Italian Coins and Medals

Lot # 681 - Napoli. Federico III d'Aragona (1496-1501). Doppio Sestino. D/ Stemma d'Aragona a nove centine, coronato e inquartato. R/ Due cornucopie colme di frutti, unite inferiormente. P/R 9; MIR (Napoli) 108. AE. 4.2 g. 26 mm. RR. Raro in questa conservazione. SPL.
Lot # 680 - Napoli. Ferdinando I d'Aragona (1458-1494). Carlino. D/ Stemma inquartato a tutto campo di Gerusalemme, Aragona e Napoli palato nel primo e quarto quarto. R/ Il re coronato seduto frontalmente, tra due protomi di leoni, con scettro e globo crucigero; a sinistra, sigla M (Antonio Miroballo maestro di zecca). P/R 21d; MIR (Napoli) 72/4. AG. 3.2 g. 25.5 mm. Bel BB.
Lot # 679 - Napoli. Ferdinando I d'Aragona (1458-1494). Coronato. D/ Busto coronato e corazzato a destra; dietro, T (Giancarlo Tramontano maestro di zecca). R/ L'Arcangelo Michele nell'atto di trafiggere il drago con una lancia. P/R 17b; MIR (Napoli) 69/2. 3.84 g. 26.5 mm. Patina dai riflessi iridescenti. Bel BB.
Lot # 678 - Napoli. Ferdinando I d'Aragona (1458-1494). Coronato. D/ Croce potenziata rigata; sotto, lettera B (Benedetto da Cotrullo maestro di zecca). R/ Scena dell'incoronazione con il Re al centro che viene incoronato dal Cardinale Orsinio e dal Vescovo di Barletta. P/R 12; MIR (Napoli) 66/2. AG. 3.6 g. 28 mm. qSPL.
Ex Santamaria 1921 e Ex Ratto 1924
Lot # 677 - Napoli. Ferdinando I d'Aragona (1458-1494). Tarì o testone. D/ Stemma inquartato e coronato palato nel 2° e 3° quarto. R/ Busto del Re a destra coronato, dietro M (Salvatore Miroballo maestro di zecca (?)). P/R 10a; MIR (Napoli) 65. AG. 7.19 g. 29 mm. RRR. Rarissimo. Patina riposata. qSPL/SPL.  Ex Santamaria 1921, Collezione Cora, lotto  137 Ex asta Ratto 1924, Collezione Woodward, lotto 353Probabilmente coniata dopo la prima congiura del 1465, di particolare interesse è la legenda del rovescio: RECORDATVS MISERICORDIE SVE.
Lot # 676 - Napoli. Alfonso I d'Aragona (1442-1458). Carlino. D/ Stemma inquartato a tutto campo di Gerusalemme, Aragona e Napoli palato nel secondo e terzo quarto. R/ Il re coronato seduto frontalmente, tra due protomi di leoni, con scettro e globo crucigero. P/R 3 var; MIR (Napoli) 54 var. AG. 3.55 g. 27 mm. La palatura è invertita rispetto ai consueti esemplari. Bel BB.
Lot # 675 - Napoli. Periodo Angioino (1266-1442). Peso monetale del gigliato (?). AE. 3.82 g. 19 mm. Tre contromarche con gigli al diritto e contromarca X al rovescio. BB.
Lot # 674 - Napoli. Carlo I d'Angiò (1266-1285). Saluto. D/ Stemma a forma di cuore bipartito con le insegne di Gerusalemme degli Angiò. R/ La scena dell'Annunciazione; in primo piano, vaso con pianta di giglio. P/R 3; MIR (Napoli) 20. AG. 3.08 g. 24.5 mm. R. Perfetta centratura e buon dettaglio per il tipo. qSPL.
Capolavoro Medievale
Lot # 673 - Napoli. Carlo I d'Angiò (1266-1285). Saluto d'oro. D/ Stemma a forma di cuore bipartito con le insegne di Gerusalemme e degli Angiò sormontato e affiancato da rosette accostate da stelle a sei raggi. R/ La scena dell'Annunciazione; in primo piano vaso con pianta di giglio. P/R 1; MIR (Napoli) 18. AU. 4.4 g. 23 mm. Leggera debolezza da coniazione. Sicuramente la tipologia monetale rappresenta uno dei capolavori della maestranza incisoria del periodo medievale. SPL+. Carlo, figlio di Luigi VIII di Francia e fratello di Luigi IX il Santo conquistò il Mezzogiorno d'Italia grazie all'appoggio di papa Clemente IV che lo incoronò a Roma re di Sicilia nel giugno del 1266. Sconfitto Manfredi e successivamente suo figlio Corrado IV (Corradino), ultimo erede della dinastia Sveva, divenne a tutti gli effetti titolare del regno. Successivamente egli spostò la capitale da Palermo a Napoli a seguito dei Vespri Siciliani e la conquista della Sicilia da parte degli Aragonesi. In questo periodo fu incisore Giovanni Fortino da Brindisi, probabile autore di questa moneta da molti attribuita al Pierotto. Da fonti storiche è infatti possibile sapere come il Re abbia partecipato attivamente alla creazione del conio, intervenendo e modificandolo più volte.
Lot # 672 - Milano. Governo provvisorio di Lombardia (1848). 5 lire 1848. D/ 5 / LIRE / ITALIANE entro corona di rami di alloro e di quercia. R/ L’Italia con corona turrita sormontata da stella, stante di fronte e volta a destra, solleva la mano sinistra e regge un’asta nella destra. Pag. (decimali) 213; Crippa 3; MIR (Milano) 527/1. AU. 24.99 g. 37 mm. Patina iridescente. Encapsulated by Classical Coin Grading MS 63 Nick on edge.
Lot # 671 - Milano. Governo provvisorio di Lombardia (1848). 20 lire 1848. D/ 20 / LIRE / ITALIANE entro corona di rami di alloro e di quercia. R/ L’Italia con corona turrita sormontata da stella, stante di fronte e volta a destra, solleva la mano sinistra e regge un’asta nella destra. Pag. (decimali) 212; Crippa 2; MIR (Milano) 526. AU. 6.45 g. 21 mm. R. Bel BB+.
Lot # 670 - Milano. Governo provvisorio di Lombardia (1848). 40 lire 1848. D/ 40 / LIRE / ITALIANE entro corona di rami di alloro e di quercia. R/ L’Italia con corona turrita sormontata da stella, stante di fronte e volta a destra, solleva la mano sinistra e regge un’asta nella destra. Pag. (decimali) 211; Crippa 1; MIR (Milano) 525. AU. 12.87 g. 27 mm. SPL+/qFDC.
Lot # 669 - Milano. Repubblica Italiana (1802-1805), Napoleone Bonaparte Presidente. Denaro A. II (1803). D/ Spiga di grano; sotto, AN. II. R/ DENARO; sotto, M. Pag. (prove) 446; Crippa 12. Sn. 1.88 g. 17 mm. Difetto di coniazione, altrimenti. SPL.
Lot # 668 - Milano. Maria Teresa d'Asburgo (1740-1780). Zecchino 1780. D/ Busto velato a destra. R/ Stemma ovale coronato inquartata con aquila e biscia caricato con lo scudetto d'Austria; in basso, rami di palma e alloro intersecati. CNI 137; Crippa 37/C; MIR (Milano) 434/3. AU. 3.48 g. 21 mm. RRR. Rarissima. BB.
Lot # 667 - Milano. Filippo Maria Visconti (1412-1447). Fiorino o Ducato. D/ Il Duca a cavallo verso destra; sulla gualdrappa e sulla corazza, biscia viscontea. R/ Scudo, elmo e cimiero con corona ducale entro cornice ornata; ai lati, lettere FI MA. CNI 1/16; Crippa 1/C; MIR (Milano) 150/1. AU. 3.35 g. 21.5 mm. qBB/BB.
Lot # 666 - Messina. Filippo III di Spagna (1598-1621). Da 4 Tarì 1619. D/ Busto a destra corazzato e con gorgiera. R/ Aquila coronata ad ali spiegate; ai lati, sigle I P (Giovanni Del Pozzo maestro di zecca). Sp. 40; MIR (Sicilia) 345/15. AG. 10.48 g. 30 mm. Leggera patina. qSPL.
Lot # 665 - Messina. Pietro e Costanza d'Aragona (1282-1285). Pierreale. D/ Stemma aragonesesormontato da fiorellino entro cornice lobata intervallata da cerchietti. R/ Aquila ad ali spiegate volta a destra entro cornice lobata intervallata da cerchietti. Sp. 10/19; MIR (Sicilia) 172. AG. 3.18 g. 25.5 mm. Leggere debolezze da coniazione. qSPL.
Lot # 664 - Messerano. Ludovico II Fieschi (1528-1532). Testone. D/ Busto a destra. R/ San Teonesto seduto di fronte benedice con la mano destra e regge palma con la sinistra. CNI 18/30; Rav. Mor. 4; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 692. AG. 9.54 g. 30 mm. Esemplare di buona impronta e dettaglio di conio. Bel BB. Esemplare pubblicato in Monete Italiane Regionali (MIR) Piemonte, Sardegna, Liguria, Isola di Corsica al numero 691. Secondo il Gamberini questa moneta è contraffazione del testone o diken di Sebastiano Montfaucon, vescovo di Losanna mentre per il Dolivo è la zecca di Losanna ad imitare questa tipologia.
Lot # 663 - Merano. Mainardo II e Alberto II (1258-1271). Grosso aquilino. D/ Croce patente intersecante la legenda. R/ Aquila ad ali spiegate volta a destra. CNI 40; Rizzolli-Pigozzo M4; MIR (Triv., Istria, Dalm. ed Alb.) 175. AG. 1.6 g. 21 mm. Leggera patina. qSPL.
Lot # 662 - Massa Lombarda. Francesco d'Este (1550-1578). Mezzo giulio 1557. D/ Stemma estense raffigurante Aquila ad ali spiegate entro cartella ornata. R/ San Paolo stante di fronte regge spada nella destra e con la sinistra tiene Libro al petto. Bellesia 12/F; CNI -; cf. 42/49; MIR (Emilia) 449/1. AG. 1.45 g. 24.5 mm. RRR. Rarissima tipologia con data S7 in finale di legenda sia al diritto che al rovescio. Leggera patina riposata. Piccolo forellino, altrimenti. SPL.
Lot # 661 - Mantova. Vincenzo II Gonzaga (1627). Mezzo grossetto. D/ Grande V coronata; ai lati, I I. R/ Crogiolo su fuoco. CNI 36; MIR (Lombardia, zecche) 634. AG. 0.52 g. 13 mm. RR. Molto raro. Bel BB.
Lot # 660 - Mantova. Federico I Gonzaga (1478-1484). Quattrino. D/ Testa laureata di Virgilio a sinistra. R/ EPO; in basso una foglia. CNI 17/19 (anonime attribuite a Federico II); MIR (Lombardia, zecche) 405. AE. 2.14 g. 16.5 mm. Lo stato di conservazione eccezionale e uno splendido ritratto di pieno gusto rinascimentale rendono questa moneta un piccolo capolavoro. SPL.
Lot # 659 - Malta SMOM. Angelo de Mojana (1962-1988), 77° Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta. Medaglia 1962 per l'elezione a Gran Maestro. D/ FR ANGELVS de MOJANA MEL ORD HIEROS MAGNVS MAGISTER. Busto di tre quarti volto a sinistra con divisa e croce dell'Ordine di Malta sul petto; sotto, nella troncatura del busto, D'ANTINO. R/ A MDCCCCLXII + ELECTVS + A D VIII ID MAI. Stemma coronato dell'Ordine di Malta. AE. 439.8 g. 115 mm. Opus: Nicola Eugenio D'Antino. SPL.
Lot # 658 - Malta. Fra Emmanuel Pinto (1741-1773). Sigillo in piombo per documenti. PB. 43.08 g. 37.5 mm. Conservazione eccezionale. SPL. Visionario artefice del paesaggio barocco maltese, noto per gli ampi interventi architettonici che trasformarono La Valletta e altre aree dell’isola. Durante il suo governo fu introdotto e diffuso lo stile barocco, con la realizzazione di edifici significativi come la Castellania e il rinnovamento dell’Auberge de Castille. I suoi ambiziosi progetti comportarono tuttavia notevoli difficoltà finanziarie per l’Ordine. Fu inoltre fondatore dell’Università di Malta.
Lot # 657 - Lucca e Piombino. Elisa Bonaparte e Felice Baciocchi (1805-1814). Franco 1808. D/ Busti accollati a destra. R/ 1 FRANCO entro corona di rami d'alloro; sotto, nel giro, 1808. CNI 16; MIR (Toscana, zecche) 245/4. AG. 4.93 g. 23 mm. Caratteri della data piccoli. Leggera patina e metallo lucente. Al diritto è possibile vedere tracce del sottotipo (corona di alloro), probabilmente un franco della stessa tipologia ma di data precedente. SPL+/SPL.
Lot # 656 - Lucca e Piombino. Elisa Bonaparte e Felice Baciocchi (1805-1814). 5 Franchi 1805. D/ Busti accollati a destra. R/ 5 FRANCHI entro corona di rami d'alloro; sotto, nel giro, 1805. CNI 1/4; MIR (Toscana, zecche) 244. AG. 24.94 g. 37.5 mm. Patina riposata con riflessi iridescenti su fondi lucenti. SPL.
Lot # 655 - L'Aquila. Alfonso d'Aragona (1442-1458). Carlino. D/ Campo inquartato con le armi di Aragona, Napoli, Gerusalemme e Ungheria palato nel 2° e 3° quarto. R/ Il Re coronato, seduto di fronte fra due protomi di leoni, tiene nella destra lo scettro gigliato obliquamente contro la spalla e nella sinistra il globo crucigero. CNI -; cf. 71 (Napoli); D'Andrea-Andreani 70; MIR (Italia merid.) 76. AG. 3.52 g. 27.5 mm. RR. Molto raro. BB. L'attribuzione alla zecca dell'Aquila, sostenuta da alcuni autori come Andreani, risulta più che plausibile dato lo stile, il tondello e la punzonatura di questo carlino. A fondamento di ciò si è appurato che in alcuni carlini aquilani l'aquiletta veniva abrasa al fine di confonderli con quelli napoletani, di lega d'argento più pura.
Lot # 654 - Italia Meridionale. Manfredi (1258-1266). Multiplo di tarì, Manfredonia. D/ Aquila in piedi con testa volta a destra; dietro la testa una stella a cinque raggi. R/ Croce latina accostata dalle lettere IC XC / NI KA; in basso ai lati della croce, due cerchietti. Sp. 187; MEC 14, p. 192 Classe Ea; D'Andrea 232. AU. 2.72 g. 11 mm. RRR. Di grande rarità. BB.
Lot # 653 - Italia Meridionale. Manfredi (1258-1266). Multiplo di tarì, Messina. D/ Aquila ad ali spiegate volta a destra; ai lati, le lettere T - O. R/ Grande croce processionale accantonata dalle lettere IC XC - NI KA (Gesù Cristo vittorioso); in basso, due anelletti. Sp. 180; MEC 14, pag. 192 Classe C; D'Andrea 230. AU. 4 g. 14 mm. RRR. Rarissimo. Bel BB+. Ex Asta Montenapoleone 5, 1984, lotto 136. Ex Baranowsky 2 Febbraio 1932, Antica e Nobile Famiglia parte VI, lotto 3483.
Lot # 652 - Italia Meridionale. Manfredi (1258-1266). Multiplo di tarì, Messina. D/ Aquila ad ali spiegate di fronte con testa volta a sinistra; ai lati della testa le sigle +o / V. R/ Piccola croce su lunga asta composta di foglie di alloro, accostata dalle lettere IC XC / NI KA (Gesù Cristo Vittorioso); in basso, ai lati della base dell'asta, due foglie. Sp. 181; MEC 14, p. 192 Classe B; D'Andrea-Contreras (Normans) 229. AU. 2.16 g. 10 mm. RR. BB.
Lot # 651 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Quatro di denaro c. 1246, Messina. D/ Le lettere I P (Imperator); sopra, omega. R/ Croce patente; nel secondo quarto, tre globetti disposti a triangolo. Sp. -; Cf. 142; Travaini 1993 -; Cf. 42b; D'Andrea -; Cf. 178. MI. 0.33 g. 12 mm. RRR. Rarissimo. Di eccezionale qualità. qFDC.
Lot # 650 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Mezzo denaro c. 1246, Messina. D/ Le lettere I P (Imperator); sopra, due omega unite. R/ Croce patente; nel secondo quadrante, piccolo trifoglio. Sp. 141; Travaini 1993 42a; D'Andrea 177. MI. 0.28 g. 13 mm. Paraziale imbiancatura d'epoca. Fondi brillanti. SPL+.
Lot # 649 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Mezzo denaro 1244, Messina. D/ Aquila coronata ad ali spiegate volta a destra. R/ Croce patente. Sp. 134; Travaini 1993 39a; D'Andrea 170. MI. 0.61 g. 14 mm. Perfettamente centrato e di ottima conservazione per il tipo. SPL.
Lot # 648 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Mezzo denaro c. 1243, Brindisi o Messina. D/ Aquila ad ali spiegate volta a sinistra. R/ Testa coronata volta a destra. Sp. 127; Travaini 1993 36a; D'Andrea 165. MI. 0.43 g. 15 mm. Tondello piacevolmente largo. Insignificante ondulazione del tondello. qSPL/SPL.
Lot # 647 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Mezzo denaro 1243, Brindisi. D/ Testa di Federico (?) a destra. R/ Aquila ad ali spiegate volta a destra. Sp. 129; Travaini 1993 35a; D'Andrea 163. MI. 0.42 g. 15 mm. RR. Molto raro. SPL.
Lot # 646 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Denaro 1243, Brindisi. D/ Volto a capo nudo (di Federico (?)) a destra. R/ Aquila ad ali spiegate volta a destra. Sp. 128; Travaini 1993 35; D'Andrea 162. MI. 0.78 g. 18 mm. Tracce di argentatura. Bel BB.
Lot # 645 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Mezzo denaro 1242, Brindisi. D/ Le lettere AVG (Augustus) sotto a segno di abbreviazione. R/ Croce patente. Sp. -; Travaini 1993 33a; D'Andrea 161. MI. 0.43 g. 14.5 mm. RR. Molto raro. Tracce di imbiancatura. SPL.
Lot # 644 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Mezzo denaro 1242, Messina. D/ Lettera A (Augustus) accostata da globetti; sotto, crescente lunare e stella a sei punte. R/ Croce patente; nel secondo e terzo quadrante, stella a sei raggi e tre globetti. Sp. -; Travaini 1993 -; D'Andrea 158. MI. 0.41 g. 15 mm. RRR. Rarissimo. Bel BB.
Lot # 643 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Multiplo di tarì, Brindisi. D/ Aquila ad ali spiegate volta a destra. R/ Grande croce processionale accantonata dalle lettere IC XC - NI KA (Gesù Cristo vittorioso). Sp. -; MEC 14, pag. 159 Classe E; D'Andrea 145. AU. 2.76 g. 12 mm. RR. Molto raro. Tondello irregolare, divelto in antico probabilmente per un aggiustamento ponderale. SPL.
Lot # 642 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Multiplo di tarì, Brindisi. D/ Aquila ad ali spiegate volta a destra; ai lati, sopra le ali, globetti. R/ Grande croce processionale accantonata dalle lettere IC XC - NI KA (Gesù Cristo vittorioso); in alto, ai lati, globetti. Sp. 72; MEC 14, p. 159, Classe E5; D'Andrea 144. AU. 6.3 g. 15.5 mm. RRR. Flan irregolare ma di spessore notevole. Rarissimo di questo peso; per l'intrinseco esso valeva più di un augustale. Bel BB.
Lot # 641 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Multiplo di tarì, Brindisi. D/ Aquila ad ali spiegate volta a destra; in alto, ai lati, globetti. R/ Grande croce processionale; ai lati, IC XC - NI KA (Gesù Cristo Vittorioso); in alto, ai lati, globetti. Sp. 72; MEC 14, pag. 159 Classe E; D'Andrea 143. AU. 2.86 g. 12 mm. RR. Bel modulo. Bel BB.
Lot # 640 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Multiplo di tarì, Messina. D/ Fila di tre globetti su cui globetto singolo; attorno, doppio giro di legende pseudo cufiche. R/ Grande croce processionale terminante in globetto accantonata dalle lettere IC XC - NI KA (Gesù Cristo vittorioso). Sp. 84; MEC 14, cf. pag. 158 classe D4; D'Andrea 135. AU. 3.82 g. 15 mm. RR. Molto raro. Di buona centratura. BB.
Lot # 639 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Mezzo denaro c. 1228, Brindisi. D/ Croce patente. R/ Grande F (Federicus). Sp. 117; Travaini 1993 28a; D'Andrea 124. MI. 0.5 g. 15.5 mm. RRR. Rarissimo. SPL.
Lot # 638 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Denaro c. 1225, Messina. D/ Croce patente; nel secondo e terzo quadrante, tre globetti disposti a triangolo. R/ Testa stilizzata coronata volta a sinistra. Sp. 113; Travaini 1993 27; D'Andrea 121. MI. 1.02 g. 20 mm. Tondello piacevolmente largo e regolare. SPL.
Lot # 637 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Denaro 1221, Messina. D/ Croce patente. R/ Aquila coronata ad ali spiegate con testa rivolta a sinistra. Sp. 107; Travaini 1993 22; D'Andrea 113. MI. 0.82 g. 17 mm. Tracce di imbiancatura. Variante con globetto all'interno della corona. qSPL.
Lot # 636 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250) con la moglie Costanza d'Aragona (1209-1213). Denaro, Messina o Palermo. D/ Globo crucigero ricrociato; ai lati, anellini. R/ Crescente lunare sormontata da stella a otto raggi. Sp. -; Travaini 1993 17; D'Andrea 99. MI. 0.54 g. 16 mm. R. Tipologia che si discosta dall' usuale per la stilizzazione della croce all'interno del globo crucigero e all'inizio della legenda del rovescio. Bel BB.
Lot # 635 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250) con la moglie Costanza d'Aragona (1209-1213). Mezzo Denaro, Messina o Palermo. D/ Aquila coronata volta a sinistra; ai lati, in alto, crescenti. R/ Croce terminante in fiordalisi; in ogni quadrante, crescente e globetto. Sp. 87; Travaini 1993 15a; D'Andrea 96. MI. 0.34 g. 13 mm. RR. Molto raro. SPL. L'attribuzione alla moglie Costanza di Aragona e non madre Costanza d'Altavilla è dovuta al fatto che quest'ultima è sempre riportata con la dicitura di imperatrix e mai come regina. Secondo Tarascio (1986) le crescenti e la corona presente al diritto formano la parola araba billāh (in nome di Dio).
Lot # 634 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250) con la moglie Costanza d'Aragona (1209-1213). Denaro, Messina o Palermo. D/ Aquila coronata volta a sinistra; ai lati, in alto, crescenti. R/ Croce terminante in fiordalisi; in ogni quadrante, crescente e globetto. Sp. 86; Travaini 1993 15; D'Andrea 95. MI. 0.57 g. 16.5 mm. R. SPL. L'attribuzione alla moglie Costanza di Aragona e non madre Costanza d'Altavilla è dovuta al fatto che quest'ultima è sempre riportata con la dicitura di imperatrix e mai come regina. Secondo Tarascio (1986) le crescenti e la corona presente al diritto formano la parola araba billāh (in nome di Dio).
Lot # 633 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250). Denaro, Palermo o Messina. D/ Croce patente intersecante il giro; nel secondo e nel terzo quadrante, globetto; nel primo e nel quarto, stellina. R/ Aquila ad ali spiegate rivolta a sinistra. Sp. -; Travaini 1993 13; D'Andrea 93. MI. 0.76 g. 17 mm. RRR. Di buona conservazione per la tipologia. qSPL.
Tra le prime monete di Federico II
Lot # 632 - Italia Meridionale. Federico II di Svevia (1197-1250) sotto la reggenza della madre Costanza d'Altavilla. Tarì, Amalfi. D/ Palmetta entro due giri di legenda; uno in lingua latina (Federico Re di Sicilia) e uno in arabo in scrittura cufica (coniato nel regno per lui nell'anno 595). R/ Croce patente entro due giri di legenda cufica; nel primo (Costanza imperatrice dei romani) e nel secondo (coniato ad Amalfi nell'anno 1198). CNI 1; MEC 14, pp. 165-166; D'Andrea 84. AU. 0.86 g. 23 mm. RRR. Di grande rarità. SPL. Secondo Grierson la moneta in questione deve essere stata coniata nel mese di novembre dell'anno 1198 in quanto Costanza morirà il giorno 27 dello stesso mese. Questo tarì dovrebbe dunque celebrare l'investitura dell'infante Federico a futuro sovrano del regno grazie al costoso (i documenti riferiscono un'appannaggio di 30000 scifati) affidamento da parte della madre a Papa Innocenzo III, che diverrà insieme ad altre personalità di spicco, suo precettore.