Italian Coins and Medals

Lot # 913 - Viterbo. Monetazione autonoma (Sec. XIII-XIV). Denaro viterbese o viterbino minuto. CNI 8. MI. 0.41 g. 17 mm. NC. Piccolo forellino. BB.
Lot # 912 - Viterbo. Sede Vacante (1268-1271), Camerlengo Pietro di Montebruno. Denaro paparino. CNI 6; M. 2; Berm. 164. MI. 0.66 g. 15.5 mm. Bel BB.
Lot # 911 - Venezia. Gettone medaglia della ditta M. Jesurum di Venezia datato 1895 offerto come souvenir alle fiere internazionali. AE. 18.22 g. 36.5 mm. Minimi colpetti. Numerato 1271. SPL.
Lot # 910 - Venezia. Spezieria all'Aquila Nera. PB Teriaca, tappo sigillo di contenitore, XVII sec. D/ THERIACA F ALL'AQVILA NERA. Al centro, aquila frontale ad ali aperte. PB. 8.65 g. 25 mm. R. Rara, in ottima conservazione. qSPL. La teriaca (dal greco θηριακή cioè antidoto, oppure secondo alcuni dal sanscrito táraca dove tár significa salva) è un preparato farmaceutico dalle supposte virtù miracolose di origine antichissima. Il Collegio degli Speziali contribuì con la sua attenta diligenza a dare all''Arte' il maggior lustro possibile, tanto che il 'Consiglio dei Dieci' gli diede facoltà di promulgare statuti sotto la dipendenza del 'Magistrato dei Giustizieri Vecchi' e, quale massima ricompensa per le benemerenze e per la fama acquisita all'estero, la Serenissima definì nel 1706 nobile l'arte degli Speziali, concedendo il diritto, a chi l'esercitava, di sposare una nobile. Tutte le farmacie erano differenziate per l'insegna, che doveva essere esposta 'per non incorrere nella multa di cinque ducati' e costituiva, anche negli atti pubblici, il ' marchio' distintivo delle varie botteghe.
Lot # 909 - Venezia. Monetazione anonima (sec. XVI). Da 2 gazzette, decreto 10 aprile 1570. CNI tav. XXXIX, 28/31; Paol. II 720. MI. 1.16 g. 20 mm. BB.
Lot # 908 - Venezia. Monetazione anonima (sec. XVI). Da 2 Gazzette, decreto 10 aprile 1570. CNI tav. XXXIX, 28/31; Paol. II 720. MI. 1.32 g. 19.5 mm. qBB/BB.
Lot # 907 - Venezia. Andrea Gritti (1523-1538). Mezza lira o marcello, sigle V K, Vincenzo da Canal maestro di zecca. CNI tav. IV, 2; Paol. 6. AG. 3.08 g. 26 mm. BB.
Lot # 906 - Venezia. Giovanni Mocenigo (1478-1485). Mezza lira o marcello con sigle A M, Andrea Molin massaro. CNI tav. VI, 15; Paol. 3. AG. 3.32 g. 26 mm. BB+.
Lot # 905 - Venezia. Andrea Vendramin (1476-1478). Mezza lira o marcello sigle PI M, Piero Malipiero massaro. CNI tav. VI, 11; Paol. 3. AG. 3.22 g. 26 mm. BB+.
Lot # 904 - Venezia. Pietro Mocenigo (1474-1476). Mezza lira o marcello, sigle F B Francesco Baffo massaro. CNI tav. VI, 7; Paol. 3. AG. 3.26 g. 27 mm. BB+.
Lot # 903 - Venezia. Nicolò Marcello (1473-1474). Mezza lira o marcello con sigle F B, Francesco Baffo massaro. R/ Venezia. Nicolò Marcello (1473-1474). Marcello o mezza lira, sigle 3 T, Zuanne Tajapiera massaro). CNI tav. VI, 4; Paol. 3. CNI tav. VI, 4; Paol. 3. AG. 3.22 g. 24.5 mm. BB.
Lot # 902 - Venezia. Sigillo in piombo riconducibile a Venezia e ai suoi possedimenti d'oltremare, c. sec. XVI. PB. 2.9 g. 15.5 mm. qBB/BB.
Lot # 901 - Venezia. Sigillo in piombo riconducibile a Venezia e ai suoi possedimenti d'oltremare, c. sec. XVI. PB. 25.58 g. 30.5 mm. BB.
Lot # 900 - Venezia. Francesco Foscari (1423-1457). Quattrino per la terraferma. CNI tav. V, 4; Paol. 9. MI. 0.71 g. 17 mm. qBB/BB.
Lot # 899 - Venezia. Marco Corner (1365-1368) (?). Contraffazione del ducato in rame, zecca ignota lombarda, XIV-XV sec. Cf. Gamberini III 419. AE. 1.99 g. 21 mm. R. qBB/BB. Gli zecchini in rame furono dapprima ritenuti prove di zecca, dato che a prima vista sembrano usciti dai conii usati per l'oro, ma in seguito al ritrovamento di circa 200 pezzi rinvenuti a Monza nel 1849, per l'irregolarità delle legende e per la scorrettezza delle medesime, si giunse alla diagnosi che essi fossero falsificazioni lombarde d'epoca, preparate in puro rame per essere successivamente dorate (Gamberini, p. 158).
Lot # 898 - Venezia. Giovanni Dolfin (1356-1361). Soldino. CNI tav. III, 25; Paol. 2. AG. 0.52 g. 15.5 mm. BB+.
Lot # 897 - Venezia. Francesco Dandolo (1329-1339). Grosso matapan. CNI tav. III, 5; Paol. 2. AG. 2.19 g. 20 mm. R. SPL.
Lot # 896 - Venezia. Francesco Dandolo (1329-1339). Ducato. CNI tav. III, 4; Paol. 1. AU. 3.49 g. 20 mm. Difetto di coniazione al rovescio. Bel BB.
Lot # 895 - Venezia. Lorenzo Tiepolo (1268-1275). Denaro piccolo. CNI tav. II, 14; Paol. 1. AG. 0.29 g. 13.5 mm. BB.
Lot # 894 - Urbino. Francesco Maria II della Rovere (1574-1624). Quattrino. CNI tav. XXVII, 35; Cav. 72. MI. 0.68 g. 17.5 mm. BB.
Lot # 893 - Urbino. Francesco Maria II della Rovere (1574-1624). Grosso di modulo largo. CNI tav. XXXI, 5, 6; Cav. 219. AG. 2.24 g. 25.5 mm. BB.
Lot # 892 - Urbino. Francesco Maria II della Rovere (1574-1624). Mezzo paolo. CNI tav. XXXI, 4; Cav. 218. AG. 1.36 g. 22 mm. RR. Molto raro. qBB.
Lot # 891 - Torriglia. Violante Doria Lomellini (vedova di Andrea III, reggente, (1654-1671). Luigino 1669. CNI 24/25; Camm. 392. AG. 1.78 g. 21 mm. qBB/BB.
Lot # 890 - Siena. Lotto di sei (6) monete da classificare con simboli differenti. MI.
Lot # 889 - Siena. Repubblica (1404-1555). Quattrino. CNI 126/133; MIR (Toscana, zecche) 538. MI. 0.39 g. 16 mm. NC. Il segno di zecca è riconducibile agli zecchieri Alessandro Bonagiunti e Vannoccio Biringucci. BB.
Lot # 888 - Siena. Repubblica (1404-1555). Quattrino con scudo a mandorla ondato. CNI -; MIR (Toscana, zecche) 534/8. MI. 0.74 g. 17 mm. Bel BB.
Lot # 887 - Siena. Repubblica (1180-1390). Grosso, VII serie. CNI 26/28; MIR (Toscana, zecche) 483. AG. 1.68 g. 19 mm. BB.
Lot # 886 - Scio. Filippo Maria Visconti (1421-1436), Duca di Milano e Signore di Genova. Ducato al tipo veneto. Schl. tav. XIV, 14; Gamb. III 398.. AU. 3.49 g. 21 mm. BB.
Lot # 885 - Sciacca. Federico IV il Semplice (1355-1377). Denaro. Sp. 264/265; MIR (Sicilia) 660. MI. 0.72 g. 17.5 mm. qBB.
Lot # 884 - Savona. Repubblica (1350-1396). Denaro piccolo o obolo. CNI 8(28; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 530. MI. 0.54 g. 13.5 mm. BB.
Lot # 883 - San Marino. Prima Monetazione (1864 -1906). Lotto di tre (3) monete: 2 lire 1906, lira 1898 e 50 centesimi 1898. AG.
Lot # 882 - Salerno. Ruggero Borsa (1085-1111). Follaro con San Matteo. Bellizia 80; Travaini 1995 86; D'Andrea-Contreras (Normans) 32. AE. 4.96 g. 26 mm. Patina verde. Flan piacevolmente largo. BB+. Ex Artemide XXII, 2008, 652.
Lot # 881 - Roma - Città del Vaticano. Pio XII (1938-1959), Eugenio Pacelli. Serie di nove (9) valori A. XX (1958) comprendenti: 500 lire, 100 lire, 50 lire, 20 lire (2), 10 lire, 5 lire, 2 lire, lira. AG, Ac, Ba, It.
Lot # 880 - Roma - Città del Vaticano. Giovanni XXIII (1958-1963), Angelo Roncalli. Serie di otto (8) valori anno I (1959), anno II (1960), anno III (1961) e anno IV (1962) contenente le 500 lire, 100 lire, 50 lire, 20 lire, 10 lire, 5 lire, 2 lire e lira. AG, Ac, Ba, It. Tutte le serie sono in cartoncino di emissione.
Lot # 879 - Roma - Città del Vaticano. Pio XI (1922-1938), Achille Ratti. Lotto di due (2) monete da 5 lire 1930 e 1933-1934. AR. Di ottima conservazione.
Lot # 878 - Roma - Città del Vaticano. Sede Vacante (1939). Lotto di due (2) monete: 10 lire e 5 lire 1929. AG. Entrambe le monete sono periziate da Marco Esposito come FDC. FDC.
Lot # 877 - Roma. Pio XI (1922-1939), Achille Ratti. Serie commemorativa 1929 di otto (8) valori comprendente 10 lire, 5 lire, 2 lire, lira, 50 centesimi, 20 centesimi, 10 centesimi e 5 centesimi. AG, NI, AE. Le monete sono tutte in ottima conservazione.
Lot # 876 - Roma. Pio VII (1800-1823), Barnaba Chiaramonti. Doppia romana A. IV, armetta Mons. Antonio Lante. CNI 53; M. 1c; Berm. 3217. AU. 5.45 g. 23 mm. R. Leggere schiacciature di conio. SPL+.
Lot # 875 - Roma. Pio VII (1800-1823), Barnaba Chiaramonti. Quattrino 1802 A. II. CNI -; M. -; Berm. 3243. CU. 2.74 g. 22 mm. Tipologia con legenda PONTIFICATV. Bel BB.
Lot # 874 - Roma. Repubblica Romana (1795-1799). Due baiocchi R, sigle G H. Cf. CNI 51; Cf. M. 92; Cf. Bruni 26. AE. 13.98 g. 34.5 mm. RR. Per il Bruni, il CNI ed il Pagani queste monete sono appartenenti alla zecca di Roma; per il Muntoni invece alla zecca di Ronciglione. qBB.
Lot # 873 - Roma. Pio VI (1775-1799), Giovanni Angelo Braschi. Sampietrino da baiocchi due e mezzo 1795. CNI 278; M. 97; Berm. 2988. CU. 17.03 g. 30.5 mm. R. qBB.
Lot # 872 - Roma. Pio VI (1775-1799), Giovanni Angelo Braschi. Muraiola da 4 baiocchi 1794. CNI 255; M. 90a; Berm. 2984. MI. 2.23 g. 24 mm. NC. qBB.
Lot # 871 - Roma. Sede Vacante (1774-1775), Camerlengo Cardinale Carlo Rezzonico. Mezzo scudo romano 1774. CNI 2; M. 2; Berm. 2946. AG. 13.07 g. 35 mm. NC. Foro portativo. Fondi usurati. BB.
Lot # 870 - Roma. Benedetto XIV (1740-1758), Prospero Lambertini. Mezzo grosso 1750 A. XI. CNI 278/279; M. 140; Berm. 2765. AG. 0.57 g. 17 mm. R. Tracce di ribattitura sull'anno di pontificato. BB+.
Lot # 869 - Roma. Clemente XI (1700-1721), Giovanni Francesco Albani. Mezzo grosso. CNI -; M. 16; Berm. 1976. AG. 0.78 g. 16 mm. Patina iridescente. Bel BB.
Lot # 868 - Roma. Urbano VIII (1623-1644) Maffeo Barberini. Mezzo grosso 1632 A. X. CNI 418/421; M. 165; Berm. 1756. AG. 0.61 g. 15 mm. RR. Molto raro. BB.
Lot # 867 - Roma. Urbano VIII (1623-1644) Maffeo Barberini. Giulio A. IIII. CNI 232/239; M. 111 a; Berm. 1737. AG. 3.13 g. 25 mm. RR. Ossidazione e tracce di pulizia, altrimenti. BB.
Lot # 866 - Roma. Clemente VIII (1592-1605), Ippolito Aldobrandini. Mezzo grosso del Giubileo 1605, segno di zecca della Camera Apostolica. CNI 149/152; M. 62 I; Berm. 1463. AG. 0.96 g. 17 mm. Bel BB.
Lot # 865 - Roma. Pio II (1458-1464), Enea Silvio Piccolomini. Bolla plumbea. Ser. 90. PB. 35.5 g. 37.5 mm. RR. Molto rara. Bel BB. Umanista e diplomatico di fama, Enea Silvio Piccolomini salì al soglio pontificio come Pio II. Intellettuale del Rinascimento, promosse la cultura e l'arte, ma fu anche attivo politicamente: tentò di organizzare una crociata contro i Turchi dopo la caduta di Costantinopoli. Celebre per la sua autobiografia, i Commentarii, fu l’unico papa a scriverne una. Fondò la città natale di Pienza come modello urbanistico rinascimentale.
Lot # 864 - Roma. Gregorio XI (1370-1378), Pierre Roger de Beaufort. Bolla. Ser. 80. PB. 57.98 g. 39 mm. BB. Ultimo papa della cosiddetta Cattività avignonese, Gregorio XI su pressioni di Santa Caterina da Siena riportò la sede pontificia a Roma nel 1377 dopo quasi 70 anni in Francia. La sua decisione pose fine al periodo avignonese ma contribuì allo scoppio dello Scisma d’Occidente (1378–1417). Fu promotore di riforme ecclesiastiche, sostenitore dell’autorità papale e attivo nella repressione delle eresie.