Medals

Lot # 905 - Medaglie Italiane. Milano. Medaglia Esposizione Eucaristica 1895. Duomo di Milano - scena di Gesu Cristo e l'ultima cena. AE 52,4 mm - 64,36 g. Opus Johnson. SPL+
Lot # 904 - IVREA. Luigi XIV di Borbone (Re di Francia), 1638-1715. Medaglia 1704 per la presa di Ivrea. (opus: J. Mauger) (mm. 41,4) D/ Testa volta a ds. R/ EPOREDIA CAPTA. La Francia corazzata poggia la mano sullo scudo e riceve la corona dalla città di Ivrea genuflessa; in esergo, XXIX SEPTEMBRIS / MDCCIV. Divo 298. AE RARA FDC
Lot # 903 - Medaglie Italiane. Genova. Medaglia Istituto di Musica Giuseppe Verdi di Genova. AE 13,16 g - 30 mm (opus Ferrea). Nominativa e incisa, Dondero Emma 1915-1916. qSPL
Lot # 902 - FROSINONE. G. Antonio Benvenuto (1765-1838) Medaglia 1828 (opus: Gennari) (Ø: mm. 45). Busto volto a sn. R/ */SECURITAS/ RESTITUTORI/ FRUSINATES/ stemma. AE arg RARA qSPL
Lot # 901 - Medaglie Italiane. Firenze. Medaglia Neri Corsini Ministro Segretario di Stato 1845. AE 54,47 mm - 88,6 g. Opus Fabris. SPL
Lot # 900 - Medaglie Italiane. Firenze. Medaglia inaufurazione monumento a Ubaldino Peruzzi il 27 aprile 1898. AE (69,80 g - 51 mm) Opus Giorgi. Con cornice 15x12 cm. Colpetti al bordo. qFDC
Lot # 899 - Medaglie Italiane. Como. Placchetta 1899. Esposizione Elettricità Industria Serica. Alessandro Volta, 1° centenario della pila. Metallo bianco (72,9 mm - 59,3 g) Opus Johnson. qFDC
Lot # 898 - Medaglie Italiane. Ventennio Fascista. Regia Zecca. Medaglia Conferenza Internazionale per la Protezione delle Opere Letterarie e Artistiche, Roma maggio 1928 anno VI. AE (69,25 g - 55 mm) Opus Pistrucci. Colpetto al bordo. qFDC
Lot # 897 - Medaglie Italiane. Vittorio Emanuele III. Ventennio Fascista. Medaglia Regia Zecca. Africa Orientale, Molti nemici Molto onore. AE. BB+
Lot # 896 - Ventennio Fascista. Distintivo da pilota Regia Aeronautica, modello piccolo, rarissimo, con bustina d'epoca. AE dorato (3,20 g - 47,5 x 15,4 mm ). Ottimo stato di conservazione
Lot # 895 - Medaglie Italiane. Regno d'Italia, Vittorio Emanuele III. Medaglia 1931 celebrativa dell'ostensione della Sindone in occasione delle nozze di Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, con Maria Josè del Belgio. AE (71 g - 60 mm). qSPL
Lot # 894 - Medaglie Italiane. Regno d'Italia, Vittorio Emanuele III. Medaglia regia zecca 1930 emessa per ricordare le nozze di Umberto II di Savoia con Maria Josè del Belgio. AE (62,3 g - 50,5 mm) Opus Romagnoli. Con rara scatola d'epoca. qFDC
Lot # 893 - Medaglie Italiane. VENTENNIO FASCISTA. Fregio ONB Opera Nazionale Balilla. Lamierino dorato (4,27 g - 36x56 mm). SPL+
Lot # 892 - Medaglie Italiane. VENTENNIO FASCISTA. Distintivo Regio Esercito Divisione D'Assalto "Littorio". 11,85 g - 31x39 mm. Smalti integri, raro e in ottimo stato di conservazione. SPL +. La 4ª Divisione "Littorio" fu una divisione di fanteria completamente motorizzata. Si costituì come una delle quattro divisioni che andarono a formare il Corpo Truppe Volontarie durante la guerra civile spagnola.
Lot # 891 - Medaglie Italiane. VENTENNIO FASCISTA. ROMA. Medaglia Regia zecca 1930. Giorno dell'ala Esercitazioni dell'arma del cielo - Vergine Lauretana. AE (15,14 g - 34,8 mm). Opus Mastroianni. SPL
Lot # 890 - Medaglie Italiane. Ventennio Fascista. Roma. Medaglia Sportiva. Fasci Giovanili di Combattimento. Ag (16,54 g - 35 mm). SPL
Lot # 889 - Medaglie Italiane. Ventennio Fascista. Medaglia Sportiva Gruppo di Damasco, I° Premio 1936 anno XIV. AE argentato (13,7 g - 32 mm). Nastrino coevo. qSPL
Lot # 888 - Medaglie Italiane. Ventennio Fascista. Regia Marina, Cacciatorpediniere Esploratore Pantera. Coppia di medaglie assieme a cartolina non viaggiata. AE (5,15 g - 23 mm) e Ag (5,20 g - 23 mm). SPL
Lot # 887 - Medaglie Italiane. Regia Zecca. Roma. Medaglia agli ufficiali della IV Armata 1917. AE (14,28 g - 29,5 mm). Appiccagnolo rimosso. Rara. BB
Lot # 886 - MEDAGLIE ITALIANE – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA - CROCE ALBANIA VEEMENZA E TENACIA – 11^ ARMATA. Croce fascista commemorativa dell'11^ Armata che si disimpegnò valorosamente in operazioni belliche sul fronte cosiddetto "GRECO-ALBANESE" durante il secondo conflitto bellico mondiale (WW2). La stessa fu istituita nel 1943. Sul dritto, al centro, reca raffigurata l'aquila araldica sabauda di nero con lo sfondo in oro a forma di fascio littorio con doppia scure, il tutto circondato da un anello nero con incise in oro le lettere "11ª ARMATA" e sotto l'aquila un nodo di Savoia sempre in oro. Al rovescio dorato, porta la scritta circolare nera "VEEMENZA E TENACIA 16 NOVEMBRE 1940 XIX" ovvero il proprio motto, al centro della croce. Riferimenti Brambilla/Fossati “Medaglie a croce FF.AA.” 1900-1989 GUS-11/A. Conservazione SPL, Realizzata in bronzo dorato (AE) e smalti policromi (41 mm x 41 mm, gr.) Con nastro d’epoca.
Lot # 885 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR VITTORIO EMANUELE III (1900-1945). Medaglia, portativa con appiccagnolo ed anello, commemorante Camillo Benso Conte di Cavour nel suo centenario il 10 agosto 1910. Al dritto busto di Cavour verso d. Al rovescio intorno festone di foglie chiuso in basso da un nastro, in alto stemma coronato dei Savoia, a s. stemma di Torino a d. stemma di Roma, al centro su più righe A CAMILLO CAVOUR CONTRO L’EUROPA DEL 1815 PREPARATORE DI VITTORIE PER IL NUOVO DIRITTO DELL’ITALIA IN ROMA NEL CENTENARIO DELLA NASCITA TORINO X AGOSTO MCMX. Opus Johson e Giannino Castiglioni e Angelo Cappuccio. La medaglia realizzata in bronzo dorato (AE) (Ø28mm, 11.6g.). Conservazione BB/SPL. Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, di Cellarengo e di Isolabella, noto semplicemente come conte di Cavour o Cavour (Torino, 10 agosto 1810 – Torino, 6 giugno 1861), è stato un politico, patriota e imprenditore italiano. Fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852, presidente del Consiglio dei ministri dal 1852 al 1859 e dal 1860 al 1861. Nello stesso 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, divenne il primo presidente del Consiglio dei Ministri del nuovo Stato e morì ricoprendo tale carica. Fu protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, della separazione tra Stato e Chiesa, dei movimenti nazionali e dell'espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell'Austria e degli stati italiani preunitari. In economia promosse il libero scambio, i grandi investimenti industriali (soprattutto in campo ferroviario) e la cooperazione fra pubblico e privato. In politica sostenne la promulgazione e la difesa dello Statuto Albertino. Capo della cosiddetta Destra storica, siglò un accordo ("Connubio") con la Sinistra, con la quale realizzò diverse riforme. Contrastò apertamente le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e spesso si trovò in urto con Giuseppe Garibaldi, della cui azione temeva il potenziale rivoluzionario. In politica estera coltivò con abilità l'alleanza con la Francia, grazie alla quale, con la seconda guerra di indipendenza, ottenne l'espansione territoriale del Regno di Sardegna in Lombardia. Riuscì a gestire gli eventi politici (sommosse nel Granducato di Toscana, nei ducati di Modena e Parma e nel Regno delle Due Sicilie) che, assieme all'impresa dei Mille, portarono alla formazione del Regno d'Italia.
Lot # 884 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – MATRIMONIO – UMBERTO II – MARIA JOSE’. Medaglia, portativa con appiccagnolo, emessa nel 1930 a ricordo del matrimonio di Maria Josè e Umberto II. Al dritto busti accollati a s. di Maria Josè con diadema e di Umberto II, sotto stemmi delle case regnanti di Belgio ed Italia. Al rovescio scritta MARIA JOSE’ VMBERTO DI SAVOIA. Realizzata in bronzo argentato (AE) (Ø 31.9mm, 14.9g.). Conservazione BB.
Lot # 883 - REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA - FREGIO MILIZIA NAZIONALE FORESTALE – AOI - XI LEGIONE MSVN- RARO. Raro fregio d’epoca fascista modello 1938 per copricapo in dotazione agli “Ascari Forestali” che costituirono la “truppa” della XI^ Legione della Milizia Nazionale Forestale “Addis Abeba” in Africa Orientale Italiana. Il cimelio è stato realizzato a partire dal 1938, in lamierino stampato argentato e veniva cucito sul “ṭarbūsh” (copricapo) mediante sotto-panno verde. L'8 ottobre 1935 i volontari della Coorte Milizia Forestale A.O.I., al comando del luogotenente generale Augusto Agostini, si imbarcarono per la guerra d'Etiopia. Qui era conosciuta come Colonna celere "Agostini" e venne impiegata come unità combattente “autocarrata” al fianco dei Carabinieri Reali. Nel 1936, dopo la fine delle ostilità, vennero istituite, oltre alle nove legioni nazionali, anche una legione su due coorti in Libia ed una su cinque nuclei, con ascari forestali, in Africa Orientale Italiana. Questa prese il nome di 11ª Legione della Milizia Nazionale Forestale, il Comando era ad Addis Abeba, dove aveva sede anche la scuola per le reclute locali. Infatti, mentre gli ufficiali erano nazionali, la truppa era in larga maggioranza formata da ascari forestali. L'uniforme era caratterizzata dal fregio della Milizia sul “ṭarbūsh” e da fiocco e fascia verdi. Conservazione SPL/FDC (70x59 mm, 10.5gr.).
Lot # 882 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VOLONTARI WW1 - MIGNON. Medaglia della tipologia mignon con appiccagnolo ed anello emessa per i volontari del primo conflitto mondiale. Al dritto figura eroica di volontario, in piedi di ¾ a d., alle sue spalle figura di donna velata, intorno VOLONTARI DI GVERRA MCMXV-MCMXVIII. Al rovescio testa a d. della figura allegorica dell’Italia turrita intorno PER L’ITALIA. Realizzata in Bronzo (AE) (Ø 15.9mm, 4.1g.). Conservazione SPL/FDC. Con nastro che riprende il distintivo onorifico per i patrioti della Libertà. Conio anonimo post 1945. Riferimenti Morandi pag. pag. 48.
Lot # 881 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA – TRIPOLI – TRIPOLITANIA - RARA. Medaglia portativa, con appiccagnolo e doppio anello, emessa dall’Associazione Nazionale delle Casse di Risparmio italiane nel 1932. Al dritto centralmente scena pastorale, un milite a s. e un contadino a d. in basso scudo. Al rovescio quercia sul cui tronco è fissato un festone con la scritta TRIPOLI APRILE 1932 in basso su cartiglio cinto da due fasci littori CASSA DI RISPARMIO DELLA TRIPOLITANIA V CONGRESSO NAZIONALE DELLE CASSE DI RISPARMIO ITALIANE. Realizzata in bronzo (AE) (Ø34.7mm, 27.1g.). Conservazione SPL. Con nastrino non d’epoca tricolore. Non censita nei repertori da noi consultati.
Lot # 880 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – MUTILATI – PNF – FIRENZE - RARA. Medaglia, portativa con appiccagnolo ed anello, emessa dal PNF fiorentino a ricordo dei propri mutilati. Al dritto Giglio (simbolo della città di Firenze). Al rovescio scritta su più righe AI GRANDI MUTILATI P.N.F. 26 IV 1924. Realizzata in bronzo dorato (AE) (Ø 23.8mm, 10.1g.). Conservazione SPL. Nastrino probabilmente non d’epoca. Non censita nei repertori da noi consultati. Rara (R)
Lot # 879 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – BRIGATA ROMA – GUERRA ITALO TURCA – WW1- RARA. Medaglia, portativa con cambretta, emessa per gli eventi bellici a cui ha partecipato durante sia la Guerra Italo-turca che il Primo conflitto mondiale dalla Brigata Roma. Al dritto la statua della lupa che allatta i gemelli verso s. su una colonna su cui è scritto S.P.Q.R., sullo sfondo monumenti romani il tutto in una corona di foglie in basso targa su cui è scritto BRIGATA ROMA. Al rovescio scritta su più righe 1912 DUE PALME 1915 VALLARSA M. MAGGIO 1916 M. MAIO PASUBIO 1917 BAINSIZZA TAGLIAMENTO 1918 GIUDICAIRE PIAVE GRAPPA in basso su targa scritta IN NOMINE VIS il tutto in corona di foglie. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 31.4mm, 18.4g.). Conservazione SPL. Nastrino probabilmente conforme ma non d’epoca. Non censita nei repertori da noi consultati. Rara (R). Lo scontro passato alla storia come battaglia dell’Oasi delle Due Palme, fu organizzato dai nostri comandi che cercavano di arginare gli attacchi che le forze arabo-turche, portarono ripetutamente da Benina, nei mesi di novembre e dicembre 1911 contro la linea fortificata italiana di Bengasi e contro reparti in ricognizione, attacchi rinnovati nel marzo del 1912. Le forze nemiche che si mantenevano in forze nei dintorno dell’Oasi delle Due Palme, chiamata localmente anche Suani ‘Abd el-Rani in quel mese di marzo del secondo anno di guerra, oltre agli assalti condotti contro le opere difensive in fase costruttiva ed in particolare contro la ridotta del Foyat, agivano anche per interrompere le comunicazioni telefoniche e telegrafiche tra la ridotta Grande e quella del Foyat. In conseguenza di tutto questo, il comando di Bengasi, nella notte tra l’11 e il 12 marzo, decise di disporre una compagnia del 57º fanteria in servizio di appostamento al margine est del Foyat per sorprendere gli assalitori. Verso le 5:00 del mattino, si sviluppò un primo attacco arabo-turco accompagnato da salve di artiglieria contro la ridotta del Foyat cui fu risposto con il fuoco delle artiglierie e dei reparti di presidio. Alle 9:00, il generale Ottavio Briccola ordinò al generale Giovanni Ameglio di contrattaccare e questi destinò all’operazione 7 battaglioni organizzati su due reggimenti, appartenenti alla IV Brigata (due battaglioni del 4º ed uno del 63º) ed alla VII Brigata (due battaglioni del 57° ed uno del 79º), un gruppo di artiglieria da campagna, uno da montagna ed il reggimento cavalleggeri (due squadroni dei Cavalleggeri di Lucca e due dei Cavalleggeri di Piacenza), alle truppe già schierate si aggiunse anche uno squadrone indigeno di savari. Il settimo battaglione (III/57°) fu assegnato alla riserva generale. Iniziato il tiro delle artiglierie il generale Ameglio decise di procedere contro le forze arabo-turche che stavano avanzando da nord e da sud per chiudere tutte le possibili vie di fuga. Sviluppato il combattimento intervennero, oltre ai reparti delle colonne d’assalto, anche altri contingenti del 79º fanteria e il battaglione del 57º posto a riserva. Le truppe turche, attaccate alla baionetta dai fanti del 4°, del 63°, del 57°, del 79º fanteria “Roma” e sotto il fuoco delle artiglierie, furono costrette alla ritirata dopo aver subito perdite ingentissime. Le perdite da parte italiana furono di 5 ufficiali morti e 12 feriti; 32 uomini di truppa morti e 130 feriti. Le perdite avversarie furono stimate in circa un migliaio di cui 750 morti contati sul campo. Il successo italiano, se valse a far desistere l’esercito turco e ai suoi alleati arabi l’idea di ulteriori azioni contro Bengasi, non fu risolutivo poiché nella battaglia non intervenne il grosso delle forze turche che continuarono quindi a minacciare la regione. Da quel lontano 1912, la data del 12 marzo è la festa del 79° reggimento di fanteria “Roma” reparto che prenderà parte pochi anni dopo alla Grande Guerra inquadrato nella Brigata Roma. Nel secondo conflitto mondiale, il reggimento inquadrato nella divisione “Pasubio”, verrà impegnato sul fronte russo dal luglio 1941 al gennaio 1943, subendo gravissime perdite nelle battaglie del Donetz, Don, Gorlowka, Nikitowka, Chazepetrowka, Tereschowo, Arbusow. Rimpatriati i superstiti nell’aprile 1943, cominciarono le operazioni di riordinamento con l’invio del reggimento in Campania, dove venne sorpreso dai tragici eventi dell’8 settembre e sciolto a causa dell’armistizio.
Lot # 878 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – 11^ ARMATA – FRONTE GRECO ALBANESE - MARCATA MORI. Croce fascista commemorativa dell'11^ Armata che si disimpegnò valorosamente in operazioni belliche sul fronte cosiddetto "GRECO-ALBANESE" durante il secondo conflitto bellico mondiale (WW2). La stessa fu istituita nel 1943. Sul dritto, al centro, reca raffigurata l'aquila araldica sabauda di nero con lo sfondo in oro a forma di fascio littorio con doppia scure, il tutto circondato da un anello nero con incise in oro le lettere "11ª ARMATA" e sotto l'aquila un nodo di Savoia sempre in oro. Al rovescio dorato, porta la scritta circolare nera "VEEMENZA E TENACIA 16 NOVEMBRE 1940 XIX" ovvero il proprio motto, al centro della croce. In basso, ai piedi della croce, reca invece la marcatura del conio: "CARLO ILLARIO & F.lli - MORI". Riferimenti: pag. 807 del testo "LE MEDAGLIE ITALIANE NEGLI ULTIMI 200 ANNI" a firma di Alessandro Brambilla. Conservazione SPL Realizzata in bronzo dorato (AE) e smalti policromi (41x41mm, 17.3gr.) Nastro conforme ma non d’epoca.
Lot # 877 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA – CAMPIONATI SCHERMA – FORLI’. Medaglia emessa per i campionati italiani di scherma svoltisi a Forlì nel 1939, dalla particolare forma ottagonale, con due staffette portative. Al dritto veduta della Rocca di Forlì. Al rovescio scritta su più righe CAMPIONATI ITALIANI DI SCHERMA II^ CATEGORIA – FORLI – ANNO XVII e fascio littorio di tipo imperiale stilizzato. Realizzata in metallo bianco (MB) (45x30mm, 20.8g.). Conservazione BB. Con laccetto in cuoio d’epoca. La Rocca di Ravaldino, conosciuta anche come la Rocca di Caterina Sforza è una cittadella fortificata che sorge nella città di Forlì
Lot # 876 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA – LUNGO COMANDO – REGIO ESERCITO- NOMINATIVA – REGIA ZECCA - RARA. Medaglia portativa, con cambretta, emessa al merito del lungo comando. Al dritto busto del re a d. in uniforme intorno scritta AL MERITO LUNGO COMANDO, sopra la spalla destra Z coronata (simbolo della Regia Zecca). Al gladio fra corona di alloro intorno, inciso, il nominativo del militare. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 34.1mm, 21.1g.). Riferimenti Brambilla pag 705. Conservazione SPL. Con nastrino conforme ma non d’epoca.
Lot # 875 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA - BERSAGLIERE - Medaglia Sagra Bersaglieresca, Roma, 1932, inaugurazione del museo del monumento al Bersagliere e la nuova sede del museo storico, attacco a cambretta, Opus Morbiducci. Il 19 settembre 1932 fu inaugurato il monumento del Bersagliere a Porta Pia alla presenza del Re, del Principe Umberto I, del Duce e delle migliaia di "fiamme cremisi" adunate nella Capitale, nello stesso giorno fu inaugurato il museo storico. Realizzata in bronzo (Ø 30.2 mm, gr, 6.6) Conservazione SPL. Riferimenti Casolari X/90. Nastrino non d’epoca.
Lot # 874 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA - MINISTERO ESTERI – DIREZIONE SCUOLE – NON COMUNE. Medaglia premiale, portativa con attacco a pallina ed anello, emessa dalla Direzione Scuole del Ministero degli Esteri. Al dritto testa del re verso s. intorno scritta VITTORIO EMANUELE III RE D’ITALIA. Al rovescio fascio littorio di tipo imperiale intorno scritta MINISTERO DEGLI ESTERI DIREZIONE SCUOLE tra rami di alloro e quercia e due stelle. Realizzata in bronzo (AE) (Ø23.4mm, 8.9g.). Conservazione SPL/FDC. Non Comune (NC). Con nastrino d’epoca tricolore.
Lot # 873 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – CROCE TERZA ARMATA - WW1. Croce emessa per gli appartenenti alla Terza Armata che combatterono durante il Primo conflitto mondiale. Al dritto Giglio (simbolo della città di Firenze). Al rovescio croce coronata sui bracci orizzontali TERZA ARMATA al centro leone di San Marco. Al rovescio scritta A RICORDO E RICONOSCENZA. Realizzata in bronzo argentato (AE) e smalti (32x43mm, 12.4g.). Conservazione SPL. Nastrino d’epoca. Conio postumo (?)
Lot # 872 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA – FIUME – ARTIGLIERIA. Medaglia portativa, con cambretta, emessa a ricordo dell’ottavo raduno degli artiglieri d’Italia svoltosi a Fiume nel 1940. Al dritto vista dell’Abbazia Laurana tra lo stemma di Fiume in alto e l’aquila Savoia coronata su fascio in basso. Al rovescio artigliere e legionario romano elmati, in piedi, volti a d., sullo sfondo fasci ed insegna legionaria. Realizzata in bronzo (AE) (Ø30.4mm, 14.3g.). Conservazione BB/SPL. Con nastrino d’epoca.
Lot # 871 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – CROCE CAVALIERE ORDINE CORONA D’ITALIA + MIGNON. Croce da Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia (37x41+16x17mm, 9.4+1.6g.) e mignon con scatolina d’epoca. Realizzata in filamenti in bagno d’oro e smalti policromi. Conservazione SPL, la scatolina è leggermente sconnessa. Nastri originali d’epoca. La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Uffiziali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri.  Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano, come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia.
Lot # 870 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA (1922-1943) – COLONIALE – X BATTAGLIONE ARABO SOMALO – RARISSIMA (RRR). Medaglia coloniale, portativa con appiccagnolo ed anello, emessa per ricordare il decimo battaglione arabo-somalo. Al dritto Ascari a s. che regge un vessillo centralmente, in smalti policromi e scritta X, intorno GOVERNATORATO DEI GALLA E DEI SIDAMA. Al rovescio scudo etiope con lance e paesaggio africano centralmente X BATTAGLIONE ARABO SOMALO. Realizzata in bronzo (AE) e smalti policromi (Ø 30.2mm, 10.5g.). Riferimenti Zorzetto 167. SPL. Nel 1934, in vista dell'invasione dell'Etiopia, il RCTC della Somalia italiana fu riorganizzato e rafforzato, mobilitando 12 battaglioni arabo-somali e 6 gruppi bande dubat; esso costituì un Corpo indigeni somali, al comando del generale Luigi Frusci, inserito nel comando delle forze armate della Somalia italiana del generale Rodolfo Graziani insieme al Settore "Somalia Occidentale" del generale Carlo Geloso, con compiti di presidio. Ascari somali inquadrati nell'artiglieria italiana nel 1936 durante la guerra d'Etiopia. Sul fronte sud della guerra d'Etiopia, mentre Badoglio era impegnato nella prima battaglia del Tembien, le truppe di Ras Destà mossero verso Dolo per attaccare l'armata di Rodolfo Graziani. A Graziani era stato ordinato di mantenere una difesa attiva al fine di mantenere impegnato nel sud il maggior numero di truppe nemiche e di non passare all'offensiva. Prontamente informato del movimento delle truppe di Ras Destà, lo attese pronto allo scontro. Il 20 gennaio 1936 Graziani occupò la città di Neghelli. Dopo la vittoria su ras Destà, contro Graziani furono schierate le truppe abissine al comando di Wehib Pascià, un generale turco al servizio dell'imperatore etiopico. Wehib cercò di attirare Graziani in una trappola facendolo spingere il più possibile nel deserto dell'Ogaden. Ma nello svolgere tale operazione i reparti italiani ed il Corpo indigeni somali inflissero gravissime perdite agli abissini da far fallire l'operazione e da mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza dell'armata abissina. In aprile le truppe italo-somale di Graziani poterono così occupare Harar, Dagahbùr e Dire Daua. Le operazioni della guerra d'Etiopia furono le ultime del RCTC della Somalia italiana in quanto tale, poiché dopo la proclamazione dell'Impero fu fuso con quello dell'Eritrea nelle Forze armate dell'Africa Orientale Italiana.
Lot # 869 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – WW1 – FRIULI VENEZIA GIULIA – TRENTO - TRIESTE. Medaglia, portativa con appiccagnolo ed anello, emessa per ricordare la liberazione di Trento e Trieste. Al dritto vista della cattedrale di San Giusto con bandiera italiana sul campanile e del monumento di Dante a Trento in esergo 3 NOVEMBRE 1918. Al rovescio stemmi affiancati di Trento e Trieste su rami di alloro e sormontati da stella raggiante, sotto ITALIA QVI GIVNSE VENDICANDO IL SVO NOME E IL DIRITTO G. CARDVCCI. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 21.1mm, 4.1g.). Riferimenti IPZS 2006 – Memorie di Torino 322. Conservazione BB. Alle 15.15 del 3 novembre uno squadrone di Cavalleggeri entrò in una delle due città simbolo della Grande Guerra: accolti dall'entusiasmo popolare degli abitanti, si aggiunsero presto anche gli Arditi di reparti d'assalto, di Alpini e di artiglieri di montagna. Alle 22 arrivò anche la Quarta Armata che aveva terminato le sue operazioni in Valsugana. Sul Castello del Buon Consiglio, il luogo dove vennero giustiziati gli irredentisti Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa, venne issata la bandiera italiana con lo stemma dei Savoia.
Lot # 868 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – WW1. Medaglia, portativa con appiccagnolo, emessa per ricordare la vittoria della Prima Guerra Mondiale. Al dritto ITALIA VICTRIX testa turrita a d. con stella raggiante in fronte della figura allegorica dell’Italia con serto di spighe, alloro e quercia, nel campo a s. monogramma ER. Al rovescio nel campo AMORE ETERNO E GIVSTO ORGOGLIO DI TVTTI I SVOI FIGLI ITALIA. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 22.9mm, 5.1g.). Riferimenti IPZS 2006 – Memorie di Torino 322. Conservazione BB.
Lot # 867 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – TIRO A SEGNO. Medaglia, portativa con appiccagnolo, di tipo premiale emessa per una gara di tiro a segno. Al dritto tiratore a d. in posizione di tiro verso s. verso bersaglio, in alto fronde di albero e scritta PREMIO. Al rovescio emblema coronato del tiro a segno nazionale. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 25.6mm, 5.8g.). Conservazione BB.
Lot # 866 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – REGIA MARINA – BERSAGLIERE. Medaglia, con appiccagnolo ed anello, per ricordare la Regia Nave Bersagliere. Al dritto un gruppo di bersaglieri all’attacco verso s., intorno BERSAGLIERI E BERSAGLIERE, in esergo SEMPRE VNITI DA COMUNI IDEALI. Al rovescio la Regia Nave Bersagliere in navigazione verso s. sopra PRO PATRIA ET REGE. Realizzata in bronzo (AE). (Ø 25.8mm, 8.8g.). Conservazione BB. Il Bersagliere è stato un cacciatorpediniere della Regia Marina. Il 7 gennaio 1943 si trovava ormeggiato al molo sud del porto di Palermo, quando, a partire dalle 16.25, tale città fu oggetto dell'attacco di dieci bombardieri della Ninth Air Force, con obiettivo il porto. Cinque minuti dopo l'inizio dell'attacco il Bersagliere fu colpito da due bombe, sbandò quasi subito sulla dritta, poi, rapidamente, si abbatté su tale fianco affondando nelle acque del porto. Alcuni uomini rimasero intrappolati all'interno dello scafo, affondato in pochi metri d'acqua, ma non fu possibile salvarli: non poterono che dare un ultimo saluto da dietro gli oblò. Nell'affondamento del Bersagliere persero in tutto la vita 59 membri del suo equipaggio compreso il comandante della nave, il capitano di fregata Anselmo Lazzarini (nato a Macerata il 26 marzo 1901). Il cacciatorpediniere aveva sino ad allora effettuato 146 missioni di guerra, percorrendo 53.700 miglia. In memoria delle vittime dell'affondamento, il molo sud del porto di Palermo venne ribattezzato «Molo C.T. Bersagliere».
Lot # 865 - MEDAGLIE ITALIANE - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – VENTENNIO FASCISTA – BENITO MUSSOLINI (1883-1945) – POSTUMA. Medaglione reducistico emesso nel 1983 per i 100 anni della nascita di Benito Mussolini. Al dritto testa di Mussolini con elmetto verso s. intorno BENITO MUSSOLINI 1883 1983. Al rovescio aquila con testa verso d. ed ali chiuse che ghermisce un fascio littorio di tipo repubblicano posto trasversalmente intorno PRIMO CENTENARIO DELLA NASCITA. Realizzato in bronzo (AE) (Ø 76.4mm, .197g.). Conservazione SPL.
Lot # 864 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – 50° ANNIVERSARIO PROCLAMAZIONE REGNO- RARA. Medaglia portativa, con appiccagnolo ed anello, emessa per la proclamazione del Regno d’Italia. Al dritto quattro figure maschili in nudità eroica reggono un frontone su cui è scritto CINQVANTENARIO DELLA PROCLAMAZIONE DEL REGNO D’ITALIA in basso in esergo la firma COLVCCI. Al rovescio contadino che guida una pariglia di buoi in basso divise da uno scudo con spada con scritta ROMA in basso MORBIDUCCI ai lati MMDCXIV e MMDCLXIV. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 31.6mm, 12.7g.). RARA (R). Conservazione BB.
Lot # 863 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA - VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – ESPOSIZIONE LIBRO ARTE GRAFICA – LIPSIA 1914. Medaglia portativa, con appiccagnolo ed anello, emessa per l’esposizione internazionale del libro e dell’Arte Grafica svoltasi nel 1914 a Lipsia (Germania). Al dritto figura umana a cavallo di un grifone verso s. ai lati LIPSIA 1914 e ESPOSIZIONE INTERNAZ.LE DEL LIBRO E DELL’ARTE GRAFICA. Al rovescio, al centro stemma sabaudo coronato e attorno collare del toson d’oro intorno COMITATO NAZIONALE PER LE ESPOSIZIONI ITALIANE ALL’ESTERO ROMA PARTECIPAZIONE UFFICIALE DELL’ITALIA A LIPSIA 1914. Realizzata in bronzo dorato (AE) (Ø 31.5mm, 13.2g.). Conservazione BB/SPL.
Lot # 862 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – FAMIGLIA MENEGHINA – MILANO. Medaglia, non portativa, emessa per la prima esposizione d’arte dei milanesi nel 1926. Al dritto figura allegorica della città di Milano che sparge stelle sopra un tempio avvolto dalla sua veste (emblema della mostra), ai lati MILANO MCMXXVI in basso a s. S.J a d. FRANCO LOMBARDI. Al rovescio centralmente uno scudo emblema di Milano una tavolozza, dei pennelli intorno scritta PRIMA ESPOSIZIONE D’ARTE DEI MILANESI FAMIGLIA MENEGHINA in baso versetti in milanese e PORTA. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 38.2mm, 17.4g.). Conservazione SPL.
Lot # 861 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – TORINO. Medaglia, portativa con appiccagnolo ed anello, emessa nel 1911 per l’esposizione internazionale delle industrie e del lavoro a Torino. Al dritto testa a s. della figura allegorica dell’Italia elmata, sullo sfondo a s. uomo barbuto allegorico del Po, sullo sfondo a d. PADVS CG, sulla base d’appoggio ai lati del collo MDCCCLXI MCMXI, in esergo SOTTO L’EGIDA SABAVDA CINQUANT’ANNI DI REGNO ITALIA CELEBRA. Al rovescio ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELLE INDVSTRIE E DEL LAVORO, putto in piedi volto a d. suona la tromba su toro rampante a s. entro ghirlanda di alloro, in basso a s. GC S. JOHNSON in esergo TORINO. Riferimenti 150° Johnson 776. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 30.2mm, 11.8g.). Conservazione BB/SPL.
Lot # 860 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA – VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – TOURING CLUB – LOMBARDIA - MILANO. Medaglia, con appiccagnolo ed anello, emessa nel 1911, con fondo opaco e satinato, dallo stabilimento Stefano Johnson di Milano per ricordare i centomila associati al TCI nell’anno del cinquantenario dell’Unità d’Italia. Al dritto testa di giovane a s. in basso ramo di alloro nel campo a d. logo TCI a d. LP.MOD. AC.INC. In alto VI ET MENTE. Al rovescio figura allegorica femminile, velata, in piedi volta a d. regge un ramo di palma e serto di alloro, sullo sfondo il rilievo dell’Italia vista dalle Alpi, nel campo a d. MCMXI IL TOVRING CLVB ITALIANO CONTA I SVOI CENTOMILA NELL’ANNO A TE SACRO O PATRIA AVANTI! Realizzata in bronzo (AE). (Ø 27mm, 10.5g.). Opus Ludovico Pogliaghi e Angelo Cappuccio. Riferimenti UdC 39. Conservazione SPL.
Lot # 859 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – L’ARTISTA MODERNO - TORINO. Medaglia, portativa con appiccagnolo ed anello, emessa a ricordo de “L’artista moderno” nel 1911. Al dritto albero centralmente ai lati L’ARTISTA MODERNO TORINO NEL X ANNO DI SVA VITA in basso 1901 1911. Al rovescio angelo verso s. in basso CVLTVRA ET AMOR. Sopra stella raggiante. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 26.4mm, 7.8g.). Conservazione BB. L’Artista Moderno rivista illustrata d’arte applicata viene edita a Torino tra il 1901 e il 1935, era un periodico incentrato sullo studio e conoscenza dell'arte italiana contemporanea, con alcune segnalazioni di opere ed artisti internazionali.
Lot # 858 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – L’ARTISTA MODERNO - TORINO. Medaglia, portativa con appiccagnolo ed anello, emessa a ricordo de “L’artista moderno” nel 1911. Al dritto albero centralmente ai lati L’ARTISTA MODERNO TORINO NEL X ANNO DI SVA VITA in basso 1901 1911. Al rovescio angelo verso s. in basso CVLTVRA ET AMOR. Sopra stella raggiante. Realizzata in bronzo argentato (AE) (Ø 26.3mm, 8.8g.). Conservazione BB. L’Artista Moderno rivista illustrata d’arte applicata viene edita a Torino tra il 1901 e il 1935, era un periodico incentrato sullo studio e conoscenza dell'arte italiana contemporanea, con alcune segnalazioni di opere ed artisti internazionali.
Lot # 857 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE III (1900-1945) – MINISTERO DELLA GUERRA. Medaglia, portativa con appiccagnolo ed anello, di tipo premiale per il Ministero della Guerra emessa nel 1905. Al dritto figura femminile inseguita da uomini con rami di palma, sulla linea di esergo CASSIOLI in esergo O TRIVMPHE. Al rovescio nel campo sotto a stemma del Regno d’Italia sorretto da rami floreali MINISTERO DELLA GVERRA. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 25.2mm, 8.5g.). Opus Giuseppe Cassioli. Conservazione BB/SPL.
Lot # 856 - MEDAGLIE ITALIANE – REGNO D’ITALIA- VITTORIO EMANUELE II (1861-1879) – URBINO – RAFFAELLO SANZIO. Medaglia, non portativa, di tipo premiale per l’accademia artistica Raffaello Sanzio di Urbino emessa nel 1869. Al dritto busto di Raffaello a s. con cappello e camicia ACCADEMIA ARTISTICA RAFFAELLO URBINO in basso L. SEREGNI F. Al rovescio nel campo entro rami di alloro legati in basso da nastro ONORIAMO LE ARTI. Realizzata in bronzo (AE) (Ø 27.3mm, 11.4g.). Riferimenti Genovese il volto di Raffaello nelle medaglie nr. 24. Opus Luigi Seregni. Conservazione BB/SPL. Raffaello Sanzio (Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520) è stato un pittore e architetto italiano, fra i più celebri del Rinascimento. Considerato uno dei più grandi artisti di ogni tempo e fra i massimi interpreti del concetto estetico del Bello, Raffaello ha vissuto una parabola lavorativa relativamente breve ma estremamente prolifica e profondamente innovativa per le numerose opere iconiche e per il modo in cui queste sono state prodotte, avvalendosi di una bottega altamente strutturata e composta da numerosi professionisti di altissimo livello e varie discipline che il maestro dirigeva e a cui affidava buona parte del suo lavoro. La "maniera" di Raffaello fu di vitale importanza per lo sviluppo del linguaggio artistico dei secoli a venire, sia per emulazione da parte dei suoi collaboratori che ne portarono avanti il linguaggio per decenni in tutta Europa raccolti nella scuola del manierismo, sia per contrasto attraverso il rifiuto dell'opera raffaellesca iniziato da Caravaggio. A tutto questo si aggiunge il pionieristico lavoro di studio e recupero delle vestigia dell'arte romana, impostato su rigorosi criteri scientifici, che lo rendono fra i padri dell'archeologia e della tutela dei beni culturali.