Titolo
Paolo Ciulla the forger artist
Autori
Magnante Fralleone Giuseppe
Editore
Edizioni D'Andrea
Anno di pubblicazione
2025
Lingua
  • Inglese
Numero di pagine
188
Formato
Brossura
Dimensioni
21 x 30 x 1 cm
Peso
832 g
ISBN
9791282072007
Note
Paolo Ciulla fu un artista vissuto tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, che dedicò la sua vita alla falsificazione di banconote. La sua esistenza si svolse tra studi artistici e attività di falsario. Sperava che, trasferendosi a Parigi, sarebbe riuscito a vivere del proprio lavoro artistico, ma il suo unico successo fu la copia delle grandi opere conservate al Louvre. Così, come molti italiani dell’epoca, cercò fortuna in America Latina. A Buenos Aires lavorò nella tipografia di un quotidiano argentino, ma riprese anche a falsificare – questa volta pesos argentini e dollari americani – con tutte le conseguenze del caso. Fu condannato e internato in un manicomio giudiziario, in quanto riconosciuto affetto da "deliri di grandezza". La sua famiglia riuscì a ottenere il suo rimpatrio dopo quasi sette anni di reclusione, nella speranza che potesse iniziare una nuova vita in Sicilia. Tuttavia, una volta rimesso piede a Catania, Ciulla tornò a produrre e stampare banconote in lire, in diretta concorrenza con la Banca d’Italia. Il suo desiderio di riscatto, nato da numerose delusioni, unito al suo straordinario talento come pittore-copista, fotografo, disegnatore e incisore, lo resero uno dei falsari più abili e pericolosi della storia italiana, con ripercussioni anche all’estero. Il caso fu così eclatante che il governo degli Stati Uniti inviò da New York a Palermo il capo della polizia italiana per indagare. Fu solo grazie a una perquisizione fortuita nella sua abitazione che venne scoperto il suo vero capolavoro: la banconota da 500 lire, una falsificazione perfetta che avrebbe dovuto rappresentare il riconoscimento della sua “eccellenza artistica”. Celebre rimase la frase che rivolse al procuratore del Re, giunto a interrogarlo subito dopo l’arresto: «Lei, quando parla con un artista, con un grande artista, si tolga il cappello, illustrissimo signor Procuratore del Re!» La sua fama non finì con la morte, perché oltre un secolo dopo, un'attenta analisi del fascicolo processuale rivelò che il “falsario artista” aveva riprodotto e messo in circolazione anche altre banconote, fino all’ultima, rimasta incompiuta.
Condizione
Nuovo