Monete e Medaglie di Zecche Italiane

Lotto n. 737 - Parma. Repubblica a nome di Ottone IV (1208-1209). Grosso. D/ Lettere IP sormontate da omega. R/ Castello a tre torri; dentro, rosetta. CNI 4; MIR (Emilia) 902. AG. 1.27 g. 18.5 mm. RR. Tipologia molto rara con due globetti in legenda del rovescio. Bel BB.
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Lotto n. 736 - Palermo. Ferdinando duca d'Orleans (1810-1842). Medaglia 1842 in memoria di Ferdinando Filippo d'Orléans, delfino di Francia e figlio di Maria Amalia di Borbone-Napoli, nato nel Palazzo reale di Palermo e morto a Neuilly-sur-Seine, all'età di 32 anni per una caduta accidentale dalla carrozza. D/ Testa del duca a sinistra entro due rami di quercia e alloro legati. R/ Monumento funebre; ai lati, due figure allegoriche. AG. 23.46 g. 39 mm. Con appiccagnolo recante due piccoli punzoni. Patina riposata. Rara in argento. SPL.
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Lotto n. 726 - Napoli. Ladislao di Durazzo (1386-1414). Denaro. D/ Croce potenziata accantonata da quattro gigli. R/ Campo tripartito con le armi di Ungheria, d'Angiò e di Gerusalemme. P/R -; cf. 3; Cf. MIR (Napoli) 43/1. MI. 0.55 g. 15 mm. RRRR. Apparentemente inedito, questo esemplare presenta caratteristiche di particolare interesse: oltre ai gigli accantonati alla croce, variante più rara rispetto a quella con le crocette, reca un campo tripartito, anziché il consueto bipartito con le sole armi d’Ungheria e d’Angiò. Non riscontrato nella principale bibliografia di riferimento. BB.
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Lotto n. 714 - Milano. Prima Repubblica (1250-1310). Ambrosino o grosso da 8 denari. D/ Croce patente. R/ Sant'Ambrogio seduto in trono benedice con la destra e regge pastorale con la sinistra. CNI 6/9; MIR (Milano) 65/1. AG. 2.84 g. 22 mm. Patina di monetiere. qSPL.
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Lotto n. 712 - Messina. Filippo III di Spagna (1598-1621). Da 4 Tarì 1619. D/ Busto a destra corazzato e con gorgiera. R/ Aquila coronata ad ali spiegate; ai lati, sigle I P (Giovanni Del Pozzo maestro di zecca). Sp. 40; MIR (Sicilia) 345/15. AG. 10.48 g. 30 mm. Leggera patina. qSPL.
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Lotto n. 710 - Massa Lombarda. Medaglia celebrativa 1770 per il 600° anniversario della fondazione della Società Lombardorum a Bologna. D/ FELSINA VICTRIX MCLXX. Busto elmato e corazzato di Felsina; sotto, A. CORSINI. R/ M LOMBARD SOC RECEPT CONCOR. Le figure allegoriche di Felsina e Massa Lombarda che si stringono la mano. AE. 76.22 g. 51 mm. Opus: Agostino Corsini. RRR. Rarissima. SPL. La Compagnia dei Lombardi nacque a Bologna nel 1170 raccogliendo famiglie provenienti dalla Lombardia, in un contesto segnato dalle guerre e dalle divisioni politiche dell'epoca di Federico Barbarossa. La tradizione della Compagnia parla di famiglie lombarde accolte da Bologna e organizzate nella Lombardorum Societas. Settant'anni dopo, nel 1251, un consistente gruppo di famiglie provenienti soprattutto da Marmirolo, nel Mantovano, abbandonò la propria terra e si trasferì nel territorio di Imola. Il Comune di Imola concesse loro terre da coltivare e organizzò il nuovo insediamento presso la Massa Sancti Pauli, che sarebbe diventato Massa Lombarda. L'atto di insediamento è datato 11 maggio 1251.
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Lotto n. 708 - Mantova. Assedio Austro-Russo (1799). Soldo A. VII (1799). D/ Fascio e pileo tra rami; sopra, sigle D - I; sotto, A 7 R. R/ UN SOLDO DI MILAN su quattro righe. Cf. CNI 5/6; Cf. Pag. (decimali) 259; Cf. MIR (Lombardia, zecche) 773. Ae fuso e PB. 25.15 g. 28 mm. RRR. Il peso di 25,15 g rispetto al range standard di 12,60-14,49 g rende questa moneta del tutto eccezionale. Trattasi quindi di un multiplo ?. Bel BB.
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Lotto n. 704 - Lucca. Repubblica a nome di Ottone IV (1209-1315). Grosso da 2 soldi di II tipo. D/ Monogramma di Ottone. R/ Il Volto Santo a mezzo busto di tre quarti con corona. CNI 9/10; Bellesia (Lucca) 11; MIR (Toscana, zecche) 123. AG. 2.42 g. 22 mm. RR. Molto raro. Patina riposata. Bel BB.
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Lotto n. 703 - Lucca. Ottone I di Sassonia (951-973), Imperatore e Re d'Italia. Denaro. D/ Monogramma di Ottone. R/ Le lettere L V C A attorno a globetto. CNI 1/2; MIR (Toscana, zecche) 99. AG. 0.89 g. 16.5 mm. RR. Rarissimo. Bel BB.
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Lotto n. 702 - L'Aquila. Luigi XII Re di Francia (1501-1503). Sestino. D/ Croce potenziata e incavata, con giglio alle estremità. R/ Scudo di Francia coronato con i tre gigli e globetto in mezzo. CNI 3/6; D'Andrea p. 265; MIR (Italia merid.) 115. CU. 2.12 g. 20 mm. R. BB.
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Lotto n. 698 - Italia Meridionale. Periodo Normanno e Svevo. Federico II di Svevia (1197-1250). Denaro. D/ Croce patente. R/ Aquila ad ali spiegate volta a sinistra. MI. 0.77 g. 16 mm. RRRR. Apparentemente non censita nella bibliografia in nostra disponibilità. Bel BB. Questa intrigante moneta, presumibilmente un denaro, potrebbe essere stata coniata a Durazzo nell’ambito della presenza di Manfredi di Hohenstaufen nei territori epiroti. Un possibile riferimento cronologico è costituito dal matrimonio di Manfredi con Elena Comnena Ducas, celebrato nel 1259; va tuttavia ricordato che Manfredi risultava già signore di Durazzo, Valona, Berat e dei relativi territori nel febbraio 1258, dunque anteriormente al matrimonio. Quest’ultimo consolidò e ampliò i suoi diritti nell’area, includendo, tra gli altri possedimenti, Corfù e ulteriori territori epiroti. Al dritto, la legenda F IERL IN IDIRACO è stata interpretata come Federicus Ierusalem [Rex] in Diraco (Dyrraco, Durazzo). Tale lettura appare suggestiva, ma non può essere considerata definitiva. In particolare, la sequenza IDIRACO lascia margini interpretativi e meriterebbe un'analisi paleografica più approfondita: proprio la difficoltà di sciogliere con certezza questa parte della legenda impedisce, allo stato attuale, di assumere come sicura l’identificazione di Diraco con Durazzo. Anche l’iniziale F, apparentemente riconducibile a Federicus, non costituisce necessariamente una prova di una coniazione effettuata direttamente sotto Federico II. È infatti possibile ipotizzare un’emissione di Manfredi nel nome e con la titolatura del padre, soluzione che troverebbe un certo riscontro nella continuità della tradizione monetaria sveva. L’ipotesi non sarebbe inoltre estranea al contesto monetario di Manfredi nei suoi domini epiroti: sono infatti note emissioni a lui attribuite e destinate verosimilmente alla circolazione nei territori acquisiti sulla sponda orientale dell’Adriatico, anche se l’esatta localizzazione della zecca rimane discussa. L’associazione della moneta alla tradizione monetaria sveva appare comunque particolarmente significativa, non soltanto per l’aquila imperiale al rovescio, ma anche per lo stile complessivo del tipo. L’iconografia sembra infatti inserirsi in una linea evolutiva che dalla monetazione di Enrico VI e Costanza conduce a quella di Federico II. I denari di Enrico VI e Costanza presentano già la combinazione della croce e dell’aquila, quest’ultima destinata a diventare uno degli elementi più caratteristici del vasto panorama monetario svevo. Il confronto con la monetazione di Federico II appare ancora più stringente. I suoi denari adottano infatti l’aquila imperiale e la croce e, nelle emissioni successive all’assunzione della titolatura gerosolimitana, recano al rovescio la legenda IERL’ ET SICIL’ R, cioè Hierusalem et Siciliae rex. Alcuni esemplari, datati generalmente alla metà degli anni Quaranta del XIII secolo, presentano inoltre al dritto l’aquila coronata con la legenda F ROMANOR’ IP, creando un confronto particolarmente interessante con il tipo qui considerato. La presenza di IERL nella legenda costituisce inoltre un importante elemento per la cronologia. La titolatura di Federico II come re di Gerusalemme compare nella sua monetazione imperiale a partire dal periodo successivo alla sua assunzione effettiva del titolo; la classificazione della monetazione federiciana collega infatti il titolo Imperator-Rex Ierusalem et Sicilie al periodo 1225-1250. Il riferimento a Gerusalemme deve quindi essere considerato significativo ai fini della datazione e, se la legenda viene effettivamente interpretata come IERL, l’emissione non dovrebbe essere collocata anteriormente alla diffusione di tale titolatura. Il dato, tuttavia, non è sufficiente da solo a stabilire una data precisa, soprattutto qualora si ipotizzi una successiva ripresa della titolatura federiciana da parte di Manfredi. Nel complesso, il pezzo sembra dunque collocarsi in un contesto di forte continuità con la monetazione sveva, tanto sul piano stilistico quanto su quello iconografico e titolare. La presenza dell’aquila, il richiamo formale ai denari di Enrico VI e Costanza e, soprattutto, la vicinanza ai primi tipi federiciani costituiscono elementi che rendono plausibile un collegamento con la dinastia degli Hohenstaufen. L’ipotesi di una coniazione a Durazzo sotto Manfredi, eventualmente con la ripresa del nome e della titolatura paterna, rimane pertanto particolarmente suggestiva, ma deve essere considerata ancora come una proposta interpretativa. Proprio l’incertezza nella lettura di IDIRACO rappresenta, in questo senso, uno degli aspetti più interessanti della moneta: una diversa interpretazione della legenda potrebbe infatti modificare sensibilmente sia l’attribuzione sia l’eventuale identificazione della zecca. Se invece la lettura Federicus Ierusalem [Rex] in Diraco fosse confermata, l’esemplare assumerebbe un’importanza notevole quale possibile testimonianza di una produzione monetaria sveva a Durazzo e aggiungerebbe un ulteriore, significativo tassello alla conoscenza della monetazione di Manfredi e, più in generale, della presenza sveva nei territori dell’Epiro e dell’Adriatico orientale.
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Lotto n. 687 - Italia Meridionale. Periodo Normanno e Svevo. Enrico VI di Svevia (1194-1197). Mezzo denaro. D/ Croce patente con stelle a sei raggi nel 2° e 3° quarto. R/ Le lettere A P (Apulie) legate. Sp. 31; Travaini 1993 7a; D'Andrea 49. MI. 0.24 g. 12.5 mm. Tracce di imbiancatura. Di alta conservazione per il tipo. SPL.
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Lotto n. 680 - Italia Meridionale. Periodo Normanno e Svevo. Ruggero II (1105-1154). Doppio follaro concavo, 1112-1130, Messina. D/ Ruggero seduto in trono, tiene con la destra lunga asta terminante in croce e con la sinistra globo; a sinistra le sigle R/II. R/ Busto del Salvatore di prospetto; ai lati GE / SU|S (Gesu). Sp. 50; Travaini 1995 174; D'Andrea-Contreras (Normans) 205. AE. 6.23 g. 25 mm. Da questa moneta è possibile cogliere l'influenza Bizantina sulla monetazione Normanna. Sul modello del trachy in mistura questo follaro risulta nettamente più spesso e di miglior metallo. Come nella monetazione bizantina la moneta riporta l'effige di Cristo e quella dell'imperatore ma in questo caso l'effige di Cristo si trova dalla parte concava e non in quella convessa. Il significato, evidentemente non compreso dagli zecchieri, era di tenere l'effige di Cristo sul lato convesso per testimoniare la superiorità spirituale sul potere temporale. Questa è la prima moneta che riporta il nome di Gesù Cristo ai lati dell'effige. qSPL.
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Lotto n. 669 - Genova. Repubblica (1139-1339). Grosso da 4 denari. D/ Croce patente. R/ Castello; sotto, globetto. CNI 88; MIR (Piem. Sard. Lig. Cors.) 13. AG. 1.35 g. 20.5 mm. Patina di monetiere. qSPL.
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Lotto n. 660 - Ferrara. Alberto V d'Este (1388-1393). Marchesano grosso o bolognino. D/ Le lettere (MAR) C H I O disposte a croce attorno a globetto. R/ Grande lettera A accostata da quattro globetti. Bellesia 1, pag. 51; CNI 1/2. AG. 1.12 g. 19.5 mm. RR. Molto raro. Piccola mancanza marginale del tondello. qBB/BB.
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Lotto n. 658 - Cremona. Comune (1155-1330). Grosso da 6 denari imperiali. D/ Le lettere (FEDERICVS) P R I su due righe intervallate da stella e sormontate da omega. R/ Croce patente; nel primo e nel secondo quarto stella a sei raggi; nel terzo e nel quarto, spinetta. CNI 21; MIR (Lombardia, zecche) 288/2. AG. 1.81 g. 21 mm. RR. Molto raro. qSPL.
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Lotto n. 647 - Ancona. Repubblica Romana (1798-1799). Due baiocchi. D/ Fascio littorio eretto a destra sormontato da berretto frigio; nel campo, a sinistra, A; sotto, ai lati, A P, Andronico Perpenti zecchiere. R/ DVE BAIOC CHI su tre righe in ghirlanda di rami di quercia senza ghiande legati in basso. CNI 1/2; M. 24; Bruni 4. CU-AE. 16.15 g. 34 mm. R. qSPL.
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Lotto n. 644 - Ancona. Monetazione autonoma (sec. XII-1532). Grosso agontano. D/ Croce patente. R/ San Ciriaco stante di fronte benedicente con la mano destra e con il pastorale nella sinistra. Villoresi 5; CNI 19/31. AG. 2.22 g. 22 mm. Patina iridescente. Bel BB/BB.
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Lotto n. 54 - House of Hohenstaufen (1194-1268), Conrad I (King of Sicily, 1250-1254), Denaro, Messina, 1250-1254 BI (g 0,56 mm 14,9) + IERVSALEM, in field, CRO at centre, pellet, above, horizontal line, Rv. + ET SICIL REX, cross. Spahr 158 MEC XIV, 577-578 Travaini 54
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Lotto n. 23 - BRINDISI - Federico II (1197-1250) - Denaro (1239) - Croce intersecante /R Testa coronata MIR 282 NC (MI g 0,49. mm 17,4)
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Lotto n. 28 - Brindisi o Messina. Corrado II di Svevia detto Corradino, 1254–1258. Denaro (Mistura, 15,1 mm, 0,63 g). ✠ SECVNDVS R, Nel campo CVR sormontato da simbolo di abbreviazione. Rov. ✠ IERL ET SICIL', Croce potenziata. Spahr 173. MIR 316. D'Andrea 216. 
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Lotto n. 365 - URBINO FRANCESCO MARIA II (1574-1625) 1/2 SESINO MI 0,44 GR. MB
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Lotto n. 364 - URBINO FRANCESCO MARIA II (1574-1625) SESINO MI 0,71 GR. MB
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Lotto n. 362 - TASSAROLO LIVIA CENTURIONI OLTREMARINI LUIGINO 1666 AG. 1,96 GR. SPL (FRATTURA)
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Lotto n. 321 - ROMA PIO VI (1775-1799) MEZZO BAIOCCO AN XIV CU 5,41 GR. MIR 2793/7 NC qBB
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Lotto n. 320 - ROMA PIO VI (1775-1799) BAIOCCO AN XXIII CU 6,99 GR. MIR 2802/2 R MB-BB
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Lotto n. 314 - ROMA PIO VI (1775-1799) 5 BAIOCCHI 1797 CU 11,19 GR. MIR 2798 MB
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Lotto n. 306 - ROMA CLEMENTE XII (1730-1740) QUATTRINO 1738 CU 1,43 GR. MIR 2534/7 RR MB-BB
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Lotto n. 294 - ROMA CLEMENTE XII (1730-1740) MEZZO BAIOCCO 1738 CU 5,95 GR. MIR 2533 MB (FRATTURA TONDELLO)
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Lotto n. 280 - ROMA PIO V (1566-1572) QUATTRINO MI 0,61 GR. MIR 1096 qBB
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Lotto n. 273 - ROMA SENATO ROMANO (XIV - XV SEC.) DENARO PICCOLO MI 0,39 GR. MIR 171 MB
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Lotto n. 271 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,37 GR. MIR 167 MB
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Lotto n. 270 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,49 GR. MIR 167 qBB
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Lotto n. 269 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,34 GR. MIR 167 MB-BB
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Lotto n. 268 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,58 GR. MIR 167 MB
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Lotto n. 266 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,45 GR. MIR 167 MB-BB
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Lotto n. 265 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,55 GR. MIR 167 BB
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Lotto n. 264 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,16 GR. MIR 167 MB
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Lotto n. 263 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,52 GR. MIR 167 MB
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Lotto n. 261 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,45 GR. MIR 166 MB
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Lotto n. 260 - ROMA SENATO ROMANO (1280-XIV SEC.) DENARO PROVISINO MI 0,46 GR. MIR 166 MB-BB
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Lotto n. 259 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME XIV SEC.) CINQUINA MI 0,95 GR. MIR 165 MB
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Lotto n. 258 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 0,97 GR. MIR 109 BB
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Lotto n. 257 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 0,80 GR. MIR 109 qBB
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Lotto n. 256 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 0,99 GR. MIR 109 qBB
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Lotto n. 255 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 0,92 GR. MIR 109 MB-BB
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Lotto n. 254 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 0,92 GR. MIR 109 BB
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Lotto n. 253 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 1,00 GR. MIR 109 BB
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Lotto n. 252 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 0,86 GR. MIR 109 BB
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Lotto n. 251 - ROMA SENATO ROMANO (EMISSIONI ANONIME 1184/88-1252) DENARO PROVISINO AG 0,77 GR. MIR 109 BB+
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