Italian Coins and Medals

Lot # 631 - Italia Meridionale. Enrico VI di Svevia (1194-1197) con la moglie Costanza d'Altavilla. Denaro, Messina. D/ Croce patente. R/ Aquila ad ali spiegate volta a sinistra; in basso, ai lati, due gobetti. Cf. Sp. 27/29; Cf. Travaini 1993 4/6; Cf. D'Andrea 37/42. MI. 0.71 g. 16 mm. RRR. Tipologia apparentemente inedita con due globetti nel campo del rovescio. Bel BB.
Lot # 630 - Italia Meridionale. Enrico VI di Svevia (1194-1197) con la moglie Costanza d'Altavilla. Denaro, Messina. D/ Croce potenziata. R/ Aquila di fronte con testa volta a sinistra. Cf. Sp. 26; Cf. Travaini 1993 3; Cf. D'Andrea 36. MI. 0.85 g. 16.5 mm. RRR. Rarissimo. La tipologia con i nomi estesi di Enrico e Costanza è di gran lunga più rara rispetto a quella con le iniziali. La fattura bizzarra rende questa moneta enigmatica nella sua comprensione in quanto si discosta dalle tipologie consuete che recano i nomi dei sovrani per esteso. Per un esemplare analogo vedasi Artemide 64, 2025, lotto 691. SPL.
Lot # 629 - Italia Meridionale. Enrico VI di Svevia (1194-1197). Denaro, Messina o Brindisi. D/ Aquila di fronte con testa volta a sinistra. R/ Croce patente. Sp. 25; Travaini 1993 2; D'Andrea 35. MI. 0.56 g. 15.5 mm. RRRR. Moneta della più grande rarità, pochissimi gli esemplari noti: lo Sphar riporta la tipologia ma non presenta foto, il CNI censisce un solo esemplare nella collezione reale. BB. Esemplare pubblicato nella collana di studi numismatici EOS 2010, nell'articolo 'I Denari di Enrico VI e varianti inedite'. Dopo la prematura morte di Tancredi e il brevissimo regno del giovane Guglielmo III, il 25 dicembre del 1194 Enrico viene incoronato Re nella cattedrale di Palermo. Da un punto di vista della storia monetaria Enrico continuò a coniare i tarì con le stesse caratteristiche tipologiche e con la stessa lega degli esemplari normanni mentre riformò la monetazione in biglione. La moneta qui proposta sarebbe uno dei pochi esemplari che non nominano in legenda l'autorità emittente della moglie Costanza. Visti i violenti stravolgimenti nel regno e la tipologia monetale che spesso reca varianti e ribattiture si pensa che essa possa essere stata un errore degli incisori della zecca (spesso ignari del significato economico e politico dei conii) o, in alternativa, un esperimento di brevissima durata che vedeva l'attribuzione della moneta alla sola autorità di Enrico.
Lot # 628 - Italia Meridionale. Enrico VI di Svevia (1194-1197). Multiplo di tarì, Messina. D/ Lettera P o G; attorno, legenda pseudo cufica (Enrico Cesare Augusto). R/ Croce latina sormontata da due globetti; ai lati, IC - XC / NI - KA. Sp. 9 o 13; MEC 14, pag. 153 classe B1; D'Andrea 24. AU. 2.97 g. 13 mm. RR. Molto raro. Bel BB.
Lot # 627 - Italia Meridionale. Enrico VI di Svevia (1194-1197). Multiplo di tarì, Messina. D/ Simbolo accostato da due globetti entro cerchietto; attorno legenda pseudo cufica in due giri. R/ Croce latina accostata dalle lettere IX XC NI KA (Gesù Cristo Vittorioso); ai lati della croce, due globetti. Sp. 5; MEC 14, pag. 153 classe A 6; D'Andrea-Contreras (Normans) 6. AU. 2.41 g. 12 mm. RR. Molto rara. BB.
Lot # 626 - Italia Meridionale. Guglielmo III (1194). Tarì, Messina o Palermo. D/ Stella a sei raggi; attorno, legenda cufica interna ( il Re Guglielmo vittorioso per volere di Dio); legenda cufica esterna con la data parziale. R/ Croce greca accostata da segmenti orizzontali e cerchietti; ai lati, IC - XC / NI - KA (Gesù Cristo vittorioso). Sp. 143; Travaini 1995 412; D'Andrea-Contreras (Normans) 411. AU. 1.27 g. 12.5 mm. RRR. Rarissimo. Bel BB. Guglielmo III fu l'ultimo sovrano normanno a regnare sulla Sicilia. Sua figlia Costanza, andrà infatti in sposa ad Enrico VI di Svevia determinando il passaggio del regno dalla dinastia normanna a quella sveva. Durante il suo breve regno furono coniate soltanto poche monete d'oro di cui si conoscono alcuni esemplari di tarì e un numero esiguo di multipli. Questa tipologia risulta di per sé già estremamente rara e il suo peso elevato ne accentua il valore, inoltre sembrerebbe parzialmente leggibile la data. Come riportato da Spahr nella nota, si ritiene che il Sambon abbia visionato un esemplare di cui crede aver letto la data 590 dell'Egira e la zecca di Messina. Sull'esemplare qui proposto è chiaramente visibile il doppio giro di legenda cufica e plausibile la presenza della data.
Lot # 625 - Italia Meridionale. Tancredi (1189-1194). Tarì, Messina o Palermo. D/ Globetto entro doppio cerchio lineare; intorno legenda cufica (il Re Tancredi vittorioso per volere di Dio). R/ Croce greca accostata dalle lettere IC - XC / NI - KA (Gesù Cristo Vittorioso). Sp. 125; Travaini 1995 390; D'Andrea-Contreras (Normans) 396. AU. 1.38 g. 12 mm. RR. Molto rara. Bel BB.
Lot # 624 - Italia Meridionale. Guglielmo II (1166-1189). Apuliense, Palermo. D/ Le lettere W RX (in monogramma) tra astri a otto raggi e globetti. R/ Palma con datteri; in alto, ai lati, due fiorellini. Sp. 110; Travaini 1995 363; D'Andrea-Contreras (Normans) 361. AG. 2.03 g. 21.5 mm. RR. Molto raro. Bel BB.
Lot # 623 - Italia Meridionale. Guglielmo I (1154-1166). Tarì, Palermo. D/ Legenda circolare, sul primo giro: il re Ruggero esaltato da Dio; sul secondo, indicazione della zecca e della data; al centro simbolo 'uncino'. R/ Croce latina; ai lati, IC XC - NI KA (Gesù Cristo Vittorioso); in alto, due globetti. Sp. 92; Travaini 1995 290; D'Andrea-Contreras (Normans) 324. AU. 1.61 g. 11.5 mm. RR. Molto raro. Schiacciature da coniazione. BB.
Lot # 622 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Follaro 540 AH, 1145-1146, Messina. D/ Croce decussa in ottagono nel centro, che racchiude una stella; negli spazi, in cufico, 'Per ordine del Re Ruggero il magnifico'. R/ Legenda cufica disposta a guisa di un astro attorno ad un cerchietto 'Coniato in Masini (Messina) l'anno quarantesimo cinquecentesimo (1145). Sp. 78; Travaini 1995 245; D'Andrea-Contreras (Normans) 248. AE. 1.11 g. 16.5 mm. Patina verde. Conservazione eccezionale per il tipo. SPL. Secondo Balog queste coniazioni per Messina che riportano la scritta araba 'coniata per ordine del sovrano' sarebbero databili dopo la riforma monetale del 1140.
Lot # 621 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Terzo di ducale, classe A (C arrotondata), 1140-1141, Palermo. D/ Legenda araba su due righe; sotto, globetto. R/ Croce forcata ornata di globetti. Sp. 73/75; Travaini 1993 242a; D'Andrea-Contreras (Normans) 242. AG. 0.75 g. 15 mm. qSPL.
Lot # 620 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Terzo di ducale, classe B (C squadrata), 1140-1141, Palermo. D/ Legenda araba su due righe; sotto, globetto. R/ Croce forcata ornata di globetti. Sp. 75; Travaini 1993 242b; D'Andrea-Contreras (Normans) 243. AG. 0.78 g. 15 mm. R. Flan piacevolmente largo e completo. qSPL.
Lot # 619 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Ducale, Palermo. D/ Busto frontale del Redentore che regge nella sinistra il libro dei Vangeli. R/ Re Ruggero con corona di foggia bizantina con pendenti in abito lungo gemmato, con globo crucigero nella sinistra ed alla sua destra il figlio Ruggero in tunica militare, la destra appoggiata sull'elsa di una spada. Entrambi sostengono una croce greca su lunga asta posta su tre gradini. Sp. 72; Travaini 1995 241; D'Andrea-Contreras (Normans) 241. AG. 2.75 g. 25 mm. Leggera debolezza al rovescio, altrimenti. SPL. Tra le tante monete Normanne questa moneta è senza dubbio una delle più belle e significative. L'iconografia ricorda l'investitura del ducato di Puglia concessa da Innocenzo II a Ruggero, secondogenito di Ruggero II. Anche da questa tipologia si può desumere il gusto bizantino richiamato dagli histamenon nomisma. Ancora una volta è possibile trovare una 'contaminatio' tra culture che vede l'aspirazione del Re al titolo di 'basileus' dell'Imperatore d'Oriente e, allo stesso tempo, richiami alla cristianità come la mano stessa del sovrano che tocca la croce.
Lot # 618 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Tarì, Messina. D/ Globetto circondato da cerchietto; intorno, giro di legenda pseudo cufica racchiusa in cerchio; esternamente scritta cufica (Il Re Ruggero esaltato da Dio; indicazione delle zecca e della data). R/ Grande croce processionale accantonata dalle lettere IC XC - NI KA (Gesù Cristo vittorioso). Sp. 64; Travaini 1995 220; D'Andrea-Contreras (Normans) 235. AU. 1.22 g. 11.5 mm. Bel BB.
Lot # 617 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Tarì, Palermo. D/ Globetto circondato da cerchietto puntinato; intorno, giro di legenda pseudo cufica racchiusa in cerchio. R/ Grande croce processionale accantonata dalle lettere IC XC - NI KA (Gesù Cristo vittorioso). Sp. 69; Travaini 1995 217; D'Andrea-Contreras (Normans) 232. AU. 1.21 g. 12 mm. Bel BB.
Lot # 616 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Follaro 533 AH (1138-1139), Messina. D/ Busto frontale di Cristo; ai lati, IC XC (Gesù Cristo). R/ Legenda cufica (per ordine del re Ruggero il magnifico vittorioso per grazia di Dio). Sp. 62; Travaini 1995 193; D'Andrea-Contreras (Normans) 229. AE. 1.3 g. 14 mm. Di ottima conservazione. Patina verde. SPL.
Lot # 615 - Italia Meridionale. Ruggero II (1105-1154). Follaro, Messina. D/ Figura intera del sovrano stante di fronte con scettro. R/ Croce. Sp. 78; Travaini 1995 191; D'Andrea-Contreras (Normans) 226. AE. 1.28 g. 15 mm. Di ottima conservazione e di chiara e completa lettura. qSPL.
Lot # 614 - Italia Meridionale. Ruggero I (1085-1101). Trifollaro, 1098-1101, Mileto. D/ Ruggero a cavallo gradiente a sinistra con elmo a cono, tiene uno stendardo su lunga asta appoggiata alla spalla destra. R/ La Beata Vergine nimbata su trono volta a destra, tiene fra le braccia il Bambino con nimbo ornato. Travaini 1995 160; MEC 14, 90; D'Andrea-Contreras (Normans) 131. AE. 9.94 g. 27 mm. Bel BB. Questa moneta rappresenta un unicum nella monetazione dell'epoca. Apparentemente non sembrerebbero esserci modelli formali di riferimento per la scelta iconografica. Secondo Travaini (1995) questo non sorprende visto la grande personalità di Ruggero. Morto il Guiscardo, Ruggero era senza dubbio il più forte signore normanno. La scelta del cavaliere, simbolo della classe politica normanna, allude probabilmente alla 'crociata' che Ruggero aveva appena compiuto per conquistare la Sicilia, preparatoria a quella per la Terra Santa. Questa iconografia è stata infatti accostata a quella della moneta dell'Oriente Latino e in particolare al cavaliere presente sull'arazzo di Bayeux. Per quanto riguarda la scelta della Vergine col Bambino, anch'essa senza parallelismi se non nell'arte bizantina dove risulta come forte richiamo alla Cristianità.
Lot # 613 - Guardiagrele. Ladislao di Durazzo (1391-1414). Bolognino. D/ Le lettere G V A R disposte a triangolo intorno a rosetta; alle estremità cerchietti. R/ Busto di fronte mitrato di San Leone Papa con piviale fermato da rosa. CNI tav. XV, 19; D'Andrea-Andreani pp. 334-335 n. 1/3; MIR (Italia merid.) 460. AG. 0.86 g. 17 mm. qSPL.
Lot # 612 - Guardiagrele. Ladislao di Durazzo (1391-1414). Bolognino. D/ Le lettere G V A R disposte a triangolo intorno a rosetta; alle estremità cerchietti. R/ Busto di fronte mitrato di San Leone Papa con piviale fermato da rosa. CNI 22 var; D'Andrea-Andreani 4; MIR (Italia merid.) 461. AG. 0.82 g. 17.5 mm. RRR. Rarissimo. Tipologia con lettera B a inizio legenda. BB/BB+. Ex Numismatica Ars Classica (NAC) 159, 2025, lotto 254. Collezione William J. Conte. Ex Artemide XLVI, 2016, lotto 635.
Lot # 611 - Genova. Dogi Biennali (1528-1797), III fase (1637-1797). Zecchino 1734 sigle O M. D/ Stemma coronato della città. R/ San Giovanni con lunga croce nella sinistra benedice con la mano destra. CNI 1/3; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 267/8. AU. 3.51 g. 22 mm. R. Bel BB.
Lot # 610 - Genova. Dogi Biennali (1528-1797), III fase (1637-1797). Scudo stretto 1714, sigle FMS. D/ La Beata Vergine nimbata col bambino sulle nubi. R/ Croce patente con alle estremità globetti accantonata da quattro stelle. CNI 9/10; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 294/71. AG. 38.3 g. 42 mm. Patina iridescente. SPL.
Lot # 609 - Genova. Dogi Biennali (1528-1797), I fase (1528-1541). Scudo d'oro del sole con sigle AS. D/ Castello sormontato da sole. R/ Croce patente. CNI 10/68; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 185/4. AU. 3.38 g. 24 mm. R. Leggera patina. SPL.
Lot # 608 - Genova. Nicola Guarco, doge VIII (1378-1383). Genovino d'oro. D/ Castello in cornice d'archi ornata con fiori. R/ Croce patente in cornice d'archi ornata con fiori. CNI 1/14; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 45. AU. 3.52 g. 20 mm. RR. Molto raro. Tondello stretto. Segni nel campo del rovescio, altrimenti. qSPL.
Lot # 607 - Genova. Gabriele Adorno, doge V (1363-1370). Genovino d'oro. D/ Castello in cornice d'archi ornata con fiori. R/ Croce patente in cornice d'archi ornata con fiori. CNI 1/19; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 40. AU. 3.54 g. 21 mm. R. Raro. qSPL/SPL. Ex Lanz 157, 2013, lotto 781 Sammlung Dr. Ernst von Ferrari Ex Lanz 161, 2015, lotto 604.
Lot # 606 - Gaeta. Guglielmo I (1154-1166). Follaro. D/ Croce patente. R/ Castello stilizzato. CNI 1; Travaini 1995 380; MEC 14, 421/422; D'Andrea-Contreras (Normans) 254. AE. 3.37 g. 23 mm. Visto l'ambiguità della lettera W alcuni autori attribuiscono questa emissione a Guglielmo II (1166-1189). qBB/BB.
Lot # 605 - Gaeta. Riccardo di Carinola (1121-1132) (?). Follaro. D/ Croce potenziata. R/ Croce potenziata. Cf. CNI pp. 265-266; Cf. MEC 14, p. 71; Cf. D'Andrea-Contreras (Campania) 41, 43, 47. AE. 4.16 g. 26 mm. BB+.
Lot # 604 - Gaeta. Giovanni IV (991-1012) o Giovanni V (1012-1032). Follaro. D/ Faccia frontale di Sant'Erasmo. R/ M e C ?. Cf. CNI 1/5; MEC 14, p. 71; D'Andrea-Contreras (Campania) 39. AE. 1.77 g. 21 mm. RRR. Tipologia molto rara. I principali testi lasciano aperta l'attribuzione di questa moneta che trova però molta affinità stilistica con quella di Giovanni IV. BB.
Lot # 603 - Gaeta. Monetazione anonima attribuita a Marino II (978-984). Follaro. D/ Busto frontale di Sant'Erasmo. R/ A ed Ω. CNI 1/8 e 9/12; Travaini 1995 430; MEC 14, 48/52; D'Andrea-Contreras (Campania) 37. AE. 4.12 g. 27.5 mm. R. Patina verde. Bel BB.
Lot # 602 - Firenze. Leopoldo II di Lorena (1824-1859). Scudo da 10 paoli o francescone 1826. D/ Testa nuda giovanile a destra; sotto, P C (Pietro Cinganelli incisore) e monti araldici (Cosimo Ridolfi zecchiere). R/ Scudo ovale inquartato, coronato, caricato di scudetto a cuore partito e coronato, sovrapposto a due bandiere per ciascun lato, circondato in basso da collare da cui pende il Toson d'oro e altre due decorazioni cavalleresche; in basso, PISIS 1826. Nel taglio, in rilievo, QUATTRO FIORINI DIECI PAOLI. CNI 6; Gal. IV; MIR (Firenze) 446. AG. 27.27 g. 41 mm. RR. Molto raro. Debolezza da coniazione al diritto. Buon metallo con patina iridescente. SPL.
Lot # 601 - Firenze. Carlo Ludovico di Borbone e Maria Luigia reggente (1803-1807). Dena 1807. D/ Busti accollati a destra; sotto, LS in nesso (Luigi Siries incisore) e martello (Giovanni Fabbroni zecchiere). R/ Stemma inquartato, partito, coronato e circondato dal collare del Toson d'oro, sovrapposto alla Croce di Santo Stefano. Dallo stemma pendono tre insegne di ordini cavallereschi. In basso PISIS / 1807. Taglio ornato su cui, in caratteri incussi, LIRE DIECI. CNI 29; Gal. III, 2; MIR (Firenze) 423. AG. 39.42 g. 44 mm. Patina riposata. Bel BB. Ex Numismatica Ars Classica (NAC) 148, 2024, lotto 230.
Lot # 600 - Firenze. Lodovico I di Borbone (1801-1803). Scudo da 10 paoli o francescone 1803. D/ Testa a destra, nuda, con capelli annodati sulla nuca. Sotto, in monogramma LS (Luigi Siries, incisore) e martello (Giovanni Fabbroni, direttore di zecca). R/ Stemma semiovale coronato, inquartato caricato di scudetto con altro più piccolo sopracaricato, circondato dal collare di vari ordini equestri e sovrapposto alla Croce di Snato Stefano. In basso PISIS / 1803. Taglio ornato a fogliami. CNI 11/16; Gal. I, 4/8; MIR (Firenze) 415/6. AG. 27.38 g. 42 mm. Leggera debolezza da coniazione. Patina riposata con iridescenze. SPL+.
Lot # 599 - Firenze. Pietro Leopoldo di Lorena (1765-1790). Scudo da 10 Paoli o Francescone 1767. D/ Busto a sinistra con capigliatura fluente corazzato e con l'insegna del toson d'oro; sotto, accette decussate (Antonio Fabbrini zecchiere). R/ Stemma a targa barocca coronato, inquartato e coronato, inquartato e caricato di scudetto partito di Lorena Austria e Toscana, circondato dal collare del Toson d'oro sovrapposto alla corce di Santo Stefano; sopra, corona imperiale; sotto, PISIS 1767. CNI 10/11; Gal. XIV, 1/2; MIR (Firenze) 375/1. AG. 27.39 g. 42 mm. RRR. Molto raro. SPL/qSPL.
Lot # 598 - Firenze. Repubblica (Sec. XIII-1532). Fiorino d'oro III serie, 1252-1267. D/ Il giglio di Firenze. R/ San Giovanni barbuto e con nimbo perlato, in piedi di fronte, benedice con la destra e tiene con la sinistra lunga croce che entra nel giro della legenda; in alto, a destra, globetto; a sinistra, cerchietto. CNI 13; MIR (Firenze) 3/5. AU. 3.55 g. 20.5 mm. RR. Metallo fresco. SPL+/qFDC.
Lot # 597 - Fabriano. Leone X (1513-1521), Giovanni De Medici. Emisione a nome del Cardinale Giulio de' Medici, governatore per conto di Leone X. Quattrino. D/ Stemma del cardinal de' Medici a targa sormontato da crocetta e cappello cardinalizio con cordoni. R/ San Giovanni nimbato in piedi di fronte con tunica di pelle tiene nella destra una fascia e nella sinistra lunga croce processuale. CNI 1/6; M. 118; Berm. 698. MI. 0.51 g. 16.5 mm. RR. Molto raro. BB.
Lot # 596 - Cesi. Famiglia Cesi (XVI sec.) (?). Tessera. D/ Stemma coronato della famiglia Cesi. R/ Stemma coronato circondato di rami d'alloro; al suo interno, DVCA CESI. PB. 4.07 g. 20 mm. RR. BB. Secondo la 'Relation de Rome' dell'ambasciatore francese presso la corte di Urbano VIII, Amayden, la famiglia Cesi era originaria dell'Umbria (più precisamente dal castello di Cesi) da dove si spostò a Roma nell'anno 1400. Notizie sicure del primo capostipite accertato, risalgono però all'inizio del XV secolo quando venne al mondo Pietro (1422-1477), figlio di Antonio Chitani di Cesi e di Angela Ternabili, il quale divenne in seguito avvocato concistoriale molto famoso al punto da ottenere la carica di podestà di Perugia prima e poi quella di senatore a Roma. Poco si sa sulla motivazione della tessera qui proposta. Si ritiene che essa possa essere attribuibile al XVI secolo e quindi all'epoca di Angelo Cesi, decemviro a Todi e nobile a Terni.
Lot # 595 - Casole. Ranuccio Allegretti (1321-1348), Vescovo di Volterra. Denaro piccolo o picciolo. D/ Croce patente. R/ Busto del Vescovo di fronte benedicente con pastorale. CNI 1/9; MIR (Toscana, zecche) 32. MI. 0.49 g. 15 mm. R. qSPL. Secondo il CNI queste monete vennero coniate a Berignone per una concessione risalente al 14 agosto 1321 che vedeva l'appalto di moneta piccola a una compagnia di zecchieri. Da fonti più recenti sembrerebbe che l'officina fosse stata invece attrezzata a Casole a seguito di un contratto d'appalto tra Ranuccio e la compagnia degli zecchieri di Paniccia di Luto da San Gimignano.
Lot # 594 - Bologna. Pio IX (1846-1878), Giovanni Mastai Ferretti. 2,50 scudi 1859 A. XIII B. D/ Busto a destra con zucchetto mozzetta e stola ornata. R/ Tra due rami di alloro crescenti, annodati in basso, SCVDI 2.50 1859. CNI 72; M. 65d; Berm. 3306. AU. 4.33 g. 19 mm. RR. Molto raro. BB+.
Lot # 593 - Bologna. Gregorio XVI (1831-1846), Bartolomeo Alberto Cappellari. Scudo 1835 A. V. D/ Busto a sinistra con zucchetto mozzetta e stola ornata; sotto, segno di zecca B e CERBARA. R/ Tra rami di olivo crescenti annodati in basso, SCVDO 1835. CNI 13; M. 27; Berm. 3285. AG. 26.89 g. 38 mm. Fondi lucenti. Leggera debolezza di coniazione al rovescio, altrimenti. qFDC.
Lot # 592 - Bologna. Giovanni II Bentivoglio (1463-1506). Doppio bolognino d'oro. D/ Leone rampante; davanti, stemma Bentivoglio poligonale. R/ San Petronio seduto in trono regge nella destra la città di Bologna e nella sinistra il pastorale. CNI 1; Chim. 191; MIR (Emilia) 20. AU. 6.89 g.  29 mm. qSPL.
Lot # 591 - Bologna. Monetazione Autonoma (1380-1440). Bolognino grosso. D/ Grande lettera A accostata da quattro cerchietti. R/ Le lettere (STVDI) O R V M disposte a croce attorno a cerchietto. CNI 31; MIR (Emilia) 11; Chim. 76. AG. 1.24 g. 18.5 mm. Di buon metallo e con patina riposata. Residui, altrimenti. SPL.
Lot # 590 - Arezzo. Guglielmo degli Ubertini (1267-1289). Grosso Agontano da 2 Soldi. D/ Croce patente. R/ San Donato di fronte mitrato e nimbato regge pastorale con mano sinistra e benedice con la destra. CNI 1/5; MIR (Toscana, zecche) 11. AG. 2.35 g. 23 mm. R. Di ottima conservazione per la tipologia. SPL. La coniazione di questo esemplare è attribuibile a dopo il 1267, periodo in cui gli Ubertini, massimi esponenti della fazione ghibellina, ritornarono in città.
Lot # 589 - Aquileia. Volchero (1204-1218). Denaro. D/ Il Patriarca mitrato seduto di fronte regge croce processionale con la destra e libro con la sinistra. R/ Aquila nimbata con ali aperte volta a destra regge con le zampe rotolo. Bernardi 12; MIR (Triveneto) 10; CNI 4/6. AG. 1.2 g. 21 mm. RRR. Molto raro. SPL.
Lot # 588 - Amatrice. Ferdinando I d'Aragona (1454-1494). Cavallo. D/ Testa a destra radiata. R/ Cavallo gradiente a destra; sopra, rosetta; in esergo, M tra due rosette. CNI 7; D'Andrea-Andreani 5; MIR (Italia merid.) 46. AE. 1.45 g. 18 mm. RR. Molto raro. qBB.
Lot # 587 - Amalfi. Duchi Amalfitani (X-XII sec.). Tarì al tipo di quelli emessi da al Mu'izz. D/ Globetto entro cerchio e due giri di legende pseudo cufiche. R/ Globetto entro cerchio e due giri di legende pseudo cufiche. CNI tav. I, 2; Travaini 1995 40; pp. 68-69; D'Andrea-Contreras (Campania) 2a. AU. 1.01 g. 16.5 mm. RR. Molto raro. SPL+.
Lot # 1462 - Galeazzo Maria Sforza (1468-1476) Soldo, argento gr 1.22, 19.02 mm. D/ (testina) G3¥M¥SF¥VIC¼CO¥DVX¥MLI¥V¥, stemma di Milano con le bisce viscontee e le aquile imperiali. Rv: (testina) PP¥Q3¥CO¥AC¥IANVE¥D¥, stemma di Pavia.  MIR 208/2, Crippa 14/B
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Lot # 1452 - Milano. Epoca di Federico I e di Enrico VI. 1152-1198. Coniazione a nome dell'Imperatore Enrico. Denaro scodellato. Ag  gr. 0,83. mm 17,9
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Lot # 2105 - Verona - Gian Galeazzo Visconti (1385-1402) - Denaro Crippa 16; MIR 132 NC (MI g. 0,54)
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Lot # 261 - VENEZIA - Ludovico Manin (1789-1797) Osella 1796 AN VIII Dr. MATRI AMANTI AMANTES FILII (All'amorosa madre gli amorosi figli). Figura maschile, genuflessa verso dx depone sacchi con del denaro ai piedi di Venezia vestita in abiti dogali e con le braccia allargate; in esergo, F B. (Francesco Barbaro massaro) Rov. LUDOVICI MANIN PRINCIPIS MUNUS AN VIII 1796 Pao. 279 AG gr.9,93. Lieve traccia di appiccagnolo rimosso e campi un po’ ripassati ma ottimi rilievi. E' questa l'ultima osella coniata a Venezia.
Lot # 260 - VENEZIA - Ludovico Manin (1789-1797) Osella 1796 AN VIII Dir: MATRI AMANTI AMANTES FILII (All'amorosa madre gli amorosi figli). Figura maschile, genuflessa verso dx, depone sacchi con del denaro ai piedi di Venezia vestita in abiti dogali e con le braccia allargate; in esergo, F B. (Francesco Barbaro massaro) Rov. LUDOVICI MANIN PRINCIPIS MUNUS AN VIII 1796 Pao. 279 Aggr.9,7. Tacchette al bordo. E' questa l'ultima osella coniata a Venezia.