342 - Oselle di Venezia. ANTONIO GRIMANI doge LXXVI (1521-1523) – Osella, anno I, 1521-1522.in argento8,87 gr. - Diam. 33,50 mmDritto: Il Redentore, a sinistra, seduto su piccolo trono rivolto a destra, benedice il Doge genuflesso a sinistra, al quale San Marco consegna il vessillo; sul lato del trono XC e sulla testa del Santo S M; - Rovescio: La Giustizia e la Pace si stringono la mano. Montenegro 335. CNI 58. Paolucci II 1. Rarissima. Forata. MB. “Nell'anno 1500 Antonio Grimani era capitano generale da mar a capo di una flotta all'allestimento della quale aveva contribuito personalmente con la somma di 20.000 ducati d'oro, purtuttavia assai inferiore a quella comandata dal sultano Bajazeth che prese facilmente Lepanto. Accusato di codardia, venne imprigionato ed esiliato ma riuscì a scampare a Roma, presso il figlio Cardinale, con i buoni uffici del quale si adoperò nel 1510 per agevolare la politica del Doge Leonardo Loredan volta a far recedere Papa Giulio II dalla Lega di Cambra. Fu richiamato a Venezia e nominato Procuratore di San Marco. Poi, in tarda età, l'elezione a Doge che egli vide innanzitutto come riparatrice di un gravissimo danno prima morale che materiale ingiustamente patito. Nel secondo anno di dogado non venne coniato un diverso modello di osella.” (Cit. Dott. Edoardo Curti, Catalogo asta Finarte 843, pag. 50).
343 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno VIII, 1530.in argento9,35 gr. - Diam. 32,00 mm.Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 392. CNI 401. Paolucci II 10. Molto rara. Lievi tracce di vecchia pulizia. m.BB/q.SPL.
344 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno IX, 1531.in argento9,25 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 393. CNI 402. Paolucci II 11. Molto rara. m.BB.
345 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno X, 1532.in argento8,93 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 394. CNI 406. Paolucci II 12. Molto rara. m.MB.
346 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno XI, 1533.in argento9,05 gr. - Diam. 31,00 mmDritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 395. CNI 409. Paolucci II 13. Molto rara. Lieve colpetto al ciglio. m.MB/q.BB.
347 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno XII, 1534.in argento9,27 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 396. CNI 411. Paolucci II 14. Molto rara. Bellissimo esemplare con delicata patina. SPL.
348 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno XIII, 1535.in argento9,32 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 397. CNI 414. Paolucci II 15. Molto rara. Lievi graffietti al D/, altrimenti SPL.
349 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno XIV, 1536.in argento9,19 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 398. CNI 416. Paolucci II 16. Molto rara. q.BB.
350 - Oselle di Venezia. ANDREA GRITTI doge LXXVII (1523-1532) – Osella, anno XVI, 1538.in argento9,02 gr. - Diam. 31,50 mm.Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 400. CNI 419. Paolucci II 18. Estremamente rara. m.MB/q.BB.
351 - Oselle di Venezia. PIETRO LANDO, doge LXXVIII (1539-1545) – Osella, anno I, 1539.in argento9,28 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: San. Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX e, all'esergo, sigle V S (Vettor Salomon, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 437a. CNI 217. Paolucci II 19. Molto rara. Bella patina iridescente al /R. q.BB.
352 - Oselle di Venezia. PIETRO LANDO, doge LXXVIII (1539-1545) – Osella, anno II, 1540.in argento9,37 gr. - Diam. 31,50 mm.Dritto: San. Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX e, all'esergo, sigle F V (Francesco Valier, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 438. CNI 218. Paolucci II 20. Molto rara. Di grande qualità per la tipologia. m.SPL.
353 - Oselle di Venezia. PIETRO LANDO, doge LXXVIII (1539-1545) – Osella, anno III, 1541.in argento9,36 gr. - Diam. 31,00 mm.Dritto: San. Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX e, all'esergo, sigle P P (Pietro Priuli, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 438. CNI 222. Paolucci II 21. Molto rara. q.BB.
354 - Oselle di Venezia. PIETRO LANDO, doge LXXVIII (1539-1545) – Osella, anno V, 1543.in argento9,49 gr. - Diam. 31,50 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX e, all'esergo, sigle F Z (Francesco Zusto, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 441. CNI 227. Paolucci II 24. Molto rara. q.BB.
355 - Oselle di Venezia. PIETRO LANDO, doge LXXVIII (1539-1545) – Osella, anno VII, 1545.in argento9,46 gr. - Diam. 32,00 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 443. CNI 231. Paolucci II 26. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL.
356 - Oselle di Venezia. FRANCESCO DONA', doge LXXIX (1545-1553) - Osella, anno I, 1546.in argento9,42 gr. - Diam. 32,50 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 472. CNI 136. Paolucci II 27. Rarissima. Taglio al bordo, altrimenti m.BB.
357 - Oselle di Venezia. FRANCESCO DONA', doge LXXIX (1545-1553) - Osella, anno V, 1550.in argento9,51 gr. - Diam. 33,00 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani; in piedi dietro al Doge l'Abbondanza con cornucopia. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 476. CNI 142. Paolucci II 31. Rarissima. BB.
358 - Oselle di Venezia. FRANCESCO DONA', doge LXXIX (1545-1553) - Osella, anno VI, 1551.in argento9,67 gr. - Diam. 33,00 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani; in piedi dietro al Doge l'Abbondanza con cornucopia. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 477. CNI 144. Paolucci II 32. Rarissima. Bellissima patina iridescente. SPL.
359 - Oselle di Venezia. FRANCESCO DONA', doge LXXIX (1545-1553) - Osella, anno VII, 1552.in argento9,51 gr. - Diam. 33,00 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani; in piedi dietro al Doge l'Abbondanza con cornucopia. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 478. CNI 146. Paolucci II 33. Rarissima. Buon BB.
360 - Oselle di Venezia. MARC'ANTONIO TREVISAN, doge LXXX (1553-1554) – Osella, anno I, 1553.in argento9,36 gr. - Diam. 32,50 mm.Dritto: San Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sette righe. Montenegro 496. CNI 42. Paolucci II 34. Estremamente rara. Graffietti. m.MB.
361 - Oselle di Venezia. FRANCESCO VENIER, doge LXXXI (1554-1556) – Osella, anno II, 1555.in argento9,54 gr. - Diam. 32,50 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 526. CNI 92. Paolucci II 36. Rarissima. q.BB.
362 - Oselle di Venezia. LORENZO PRIULI, doge LXXXII (1556-1559) – Osella, anno III, 1558.in argento9,65 gr. - Diam. 33,00 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 554. CNI 95. Paolucci II 39. Rarissima. Bell'esemplare. q.SPL.
363 - Oselle di Venezia. GIROLAMO PRIULI, doge LXXXIII (1559-1567) – Osella, anno I, 1559.in argento9,75 gr. - Diam. 32,50 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 602. CNI 173. Paolucci II 40. Molto rara. q.SPL/m.BB.
364 - Oselle di Venezia. GIROLAMO PRIULI, doge LXXXIII (1559-1567) – Osella, anno III, 1561.in argento9,58 gr. - Diam. 33,00 mm.Dritto: San Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 604. CNI 177. Paolucci II 42. Molto rara. Lievi graffietti al D/. m.BB/q.SPL.
365 - Oselle di Venezia. GIROLAMO PRIULI, doge LXXXIII (1559-1567) – Osella, anno IX, 1567.in argento9,64 gr. - Diam. 33,00 mm.Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 610. CNI 193. Paolucci II 48. Molto rara. Lievi tracce di vecchia pulizia. m.BB.
366 - Oselle di Venezia. PIETRO LOREDAN, doge LXXXIV (1567-1570) – Osella, anno I, 1568.in argento9,54 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San. Marco assiso in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 644. CNI 76. Paolucci II 49. Rarissima. Bella patina di vecchia raccolta. Segnetti al /R. m.MB/q.BB.
367 - Oselle di Venezia. PIETRO LOREDAN, doge LXXXIV (1567-1570) – Osella, anno II, 1569.in argento9,52 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San. Marco assiso in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 645. CNI 77. Paolucci II 50. Molto rara. Lievi graffietti. q.BB.
368 - Oselle di Venezia. ALVISE I MOCENIGO, doge LXXXV (1570-1577) – Osella, anno II, 1571.in argento9,46 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San. Marco assiso in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 692. CNI 237. Paolucci II 52. Estremamente rara. BB. Possiamo definire questa osella come la prima vera moneta commemorativa coniata dalla Serenissima in occasione della vittoria ottenuta dalla Lega Santa contro le truppe Ottomane a Lepanto. Si tratta quindi di un esemplare di grande interesse storico e collezionistico. La guerra contro i Turchi ebbe un esito paradossale; con una vittoria militare ma una sconfitta politica per Venezia. Alla fine del regno di Solimano il Magnifico giunse a Costantinopoli Joseph Naci, ricco ebreo cristianizzato, fuggito dall’Europa occidentale. Respinto da Venezia, fu invece accolto dal sultano come banchiere e consigliere, ottenendo il titolo di duca di Nasso. Divenuto influente sotto Selim II, Naci promosse azioni ostili contro Venezia e favorì il progetto di conquista di Cipro, isola destinata (nei suoi piani) a ospitare colonie ebraiche. Nel 1570 Selim II ne pretese la cessione; al rifiuto veneziano seguì la guerra. I Turchi invasero Cipro: Nicosia cadde nel settembre 1570 e Famagosta, dopo un lungo assedio, fu presa nell’agosto 1571 con la brutale uccisione del governatore Marcantonio Bragadin. Nel frattempo Venezia aveva formato una lega cristiana. Il 7 ottobre 1571, presso Lepanto, la flotta alleata, guidata da Don Giovanni d’Austria, Sebastiano Venier e Marcantonio Colonna, sconfisse quella ottomana grazie alla superiorità tattica e all’impiego di 6 galeazze veneziane armate ciascina con 22 grossi cannoni a lunga gittata e 300 archibugi in postazione. Gli Ottomani subirono perdite importanti e circa 15.000 schiavi cristiani furono liberati. Nonostante il trionfo, la vittoria non ebbe effetti duraturi. Gli alleati si disinteressarono del Mediterraneo orientale e Venezia rimase sola e indebolita. Nel 1573 fu costretta a una pace separata, perdendo definitivamente Cipro e vedendo compromesso il proprio prestigio internazionale.
369 - Oselle di Venezia. ALVISE I MOCENIGO, doge LXXXV (1570-1577) – Lotto multiplo di due Oselle (anni III e VII).in argento18,76 gr. (totale).Montenegro 693 (Molto rara), 697 (Molto rara). L'esemplare dell'anno III, proveniente dalla nostra asta Finarte 208 del maggio 1975, è forata. Conservazioni rispettivamente q.BB e MB.
370 - Oselle di Venezia. SEBASTIANO VENIER, doge LXXXVI (1577-1578) – Osella, anno I, 1577.in argento9,58 gr. - Diam. 34,50 mm.Dritto: San. Marco seduto in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che tiene in mano una palma. Sopra il Doge un angelo scendente che gli impone il corno dogale; - Rovescio: Veduta a volo d'uccello della città sovrastata dalla figura del Signore benedicente. Montenegro 720. CNI 104. Paolucci II 60. Rarissima. Affascinante esemplare. q.SPL. Sebastiano Venier fu figura di primo piano nella politica e nelle campagne militari veneziane in Levante, distinguendosi fino a raggiungere la prestigiosa magistratura di Procuratore di San Marco. Il suo ruolo nella battaglia di Lepanto fu determinante; durante lo scontro riportò una grave ferita che ne compromise definitivamente la deambulazione. Il rientro a Venezia fu segnato da manifestazioni di entusiasmo senza precedenti e, in breve tempo, la Repubblica lo elesse Doge con consenso unanime. L’osella commemora l’impresa di Lepanto attraverso un ricco linguaggio simbolico: Venier è rappresentato mentre regge un ramo di palma, emblema di concordia, nel momento in cui un angelo gli conferisce il corno dogale come riconoscimento del trionfo ottenuto. Il rovescio richiama invece la solenne cerimonia religiosa di ringraziamento tenutasi il 21 luglio 1577, che segnò la fine di una lunga epidemia di peste, senza dubbio uno dei periodi più drammatici vissuti dalla città. Il testo della legenda riecheggia un versetto del Te Deum, «fiat misericordia tua, Domine, super nos», invocazione di misericordia legata alla fine della calamità. Questa affascinante osella si caratterizza anche per avere la più antica veduta della città raffigurata su una moneta: al molo della piazzetta sono attraccate alcune galere; nella Piazza, sul lato opposto alla basilica, si osserva la cupola sansovinesca della chiesa abbattuta per dar luogo alle Procuratie.
371 - Oselle di Venezia. NICOLO' DA PONTE, doge LXXXVII (1578-1585) – Lotto di due Oselle (anno I e II).in argento17,60 gr. (totale).Dritto: San. Marco seduto su trono a cattedra, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo, dietro al Doge gli impone il corno dogale; - Rovescio: San Giuseppe stante, tiene in mano un ramo fiorito. Montenegro 795 (Molto rara), 796 (Molto rara). L'esemplare anno I è stato acquistato da Numismatica Rinaldi nell'aprile 1974. Conservazioni q.BB e B/MB.
372 - Oselle di Venezia. NICOLO' DA PONTE, doge LXXXVII (1578-1585) – Osella, anno III, 1580.in argento9,66 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono a cattedra, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo, dietro al Doge gli impone il corno dogale; - Rovescio: San Giuseppe stante, tiene in mano un ramo fiorito. Montenegro 797. CNI 320. Paolucci II 63. Molto rara. Di buona qualità. Praticamente SPL.
373 - Oselle di Venezia. NICOLO' DA PONTE, doge LXXXVII (1578-1585) – Osella, anno IV, 1581.in argento9,62 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono a cattedra, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo, dietro al Doge gli impone il corno dogale; - Rovescio: San Giuseppe stante, tiene in mano un ramo fiorito. Montenegro 798. CNI 325. Paolucci II 64. Molto rara. Tracce di vecchia pulizia. q.SPL.
374 - Oselle di Venezia. PASQUALE CICOGNA, doge LXXXVIII (1585-1595) – Osella, anno III, 1587.in argento9,60 gr. - Diam. 36,50 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo in volo sopra le figure impone al Doge il corno dogale; - Rovescio: Le tre croci del Calvario. Montenegro 905. CNI 343. Paolucci II 70. Molto rara. Graffietti al D/. Principio di delicata patina. m.MB/q.BB.
375 - Oselle di Venezia. PASQUALE CICOGNA, doge LXXXVIII (1585-1595) – Osella, anno VI, 1590.in argento9,68 gr. - Diam. 37,00 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo in volo sopra le figure impone al Doge il corno dogale; - Rovescio: Le tre croci del Calvario. Montenegro 908. CNI 352. Paolucci II 73. Molto rara. Lievissime tracce di vecchia pulizia e ondulazione. Gradevole patina iridescente. Bel BB.
376 - Oselle di Venezia. PASQUALE CICOGNA, doge LXXXVIII (1585-1595) – Lotto di tre oselle (anni II, IX, X).in argento27,02 gr. (totale).Dritto: San. Marco seduto su trono, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo in volo sopra le figure impone al Doge il corno dogale; - Rovescio: Le tre croci del Calvario. Montenegro 904 (Molto rara), 911 (Molto rara), 912 (Molto rara). Esemplari forati o provenienti da montatura. Conservazioni da B a MB.
377 - Oselle di Venezia. MARINO GRIMANI, doge LXXXIX (1595-1605) – Osella, anno III, 1597.in argento9,62 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: Il Redentore seduto in trono, consegna lo stendardo al Doge e lo benedice; - Rovescio: Il leone di San Marco, rampante, tiene nella zampa anteriore la croce. Sigle M V (Matteo Vitturi, massaro). Montenegro 1021. CNI 325. Paolucci II 80. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. Graffietto al D/. BB.
378 - Oselle di Venezia. MARINO GRIMANI, doge LXXXIX (1595-1605) – Osella, anno IV, 1598. in argento9,37 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: Il Redentore seduto in trono, consegna lo stendardo al Doge e lo benedice; - Rovescio: Il leone di San Marco, rampante, tiene nella zampa anteriore la croce. Sigle A M (Andrea Morosini, massaro). Montenegro 1022. Paolucci II 81. Molto rara. Foro otturato. q.BB/m.MB.
379 - Oselle di Venezia. MARINA MOROSINI GRIMANI (moglie del Doge MARINO GRIMANI) – Medaglia dell'incoronazione, 1597.in argento14,35 gr. - Diam. 30,00 mm.Dritto: Busto della Dogaressa con il corno dogale, volto a sinistra; - Rovescio: Scritta in sei righe racchiusa da una corona di alloro. Montenegro 1031. CNI 348. Paolucci II 285. Rarissima. Esemplare proveniente da montatura. MB.
380 - Oselle di Venezia. LEONARDO DONA', doge XC (1606-1612) – Osella, anno I, 1606.in argento9,48 gr. - Diam. 38,50 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle Z L (Zuane Loredan, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1108. CNI 150. Paolucci II 89. Molto rara. Tracce di vecchia pulizia. BB.
381 - Oselle di Venezia. LEONARDO DONA', doge XC (1606-1612) – Osella, anno III, 1608.in argento9,58 gr. - Diam. 36,50 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle C P (Costantino Pasqualigo, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1110. CNI 155. Paolucci II 91. Molto rara. Ottimo esemplare, con delicata patina. m.BB/q.SPL.
382 - Oselle di Venezia. LEONARDO DONA', doge XC (1606-1612) – Osella, anno V, 1610.in argento9.32 gr. - Diam. 37,00 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle P C (Paolo Contarini, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1112. CNI 166. Paolucci II 93. Molto rara. Forata. m.MB. Questa affascinante osella nasce in un periodo in cui Venezia si trova al centro di un duro confronto con la Chiesa di Roma. La Repubblica, gelosa della propria autonomia, aveva da sempre stabilito che anche il clero dovesse sottostare alle leggi dello Stato, una posizione che nel tempo aveva generato attriti sempre più evidenti. All’inizio del Seicento, queste tensioni si tradussero in una serie di provvedimenti volti a limitare l’influenza ecclesiastica: prima venne imposto il controllo statale sulla costruzione di nuovi edifici religiosi, poi furono bloccati i trasferimenti di beni e ricchezze verso enti della Chiesa. A Roma, papa Paolo V interpretò queste decisioni come una sfida diretta alla sua autorità. La situazione precipitò quando un religioso veneziano venne arrestato dalle autorità civili. Il Pontefice reagì con fermezza, pretendendo l’immediata liberazione del sacerdote e l’annullamento delle leggi considerate ostili alla Chiesa. Venezia, però, non fece marcia indietro: anzi, le magistrature repubblicane rafforzarono la propria posizione procedendo all’arresto di un secondo esponente del clero, accusato di gravi reati e di comportamenti incompatibili con il suo ruolo. Questo scontro segnò una rottura senza precedenti nei rapporti tra la Serenissima e il Papato. Paolo V rispose preparando due documenti ufficiali indirizzati al Doge, nei quali ribadiva le sue richieste e contestava il diritto dello Stato veneziano di giudicare gli ecclesiastici. Tuttavia, eventi imprevisti rallentarono il confronto: la morte del doge Marino Grimani costrinse a rimandare la consegna degli atti pontifici. Con l’ascesa al dogato di Leonardo Donà, esperto conoscitore degli equilibri romani ma deciso a difendere l’indipendenza della Repubblica, la questione fu affrontata sul piano giuridico e politico. Il governo veneziano si affidò al parere di Paolo Sarpi, frate e studioso di grande prestigio, incaricato di valutare la legittimità delle pretese papali. Le sue conclusioni convinsero il Senato che Venezia avesse agito nel pieno rispetto delle proprie prerogative. La risposta di Roma non si fece attendere: nel aprile del 1606 il Papa emanò un provvedimento solenne che condannava ufficialmente l’atteggiamento della Repubblica, portando lo scontro tra potere civile e autorità religiosa al suo punto più alto.
383 - Oselle di Venezia. LEONARDO DONA', doge XC (1606-1612) – Osella, anno VI, 1611.in argento9,20 gr. - Diam. 37,00 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle P C (Paolo Contarini, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1113. CNI 168. Paolucci II 94. Molto rara. Lievissima tosatura, vecchie tracce di pulizia. m.MB.
384 - Oselle di Venezia. MARC'ANTONIO MEMMO, doge XCI (1612-1615) – Osella, anno I, 1612.in argento9,50 gr. - Diam. 34,00 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle B M (Bernardo Morosini, massaro); - Rovescio: Il Salvatore stante, rivolto a destra, benedicente. Montenegro 1161. CNI 86. Paolucci II 95. Molto rara. q.BB.
385 - Oselle di Venezia. GIOVANNI BEMBO, doge XCII (1615-1618) – Osella, anno I, 1615.in argento9,60 gr. - Diam. 38,00 mm.Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Dietro al Doge la figura stante del Vescovo San Leone Bembo, che appoggia la mano sulla spalla. All'esergo le sigle V E (Vincenzo Emo, massaro); - Rovescio: Il Doge armato, inginocchiato su un cuscino, tende le braccia verso il Cristo risorto. Una colomba in volo gli porge il corno dogale stretto nel becco; sul fondo una galera. Montenegro 1201. CNI 88. Paolucci II 98. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL
386 - Oselle di Venezia. ANTONIO PRIULI, doge XCIV (1618-1623) – Osella, anno I, 1618.in argento9,40 gr. - Diam. 35,50 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle T B (Tommaso Bragadin, massaro); - Rovescio: Il Doge in ginocchio, orante, alza lo sguardo verso la figura della Madonna sopra di lui, con un angelo. Davanti al Doge la personificazione di Venezia che gli porge il corno dogale. Montenegro 1318. CNI 251. Paolucci II 101. Molto rara. Probabile provenienza da montatura. MB.
387 - Oselle di Venezia. ANTONIO PRIULI, doge XCIV (1618-1623) – Osella, anno II, 1619.in argento9,72 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle I R (Jacopo Renier, massaro); - Rovescio: La Religione tiene con una mano la croce e indica con l'altra una nube da cui discendono raggi di sole. Montenegro 1319. CNI 255. Paolucci II 102. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL.
388 - Oselle di Venezia. ANTONIO PRIULI, doge XCIV (1618-1623) – Osella, anno V, 1622.in argento9,30 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle Z A V (Zan Antonio Venier, massaro); - Rovescio: Cristo risorto regge lo stendardo con a fianco il leone alato. Montenegro 1322. CNI 266. Paolucci II 105. Molto rara. Segnetto al ciglio. Lievi ossidazioni. MB.
389 - Oselle di Venezia. FRANCESCO CONTARINI, doge XCV (1623-1624) – Osella, anno I, 1623.in argento9,58 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione su sei righe, entro cerchio perlinato. Montenegro 1374. CNI 127. Paolucci II 106. Molto rara. BB.
390 - Oselle di Venezia. FRANCESCO CONTARINI, doge XCV (1623-1624) – Osella, anno II, 1624.in argento9,27 gr. - Diam. 34,50 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Lungo l'asta DVX; - Rovescio: Iscrizione su sei righe, entro cerchio perlinato. Montenegro 1375. CNI 132. Paolucci II 107. Rarissima. m.MB/q.BB.
391 - Oselle di Venezia. GIOVANNI I CORNER, doge XCVI (1625-1629) – Osella, anno I, 1625.in argento9,55 gr. - Diam. 35,50 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle D M (Domenico Molin, massaro); - Rovescio: Il Doge inginocchiato davanti ad altare. Montenegro 1450. CNI 202. Paolucci II 108. Molto rara. Lieve ondulazione marginale. q.BB.
392 - Oselle di Venezia. NICOLO' CONTARINI, doge XCVII (1630-1631) – Osella, anno I, 1630.in argento9,28 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle V M (Urbano Malipiero, massaro); - Rovescio: Il Doge inginocchiato davanti al portale di una chiesa rinascimentale, sopra il portale la Vergine con il Bambino. Montenegro 1499. CNI 83. Paolucci II 113. Rarissima. MB. “La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia”. Con queste parole Alessandro Manzoni apre il capitolo XXXI del suo capolavoro I Promessi Sposi, quello in cui racconta la tragedia della peste che colpì Milano a partire dalla fine del 1629, nota ai più come “peste manzoniana”. In seguito allo scoppio della guerra di successione di Mantova e del Monferrato, le truppe imperiali composte dai lanzichenecchi diffusero il morbo nel Ducato di Milano, che ne fu inizialmente l’epicentro. Nel 1630 anche la città di Venezia fu colpita dalla devastante epidemia di peste bubbonica che causò la morte di oltre 40.000 abitanti, circa un terzo della popolazione. Per volontà del Doge Nicolò Contarini, del Patriarca Giovanni Tiepolo e con decreto del Senato, si decise di erigere una chiesa votiva dedicata alla Madonna della Salute, invocandone l’intercessione per la cessazione del morbo. Destinata a sorgere presso la confluenza tra il Canal Grande e il Canale della Giudecca, il progetto fu affidato all’architetto Baldassarre Longhena. L’opera, iniziata nel 1631, venne portata a compimento nel 1687, divenendo uno dei simboli più suggestivi della città.
393 - Oselle di Venezia. FRANCESCO ERIZZO, doge XCVIII (1631-1646) - Osella, anno IX, 1639.in argento9,61 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: Iscrizione in sei righe entro un grande scudo ornato, retto da un leone alato e nimbato, di fronte. All'esergo le sigle Z L (Zuane Loredan, massaro); - Rovescio: Il Doge inginocchiato davanti ad altare. Montenegro 1617. CNI 342. Paolucci II 122. Molto rara. Proveniente da montatura. Abili ritocchi sui fondi. m.MB
394 - Oselle di Venezia. FRANCESCO MOLIN, doge XCIX (1646-1655) - Osella, anno VII, 1652.in argento9,38 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: Dietro San Marco sta Sant'Antonio da Padova con un giglio in mano. Di fronte il Doge in ginocchio che riceve lo stendardo; all'esergo Z A S (Zan Antonio Semitecolo, massaro) - Rovescio: La rappresentazione del passaggio degli ebrei attraverso il Mar rosso. Montenegro 1700. CNI 158. Paolucci II 135. Molto rara. Lievi graffietti al /R. m.MB
395 - Oselle di Venezia. FRANCESCO MOLIN, doge XCIX (1646-1655) - Osella, anno VIII, 1653.in argento9,49 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: Dietro San Marco sta Sant'Antonio da Padova con un giglio in mano. Di fronte il Doge in ginocchio che riceve lo stendardo; all'esergo F R (Francesco da Riva, massaro) - Rovescio: Una chiesa davanti alla quale arde un fuoco scaturito dal terreno mentre il sole vi dirige i suoi raggi. Montenegro 1701. CNI 161. Paolucci II 136. Molto rara. m.MB.
396 - Oselle di Venezia. VARI DOGI (Francesco Erizzo, Francesco Molin) – Lotto di due Oselle (an. 1636 e 1646).in argento16,83 gr. (totale).Montenegro 1614 (Molto raro), 1694 (Rara). Esemplari tosati. Conservazioni B/MB e q.MB.
397 - Oselle di Venezia. CARLO CONTARINI, doge C (1655-1656) – Osella, anno I, 1655.in argento8,96 gr. - Diam. 35,00 mm.Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All'esergo le sigle F C (Francesco Corner, massaro); - Rovescio: Un girasole aperto. Montenegro 1726. CNI 44. Paolucci II 138. Molto rara. Lieve tosatura. Principio di patina iridescente. MB.
398 - Oselle di Venezia. BERTUCCI VALIER, doge CII (1656-1658) – Osella, anno I, 1656.in argento9,66 gr. - Diam. 35,50 mm.Dritto: San Marco seduto in trono consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All'esergo F C (Francesco Corner, massaro); - Rovescio: L'aquila, simboleggiante Venezia, combatte contro il drago, simboleggiante l'Impero Ottomano. Montenegro 1779. CNI 86. Paolucci II 139. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL. Questa affascinante osella simboleggia la vittoria navale della Serenissima nella terza battaglia dei Dardanelli. Il 26 giugno 1656 il capitano da mar Lorenzo Marcello, sebbene al comando di una flotta in netta inferiorità numerica rispetto alle navi ottomane guidate da Kenhan Pashà, attraverso il suo eroico sacrificio riuscì a respingere il nemico e a infliggere una completa disfatta alla flotta turca, tanto che per poco non si aprì la via del porto di Istanbul alle navi veneziane. La vittoria permise ai Veneziani di occupare le importanti isole di Tenedo e Lemno, stabilendo così la possibilità di un blocco permanente dello Stretto dei Dardanelli. In onore di questo evento, il Doge e il Senato indissero una grande festa e una solenne processione con visita alla chiesa, alla quale parteciparono anche tutti gli ambasciatori.
399 - Oselle di Venezia. GIOVANNI PESARO, doge CIII (1658-1659) – Osella, anno I, 1658.in argento9,50 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All'esergo N C (Nicolò Contarini, massaro). - Rovescio: La Religione con croce e turibolo a fianco della Costanza con elmo e lancia. Montenegro 1812. CNI 63. Paolucci II 141. Molto rara. Bel BB.
400 - Oselle di Venezia. DOMENICO CONTARINI, doge CIV (1659-1675) – Osella, anno X, 1668.in argento9,35 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All'esergo L P (Lorenzo Pisani, massaro). - Rovescio: Grande stella, al centro della quale troneggia la Beata Vergine con il Bambino in braccio. Montenegro 1935. CNI 330. Paolucci II 151. Molto rara. MB.
401 - Oselle di Venezia. DOMENICO CONTARINI, doge CIV (1659-1675) – Osella, anno XI, 1669.in argento9,63 gr. - Diam. 36,00 mm.Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All'esergo Z Q (Zuane Querini, massaro). - Rovescio: La Giustizia, con spada e bilancia, seduta tra due leoni. Montenegro 1936. CNI 331. Paolucci II 152. Rara. m.BB.