Medals
Results from 7401 to 7450 of 26088
Lot # 678
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STATI UNITI. Hoboken. Gettone bancario, inizi XX secolo. AE (10.95g). CITY TRUST COMPANY - 500 ADAMS ST. HOBOKEN N.J. / 4% INTEREST PAID ON SPECIAL ACCOUNT. R/ GOOD FOR $ 1.00 WHEN USED TO OPEN A NEW SPECIAL ACCOUNT OF & 10.00 OR MORE AND MAINTAINED FOR ONE YEAR.
Lot # 677
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STATI UNITI. Gettone Franklin Pierce, 1857. AE (5.40g). Busto del presidente a sinistra. R/ "POOR PIERCE" / CONGRESSMAN / UNITED STATES / SENATOR / BRIGADIER GENERAL / IN MEXICAN WAR / GREATER SOLDIER / THAN STATESMAN / FAVORED SLAVERY / UNTIL OUTBREAK / OF CIVIL / WAR / "FIRES OF CIVIL WAR LIGHTED". TokenCatalog #696850.
Lot # 676
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S. BENEDETTO PO. Gettone Cooperativa da 2 Lire, s.d. CU (4.55g). SOCIETÀ COOPERATIVA DI CONSUMO / S. BENEDETTO PO. R/ Lre 2. Pitotto 101. RRR.
Lot # 675
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S. BENEDETTO PO. Gettone Cooperativa da 10 Centesimi, s.d. CU (3.29g). SOCIETÀ COOPERATIVA DI CONSUMO / S. BENEDETTO PO. R/ Cmi 2. Pitotto -.
Lot # 674
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ROMA. Gettone-medaglia Tito Mazzetelli Macchine. Metallo smaltato (10.43g). TITO MAZZETELLI MACCHINE VIA LUCULLO 2 ROMA su 5 righe. R/ Ragno su ragnatela. Pitotto -
Lot # 673
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ROMA. Gettone trasporto, 1947. OT-CU (6.79g). FS / INPCC / ROMA 1947 con scanalature. Pitotto 170. R. Veniva utilizzato per l'ingresso in stazione
Lot # 672
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Monete di Fantasia. Italia. 1 Euro con Mussolini. CU-NI in OT (9.65g). Busto elmato di Mussolini a sinistra. R/ Valore e mappa d'Europa. Numista N#318573. SPL
Lot # 671
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MILANO. Gettone alimentare. OT (4.31g). CAILLE. R/ BUONO PER UNA CONSUMAZIONE. Pitotto -, cf. 86.
Lot # 670
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GRAN BRETAGNA. Gettone XVII-XIX secolo. OT (6.39g). Figura femminile con velo svolazzante, entro corona di fiori. R/ SIMPLE entro corona di fiori. MB
Lot # 669
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Gettone sociale - Caffè Ristorante Cooperativo. OT (3.40g). CAFFE' RISTORANTE COOPERATIVO; fustellatura a stella. R/ Liscio. Pitotto 57. RR
Lot # 668
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Rechenpfennig - Gettone di conto a nome di Luigi XVI (1774-1792). OT (1.19g). Busto a sinistra. R/ Scudo coronato. Cf. Numista N#139529.
Lot # 667
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Rechenpfennig - Gettone di conto a nome di Luigi XVI (1774-1792). OT (1.03g). Busto a sinistra. R/ Scudo coronato. Cf. Numista N#139529.
Lot # 666
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Rechenpfennig - Gettone di conto a nome di Luigi XVI (1774-1792). OT (0.66g). Vaso. R/ Agnus Dei.
Lot # 665
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Rechenpfennig - Gettone di conto a nome di Luigi XVI (1774-1792). OT (0.65g). Vaso. R/ Agnus Dei.
Lot # 664
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Rechenpfennig - Gettone di conto a nome di Luigi XIV (1643-1715). OT (5.11g). Busto a destra. R/ Figura femminile a sinistra, regge statuetta e solleva piega del vestito. MB
Lot # 663
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Rechenpfennig - Gettone di conto a nome di Luigi XIV (1643-1715). OT (4.31g). Busto a destra. R/ Minerva stante a destra, con lancia e scudo. Feuardent 3055. MB
Lot # 662
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto, XVIII secolo. Ot (1.13g). Busto coronato a destra. R/ Nave in mare verso destra. Cf. Numista N#121878.
Lot # 661
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto, XII secolo. OT (1.07g). Globo crucigero entro cornice polilobata. R/ Giardino con fontana.
Lot # 660
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto, periodo della Quadruplice Alleanza (1718-1720). OT (4.49g). Busto coronato a sinistra. R/ La Francia, con elmo e scudo, porge ramo di ulivo alla Spagna. Numista N#74567. MB
Lot # 659
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto a nome di Luigi XVI (1774-1792). OT (2.52g). Busto a destra. R/ Croce su ancora alata. MB
Lot # 658
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto a nome di Alessandro I, inizi XIX secolo. OT (1.05g). Busto in uniforme a sinistra. R/ Edificio con torre e cupola sormontata da crescent.
Lot # 657
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto 1589. OT (3.24g). Scudo coronato tra due colonne coronate; ai lati, rami su cornucopie. R/ Guerriero a cavallo verso destra. Numista N#135492. MB
Lot # 656
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto (1670-1727). CU (1.09g). Sole, stelle e luna crescente. R/ Globo crucigero entro cornice polilobata. Numista N#127797.
Lot # 655
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GERMANIA. Norimberga (Città libera). Gettone di conto (1612-1651). OT (3.61g). Piramo con liuto e Tisbe sotto un albero di gelso. R/ Tisbe si getta sulla spada di Piramo, che giace a terra. Numista N#363401. MB
Lot # 654
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FRANCIA. Nimes. Gettone Maison Marquise, inizi XX secolo. AE (5.29g). MAISON MARQUISE / TENUE' PAR Mme CARO 15 R St LAURENT / NIMES. Corona.
Lot # 653
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FRANCIA. Marsiglia. Gettone. CU (13.50g). SOCIETE MARSEILLAISE DE CREDIT / TUNIS. Numero 265 forato. R/ Liscio.
Lot # 652
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FRANCIA. Gettone fonografo, inizi XX secolo. NI-AR (4.60g). 30 BD. DES ITALIENS SALON DU PHONOGRAPHE PARIS. R/ Discobolo con drappo iscritto. Numista N#29077.
Lot # 651
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SVIZZERA. Medaglia 1883. AE (8.58g). Gaspard, Vescovo di Losanna e Ginevra. GASPARD EVEQUE DE LAUSANNE ET GENEVE. Busto a sinistra. R/ Stemma del vescovo; sotto, 15 MRAS 1883. BB
Lot # 650
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BOLOGNA. Medaglia 1927. AE (11.28g). 9° Congresso Eucaristico Nazionale 1927. IX CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE 7-11 SETT. MERC 1927 BOLOGNA. San Petronio nimbato, benedicente di fronte, regge Bologna in palmo di mano le due Torri di Bologna. R/ Sacerdote di spalle solleva ostia su altare e sullo sfondo la Cupola della Basilica di San Pietro, tra due Angeli genuflessi con turiboli. SPL
Lot # 649
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TORINO. Medaglia Tiro a Segno 1934, anno XII. AE (7.76g). TIRO A SEGNO NAZIONALE. Aquila spiegata su fucile; corona sopra. R/ G.V.F. TORINO / 1a LEVA DI TIRO A SEGNO A XII. qSPL
Lot # 648
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Ventennio Fascista. Medaglia 1936. AE (21.42g). Opus G. Romagnoli e V. Perrone. Fondazione Impero. VITT • EM • III • RE • D'ITALIA • IMP • D'ETIOPIA. Testa nuda a sinistra. R/ AFRICA ORIENTALE / MOLTI NEMICI MOLTO ONORE MUSSOLINI. Fascio a sinistra; scoglio in mare a destra. Casolari XIV-39. qSPL
Lot # 647
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Ventennio Fascista. Medaglia 1927. AE (20.06g). Opus P. Tailetti. Premio Ministero Economia Nazionale. Allegoria dell' Agricoltura: figura femminile seduta di 3/4 a destra e volta a sinistra, regge fascio di spighe e falcetta, sullo sfondo armenti al pascolo e colline. R/ MINISTERO ECONOMIA NAZIONALE / DIREZIONE GENERALE AGRICOLTVRA. Sotto, fascio. Casolari V-29. BB
Lot # 646
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Regno d'Italia. Medaglia 1911. AE (6.47g). L'Italia a Tripoli. Figura allegorica stante a sinistra, regge corona sulla città di Tripoli col porto. R/ L'ITALIA A TRIPOLI 5 OTTOBRE 1911 entro cartella ornata da spighe, tralci d'uva e rami d'alloro legati in alto con nastro; sotto, stemma Savoia coronato. SPL
Lot # 645
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Regno d'Italia. Medaglia 1905. AE (8.96g). Opus G. Cassioli. Ministero della Guerra. Figura femminile inseguita da uomini con rami di palma. R/ MINISTERO DELLA GVERRA entro rami floreali con stemma del Regno d'Italia. BB+
Lot # 644
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia. La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 36mm, .g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Con nastrino e scatola originale firmata CRAVANZOLA. Conservazione SPL/FDC.
Lot # 643
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia – Scatola completa di esemplare classico e mignon. La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 36+16mm, g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Con nastrino e scatola originale firmata ROTA. Conservazione SPL/FDC.
Lot # 642
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia - Mignon. La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 16mm, 1.30g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Conservazione SPL (anello portativo piegato).
Lot # 641
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia - La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 36mm, .g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Con nastrino e scatola originale firmata CRAVANZOLA. Al lotto compete anche il bottoncino per asola abiti civili. Conservazione SPL (manca il disco posteriore con l’aquila sabauda)
Lot # 640
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MILANO. Medaglia 1909. AE (11.43g). S. Johnson. Cinquantenario della Liberazione della Lombardia. MAGNETA IV GIVGNO MDCCCLIX. Scena della battaglia. R/ LA "DANTE ALIGHIERI" IL TOVRING CLVB ITALIANO NEL CINQVANTENARIO DELLA LIBERAZIONE DELLA LOMBARDIA MAGENTA MCMIX su otto righe. SPL
Lot # 639
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Garibaldi - Quarto dei Mille. Medaglia 1910. AL (3.39g). Stefano Johnson, Milano. Mezzo busto di Garibaldi di fronte con camicia e mantello, regge elsa di spada. R/ LA NOTTE DEL 5 MAGGIO 1860 FOLLA DIVERSA INFINITA AMMIRANDO L'ANIMA NOVA D'ITALIA DAVA QVI AI MILLE QVESTI SCOGLI DI QVARTO NARRANO IL DVCE NARRAN L'IMPRESA OND'E' VNA LA PATRIA MONVMENTO D'OGNI MARMO D'OGNI BRONZO PIV' DVRATVRO (ABBA). Vista dello scoglio di Quarto con colonna Tuscanica. Sarti 389. BB
Lot # 638
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Medaglia militare. 84° Reggimento Fanteria "Venezia". AE (6.48g). 84° RGT. FANTERIA (CAR) "VENEZIA". Leone di S. Marco. R/ CORSO "MONTE CISTA" -1/1962-. BB
Lot # 637
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Medaglia militare. Emessa per il 114° Reggimento Fanteria "Mantova". AE (9.54g). Stemma sormontato da armi. R/ 114° REGGIMENTO FANTERIA "MANTOVA" in cerchio. BB
Lot # 636
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VATICANO. Francesco (2013-2025). Medaglia da 10 Euro 2020. CU (15g). Opus C. MomoniArte e Fede: La Pietà di Michelangelo. Stemma con chiavi e tiara. R/ La Pietà. Tiratura: 43000. In astuccio originale. FDC
Lot # 635
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Stato Pontificio. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1963, anno I. AE. Opus P. Giampaoli. Elezione al Pontificato. PAVLVS VI PONT MAX AN I. Busto a sinistra, con berretto, mozzetta e stola. R/ IN NOMINE DOMINI / 21 VI MCMLXIII. Stemma Papale coronato da triregno e chiavi decussate. MM 12; Calò 2. NC Colpetto al bordo e sul busto in basso, qFDC
Lot # 634
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Marina Militare. Medaglia 1978. AE (7.76g). Varo della nave da rifornimento Vesuvio. N. VESUVIO DEFENDE ME SERVABO TE. Nave in navigazione verso sinistra; sullo sfondo, il vulcano Vesuvio. R/ Stemma coronato entro catena. Numista N#160609. FDC
Lot # 633
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RAVENNA. Medaglia 1980. AE (29.15g). Bagnacavallo - Tiberto VI Brandolini. TIBERTO VI BRANDOLINI / 1320 - 1397. Tiberto, corazzato, su cavallo rampante a sinistra. R/ CIRCOLO FILATELICO NUMISMATICO BAGNACAVALLO SE / PALAZZO BRANDOLINI XV SEC. Vista di Palazzo Brandolini. Con cofanetto Johnson. FDC
Lot # 632
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PIACENZA. Odoardo Farnese. Medaglia 1978. AE (70mm, 150g). Opus G. Veroi. ODOARDO FARNESE DVCA V DI PIAC. E P. 1622 1646. Busto a destra, con parrucca e mantello. R/ PROBITA’ POLITICA MORALITA’ ESEMPLARE. Odoardo corazzato a cavallo verso destra. Residui di colla al R/. qFDC
Lot # 631
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MILANO. Medaglia 1956. AE (28.42g). 5° Centenario della Fondazione dell'Ospedale Maggiore. Lorioli, E. Boninsegna. V CENTENARIO DALLA FONDAZIONE DELL'OSPEDALE MAGGIORE DI MILANO / XII APRILE - MCMLVI. Tre figure in piedi in costume. R/ XII APRILE - MCCCCLVI. Scena dell’Annunciazione su prospetto dell'ospedale. SPL
Lot # 630
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Medaglia militare. Granatieri di Sardegna, Battaglione Trasmissioni. AE argentato (6.72g). BATTAGLIONE TRASMISSIONI / GRANATIERI DI SARDEGNA. Scudo con granata e i Quattro Mori. R/ SPATIA DEVINCO DISIVNCTA CONIVNGO. Torcia su fulmine tra due antenne su fila di tralicci. SPL
Lot # 629
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Medaglia Militare. Brigata Fanteria "Avellino". AE (4.58g). Scudo; sotto nastro con NON VI E' SOSTA SE NON SULLA CIMA. R/ BRIGATA FANTERIA "AVELLINO". Spada entro corona di alloro e quercia; stella sopra. SPL+
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