Italian Coins and Medals
Results from 39801 to 39850 of 51385
Lot # 788
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Oriente Latino. Sigillo templare, XIII sec. D/ +:S: TVRII : FILII . MOVRCIIV. Cavaliere elmato e corazzato a cavallo a destra, sguaina la spada e regge scudo con croce. AE. 18.99 g. 40 mm. RRR. Rarissimo. Straordinario sigillo di fattura squisitamente medievale. L'iconografia, tipica dei cavalieri templari, vede un gerriero a cavallo con elmo scudo crociato. La notevole arte incisoria del sigillo porta ad identificare immediatamente questi elementi come i tipici simboli del periodo templare e delle crociate. Purtroppo la lettura del giro di legenda come riportata in catalogo non ha permesso l'assegnazione a uno specifico personaggio. SPL+.
Lot # 787
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Novellara. Contraffazione del Löwentaler di ambito italiano. D/ Stemma con leone rampante sorretto da cavaliere corazzato. R/ Leone rampante a sinistra. Gamb. III 634. AG. 24.45 g. 41.5 mm. RRR. Molto raro e di rara apparizione sul mercato. L'attribuzione di questa moneta alla zecca di Novellara è stata data per analogie di legenda e di metallo con esemplari censiti dal Gamberini ai numeri 644 e 645. Quasi certamente la moneta in questione risulta essere una falsificazione privata coeva eseguita al tipo del lowentaler di Utrecht. Il luogo di rinvenimento di esemplari analoghi però ha portato l'autore ad attribuire in maniera dubitativa questa emissione a una piccola zecca artigianale attiva in lombardia o in piemonte. BB.
Lot # 786
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Napoli. Ferdinando II di Borbone (1830-1859). Piastra o 120 Grana 1857. D/ Testa adulta e barbuta a destra. R/ Stemma della casata Borbone coronato. P/R 86; MIR (Napoli) 503/6. AG. 27.43 g. 37 mm. Metallo lucente. SPL+/qFDC.
Lot # 785
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Napoli. Gioacchino Murat (1808-1815). 20 lire 1813. D/ Testa a capo nudo a sinistra. R/ 20 / LIRE in corona di rami lunghi d'ulivo e alloro. Cf. P/R -, cf. 10; MIR (Napoli) 440/3. AU. 6.43 g. 21 mm. RR. Tipologia con rami medi. Minimi colpetti al ciglio. Bei fondi con lustro originale. qFDC. Gioacchino Murat, marito di Carolina Annunziata, sorella di Napoleone, successe a Giuseppe Napoleone come Re delle Due Sicilie. Negli anni del suo regno si prodigò per lo sviluppo industriale e sociale, pur combattendo valorosamente accanto a Napoleone. Dopo la sconfitta di Waterloo tentò di mantenere il potere cercando di fare insorgere i calabresi ma finì tragicamente fucilato a Pizzocalabro.
Lot # 784
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Napoli. Ferdinando IV di Borbone (1759-1816). 20 grana 1798. D/ Busto a destra; sotto, sigla P (Domenico Perger maestro di incisione). R/ Corona fra due rami d'alloro; in alto, le sigle A P (Antonio Planella maestro di zecca), in basso a destra, sigla M (Raffaele Mannara maestro di prova). P/R 87; MIR (Napoli) 386. AG. 4.62 g. 24.5 mm. NC. Conservazione eccezionale. Fondi lucenti con patina iridescente. FDC.
Lot # 783
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Napoli. Carlo di Borbone (1734-1759). Piastra 1749. D/ Stemma coronato; ai lati, VM - MM / R (Vincenzo Maria Mazzara maestro di zecca e Giovanni Russo maestro di prova); sotto, G 120 entro cartella. R/ La personificazione del fiume Sebeto sdraiato sulla riva del mare; in lontananza, sullo sfondo, il Vesuvio. In esergo D 1749 G (Giovanni Casimiro De Gennaro incisore). P/R 27; MIR (Napoli) 336/1. AG. 24.91 g. 48 mm. Bel BB.
Lot # 782
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Napoli. Filippo III di Spagna (1598-1621). Mezzo carlino. D/ Busto coronato a sinistra; sotto, sigla GF GI (?) (Giovanni Antonio Fasulo maestro di zecca e Francesco Antonio Giuno maestro di prova). R/ Il tosone sospeso volto a sinistra in corona d'alloro. P/R 26a var; MIR (Napoli) 216/9 var. AG. 1.27 g. 18 mm. R. Le sigle presenti sotto la testa al diritto sono probabilmente riconducibili a quelle citate nei testi; in realtà o sono le stesse rovesciate o sono lettere differenti che non compaiono in letteratura. qSPL.
Lot # 781
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Napoli. Filippo III di Spagna (1598-1621). 3 cinquine. D/ PHIL / III D G R/ HISP entro corona d'alloro. R/ PAX ET/ VBERTAS. Scettro coronato con ramo d'ulivo e spighe di grano; tutto entro corona d'alloro. P/R 20; MIR (Napoli) 212. AG. 1.96 g. 20 mm. R. Flan di insolita larghezza. Bel BB.
Lot # 780
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Napoli. Filippo III di Spagna (1598-1621). Mezzo ducato 1609. D/ Busto giovanile corazzato e radiato a sinistra; dietro, le sigla IAF/G (Giovanni Antonio Fasulo maestro di zecca e Francesco Antonio Giuno maestro di prova). R/ Stemma a cuore ornato e coronato. P/R 5; MIR (Napoli) 202/1. AG. 14.93 g. 35 mm. R. Bel BB. Ex Elsen 108, 2011, lotto 1354.
Lot # 779
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Napoli. Filippo II di Spagna (1556-1598). Tarì. D/ Busto a destra con corazza e gorgiera; dietro, IBR/VP, Giovan Battista Ravaschieri maestro di zecca e Vincenzo Porzio maestro di prova. R/ Stemma coronato. P/R 24b; MIR (Napoli) 175/2. AG. 5.95 g. 28 mm. Patina di monetiere. Bel BB.
Lot # 778
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Napoli. Roberto d'Angiò (1309-1343). Gigliato coniato in Provenza. D/ Il Re coronato seduto in trono con scettro gigliato e globo crucigero, ai lati due leoni. R/ Croce gigliata cantonata da quattro gigli. PdA 3982. P/R -. Cfr. nota p. 21. MIR (Napoli) -. Cfr. nota p. 30. AG. 3.89 g. 24.5 mm. R. Patina riposata dai riflessi dorati. Bell'esemplare dal flan regolare e dal raffinato gusto incisorio. qSPL/SPL.
Lot # 777
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Modena. Francesco I d'Este (1629-1658). Da 4 scudi d'oro o quadrupla. D/ Busto a destra corazzato; sotto, sigla GFM (Gian Francesco Manfredi appaltatore). R/ La Vergine adorante il Bambino. CNI 151/178; Rav. Mor. 16; MIR (Emilia) 733/4. AU. 13.06 g. 32 mm. R. Rara e di eccezionale conservazione, conserva ancora il candore e le luminescenze dell'oro dell'epoca. qFDC. I conii sono probabile opera di Giovanni Novà (o Novati). I conii recanti la sigla GFM sono stati coniati durante l'appalto di Gian Francesco Manfredi, dal 1646 al 1651. L'immagine della Madonna della Ghiaia presente al rovescio era stata voluta dallo stesso Duca che la teneva particolarmente cara, a lei attribuendo il miracolo di averlo salvato e di aver fatto recedere la pestilenza che aveva infierito durante il 1630 negli stati estensi, come si rileva dal motto stesso del rovescio 'allontanasti il furore dello sdegno'. Encapsulated by Classical Coin Grading MS 64.
Lot # 776
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Modena. Cesare d'Este con la moglie Virginia de' Medici (1598-1615). Da 6 bolognini. D/ Stemma Este coronato. R/ Stemma Medici coronato. CNI 1/7; MIR (Emilia) 711. AG. 2.97 g. 28 mm. R. Foro. Bel BB.
Lot # 775
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Mileto. Ruggero I (1072-1101). Trifollaro, 1098-1101. D/ Ruggero a cavallo gradiente a sinistra con elmo a cono, tiene uno stendardo su lunga asta appoggiata alla spalla destra. R/ La Beata Vergine nimbata su trono volta a destra, tiene fra le braccia il Bambino con nimbo ornato. Travaini 1995 160; MEC 14, 93; D'Andrea-Contreras (Normans) 131. AE. 10.18 g. 27 mm. R. Bell'esemplare dal flan largo e completo. Bel BB+. Questa moneta rappresenta un unicum nella monetazione dell'epoca. Apparentemente non sembrerebbero esserci modelli formali di riferimento per la scelta iconografica. Secondo Travaini (1995) questo non soprende visto la grande personalità di Ruggero. Morto il Guiscardo, Ruggero era senza dubbio il più forte signore normanno. La scelta del cavaliere, simbolo della classe politica normanna, allude probabilmente alla 'crociata' che Ruggero aveva appena compiuto per conquistare la Sicilia, preparatoria a quella per la Terra Santa. Questa iconografia è stata infatti accostata a quella delle moneta dell'Oriente Latino e in particolare al cavaliere presente sull'arazzo di Bayeux. Per quanto riguarda la scelta della Vergine col Bambino, anch'essa senza parallelismi se non nell'arte bizantina dove risulta come forte richiamo alla Cristianità.
Lot # 774
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Milano. Medaglia premio per l'Accademia di Belle Arti di Brera, fine XIX secolo. D/ ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA. L' allegoria dell'Arte seduta su trono regge statuetta delle tre grazie; in esergo S. JOHNSON. R/ Corona di lauro e quercia attorno a spazio centrale per la dedica (abrasa). Casolari -; Casolari SD/71 (questo esemplare). AU. 33.6 g. 39 mm. Opus: Johnson. qSPL. Premio da conferire agli artisti distintisi per eccezionali qualità artistiche.
Lot # 773
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Milano. Napoleone I (1804-1815). Lira 1808 M, ultima cifra 8 ribattuta su 7. D/ Volto a sinistra a capo nudo. R/ Stemma in padiglione coronato con aquila ad ali spiegate. Cf. Pag. (decimali) 41; Cf. MIR (Milano) 492/1. AR. 23 mm. RR. Molto raro. Bel BB.
Lot # 772
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Milano. Giuseppe II d'Asburgo Lorena (1780-1790). Sovrano 1789. D/ Busto laureato a destra. R/ Stemma d'Austria con corona imperiale cinto dal collare del toson d'oro. CNI 55; Crippa 13/F; MIR (Milano) 455/6. AU. 11.1 g. 29 mm. RR. Graffietti al diritto, altrimenti. qFDC.
Lot # 771
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Milano. Giuseppe II d'Asburgo Lorena (1780-1790). Sovrano 1788. D/ Busto laureato a destra. R/ Stemma d'Austria con corona imperiale cinto dal collare del toson d'oro. CNI 52; Crippa 13/D; MIR (Milano) 455/4. AU. 11.09 g. 29 mm. R. SPL.
Lot # 770
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Milano. Giuseppe II d'Asburgo Lorena (1780-1790). Sovrano 1786. D/ Busto laureato a destra. R/ Stemma d'Austria con corona imperiale cinto dal collare del toson d'oro. CNI 36; Crippa 13/A; MIR (Milano) 455/1. AU. 11.09 g. 29 mm. SPL/SPL+.
Lot # 769
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Milano. Ludovico XII d'Orleans (1500-1513). Grosso regale da 6 soldi. D/ Scudo di Francia coronato accostato da due gigli. R/ Sant'Ambrogio seduto in trono con pastorale nella sinistra e staffile nella mano destra. CNI 79/87; Crippa 6; MIR (Milano) 239/1. AG. 3.54 g. 26 mm. NC. In eccezionale stato di conservazione per nitidezza dei dettagli e lucentezza del metallo. Delicata patina dorata. Senza dubbio uno tra i più bei esemplari proposti in pubblica vendita. FDC. Encapsulated by Classical Coin Grading MS 64.
Lot # 768
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Milano. Galeazzo Maria Sforza (1468-1476). Grosso da 8 soldi. D/ Busto corazzato a destra. R/ Sant'Ambrogio mitrato e nimbato su cavallo galoppante a destra con lo staffile alzato nell'atto di inseguire tre guerrieri (gli Ariani) di cui uno stante a terra già abbattuto e due nell'atto di fuggire. CNI 97/104; Crippa 9/A; Rav. Mor. 11; MIR (Milano) 203. AG. 3.82 g. 27 mm. R. Marginale mancanza del tondello. Patina riposata. Bell'esemplare dal fine ritratto e dai nitidi dettagli. Il rovescio di questa moneta è uno tra i più significativi e complessi della monetazione milanese. qSPL/SPL. I conii sono probabilmente opera di Ambrogio da Clivate, su disegno di Zanetto Bugatto, per il motivo del cavallo galoppante già presente sul ducato di Francesco I Sforza e sulle monete di Galeazzo II Visconti. La scena, che in questo caso non è delimitata dal cerchio interno della legenda, presenta una raffigurazione articolata e complessa, in cui Sant'Ambrogio insegue i seguaci di Ario. Questi, sostenuti dall'imperatore Valentiniano e da sua moglie Giustina, che aveva la tutela dell'imperatore fanciullo, si erano organizzati dopo la condanna del 381 e richiedevano la Basilica Porzia per la professione del loro culto.
Lot # 767
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Messina. Filippo IV di Spagna (1621-1665). Da 4 tarì 1650-1654. D/ Busto corazzato con gorgiera volto a destra. R/ Aquila coronata ad ali spiegate; in basso, ai lati, IP PP (Giovanni del Pozzo zecchiere dal 1650 al 1654). Sp. 26-28-31-33; Cf. MIR (Sicilia) 355. AG. 10.52 g. 30 mm. Leggera patina iridescente. Bel ritratto austero. Bel BB.
Lot # 766
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Messina. Filippo IV di Spagna (1621-1665). Da 4 tarì 1626. D/ Busto corazzato con gorgiera volto a destra. R/ Aquila coronata ad ali spiegate; in basso, ai lati, I P (Giovanni del Pozzo zecchiere). Sp. 6; MIR (Sicilia) 355/6. AG. 10.52 g. 30 mm. BB+.
Lot # 765
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Messina. Filippo III di Spagna (1598-1621). Da 4 tarì 1611. D/ Busto corazzato con gorgiera volto a destra. R/ Aquila coronata ad ali spiegate; in basso, ai lati, I P (Giovanni del Pozzo zecchiere). Sp. 26; MIR (Sicilia) 345/5. AG. 10.18 g. 29 mm. Leggera patina. BB/BB+.
Lot # 764
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Messina. Filippo III di Spagna (1598-1621). Da 4 tarì 1611. D/ Busto corazzato con gorgiera volto a destra. R/ Aquila coronata ad ali spiegate; in basso, ai lati, D C (Decio Cirino zecchiere). Sp. 25; MIR (Sicilia) 345/4. AG. 10.17 g. 30 mm. Leggera patina. Flan largo e completo. Bel BB.
Lot # 763
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Messina. Carlo V d'Asburgo (1516-1556). Da 4 Tarì 1555 o 1556. D/ Busto barbuto e coronato a destra; sotto, segno di valore 4. R/ Aquila coronata ad ali spiegate con testa volta a destra; tra le zampe, sigle G M ( Giuseppe Marulli maestro di zecca). Sp. 164/172; MIR (Sicilia) 287. AG. 11.51 g. 33 mm. Slittatura e debolezze di conio. Di buon metallo. BB+.
Lot # 762
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Messina. Carlo V d'Asburgo (1516-1556). Scudo d'oro 1543. D/ Croce di Sant'Andrea sormontata da corona; sotto, il Tosone volto a sinistra; ai lati, K-V (Carlo V). R/ Aquila coronata ad ali spiegate entro scudo coronato; ai lati, M-A (Mariano Averna maestro di zecca). Sp. 122; MIR (Sicilia) 282/3. AU. 3.29 g. 21 mm. RR. Proveniente da antica montatura non deturpante. Bel BB.
Lot # 761
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Messina. Carlo V d'Asburgo (1516-1556). Tarì 1535 con sigle. D/ Busto coronato a sinistra. R/ Aquila coronata ad ali spiegate con testa volta a destra; tra le zampe, sigle I P (G. Andrea Papardo maestro di zecca). Sp. 50; MIR (Sicilia) 277/7. AG. 2.86 g. 21 mm. BB+.
Lot # 760
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Messina. Pietro e Costanza d'Aragona (1282-1285). Pierreale d'oro. D/ Stemma d'aragona. R/ Aquila ad ali spiegate volta a destra. Sp. 1/6; MIR (Sicilia) 170. AU. 4.33 g. 23 mm. RR. Molto raro. Di buon metallo. SPL.
Lot # 759
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Messina. Federico II di Svevia (1194-1250). Multiplo di tarì. D/ Cinque globetti disposti a fiore; nel giro esterno, legenda pseudo-cufica. R/ Lunga croce processuale; ai lati le lettere IC - XC / NI - KA (Gesù Cristo Vittorioso). Sp. 85; MEC 14, p. 159, Classe D 5; D'Andrea 138. AU. 1.6 g. 12 mm. R. SPL.
Lot # 758
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Messina. Federico II di Svevia (1197-1250). Tarì. D/ Aquila ad ali spiegate volta a destra. R/ Croce latina; ai lati, IC XC - NI KA (Gesù Cristo Vittorioso). Sp. 92; MEC 14, pag. 159 Classe C; D'Andrea 101. AU. 0.45 g. 6.5 mm. RR. Interessante tarì ricavato da un esemplare di maggiore peso. Bel BB.
Lot # 757
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Messina. Federico II di Svevia (1197-1250). Multiplo di tarì. D/ Le lettere FЄ entro doppi cerchio di legenda cufica 'Enrico Cesare Augusto'. R/ Croce latina; ai lati, IC +C - NI KA (Gesù Cristo Vittorioso). Sp. 59/60; MEC 14, p. 158, Classe A n.1; D'Andrea 59. AU. 1.61 g. 12 mm. R. qSPL. Di grande interesse la discussione da parte dei principali autori in merito alla legenda di questa tipologia monetale che reca in legenda il nome del papà di Federico, Enrico. Proprio per questa inaspettata dicitura si aprono ipotesi in merito alla datazione e alla attribuzione corretta di queste monete. A tal riguardo si offre un estratto di Sambon G. 1912, p. 81: 'E impossibile attribuire queste monete a Enrico, Costanza e Federico. La disfigurazione delle legende enriciane, la maggiore evidenza del nome FEderiCus, l'ambiguità delle lettere FC legate assieme, il fatto che altri e numerosi esemplari hanno invece di FC le lettere FE-FЄ-FR-F, l'abbondanza di e la varietà dei tipi di questa emissione, impossibile per il breve periodo di un anno solo....disdice l'attribuzione congiunta e fa rimanere solo il dubbio se siano stati coniati nei primi anni del regno durante il baliato pontificio o dal 1209 al 1220'.
Lot # 756
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Messina. Costanza d'Altavilla (1194-1198). Follaro, 1197. D/ Aquila di prospetto con testa volta a sinistra. R/ Stella a sei raggi. Sp. 33; MEC 14, 492; D'Andrea 58. AE. 1.22 g. 14 mm. RRR. Emissione molto rara. BB. Per anni questa moneta è stata attribuita alla zecca di Salerno in quanto Giulio Sambon la riconduceva all'anno 1191, quando l'imperatrice dimorava a Salerno, e fu consegnata dai salernitani al Re Tancredi. Ad oggi nonostante l'attribuzione del Sambon e del Cappelli, è più verosimile seguire l'attribuzione del Prota e dello Spahr che, per motivi stilistici e storici, attribuiscono la moneta alla zecca di Messina. Questa è l'unica moneta attribuita alla sola Costanza.
Lot # 755
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Messina o Palermo. Guglielmo II (1166-1189). Tarì. D/ Monogramma circondato da legenda pseudo cufica (il re Guglielmo il secondo glorioso per volere di Dio). R/ Grande croce processionale accantonata dalle lettere IC XC - NI KA (Gesù Cristo vittorioso). Sp. 109; Travaini 1995 359; D'Andrea-Contreras (Normans) 359. AU. 1.41 g. 12 mm. RR. Bel BB/qSPL. Il simbolo al diritto, non identificabile per Spahr e Travaini, è stato interpretato dal Balog come la parola araba 'bakh' (buono). Per quanto tutt'oggi incerta, l'attribuzione sembra essere in linea con l'aumento dei caratteri cufici delle emissioni in bronzo (Sicilia) e oro (Amalfi).
Lot # 754
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Messina. Ruggero II (1105-1154). Tarì. D/ Grande Tau ornamentale accostata in basso ed in alto da globetti; sopra, globetto; ai lati, legenda cufica (per comando di Ruggero II). R/ Legenda cufica su tre righe (non v'è Dio se non Lui l'unico senza eguali non v'è divinità). Sp. 40/41; Travaini 1995 170; D'Andrea-Contreras (Normans) 200. AU. 1.53 g. 14 mm. BB.
Lot # 753
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Messina. Ruggero II (1105-1154). Multiplo di tarì. D/ Grande Tau ornamentale accostata in basso ed in alto da globetti; sopra, globetto; ai lati, legenda cufica (per comando di Ruggero II). R/ Legenda cufica su tre righe (non v'è Dio se non Lui l'unico senza eguali non v'è divinità). Sp. 40/41; Travaini 1995 170; D'Andrea-Contreras (Normans) 200. AU. 2.37 g. 13 mm. RR. Molto raro. Per questa tipologia pochissimi sono gli esemplari che superano il peso di 2g. BB. Ex Inasta 49, 2013, lotto 1217 Esemplare pubblicato al n. 200 del manuale D'Andrea-Contreras 2016, The Norman coins of the Kingdom of Sicily.
Lot # 752
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Messina o Palermo. Ruggero I (1072-1101). Multiplo di tarì. D/ Grande tau con tre globetti sovrapposti e sormontata da tre globetti; legenda cufica circolare con la formula zecca-data ([..] è stato coniato in Sicilia nell'anno ... R/ Legenda cufica su tre righe (non vi è divinità se non Dio di cui Maometto e profeta). Sp. 26; Travaini 1995 134; D'Andrea-Contreras (Normans) 98. AU. 0.8 g. 16 mm. R. BB+.
Lot # 751
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Messina o Palermo. Ruggero I (1072-1101). Multiplo di tarì. D/ Grande tau con protuberanza centrale (tre globetti) sormontata da tre globetti in alto; legenda cufica circolare con la formula zecca-data ([..] è stato coniato in Sicilia nell'anno ... R/ Legenda cufica su tre righe (non vi è divinità se non Dio di cui Maometto e profeta). Cf. Sp. 26; Cf. Travaini 1995 134; Cf. D'Andrea-Contreras (Normans) 98. AU. 2.25 g. 14 mm. RR. Molto raro in quanto il peso indica trattarsi di un multiplo di tarì. La tipologia della tau è similare a quella dei riferimenti bibliografici citati ma presenta un diverso posizionamento della decorazione centrale. Bel BB. Ex Inasta 51, 2013, lotto 2031.
Lot # 750
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Messina o Palermo. Ruggero I (1072-1101). Tarì. D/ Grande tau accostata da due globetti; legenda cufica circolare con la formula zecca-data ([..] è stato coniato in Sicilia nell'anno ... R/ Legenda cufica su tre righe (non vi è altra divinità se non Dio di cui Maometto è profeta). Sp. 4; Travaini 1995 124; D'Andrea-Contreras (Normans) 87b. AU. 1.2 g. 14.3 mm. R. Bel BB.
Lot # 749
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Massa di Lunigiana. Alberico II Cybo Malaspina (1662-1690). Luigino 1664. D/ Busto a destra corazzato. R/ Stemma Cybo-Malaspina coronato. CNI 19; Camm. 225; MIR (Toscana, zecche) 323. AG. 2.22 g. 21.5 mm. R. BB+.
Lot # 748
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Malta. Fra Emmanuel de Rohan (1775-1797). 20 scudi 1778. D/ Busto corazzato a destra con drappeggio sulla spalla. R/ Stemmi accostati dell'Ordine e del Gran Maestro sormontati da corona; sotto, S 20. Restelli-Sammut 2; Fried. 48. AU. 16.42 g. 30 mm. R. Bei fondi con lustro. SPL+/qFDC.
Lot # 747
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Malta. Fra Emmanuel Pinto (1741-1773). 10 scudi 1763. D/ Scudo con le armi del Gran Maestro sormontato da corona. R/ Giovanni Battista su un prato accostato da agnello pasquale, regge lo stendardo dell'Ordine di Malta. Restelli-Sammut 48/50; Fried. 36. AU. 7.88 g. 24 mm. R. Di eccezionale conservazione per il tipo, con fondi ancora lucenti prooflike. Sicuramente uno dei migliori esemplari da 10 scudi esitati. Tracce di ribattitura. qFDC/FDC.
Lot # 746
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Macerata. Anonime Pontificie (Sec. XV). Quattrino. D/ Chiavi decussate. R/ San Giuliano in piedi di fronte benedice con la mano destra e regge lunga asta con la sinistra. CNI 17/23; M. 5; Berm. 492. MI. 0.62 g. 17.5 mm. In condizioni eccezionali per il tipo. SPL.
Lot # 745
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Luni. Periodo Vescovile (VII-VIII sec.). Tessera in piombo. D/ Busto stilizzato di fronte. R/ Monogramma del Vescovo Venanzio (?). CNI 1/12; MIR (Toscana, zecche) 259. PB. 7.08 g. 21 mm. RRRR. Di estrema rarità. BB. La zecca di Luni deve il suo nome alla consacrazione, in epoca romana, alla Dea Lunae e dalla forma a falce dell'allora porto cittadino. Il CNI ritiene che questa zecca episcopale sia stata aperta nei primi anni del VI secolo per concessione dell'imperatore Maurizio Tiberio. Non essendovi però alcun riferimento all'autorità imperiale, l'ipotesi più accreditata tra gli studiosi è quella che queste emissioni siano state ordinate dai vescovi lunensi nel periodo longobardo, presumibilmente a partire dalla seconda metà del VII secolo.
Lot # 744
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Livorno. Cosimo III de' Medici (1670-1723). Tollero 1703. D/ Busto corazzato a destra con corona dentata e lunga capigliatura. R/ Veduta del porto di Livorno. CNI 75; Rav. Mor. 15; Di Giulio 145; MIR (Toscana, zecche) 64/17. AG. 27.2 g. 43.3 mm. RR. Patina riposata di medagliere. SPL+. Ex Numismatica Ars Classica 90, 2016, lotto 72.
Lot # 743
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L'Aquila. Renato d'Angiò (1435-1442). Quattrino. D/ Croce patente con giglio nel primo quarto. R/ Leone gradiente a sinistra. CNI 48; D'Andrea-Andreani 64; MIR (Italia merid.) 70. MI. 0.42 g. 16.5 mm. RRR. Estremamente rara. Frattura del tondello. Il CNI censisce una sola tipologia per questa emissione. La particolarità è data dalla presenza di rosette nella legenda e la presenza di un'aquiletta alla fine del giro del rovescio. qBB/BB.
Lot # 742
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Gubbio. Francesco Maria II della Rovere (1574-1624). Testone di modulo stretto. D/ Busto a destra corazzato. R/ L'insegna dei della Rovere; sullo sfondo, veduta della città. CNI 10/19; Rav. Mor. 4; Cav. 142. AG. 9.29 g. 30 mm. R. Molto raro. BB. Questi conii insieme a quelli del testone di modulo largo sono opera di Filippo Galeotti di Gubbio, che ne emise per un valore di 12000 scudi durante i quattro anni di appalto della zecca a partire dal 7 novembre 1626. Su di essi possiamo trovare il ritratto di Duca Francesco Maria II nonostante in quegli anni egli non fosse più regnante. Ciò avvenne per un particolare accordo con il papa Urbano VIII al quale aveva ceduto il ducato dal 1624 riservandosi una limitata ingerenza e ritirandosi a Casteldurante.
Lot # 741
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Gubbio. Federico da Montefeltro (1422-1482). Picciolo. D/ Scudo inquartato con bande feltresche ed aquile ad ali spiegate. R/ Mezza figura di San Ubaldo, mitrato, nimbato di fronte con pastorale nella sinistra; ai lati, S-V. CNI tav. II, 12; Cav. 10. MI. 0.33 g. 15 mm. R. Di ottima conservazione per il tipo. qSPL.
Lot # 740
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Genova. Dogi Biennali (1528-1797), III fase (1637-1797). Scudo stretto 1671, sigle ISS. D/ La Beata Vergine nimbata di stelle in cielo su nube tiene nella destra scettro e con la sinistra Gesù Bambino benedicente in grembo. R/ Croce unghiata con globetti alle estremità e stelle nei quarti. CNI 7/8; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 294/68. AG. 36.08 g. 42 mm. Patina riposata. qSPL.
Lot # 739
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Genova. Simon Boccanegra, IV doge (1356-1363). Genovino d'oro. D/ Castello in cornice d'archi decorati. R/ Croce patente in cornice d'archi decorati. CNI 1/66; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 28; Fried. 354. AU. 3.52 g. 21 mm. NC. Tipologia con sigle ad inizio e fine legenda (A-S). qSPL.
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