Oselle di Venezia. BERTUCCI VALIER, doge CII (1656-1658) – Osella, anno I, 1656.
in argento
9,66 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All'esergo F C (Francesco Corner, massaro); - Rovescio: L'aquila, simboleggiante Venezia, combatte contro il drago, simboleggiante l'Impero Ottomano. Montenegro 1779. CNI 86. Paolucci II 139. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL. Questa affascinante osella simboleggia la vittoria navale della Serenissima nella terza battaglia dei Dardanelli. Il 26 giugno 1656 il capitano da mar Lorenzo Marcello, sebbene al comando di una flotta in netta inferiorità numerica rispetto alle navi ottomane guidate da Kenhan Pashà, attraverso il suo eroico sacrificio riuscì a respingere il nemico e a infliggere una completa disfatta alla flotta turca, tanto che per poco non si aprì la via del porto di Istanbul alle navi veneziane. La vittoria permise ai Veneziani di occupare le importanti isole di Tenedo e Lemno, stabilendo così la possibilità di un blocco permanente dello Stretto dei Dardanelli. In onore di questo evento, il Doge e il Senato indissero una grande festa e una solenne processione con visita alla chiesa, alla quale parteciparono anche tutti gli ambasciatori.
in argento
9,66 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All'esergo F C (Francesco Corner, massaro); - Rovescio: L'aquila, simboleggiante Venezia, combatte contro il drago, simboleggiante l'Impero Ottomano. Montenegro 1779. CNI 86. Paolucci II 139. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL. Questa affascinante osella simboleggia la vittoria navale della Serenissima nella terza battaglia dei Dardanelli. Il 26 giugno 1656 il capitano da mar Lorenzo Marcello, sebbene al comando di una flotta in netta inferiorità numerica rispetto alle navi ottomane guidate da Kenhan Pashà, attraverso il suo eroico sacrificio riuscì a respingere il nemico e a infliggere una completa disfatta alla flotta turca, tanto che per poco non si aprì la via del porto di Istanbul alle navi veneziane. La vittoria permise ai Veneziani di occupare le importanti isole di Tenedo e Lemno, stabilendo così la possibilità di un blocco permanente dello Stretto dei Dardanelli. In onore di questo evento, il Doge e il Senato indissero una grande festa e una solenne processione con visita alla chiesa, alla quale parteciparono anche tutti gli ambasciatori.
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Closing on: 2026-03-12 13:00:00 Roma time