Oselle di Venezia. SEBASTIANO VENIER, doge LXXXVI (1577-1578) – Osella, anno I, 1577.
in argento
9,58 gr. - Diam. 34,50 mm.
Dritto: San. Marco seduto in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che tiene in mano una palma. Sopra il Doge un angelo scendente che gli impone il corno dogale; - Rovescio: Veduta a volo d'uccello della città sovrastata dalla figura del Signore benedicente. Montenegro 720. CNI 104. Paolucci II 60. Rarissima. Affascinante esemplare. q.SPL. Sebastiano Venier fu figura di primo piano nella politica e nelle campagne militari veneziane in Levante, distinguendosi fino a raggiungere la prestigiosa magistratura di Procuratore di San Marco. Il suo ruolo nella battaglia di Lepanto fu determinante; durante lo scontro riportò una grave ferita che ne compromise definitivamente la deambulazione. Il rientro a Venezia fu segnato da manifestazioni di entusiasmo senza precedenti e, in breve tempo, la Repubblica lo elesse Doge con consenso unanime. L’osella commemora l’impresa di Lepanto attraverso un ricco linguaggio simbolico: Venier è rappresentato mentre regge un ramo di palma, emblema di concordia, nel momento in cui un angelo gli conferisce il corno dogale come riconoscimento del trionfo ottenuto. Il rovescio richiama invece la solenne cerimonia religiosa di ringraziamento tenutasi il 21 luglio 1577, che segnò la fine di una lunga epidemia di peste, senza dubbio uno dei periodi più drammatici vissuti dalla città. Il testo della legenda riecheggia un versetto del Te Deum, «fiat misericordia tua, Domine, super nos», invocazione di misericordia legata alla fine della calamità. Questa affascinante osella si caratterizza anche per avere la più antica veduta della città raffigurata su una moneta: al molo della piazzetta sono attraccate alcune galere; nella Piazza, sul lato opposto alla basilica, si osserva la cupola sansovinesca della chiesa abbattuta per dar luogo alle Procuratie.
in argento
9,58 gr. - Diam. 34,50 mm.
Dritto: San. Marco seduto in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che tiene in mano una palma. Sopra il Doge un angelo scendente che gli impone il corno dogale; - Rovescio: Veduta a volo d'uccello della città sovrastata dalla figura del Signore benedicente. Montenegro 720. CNI 104. Paolucci II 60. Rarissima. Affascinante esemplare. q.SPL. Sebastiano Venier fu figura di primo piano nella politica e nelle campagne militari veneziane in Levante, distinguendosi fino a raggiungere la prestigiosa magistratura di Procuratore di San Marco. Il suo ruolo nella battaglia di Lepanto fu determinante; durante lo scontro riportò una grave ferita che ne compromise definitivamente la deambulazione. Il rientro a Venezia fu segnato da manifestazioni di entusiasmo senza precedenti e, in breve tempo, la Repubblica lo elesse Doge con consenso unanime. L’osella commemora l’impresa di Lepanto attraverso un ricco linguaggio simbolico: Venier è rappresentato mentre regge un ramo di palma, emblema di concordia, nel momento in cui un angelo gli conferisce il corno dogale come riconoscimento del trionfo ottenuto. Il rovescio richiama invece la solenne cerimonia religiosa di ringraziamento tenutasi il 21 luglio 1577, che segnò la fine di una lunga epidemia di peste, senza dubbio uno dei periodi più drammatici vissuti dalla città. Il testo della legenda riecheggia un versetto del Te Deum, «fiat misericordia tua, Domine, super nos», invocazione di misericordia legata alla fine della calamità. Questa affascinante osella si caratterizza anche per avere la più antica veduta della città raffigurata su una moneta: al molo della piazzetta sono attraccate alcune galere; nella Piazza, sul lato opposto alla basilica, si osserva la cupola sansovinesca della chiesa abbattuta per dar luogo alle Procuratie.
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