Banner Finarte 345
Risultati: 61
Lotto n. 1 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). CARTAGINE – Triemistatere (shekel), circa 260 a.C., Cartagine.in oro12,48 gr. - Diam. 22,50 mm.Dritto: Testa di Tanit-Persefone a sinistra con corona di spighe, indossa orecchino e collana; - Rovescio: Cavallo stante a destra, con testa all'indietro (cavallo retrospiciente). Jenkins-Lewis, group IX, 384. Kraay-Hirmer pl. 74, 210. m.SPL/q.FDC. Shipping only in Italy.
Lotto n. 2 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). CARTAGINE – Statere, circa 350-320 a.C., Cartagine.in oro9,34 gr. - Diam. 17,70/18,70 mm.Dritto: Testa di Tanit-Persefone a sinistra con corona di spighe, indossa orecchino e collana; - Rovescio: Cavallo stante a destra, puntini nel campo a destra. Jenkins-Lewis gruppo III h, 78. SNG Copenaghen 129. Impercettibili abrasioni al /R. SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 3 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). CARTAGINE – Statere, circa 350-320 a.C., Cartagine.in oro9,43 gr. - Diam. 18,70 mm.Dritto: Testa di Tanit-Persefone a sinistra con corona di spighe, indossa orecchino e collana; - Rovescio: Cavallo stante a destra, puntini nel campo a destra. Jenkins-Lewis gruppo III h, 80. SNG Copenaghen 128. Segni al bordo. m.SPL Shipping only in Italy.
Lotto n. 4 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). CIRENAICA – OFELLA, GOVERNATORE (circa 322-313 a.C.) - Emidracma, Cirene, coniato sotto il magistrato Jason.in oro2,08 gr. - Diam. 11,00 mm.Dritto: Testa di Atena con elmo corinzio a sinistra; - Rovescio: Tre piante di silfio. BMC 134-5. Jameson 2138. Naville 41. m.MB/q.BB Shipping only in Italy.
Lotto n. 5 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Mnaieion o ottodramma in nome di Arsinoe II. Emissione coniata sotto Tolomeo II, circa 252-250 a.C. Alessandria.in oro27,72 gr. - Diam. 27,00 mm.Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: doppia cornucopia ornata da nastri. Svoronos 475ε. CPE 390. Di buona qualità, con metallo ancora lucente. m.BB/q.SPL  Proveniente dalla prestigiosa “Collezione Caruso”, appartenuta al Comm. Enrico Caruso e messa all'incanto da C. & C. Canessa dal 28 giugno 1923 e gg. seguenti, nella loro sede di Napoli, lotto 97. Shipping only in Italy. Arsinoe II, nata nel 316 a.C. da Tolomeo I e Berenice I, visse fin dall’adolescenza al centro delle dinamiche politiche del mondo ellenistico. Ancora giovanissima fu data in moglie a Lisimaco, re di Tracia, e successivamente unita al fratellastro Tolomeo Cerauno, figura nota per la sua violenza. Il rapporto con quest’ultimo degenerò rapidamente: coinvolta in una congiura, Arsinoe fu costretta ad abbandonare la scena politica intorno al 280 a.C. e a rifugiarsi in Egitto, allora sotto il controllo del fratello minore Tolomeo II. Dotata di grande carisma, intelligenza e abilità politica, Arsinoe esercitò una forte influenza su Tolomeo II. Dopo l’eliminazione della sua precedente consorte, accusata di infedeltà, il sovrano sposò Arsinoe, verosimilmente intorno al 276 a.C. Sebbene il matrimonio tra fratelli fosse una pratica consolidata nella tradizione faraonica, esso risultava eccezionale per il mondo greco, dove era riservato esclusivamente alle divinità: proprio per questo l’unione contribuì a rafforzare l’ideologia della regalità divina dei Tolomei. Pur mostrando talvolta un notevole cinismo politico, Arsinoe si rivelò una sovrana energica e competente, partecipando attivamente al governo e assumendo un ruolo di primo piano nella gestione della politica estera egiziana. Alla sua morte, databile al 270 o al 268 a.C., le furono tributati onori divini completi, accompagnati da una vasta emissione di monete d’oro che ne raffigurano il volto coperto da un velo. Il piccolo corno d’ariete che affiora dal velo allude esplicitamente alla sua divinizzazione, richiamando il simbolismo del corno di Ammone associato alle immagini di Alessandro divinizzato.
Lotto n. 6 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Mnaieion o ottodramma in nome di Arsinoe II. Emissione postuma da Tolomeo V a Tolomeo VIII, post 193/2 a.C., Alessandria.in oro, 27,90 gr. - Diam. 29,00 mm.Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri. Svoronos 1498. SNG Copenhagen 322. Bellissimo esemplare dagli alti rilievi e con lieve patina rossiccia. SPL. Shipping only in Italy. È stata avanzata l’ipotesi che i mnaieion di tipo K prodotti nel periodo compreso tra i regni di Tolomeo VI e Tolomeo VIII presentino un’immagine volutamente dissimulata di Cleopatra II, sorella e successivamente consorte di entrambi i sovrani. In questa prospettiva, la lettera K collocata dietro il capo potrebbe alludere al nome di Cleopatra. Nelle emissioni originarie di Tolomeo II e III, che funsero da modello per le serie successive, la K costituiva infatti una delle lettere impiegate per identificare i conii del dritto. È comunque evidente che il volto raffigurato su queste emissioni più tarde si discosta notevolmente dalle sembianze di Arsinoe II, come appaiono nelle monete d’oro più prossime alla sua epoca. Al di là dell’effettiva presenza o meno di ritratti di personaggi contemporanei, resta un dato storico incontrovertibile: nelle fasi finali della dinastia tolemaica, il potere reale fu esercitato prevalentemente da figure femminili, culminando con l’ascesa di Cleopatra VII, ultima e forse la più celebre tra esse.
Lotto n. 7 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Mnaieion o ottodramma in nome di Arsinoe II. Emissione postuma da Tolomeo V, Alessandria.in oro27,76 gr. - Diam. 27.00 mm.Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri. Svoronos 1498 n° 20 pl.XL. SNG, Copenhague, n° 321 Evidente difetto di conio al rovescio, altrimenti qSPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 8 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Mnaieion o ottodramma in nome di Arsinoe II. Emissione postuma, Alessandria.in oro27,82 gr. Diam. 28,00 mm.Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri. Svoronos 489. CPE 394. Lieve colpetto al D/, altrimenti bello SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 9 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Mnaieion o ottodramma, Alessandria.in oro27,82 gr. - Diam. 27,00 mm.Dritto: Busti accollati a destra di Tolomeo II e Arsinoe II; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Scudo della Galazia nel campo a sinistra; - Rovescio: Busti accollati a destra di Tolomeo I e Berenice I; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Svoronos 603. CPE 313. Di notevole qualità e freschezza d'aspetto. m.SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 10 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Mnaieion o ottodramma, Alessandria.in oro27,69 gr. - Diam. 27,00 mm.Dritto: Busti accollati a destra di Tolomeo II e Arsinoe II; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Scudo della Galazia nel campo a sinistra; - Rovescio: Busti accollati a destra di Tolomeo I e Berenice I; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Svoronos 603. CPE 313. BB Shipping only in Italy.
Lotto n. 11 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Emi-mnaieion in nome di Arsinoe II. Emissione postuma da Tolomeo V a Tolomeo VIII, post 193/2 a.C. Alessandria.in oro13,90 gr. - Diam. 21,50 mm.Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri. Svoronos 1500, tav. LI n. 22-23. Molto rara. Di grande conservazione per questa rara tipologia. m.SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 12 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). EGITTO - TOLOMEO II (285-246 a.C.) - Emi-mnaieion (pentekontadracma, 50 dracme), Alessandria.in oro13,89 gr. - Diam. 21,60 mm.Dritto: Busti accollati a destra di Tolomeo II e Arsinoe II; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Scudo della Galazia nel campo a sinistra; - Rovescio: Busti accollati a destra di Tolomeo I e Berenice I; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Svoronos 618 (K under chins). CPE 312. Lievi graffi al /R. BB. Shipping only in Italy.
Lotto n. 13 - Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy). MACEDONIA – ALESSANDRO MAGNO (336-323 a.C.) - Statere. Emissione sotto Balakros o Menes, circa 332-327 a.C., Tarso.in oro8,57 gr. - Diam. 15,90/16,80 mm.Dritto: Testa di Atena a destra con elmo corinzio; - Rovescio: Nike stante a sinistra, tiene una corona nella mano destra; kerykeion (caduceo) sotto l'ala nel campo a destra. Price 3458 (Sidone). Colpo al ciglio del /R. BB/SPL Proveniente dalla prestigiosa “Collezione Caruso”, appartenuta al Comm. Enrico Caruso e messa all'incanto da C. & C. Canessa il 28 giugno 1923 e gg. seguenti, nella loro sede di Napoli, lotto 47. Shipping only in Italy. In un primo momento Newell assegnò questo gruppo monetale alla zecca di Sidone, includendolo tra otto emissioni di stateri (oltre a due distateri) accomunate dall’assenza di firma o data di zecca, elementi invece presenti nella quasi totalità delle altre coniazioni di sidone. Successivamente lo stesso Newell mise in discussione tale attribuzione, avanzando l’ipotesi che queste emissioni potessero provenire da una zecca più antica situata nell’area di Damasco, come ricordato anche da G. F. Hill (JHS 43, 1923, p. 159). Anche Price, pur continuando formalmente a seguire la proposta originaria di Newell, espresse riserve significative sulla sua attendibilità (Price, p. 436). Un riesame complessivo della questione è stato condotto da Le Rider nella sua recente sintesi sulla monetazione di Alessandro Magno (Alexander the Great: Coinage, Finances, and Policy, Philadelphia 2007). Ripercorrendo il dibattito precedente e integrando dati emersi da studi più recenti, Le Rider sostiene in modo argomentato che queste otto emissioni auree debbano essere attribuite non a Sidone, bensì alla zecca di Tarso, dove costituirebbero le prime coniazioni di stateri di tipo alessandrino (pp. 134–139). Questa nuova attribuzione modifica in modo sostanziale il valore storico delle emissioni. È opinione diffusa che Alessandro abbia dato avvio alla produzione delle sue nuove tipologie monetali poco dopo la presa di Tarso nel 333 a.C. Proprio in virtù del ruolo centrale di questa città, e sulla base delle evidenze allora disponibili, Newell aveva inizialmente assegnato a Tarso un ampio numero di stateri del primo periodo alessandrino (E. T. Newell, “Tarsos under Alexander”, AJN 52, 1918). Studi successivi, tuttavia, hanno ricollocato quasi tutte queste emissioni in ambito macedone (cfr. Price, p. 371; Troxell, Studies, pp. 99–110). La riassegnazione delle otto emissioni precedentemente attribuite a Sidone colma dunque un vuoto significativo nella documentazione aurea di Tarso, identificandole non solo come le prime coniazioni alessandrine della zecca, ma probabilmente come le prime emissioni di stateri di Alessandro Magno in assoluto.
Lotto n. 14 - Monete Romane Repubblicane (Shipping only in Italy). GENS CLAUDIA – C. Clodius M.f. Turrinus (42 a.C.) - Denario. Roma.in argento3,96 gr. - Diam. 16,00/18,00 mm.Dritto: Testa radiata del Sole a destra: dietro, nel campo a sinistra, una faretra; - Rovescio: Crescente lunare circondato da cinque stelle. Crawford 494/21. Sydenham 1115. Varesi 188. Decentratura al /R ma di bella qualità. m.BB Shipping only in Italy.
Lotto n. 15 - Monete Romane Repubblicane (Shipping only in Italy). IMPERATORIALI - M. Junius Brutus (54 a.C.) - Denario, Roma.inn argento3,94 gr. - Diam. 17,50 mm.Dritto: Testa barbuta di L. Junius Brutus il Vecchio a destra; - Rovescio: Testa di Servilius Ahala a destra. Crawford 433/2. Sydenham 907. Varesi 701. Lieve ossidazione. m.BB Shipping only in Italy.
Lotto n. 16 - Monete dell'Impero Romano (shipping only in Italy). AUGUSTO (27 a.C. - 14 d.C.) – Denario, Lugdunum (Lione).in argento3,81 gr. - Diam. 19,00 mm.Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: Toro che carica a testa bassa verso destra. In esergo IMP. X. RIC 166a. Gradevole esemplare. Bel BB. Shipping only in Italy. Le numerose emissioni delle cosiddette “monete col toro” di Augusto, coniate nella zecca gallica di Lugdunum, appartengono a una fase di forte affermazione e consolidamento del nuovo regime. La scelta del toro non è casuale: si tratta di un richiamo visivo alla città di Thurio, in Lucania, con la quale la famiglia di Ottaviano vantava un legame significativo. Nel 60 a.C., mentre ricopriva la carica di pretore, il padre di Ottaviano, Gaio Ottavio, guidò con successo le truppe romane contro una rivolta di schiavi scoppiata nei pressi della città. È probabile che, per celebrare questa vittoria, egli attribuisse al figlio, allora di appena tre anni, il cognomen Thurinus, esplicito riferimento alla città. La morte prematura di Gaio Ottavio, avvenuta l’anno successivo, portò il giovane Ottaviano ad abbandonare presto questo cognomen. Tuttavia, una volta giunto al potere, Augusto recuperò quel ricordo familiare in modo più sottile e simbolico, inserendo nella propria immagine pubblica il toro in carica: lo stesso tipo iconografico utilizzato da Thurio nella sua monetazione greca dei secoli precedenti. In questo modo, un episodio della storia personale e familiare veniva trasformato in un elemento della propaganda imperiale.
Lotto n. 17 - Monete dell'Impero Romano (shipping only in Italy). TITO (79-81) – Aureo, s.d., Roma.in oro7,38 gr. - Diam. 19,20 mm.Dritto: Testa laureata a destra; - Rovescio: Elefante corazzato che avanza verso sinistra. RIC II.1 114. Calicó 775. Raro. Difetti di coniazione sul contorno, ma esemplare di bella qualità. q.SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 18 - Monete dell'Impero Romano (shipping only in Italy). ELIO (AELIUS), come Cesare (137) – Aureo, s.d., Roma.in oro7,20 gr. - Diam. 17,80/19,20 mm.Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: La Concordia seduta in trono a sinistra, tiene una patera nella mano destra protesa; il braccio sinistro riposa su cornucopia. In esergo CONCORD. RIC 443. Calicó 1444. Raro. Di eccezionale conservazione! q.FDC. Shipping only in Italy.  Negli ultimi anni della sua vita, segnati da gravi difficoltà fisiche, Adriano fu costretto ad affrontare il delicato problema della successione imperiale. Nel 136 d.C. la sua scelta ricadde su Lucio Ceionio Commodo, console in carica in quell’anno, che assunse il nome di Lucio Elio Cesare. Si trattava però di un personaggio privo di una solida esperienza sia in ambito militare sia in quello amministrativo; per questo motivo gli vennero attribuiti i poteri tribunizi e fu inviato lungo il confine danubiano, con l’incarico di governare la Pannonia. Il progetto dinastico di Adriano non ebbe tuttavia il tempo di realizzarsi. Elio morì prematuramente nel 138 d.C., lasciando ancora una volta l’imperatore, ormai gravemente malato, senza un erede designato. La sua nomina aveva già suscitato perplessità e malumori, alimentati anche dallo scandalo esploso alcuni anni prima, nel 130 d.C., quando Adriano aveva promosso l’istituzione di un culto e l’emissione di monete in onore di Antinoo, il giovane favorito dell’imperatore, morto annegato nel Nilo durante un viaggio ufficiale. In questo clima di sospetto, si diffuse l’idea che la scelta di Elio fosse avvenuta contro il parere generale e fosse motivata unicamente dal suo aspetto avvenente. Alcuni studiosi del passato arrivarono persino a ipotizzare, come fece Carcopino, che Elio fosse un figlio naturale di Adriano, ma tale interpretazione è stata in seguito ampiamente confutata. È più verosimile che Elio avesse conquistato la stima dell’imperatore grazie alla sua formazione culturale e alla raffinatezza dei suoi interessi, in sintonia con l’attenzione di Adriano per le arti e la vita intellettuale. Dopo la sua scomparsa, Adriano adottò Aurelio Antonino, destinato a diventare imperatore con il nome di Antonino Pio, imponendogli però l’obbligo di adottare a sua volta Marco Aurelio, figlio di Elio e pronipote adottivo dello stesso Adriano, assicurando così la continuità dinastica.
Lotto n. 19 - Monete dell'Impero Romano (shipping only in Italy). LUCILLA (164-180) – Aureo, s.d., Roma.in oro7,22 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Busto drappeggiato a destra; - Rovescio: Venere stante rivolta a sinistra con mela e scettro. RIC 783. Calicó 2218. Raro. Di eccezionale conservazione! q.FDC. Shipping only in Italy.
Lotto n. 20 - Monete dell'Impero Romano (shipping only in Italy). IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE – GIULIO NEPOTE (474-475) – Solido, s.d., Ravenna.in oro4,43 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Busto frontale elmato e corazzato, con scudo e lancia trasversale; - Rovescio: La Vittoria stante con lunga croce perlinata. Ai lati R e V. RIC X 3212. Depeyrot 41/1. Graffietto al D/. q.SPL Shipping only in Italy.
Lotto n. 21 - Monete Bizantine e monete Barbariche (shipping only in Italy). EMISSIONE DI ATTRIBUZIONE INCERTA A NOME DI GIUSTINIANO – Tremisse.in oro1,45 gr. - Diam. 16,00 mm.Dritto: Busto diademato, corazzato, e drappeggiato a destra; - Rovescio: la Vittoria stante di fronte con una corona nella mano destra ed un globo crucigero nella mano sinistra. Sear 145. DOC 19/2. Gradevole esemplare, di bello stile, per lievi varianti nel ritratto e nella legenda a nostro avviso è da considerarsi di emissione imitativa longobarda. bello SPL. Shipping only in Italy. Quando i Longobardi penetrarono in Italia dopo il 568 d.C. non disponevano di una tradizione monetaria autonoma paragonabile a quella romana o bizantina. Come sottolineato più volte da Ermanno Arslan, la monetazione non costituiva per i Longobardi un elemento strutturale dell’organizzazione statale, bensì uno strumento pragmatico, adottato solo nella misura in cui risultava funzionale all’inserimento nel sistema economico e simbolico mediterraneo. Di conseguenza, nei primi decenni di presenza sul territorio italico, le coniazioni auree longobarde si configurarono prevalentemente come imitazioni, più o meno fedeli, dei tremissi bizantini allora in circolazione. Indicativa di questa iniziale assenza di una piena “cultura monetaria” è la produzione precedente all’ingresso in Italia, realizzata da artigiani orafi longobardi attivi in area pannonica. Tali esemplari, spesso di stile fortemente stilizzato, sembrano rispondere a una funzione essenzialmente ornamentale e simbolica piuttosto che propriamente monetaria: tremissi o pseudo-tremissi venivano infatti utilizzati come elementi decorativi per monili, gioielli e collane, inserendosi in un contesto culturale in cui il valore del metallo e il prestigio dell’immagine prevalevano sull’uso economico della moneta. Arslan ha opportunamente evidenziato come questa produzione non debba essere interpretata in termini di “decadenza” artistica, bensì come espressione di un diverso rapporto con l’oggetto monetale. Le imitazioni longobarde riproducono prevalentemente tipologie imperiali di età giustinianea e post-giustinianea, con il busto dell’imperatore al diritto e la figura della Vittoria al rovescio. Tuttavia le legende risultano spesso corrotte, frammentarie o del tutto prive di significato, fenomeno che riflette una conoscenza imperfetta del latino e, più in generale, una comprensione limitata del valore comunicativo della scrittura monetale. Tale produzione si colloca pienamente in quella che la storiografia numismatica definisce fase “pseudo-imperiale”: nonostante il progressivo consolidamento del dominio longobardo su ampie aree dell’Italia settentrionale e centrale, i modelli monetari bizantini continuarono a essere accettati e riprodotti in quanto depositari di un’autorità economica e simbolica universalmente riconosciuta. Nell’esemplare qui proposto ci troviamo tuttavia di fronte a un’imitazione caratterizzata da uno stile artisticamente elevato, che si distingue nettamente dalle produzioni più grossolane o meramente ornamentali. Le varianti iconografiche nel ritratto imperiale, unite a una maggiore coerenza compositiva, consentono di interpretarlo come prodotto di un’officina longobarda ormai inserita nel contesto italico, e non più riconducibile alle fasi pannoniche precedenti. In tal senso risultano particolarmente significativi i confronti stilistici con il celebre tremisse rinvenuto nel Castrum di Castelseprio, scoperto nel pozzo di drenaggio scavato in prossimità dell’abside della chiesa di San Giovanni Evangelista. Tale esemplare secondo gli studiosi è riconducibile agli ultimi decenni del VI secolo.
Lotto n. 22 - Monete Bizantine e monete Barbariche (shipping only in Italy). LONGOBARDI – MONETAZIONE A NOME DI MAURIZIO TIBERIO (582-602) - Tremisse. Emissione durante i regni di Autari (584-590) e Agilulfo (590-615).in oro1,40 gr. - Diam. 17,20 mm.Dritto: Busto a destra diademato, corazzato e paludato; - Rovescio: la Vittoria alata stante di fronte con corona nella mano destra e globo crucigero, nel campo a destra croce. Arslan 4. MEC 1, 303-304. Bernareggi 1. SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 23 - Monete Bizantine e monete Barbariche (shipping only in Italy). LONGOBARDI – MONETAZIONE A NOME DI MAURIZIO TIBERIO (582-602) - Tremisse. Emissione durante i regni di Autari (584-590) e Agilulfo (590-615).in oro1,39 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Busto a destra diademato, corazzato e paludato; - Rovescio: la Vittoria alata stante di fronte con corona nella mano destra e globo crucigero, nel campo a destra croce. Arslan 13-21. MEC 305-6. Bernareggi 1. SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 24 - Monete Bizantine e monete Barbariche (shipping only in Italy). IMPERO BIZANTINO – COSTANTE II (661-668) – Solido, s.d., Costantinopoli.in oro4,47 gr. - Diam. 19,40 mm.Dritto: Busti frontali di Costante II e Costantino IV; - Rovescio: Croce potenziata su gradini; ai lati Eraclio e Tiberio stanti. In esergo CONOB. Sear 964. DOC 30e. Bello SPL. Shipping only in Italy.
Lotto n. 25 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 12 monete. Monetazione mistavari metalliConservazioni da MB a q.SPL. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 26 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 12 monete. Monetazione mista.vari metalliConservazioni da MB a m.BB. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 27 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 12 monete. Monetazione mista.vari metalliConservazioni da MB a buon BB. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 28 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 12 monete. Monetazione mista.vari metalliConservazioni da MB a BB/SPL. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 29 - Monete Antiche (shipping only in Italy). – Interessante lotto di 12 monete. Monetazione mista.vari metalliConservazioni da MB a q.SPL. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 30 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 12 monete. Monetazione mista.vari metalliConservazioni da MB a q.SPL. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 31 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 7 bronzi imperiali.in bronzoConservazioni da MB a q.BB. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 32 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 6 bronzi imperiali.in bronzoConservazioni da MB a q.BB. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 33 - Monete Antiche (shipping only in Italy). Interessante lotto di 6 bronzi imperiali.in bronzoConservazioni da MB a q.BB. Da esaminare. Shipping only in Italy.
Lotto n. 34 - Repubblica di Ancona. Monetazione anonima (XV sec.) - Quarto di grosso, s.d., Ancona.in argento0,35 gr. - Diam. 12,00 mm.Dritto: Grande lettera A ornata; - Rovescio: Croce ancorata con globetto ad ogni estremità. CNI 49. Biaggi 77. Rarissimo. Usuali debolezze e irregolarità di conio, ma gradevole esemplare con bella patina. q.BB.
Lotto n. 35 - Patriarcato di Aquileia. RAIMONDO DELLA TORRE (1273 - 1299) – Denaro con torre, s.d. (1274), Aquileia.in argento1,25 gr. - Diam. 20,50 mm.Dritto: Il Patriarca mitrato, seduto in faldistorio, regge nella destra la croce patriarcale e nella sinistra sollevata un libro ornato da 5 borchie; - Rovescio: Torre merlata. Bernareggi 27. Biaggi 156. Raro. Bella patina. q.SPL.
Lotto n. 36 - Comune di Bergamo. a nome di Federico II di Svevia (1236 - inizio XIV sec.) - Grosso da 6 denari, s.d., Bergamo.in argento1,94 gr. - Diam. 20,10 mm.Dritto: Busto laureato volto a destra; - Rovescio: Edificio con cupola fra due torri. MIR 16a. Biaggi 351. Molto raro. BB/SPL.
Lotto n. 37 - Comune di Bergamo. A nome di Federico II di Svevia (1236 - inizio XIV sec.) - Grosso da 6 denari, s.d., Bergamo.in argento2,00 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Busto laureato volto a destra; - Rovescio: Edificio con cupola fra due torri. MIR 16a. Biaggi 351. Molto raro. Lieve patina. Bel BB.
Lotto n. 38 - Signoria dei Bentivoglio. GIOVANNI I BENTIVOGLIO (1401 - 1402) – Bolognino d'oro, s.d., Bologna.in oro3,48 gr. - Diam. 20,00 mm.Dritto: Leone rampante volto a sinistra con vessillo; - Rovescio: San Pietro nimbato stante, con chiavi e libro. Nel campo a sinistra stemma Bentivoglio. MIR 13. CNI 1/5. Molto raro. q.BB.
Lotto n. 39 - Governo Popolare di Bologna (1796 - 1797). Scudo da 10 Paoli, 1797, III tipo, Bologna.in argento29,01 gr. - Diam. 40,00 mm.Dritto: Stemma sormontato da testa leonina tra due rami di lauro. - Rovescio: La Beata Vergine con il Figlio sulle nubi; sotto, veduta della città. MIR 58/2. Gigante 6b. Raro. q.SPL
Lotto n. 40 - Governo Popolare di Bologna (1796 - 1797). Mezzo scudo da 5 Paoli, 1797, II tipo, Bologna.in argento14,54 gr. - Diam. 29,00 mm.Dritto: Stemma sormontato da testa leonina tra due rami di lauro. - Rovescio: La Beata Vergine con il Figlio sulle nubi; sotto, veduta della città. MIR 59/2. Gigante 10. Raro. Patina non omogenea. Finissimi dettagli dei visi della Beata Vergine e del Bambino. Bello SPL. Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
Lotto n. 41 - Repubblica di Camerino. Monetazione autonoma (1190 - 1259) – Grosso, s.d., Camerino.in argento0,89 gr. - Diam. 18,70 mm.Dritto: Croce trifogliata; - Rovescio: San Ansovino nimbato e mitrato, stante con lunga croce, in atto di benedire con la mano destra. CNI 3. Biaggi 523. Rarissima. Bella patina di monetiere. Di notevole qualità per la tipologia. q.SPL.
Lotto n. 42 - Marchesato di Saluzzo. MICHELE ANTONIO DI SALUZZO (1504 - 1528) - Cornuto, s.d., Carmagnola.in argento5,52 gr. - Diam. 30,00 mm.Dritto: Stemma con cimiero coronato e sormontato da drago alato; - Rovescio: San Costanzo a cavallo verso destra con vessillo sotto, anelletto. CNI 77/52. MIR 146. BB.
Lotto n. 43 - Ducato del Monferrato. VINCENZO I GONZAGA (1587 - 1612) – Ducatone 1591, Casale.in argento29,46 gr. - Diam. 39,00 mm.Dritto: Busto corazzato e paludato volto a destra; - Rovescio: San Giorgio a cavallo verso destra, nell'atto di trafiggere il drago. MIR 291/1. CNI 19. Raro. Lievemente tosata. m.MB.
Lotto n. 44 - Ducato del Monferrato. VARIE AUTORITA' EMITTENTI (XVI - XVII sec.) – Lotto di 8 monete, Casale. vari metalliMIR 251 (Raro), 312 (Due esemplari), 332 (Non comune), 338 (Due esemplari), 358 (Raro), 361. Conservazioni da q.MB a q.BB. Da esaminare.
Lotto n. 45 - Marchesato di Castiglione. FRANCESCO GONZAGA (1593 - 1616) – Grossetto, s.d., Castiglione delle Stiviere.mistura0,90 gr. - Diam. 16,80 mm.Dritto: Aquila coronata di fonte, ad ali spiegate, con testa volta a sinistra; - Rovescio: Testa di bufalo coronata, con anello al naso. MIR 187. CNI 79/82. Molto rara. Moneta di difficile reperibilità, soprattutto in alta conservazione. Colpetto nel campo e ondulazione. MB.
Lotto n. 46 - Comune di Como. A nome di Federico II (XII - XIV sec.) – Mezzo grosso, s.d., Como.in argento1,25 gr. - Diam. 18,30 mm.Dritto: Busto coronato a destra, con scettro; - Rovescio: Aquila coronata ad ali spiegate. MIR 264. Biaggi 641. Raro. Piccolo foro portativo. q.BB.
Lotto n. 47 - Ducato di Ferrara. ERCOLE I D'ESTE (1471 - 1505) - Testone, s.d., Ferrara.in argento7,72 gr. - Diam. 27,00 mm.Dritto: Testa nuda rivolta a destra; - Rovescio: L'Idra di Lerna su tizzoni ardenti. MIR 255. Ravegnani Morosini 4. Raro. Di buona qualità. Usuali rugosità di conio. BB/q.SPL.  Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.  Sul rovescio di questo testone dedicato a Ercole I d’Este compare una delle figure più inquietanti del mito classico: l’Idra di Lerna. Si tratta di una creatura mostruosa dall’aspetto serpentiforme, tradizionalmente rappresentata con sette o nove teste, di cui una sola eterna, e dotata di un veleno letale. Secondo la leggenda, fu allevata da Era, consorte di Zeus, con l’intento di eliminare Ercole. L’eroe riuscì tuttavia a prevalere durante la sua seconda impresa grazie all’ingegno e al supporto del nipote Iolao: dopo aver reciso le teste destinate a ricrescere, ne bruciò i colli per impedirne la rigenerazione e infine nascose quella immortale sotto un enorme masso. Le fonti dell’epoca collocano l’emissione della moneta tra il 1492 e il 1493, in un momento cruciale per la città di Ferrara, coincidente con l’avvio dell’Addizione Erculea. Questo ambizioso progetto, voluto da Ercole I e affidato all’architetto Biagio Rossetti, prevedeva l’espansione urbana verso settentrione. L’immagine del mostro a sette teste, già utilizzata come simbolo da Borso d’Este, assume qui un valore allegorico: rappresenta la malaria che affliggeva le aree paludose attorno alla città, successivamente risanate proprio grazie agli interventi legati all’Addizione.
Lotto n. 48 - Repubblica Fiorentina (XIII sec. - 1532). Fiorino d'oro, XII serie, simbolo dello zecchiere Tommaso di Guccio Soderini (1382, I° semestre), Firenze.in oro3,50 gr. - Diam. 19,00 mm.Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, stante di fronte, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità. MIR 12/8. Raro. BB/SPL
Lotto n. 49 - Repubblica Fiorentina (XIII sec. - 1532). Fiorino d'oro, XIII serie, simbolo dello zecchiere Stefano di Vanni Castellani (1402, II° semestre), Firenze.in oro3,54 gr. - Diam. 19,50 mm.Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, stante di fronte, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità. MIR 13/17. Raro. Lievi debolezze di conio. q.SPL.
Lotto n. 50 - Repubblica Fiorentina (XIII sec. - 1532). Quinto di Scudo da 1 Lira e 8 Soldi, detto anche Cotale, s.d. (1503-1533), Firenze.in argento7,71 gr. - Diam. 29,00 mm.Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, seduto in trono, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità. MIR 70/13. Rarissimo. Ondulazione del tondello. m.MB/q.BB.
Lotto n. 51 - Ducato di Firenze. ALESSANDRO DE MEDICI, Signore della Repubblica Fiorentina (1532 - 1537) – Testone, s.d., Firenze.in argento9,89 gr. - Diam. 28,00 mm.Dritto: Busto a sinistra corazzato; -Rovescio: I Santi Cosma e Damiano stanti di fronte. MIR 103. CNI 17/20. Ravegnani Morosini 1. Molto raro. Bel BB.  Si tratta della prima emissione monetaria fiorentina a presentare l’effigie di un duca. Questo testone da 40 soldi, dal valore di 3 barili e caratterizzato dall’acconciatura di Alessandro de’ Medici, venne soprannominato dai fiorentini “riccio”. L’incisione del conio è attribuita a Benvenuto Cellini, e la sua coniazione ebbe inizio a partire dal 25 aprile 1534. Sul rovescio compaiono i santi Cosma e Damiano, considerati patroni dell’arte dei medici e degli speziali, oltre che figure protettrici della casata dei Medici. (cit. Ravegnani-Morosini vol. II, pag. 323).
Lotto n. 52 - Ducato di Firenze. COSIMO I DE MEDICI, Duca della Repubblica Fiorentina (1537 - 1557) – Scudo d'oro del sole, s.d., III serie, Firenze.in oro3,30 gr. - Diam. 25,50 mm.Dritto: Stemma ovale stretto coronato, ornato con volute; - Rovescio: Croce incavata, gigliata, accantonata da quattro fiammelle. MIR 117. CNI 22/23. Raro. Lievi rugosità al R/. BB/SPL.
Lotto n. 53 - Granducato di Toscana. COSIMO III DE MEDICI (1670 - 1723) – Doppia 1716, II serie, Firenze.in oro6,69 gr. - Diam. 26,00 mm.Dritto: Stemma coronato di forma speciale con le sei palle, di cui la superiore con tre giglietti in rilievo, entro cartella ornata di volute e in basso di conchiglia; - Rovescio: Croce gigliata, accantonata da quattro globetti. MIR 323/2. CNI 83. Della massima rarità. Probabile provenienza da montatura. Lievi Depositi al D/. BB.  Cosimo III de’ Medici (1642-1723), figlio primogenito di Ferdinando II e di Vittoria della Rovere, fu granduca di Toscana dal 1670 fino alla morte e protagonista di uno dei regni più lunghi della storia toscana. Educato in un clima di profonda religiosità e di rigorosa formazione morale, sviluppò una personalità austera e introversa che segnò profondamente il suo modo di governare. Salito al trono in un momento in cui il Granducato aveva già perso gran parte del ruolo politico ed economico che aveva avuto nei secoli precedenti, non riuscì a invertire questa tendenza, nonostante alcuni tentativi di riforma e di rilancio commerciale. Il suo governo fu caratterizzato da un forte controllo morale e religioso della società, con un irrigidimento delle norme sui costumi e sulla vita civile, che contribuì a rendere il clima politico e culturale più chiuso rispetto al passato mediceo. Sul piano internazionale dovette confrontarsi con il problema cruciale della successione: la mancanza di eredi maschi destinati a durare aprì la questione della fine della dinastia dei Medici, che sarebbe effettivamente avvenuta pochi anni dopo la sua morte, nel 1737. Nonostante questi limiti, il granduca seppe lasciare un segno duraturo in alcuni ambiti specifici: celebre è, ad esempio, il bando del 1716 con cui delimitò ufficialmente le aree di produzione di vini come il Chianti, il Carmignano e il Pomino, un atto considerato un precedente fondamentale delle moderne denominazioni di origine. La monetazione del lungo regno di Cosimo III riflette bene questa fase finale della storia medicea, con emissioni numerose ma spesso caratterizzate da tirature contenute, soprattutto per le monete in oro. Tra queste spicca la doppia del 1716, di grandissima rarità e del quale sono conosciuti pochi esemplari apparsi sul mercato.
Lotto n. 54 - Granducato di Toscana. COSIMO III DE MEDICI (1670 - 1723) – Piastra 1677, Firenze.in argento31,21 gr. - Diam. 44,50 mm.Dritto: Busto a destra corazzato e paludato del Granduca, a testa nuda; - Rovescio: San Giovanni battezza Gesù Cristo nelle acque del Giordano. MIR 326/4. CNI 36/40. Bel BB.
Lotto n. 55 - Granducato di Toscana. GIOVANNI GASTONE DE MEDICI (1723 - 1737) – Zecchino o fiorino d'oro 1731, Firenze.in oro3,45 gr. - Diam. 21,50 mm.Dritto: Il giglio di Firenze, con due fiori; - Rovescio: San Giovanni Battista in figura giovanile, con nimbo circolare, seduto a sinistra su zolla erbosa, tiene la destra alzata e nella sinistra una lunga croce. MIR 345/8. CNI 18. Lievissime ondulazioni. m.BB.
Lotto n. 56 - Granducato di Toscana. FRANCESCO II DI LORENA (1737 - 1765) - Francescone 1747, II tipo, Firenze.in argento27,12 gr. - Diam. 41,00 mm.Diritto: Busto a destra laureato paludato e corazzato, con spallaccio a figura leonina. Sotto cicogna a destra (Carlo La Grande, zecchiere); - Rovescio: Aquila imperiale bicipite, inanellata nel capo, spiegata e coronata, con spada nella zampa destra e scettro nella zampa sinistra, caricata in petto di scudo multipartito. MIR 361/1. CNI manca. Molto raro. q.BB.
Lotto n. 57 - Granducato di Toscana. VARIE AUTORIA' EMITTENTI (XVIII sec.) - Lotto di due Francesconi, 1778 e 1793, Firenze.in argento54,04 gr. (totale).MIR 380/2 (Raro) e 405/2 (Molto raro). Conservazione MB o migliore.
Lotto n. 58 - Regno d'Etruria. CARLO LUDOVICO DI BORBONE, con la reggenza della madre Maria Luisa (1803 - 1807) - Dena 1807, II tipo, Firenze.in argento39,36 gr. - Diam. 44,00 mm.Dritto: Busti accollati a destra. In basso sigla LS (luigi Siries, incisore) e martello (Giovanni Fabbroni, incisore); - Rovescio: Stemma coronato, sovrapposto alla croce di Santo Stefano e circondato dal Collare del Toson d'Oro. MIR 423. CNI 29. Gigante 11. Non comune. Esemplare di notevole qualità e bellezza. q.FDC.
Lotto n. 59 - Granducato di Toscana. LEOPOLDO II D'ASBURGO LORENA (1824 - 1859) – Zecchino o fiorino d'oro 1832, Firenze.in oro3,48 gr. - Diam. 22,00 mm.Dritto: Il giglio di Firenze con due fiori; sotto il segno dell'incisore (Giuseppe Niderost) e dello zecchiere (Domenico Fiaschi; - Rovescio: San Giovanni Battista in figura giovanile, con nimbo circolare, seduto a sinistra su zolla erbosa, tiene la destra alzata e nella sinistra una lunga croce. MIR 445/4. CNI 99. Raro. Usuali lievi ondulazioni del tondello. Esemplare di ottima freschezza d'aspetto. m.SPL/q.FDC.
Lotto n. 60 - Marchesato di Gazoldo. ANNIBALE DEGLI IPPOLITI (II metà del XVII sec.) - Impressione in rame delle 2 doppie 1663, Gazoldo.in rame7,26 gr. - Diam. 29,00 mm.Dritto: Busto paludato a sinistra, con lunga capigliatura; - Rovescio: Sant'Ippolito nimbato con palma nella mano sinistra e spada nella destra. Tipo: MIR 322/2 e CNI 2. Forata. MB/BB.