda; - Rovescio: San Giovanni battezza Gesù Cristo nelle acque del Giordano. MIR 326/4. CNI 36/40. Bel BB.
55 - Granducato di Toscana. GIOVANNI GASTONE DE MEDICI (1723 - 1737) – Zecchino o fiorino d'oro 1731, Firenze.in oro3,45 gr. - Diam. 21,50 mm.Dritto: Il giglio di Firenze, con due fiori; - Rovescio: San Giovanni Battista in figura giovanile, con nimbo circolare, seduto a sinistra su zolla erbosa, tiene la destra alzata e nella sinistra una lunga croce. MIR 345/8. CNI 18. Lievissime ondulazioni. m.BB.
56 - Granducato di Toscana. FRANCESCO II DI LORENA (1737 - 1765) - Francescone 1747, II tipo, Firenze.in argento27,12 gr. - Diam. 41,00 mm.Diritto: Busto a destra laureato paludato e corazzato, con spallaccio a figura leonina. Sotto cicogna a destra (Carlo La Grande, zecchiere); - Rovescio: Aquila imperiale bicipite, inanellata nel capo, spiegata e coronata, con spada nella zampa destra e scettro nella zampa sinistra, caricata in petto di scudo multipartito. MIR 361/1. CNI manca. Molto raro. q.BB.
57 - Granducato di Toscana. VARIE AUTORIA' EMITTENTI (XVIII sec.) - Lotto di due Francesconi, 1778 e 1793, Firenze.in argento54,04 gr. (totale).MIR 380/2 (Raro) e 405/2 (Molto raro). Conservazione MB o migliore.
58 - Regno d'Etruria. CARLO LUDOVICO DI BORBONE, con la reggenza della madre Maria Luisa (1803 - 1807) - Dena 1807, II tipo, Firenze.in argento39,36 gr. - Diam. 44,00 mm.Dritto: Busti accollati a destra. In basso sigla LS (luigi Siries, incisore) e martello (Giovanni Fabbroni, incisore); - Rovescio: Stemma coronato, sovrapposto alla croce di Santo Stefano e circondato dal Collare del Toson d'Oro. MIR 423. CNI 29. Gigante 11. Non comune. Esemplare di notevole qualità e bellezza. q.FDC.
59 - Granducato di Toscana. LEOPOLDO II D'ASBURGO LORENA (1824 - 1859) – Zecchino o fiorino d'oro 1832, Firenze.in oro3,48 gr. - Diam. 22,00 mm.Dritto: Il giglio di Firenze con due fiori; sotto il segno dell'incisore (Giuseppe Niderost) e dello zecchiere (Domenico Fiaschi; - Rovescio: San Giovanni Battista in figura giovanile, con nimbo circolare, seduto a sinistra su zolla erbosa, tiene la destra alzata e nella sinistra una lunga croce. MIR 445/4. CNI 99. Raro. Usuali lievi ondulazioni del tondello. Esemplare di ottima freschezza d'aspetto. m.SPL/q.FDC.
60 - Marchesato di Gazoldo. ANNIBALE DEGLI IPPOLITI (II metà del XVII sec.) - Impressione in rame delle 2 doppie 1663, Gazoldo.in rame7,26 gr. - Diam. 29,00 mm.Dritto: Busto paludato a sinistra, con lunga capigliatura; - Rovescio: Sant'Ippolito nimbato con palma nella mano sinistra e spada nella destra. Tipo: MIR 322/2 e CNI 2. Forata. MB/BB.
61 - Repubblica di Genova. Dogi a vita e dominazioni straniere (1339 - 1528) – SIMONE BOCCANEGRA, Primo Doge (1339 - 1344) - Genovino, s.d., III tipo, Genova.in oro3,52 gr. - Diam. 20,50 mm.Dritto: Castello in 8 archi doppi con ornati in cerchio perlinato. Simbolo castelletto in legenda; - Rovescio: Croce in 8 archi doppi con ornati. In legenda simbolo di scudetto bandato. CNI 1. Lunardi 26. MIR 28. Raro. q.SPL.
62 - Repubblica di Genova. Dogi a vita e dominazioni straniere (1339 - 1528) – CARLO VI, re di Francia e signore di Genova (1396 - 1406) - Genovino, s.d., Genova.in oro3,55 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Castello entro cornice di archetti con gigli alle punte e stellette; - Rovescio: Croce patente in ornati. MIR 53. CNI 10/11. Lunardi 53. Rarissimo. Esemplare di qualità inusuale, ancor di più per questa rara tipologia. SPL.
63 - Repubblica di Genova. DOGI BIENNALI, serie della II fase (1541 - 1637) – Quadrupla 1619, Sigle GF, Genova.in oro13,23 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: Castello ornato entro Cerchi lineari e cerchio perlinato; - Rovescio: Croce fogliata e ornata entro cerchio lineare e perlinato. Sigle GF (Georgius De Franchis, zecchiere). MIR 203/20. CNI 3. Lunardi 226. Molto Raro. Di ottima freschezza d'aspetto. q.SPL.
64 - Repubblica di Genova. DOGI BIENNALI, serie della II fase (1541 - 1637) – Scudo in oro 1551, Sigle AS, Genova.in oro3,35 gr. - Diam. 21,30 mm.Dritto: Castello con due aste su ornati in cerchio lineare e perlinato; - Rovescio: Croce fogliata e ornata in cerchio lineare e perlinato. Sigle AS (Augustinus Spinula Porrata, zecchiere). MIR 207/8. Lunardi 200. Molto Raro. Conio mosso. m.MB.
65 - Repubblica di Genova. VARIE AUTORITA' EMITTENTI (XII - XVII sec.) - Lotto di quattro monete, Genova.in argento47,05 gr. (totale).Lunardi 14, 220, 230 (Raro). 240 (Raro). Segnaliamo Scudo 1613 (Sigle MC) e gradevole esemplare di ottavo di scudo 1626 con bella patina iridescente. Conservazioni da m.MB a m.BB.
66 - Repubblica di Genova. DOGI BIENNALI, Serie della III fase (1637-1797) - Zecchino 1733, Genova.in oro3,38 gr. - Diam. 21,50 mm.Diritto: Stemma in cartocci coronato; - Rovescio: San Giovanni stante di fronte nell'atto di predicare. CNI 468/2. Lunardi 329. Raro. Proveniente da montatura. Ondulazioni del tondello. MB/BB.
67 - Repubblica di Genova. DOGI BIENNALI, Serie della III fase (1637-1797) – Scudo largo 1670, sigle ISS, Genova.in argento38,00 gr. - Diam. 55,00 mm.Dritto: Croce patente ornata e accantonata da teste di cherubino ad ali spiegate; - Rovescio: La Beata Vergine con il Bambino in braccio, seduta sulle nubi, tiene nella mano destra uno scettro; in alto due angeli reggono una corona di stelle. Sigle ISS (Io. Stephanus Spinula, zecchiere) CNI 15. Lunardi 286. MIR 292/8. Molto rara. Frattura marginale del tondello, ma ottimo esemplare con principio di patina iridescente. BB/SPL. Sino al 1637 il tipo delle monete genovesi era rimasto più o meno inalterato come quello primitivo, pur ingentilito con archetti e decorazioni e naturalmente riportando, specie nella legenda del D/, traccia dei vari Governi e Dogi succedutosi ed anche ovviamente delle varie dominazioni straniere...' 'Nel 1637 con feste e cerimonie solenni svoltesi nel Duomo, a Palazzo ducale, nel porto di tutta la città, Maria Santissima venne proclamata Regina della Repubblica di Genova...' 'Dal 1637 in poi si cambiò completamente tipo e tutte, o quasi, le monete di Genova portarono da tale anno un'impronta religiosa: Maria Santissima, San Giorgio a cavallo, Maria Immacolata e San Giovanni Battista comparvero costantemente sino alla caduta della Repubblica nel 1797.' (Cit. Corrado Astengo, 'Genova nella Numismatica', pag. 16, 17, 18) L'impronta della Madonna sarà presente in ben '25 monete d'oro, 24 monete d'argento, 15 monete di mistura e 1 di rame.' (Cit. Giuseppe Lunardi, 'Le monete della repubblica di Genova', pag. 17)
68 - Repubblica di Genova. DOGI BIENNALI, Serie della III fase (1637-1797) – Lotto di due monete, scudo largo 1682 (SM) e mezzo scudo largo 1666 (AB), Genova.in argento55,73 gr. (totale).Dritto: Croce patente ornata e accantonata da teste di cherubino ad ali spiegate; - Rovescio: La Beata Vergine con il Bambino in braccio, seduta sulle nubi, tiene nella mano destra uno scettro; in alto due angeli reggono una corona di stelle. MIR 292/12 (Rara) e 296/15 (Rara). Scudo largo tosato e lavorato. q.MB e MB.
69 - Repubblica di Genova. DOGI BIENNALI, Serie della III fase (1637-1797) - 96 lire 1796, stella, Genova.in oro25,17 gr. - Diam. 33,00 mm.Diritto: Stemma della Repubblica coronato tra due grifi alati, poggiato su base decorata con maschera leonina; - Rovescio: la Beata Vergine con il Bambino in braccio. CNI 2. MIR 275/4. Lunardi 360. Raro. Esemplare di ottima qualità. m.SPL.
70 - Repubblica di Genova - Repubblica Ligure. Lotto di tre monete, 8 lire 1794 e 4 lire 1792 e 8 lire 1798, Genova.in argento74,15 gr. (totale).MIR 309/2 (Raro). MIR316/1 (Raro). MIR 379/1 (Raro). Conservazioni da MB a BB.
71 - Ducato di Guastalla. FERRANTE II GONZAGA (1575 - 1630) - Lira anselmina, s.d., Guastalla.in argento5,99 gr. - Diam. 30,50 mm.Dritto: Stemma coronato ed ornato del collare del Toson d'oro; - Rovescio: San Pietro di fronte con le chiavi nella mano destra ed il libro nella sinistra. MIR 385. CNI 109/127. Raro. Tipologia di difficile reperibilità in alta conservazione. Bel BB.
72 - Ducato di Guastalla. FERRANTE III GONZAGA (1632-1678) – Mezzo scudo 1664, Guastalla.in argento9,26 gr. - Diam. 32,50 mm.Dritto: Busto corazzato e paludato a destra; - Rovescio: Statua di Ferrante I Gonzaga. MIR 416. CNI 9/10. Estremamente rara. Pesanti graffi al rovescio. B/MB.
73 - Ducato di Guastalla. GIUSEPPE MARIA GONZAGA (1729-1746) – Lira da XX soldi, s.d., Guastalla.mistura3,04 gr. - Diam. 24,00/25,50 mm.Dritto: Scudo coronato decorato a volute; - Rovescio: La Beata Vergine di Castello. MIR 426. CNI 4/13. Estremamente rara. Lievemente tosata. MB.
74 - Ducato di Urbino. FRANCESCO MARIA II DELLA ROVERE (1574-1624) - Due Grossi, s.d., Gubbio.in argento2,42 gr. - Diam. 24,00 mm.Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Iscrizione su tre righe entro ghirlanda. CNI 32. Cavicchi 147. Rarissimo. Di qualità inusuale. q.SPL.
75 - Granducato di Toscana. COSIMO III DE MEDICI, monetazione per Livorno (1670 - 1723) – Quarto di tollero 1683, Firenze.in argento6,75 gr. - Diam. 26,50 mm.Dritto: Busto coronato e corazzato a destra; - Rovescio: La fortezza vecchia di Livorno, entro cartella; sopra, FIDES e, sotto, 1683. MIR 76. CNI 22. Ravegnani Morosini 19. Raro. Di qualità del tutto inusuale rispetto agli esemplari solitamente reperibili sul mercato. Bella patina di monetiere. SPL.
76 - Repubblica di Lucca. Periodo della Signoria Pisana (1342 - 1369) - Grosso Aquilino, s.d., Lucca.in argento1,62 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Monogramma di Ottone e, in alto, aquila ad ali spiegate; - Rovescio: Busto coronato del Volto Santo. MIR 132. CNI 3/10. Rarissimo. q.BB.
77 - Repubblica di Lucca (1369 - 1799). Scudo d'oro del sole 1552, Lucca.in oro3,19 gr. – Diam. 21,60 mm.Dritto: Scudo di forma sannitica ornato con ricci e fogliami, banda su cui LIBERTAS in obliquo. – Rovescio: Mezzo busto del Volto Santo posto di fronte con corona chiusa. CNI 319/23. MIR 185. Raro. Ondulazione del tondello, altrimenti esemplare dai buoni rilievi (BB/q.SPL). MB/BB.
78 - Repubblica di Lucca (1369 - 1799). Scudo 1750, Lucca.in argento26,55 gr. - Diam. 43,00 mm.Diritto: stemma della Repubblica coronato entro due rami di palma; - Rovescio: San Martino a cavallo con elmo e corazza nell'atto di donare a un mendicante parte del proprio mantello. CNI 815. MIR 237/9. q.BB.
79 - Ducato di Mantova. GIAN FRANCESCO GONZAGA (1407-1444) - Grosso, s.d., Mantova. in argento1,97 gr. - 23,20 mm. Dritto: Stemma; - Rovescio: Veduta prospettica della città di Mantova e reliquiario gotico tra due torri. MIR 381. CNI 11/18. Molto raro. Lieve frattura e tosatura. MB/BB
80 - Ducato di Mantova. FEDERICO II GONZAGA (1519 - 1540) - Scudo d'oro del Sole, s.d. (periodo 1536-1540), Mantova.in oro3,27 gr. - Diam. 26,00 mm.Dritto: Stemma sormontato dal Monte Olimpo e da corona ducale; - Rovescio: Cristo che risorge dal sepolcro. CNI 185/186. Bignotti 8. Molto raro. Lievi ondulazioni. q.BB.
81 - Ducato di Mantova. DUCATO DI MANTOVA - FEDERICO II GONZAGA (1519 - 1540) - Lira, spesso definita Testone o "Testone leggero", s.d., Mantova. in argento5,39 gr. - Diam. 27,00 mm.Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: La Fede stante, tra sigle F I. MIR 452. CNI 27/29. Estremamente raro. D/B. Nonostante la nomenclatura di testone solitamente impiegata in bibliografia, la presente tipologia presenta un peso incompatibile con i testoni di altre zecche e periodi. Riteniamo pertanto che la corretta denominazione da attribuire sia quella di "lira", nominale inferiore e dal peso perfettamente compatibile con le altre tipologie di "lira" circolanti all’epoca.
82 - Ducato di Mantova. GUGLIELMO GONZAGA (1550 - 1587) - Lira Moceniga, s.d., Mantova.in argento5,34 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Sant'Andrea con croce porge la pisside a San Longino, genuflesso. MIR 511. CNI 23/28. Molto rara. Lieve carenza passante del tondello. q.BB.
83 - Ducato di Mantova. GUGLIELMO GONZAGA (1550 - 1587) – Grossetto, s.d., Mantova.in argento1,48 gr. - Diam. 19,50 mm.Dritto: Testa a sinistra; - Rovescio: Il monte Olimpo. MIR 516. CNI 44. Molto raro. Tipologia di difficile reperibilità in alta conservazione. q.BB
84 - Ducato di Mantova. VINCENZO I GONZAGA (1587 - 1612) – Quarto di ducato 1596, Mantova.in oro0,86 gr. - Diam. 14,50 mm.Dritto: Aquila coronata di fronte, ad ali spiegate e testa volta a sinistra; - Rovescio: Clessidra sormontata da compasso aperto. MIR 537. CNI 21. Rarissimo. Lievi ondulazioni, ma esemplare di qualità inusuale. m.BB.
85 - Ducato di Mantova. VINCENZO I GONZAGA (1587 - 1612) – Lotto di 7 monete, senza ripetizioni, e 1 tessera mercantile, Mantova.Vari metalliMIR 550 (Non comune), 550 variante (Molto rara), 551/4 (Non comune), 553, 553/3, 556 (Non comune), 556 variante (Non comune). Margini-Baiocchi 13 e Magnaguti 477/479. Rarissima. Segnaliamo rara tessera mercantile e rara variante della lira di Sant'Anselmo (CNI 63/65). Conservazioni da D/B a BB. Da esaminare.
86 - Ducato di Mantova. VINCENZO II GONZAGA (1626 - 1627) – Mezzo ducatone da 80 soldi, s.d., Mantova.in argento15,15 gr. - Diam. 37,00 mm.Dritto: Stemma coronato, inquartato alle quattro aquile, entro cartella a volute, caricato dallo scudo del Monferrato. Il tutto sormontato da piccolo monte olimpo e cinto da collare dell'ordine del Redentore; - Rovescio: San Luigi Gonzaga nimbato, genuflesso verso sinistra. MIR 627. CNI 26/28. Molto raro. BB.
87 - Ducato di Mantova. ASSEDIO AUSTRO SPAGNOLO (1629 - 1630) – Mezzo scudo del fiore, 1629, Mantova.in argento14,72 gr. - Diam. 38,00 mm.Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Girasole verso sole raggiante entro corona. MIR 666. CNI 30/32. Rarissimo. Lieve graffio al rovescio. Gradevole esemplare. BB.
88 - Ducato di Mantova. CARLO II GONZAGA-NEVERS (1647 - 1665) – 60 Soldi 1663, Mantova.in argento8,38 gr. - Diam. 34,50 mm.Dritto: Busto corazzato e paludato a sinistra, con lunga capigliatura; - Rovescio: Sole in zodiaco fra stelle; in basso la terra fra nubi. MIR 695. CNI 16/17. Estremamente raro. Lieve carenza di tondello. Tipologia di rarissima apparizione sul mercato. q.BB/BB. Carlo II di Gonzaga-Nevers (1629–1665) divenne duca di Mantova e del Monferrato nel 1637, all’età di appena otto anni, in una fase di profonda crisi per lo Stato gonzaghesco. Il ducato usciva devastato dalla guerra di successione mantovana (1628–1631), dall’occupazione imperiale e dalla peste, eventi che avevano gravemente compromesso l’economia, la demografia e l’autorità stessa della dinastia. In questo contesto si aprì una lunga e delicata reggenza, affidata alla madre Maria Gonzaga, che esercitò il potere con notevole fermezza e abilità diplomatica, riuscendo a preservare la legittimità del figlio e a garantire la continuità dello Stato. Con l’assunzione del potere effettivo da parte di Carlo II, la politica monetaria poté assumere un carattere più ambizioso e marcatamente rappresentativo. È in questo quadro che si colloca l’emissione del quarto di ducatone dello Zodiaco, una delle monete più originali e iconograficamente complesse della monetazione mantovana del Seicento. Il tema astrologico, raro nella monetazione italiana, prende piena ispirazione dalle coniazioni precedenti del padre Carlo I, realizzate dal noto incisore Gaspare Morone Mola. La qualità dei coni, soprattutto nella resa dei segni zodiacali, indica il coinvolgimento di incisori di alto livello attivi presso la Zecca di Mantova, in grado di tradurre un programma iconografico colto in uno spazio ridotto. La scelta dello Zodiaco come tema centrale va letta come una vera e propria dichiarazione politica in forma simbolica: dopo anni di reggenza e di ricostruzione, il potere ducale si presenta come reinserito in un ordine stabile, non solo terreno ma universale. In questo senso, la moneta dialoga idealmente anche con la politica di Maria Gonzaga, che aveva lavorato per restitui continuità allo Stato, fornendo al figlio un terreno su cui riaffermare la propria autorità. Alla prematura morte di Carlo II, nel 1665, il ducato entrò progressivamente in una fase di declino irreversibile. Questa emissione resta così una delle più alte testimonianze numismatiche del periodo: non solo un capolavoro incisorio, ma anche un documento storico e ideologico, capace di condensare in una singola emissione la memoria della crisi, l’eredità della reggenza e l’ambizione di un potere che cercò nel linguaggio delle immagini una legittimazione duratura.
89 - Ducato di Mantova. FERDINANDO CARLO GONZAGA-NEVERS (1669 - 1707) – Scudo 1703, II tipo, Mantova.in argento25,68 gr. - Diam. 41,00 mm.Dritto: Busto a destra corazzato e paludato; - Rovescio: Trofeo d'armi. MIR 731/1. CNI 48/49. Raro. Di buona qualità per la topologia. BB.
90 - Ducato di Mantova. FERDINANDO CARLO GONZAGA-NEVERS (1669 - 1707) – Lotto di 9 monete, Mantova.Vari metalliMIR 729/3 (Raro), 740 (Raro, due esemplari), 740 var. (Raro), 744/1 (Non comune), 744/3 (Non comune), 745 (Non comune, due esemplari), 746/2 (Raro), Conservazioni da D a q.BB. Da esaminare.
91 - Ducato di Mantova. MARIA TERESA D'ASBURGO (1740 - 1780) – 40 soldi 1757, Mantova.Mistura7,97 gr. - Diam. 30,50 mm.Dritto: Busto diademato e paludato a destra; - Rovescio: Aquila bicipite della casa d'Asburgo, coronata e caricata sul petto dallo scudetto a croce della città di Mantova. CNI 40/43. MIR 760/1. Molto raro. Esemplare di qualità inusuale e ottima argentatura. SPL.
92 - Ducato di Mantova. LEOPOLDO II D'ASBURGO-LORENA (1790 - 1792) - Lira 1791, Mantova.mistura3,45 gr. - Diam. 24,00 mm.Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Iscrizione disposta su cinque righe entro corona di foglie di alloro. CNI 1. MIR 767. Molto rara. Esemplare di qualità inusuale. m.SPL/q.FDC.
93 - Zecca di Mantova. VARIE AUTORITA EMITTENTI (XIV - XVI sec.) – Lotto di 13 monete, Mantova.Vari metalliMIR 372 (Raro), 376 (Raro), 399 (due esemplari, Non comune), 405, 429 (Raro), 438, 435 (due esemplari), 471 (Rarissimo), 488 (tre esemplari). Segnaliamo la presenza del raro mezzo grossetto di Federico II Gonzaga (1519-1540). Conservazioni da q.MB a q.BB. Da esaminare.