Italian Coins and Medals

Lot # 922 - Palmanova. Assedio Austriaco (1814). 50 centesimi 1814. D/ CENT / 50. R/ Corona ferrea; sotto, 1814. CNI 1; Pag. (decimali) 281; Mont. 65. MI. 12.33 g. 28.50 mm. RR. Molto raro. Minori sfogliature del metallo al diritto. SPL.
Lot # 921 - Palermo. Carlo di Borbone (1734-1759). Oncia 1751. D/ Busto del Re con lunga capigliatura volto a destra; in basso, sigle V B. R/ Fenice sul rogo ad ali spiegate con testa volta sinistra; in alto, sole raggiante; ai lati, P N (Placido Notabartolo maestro di zecca dal 1750 al 1758). Sp. 78; MIR (Sicilia) 567/3; Fried. 887. AU. 4.42 g. 22.00 mm. In alta conservazione con fondi lucenti. SPL+/qFDC.
Lot # 920 - Palermo. Carlo di Borbone (1734-1759). Oncia 1736. D/ Busto del Re con lunga capigliatura volto a destra. R/ Fenice sul rogo ad ali spiegate con testa volta sinistra; in alto, sole raggiante. Sp. 54; MIR (Sicilia) 564/2; Fried. 887. AU. 4.42 g. 22.50 mm. R. Graffietti da aggiustamento ponderale in sede di coniazione. Conio piacevolmente fresco con fondi ancora satinati. Di altissima conservazione per il tipo. qFDC.
Lot # 919 - Palermo. Carlo VI d'Asburgo (1707-1734), poi Carlo III. Oncia 1733. D/ Volto del Re a destra. R/ La Fenice sul rogo ad ali spiegate illuminata dai raggi del sole. Sp. 51; MIR (Sicilia) 514/1. AU. 4.44 g. 22.00 mm. NC. Minimi graffietti di aggiustamento ponderale. Altissima conservazione. qFDC.
Lot # 918 - Palermo o Messina. Federico II di Svevia (1197-1250). Multiplo di tarì. D/ Aquila bicefala con globetto al centro. R/ Croce latina sormontata da due globetti; ai lati, IC - XC / NI - KA (Gesù Cristo Vittorioso). Sp. 48; MEC 14, p. 158 Classe Ba n. 7; D'Andrea 72. AU. 1.65 g. 12.00 mm. RR. La tipologia con aquila bicefala è da ritenersi molto rara. Bel BB.
Lot # 917 - Palermo. Guglielmo II (1166-1189). Terzo di Apuliense, c. 1180-1185. Travaini 1995 364b; Sp. 112; D'Andrea-Contreras (Normans) 363. AG. 0.86 g. 16.00 mm. R. Di ottima impronta per il tipo. qSPL.
Lot # 916 - Palermo. Ruggero II (1106-1154). Tarì, 1151-1152. D/ Legenda circolare, sul primo giro: il re Ruggero esaltato da Dio; sul secondo, indicazione della zecca e della data; al centro globetto entro cerchio lineare con globetti. R/ Croce latina; ai lati, IC XC - NI KA (Gesù Cristo Vittorioso). Sp. 69; Travaini 1995 217; D'Andrea-Contreras (Normans) 232. AU. 1.30 g. 13.00 mm. SPL.
Lot # 915 - Palermo o Messina. Ruggero II (1105-1154). Tarì, dopo il 1140. D/ Legenda circolare, sul primo giro: il re Ruggero esaltato da Dio; sul secondo, indicazione della zecca e della data; al centro globetto entro cerchio lineare. R/ Croce latina; ai lati, IC XC - NI KA (Gesù Cristo Vittorioso). Sp. 63; Travaini 1995 216; D'Andrea-Contreras (Normans) 231. AU. 0.83 g. 12.00 mm. Bel BB.
Lot # 914 - Palermo. Roberto il Guiscardo (1059-1085). Tarì, datato 464 AH (1072). D/ Legenda cufica su quattro righe; in centro globetto. (Per comando / di Roberto Duca / illustrissimo Re / di Sicilia). Legenda cufica marginale. (Nel nome di Dio fu coniato questo dinar di Sicilia, l'anno 464. R/ Legenda cufica su quattro righe; in centro globetto. (Non v'ha divinità / se non Dio / Maometto è l'apostolo / di Dio ). Legenda cufica marginale. (Maometto è l'apostolo di Dio, inviato da lui (a dare) il buon indirizzo, (recare) la vera religione e farla trionfare sopra ogni altra). Sp. 1; Travaini 1995 61; D'Andrea-Contreras (Normans) 26. AU. 1.05 g. 14.00 mm. RR. Bel BB. Dopo essere divenuto nel 1059 vassallo diretto del Papato ottenendo da Papa Nicolò II l'investitura a duca di Puglia, Calabria e della Sicilia, Roberto aiutò il fratello Ruggero a conquistare quest'ultima, ancora sotto il dominio musulmano. Solo nel 1072 con la presa di Palermo, placate le rivolte bizantine della zona peninsulare, Roberto liberò la Sicilia dai saraceni. Subito dopo la conquista Roberto provvide a riaprire la zecca e fece battere una moneta d'oro di tipo prettamente musulmano paragonabile per peso al quarto di dinar. Per quanto alcuni autori attribuiscano la stessa a Ruggero I, il Lagumina, lo Spinelli e lo Spahr la attribuiscono al Guiscardo per la chiara lettura del nome e del titolo 'malek' (Re) che, come riferisce Sambon (Repertorio pag. 149) deve essere interpretato in una maniera più vaga rispetto al suo significato latino.
Lot # 913 - Palermo. Califfi Fatimidi, Al-Zahir (411-427 AH / 1021-1036 DC). Robai o 1/4 Dinar, zecca di Siqilliya (Palermo), datato 422 AH. D/ Legenda cufica su tre righe contenente la 'Professione di fede'; attorno Corano IX, 33 in giro di legenda. R/ Legenda cufica su tre righe 'al-Zahir / li-'azaz / amir al-mu'minin'; attorno formula zecca-data in giro di legenda. Sp. 25; Nicol tipo C2; Album 715. AU. 0.96 g. 14.00 mm. R. Bel BB.
Lot # 912 - Padova. Francesco I da Carrara (1355-1388). Carrarino da due soldi. D/ Il carro tra le lettere F-F, il timone attraversa il contorno lineare e la legenda. R/ San Prosdocimo nimbato e mitrato, in piedi, di fronte, benedicente e con pastorale; ai lati N-I (Nicolò Compagni maestro di zecca). CNI 35/62; MIR (Triv., Istria, Dalm. ed Alb.) 218/1. AG. 0.95 g. 19.00 mm. RR. Patina riposata. BB+.
Lot # 911 - Orvieto. Repubblica autonoma (1256-1265). Denaro. D/ Grande V accostata da tre rosette. R/ Croce patente. CNI 1/6. MI. 0.51 g. 16.00 mm. RR. Di ottima conservazione per il tipo. Unico nominale per la zecca di Orvieto. Bel BB. Su base documentale il Fumi ('Sulla vera epoca in cui Orvieto ha battuto moneta' Rassegna Numismatica 1904, pag. 21) attribuisce il quattrino alla repubblica autonoma e lo data alla metà del XIII sec. Secondo taluni invece la zecca di Orvieto sarebbe stata aperta per decreto del Comune in data 5 agosto 1341 e poco dopo, nel 1355, avrebbe cessato l'attività di coniazione a seguito del ricongiungimento al dominio della Chiesa per opera del Cardinale Egidio Albornoz.
Lot # 910 - Napoli. Ferdinando II di Borbone (1830-1859). Piastra o 120 Grana 1857. D/ Testa adulta e barbuta a destra. R/ Stemma della casata Borbone coronato. P/R 86; MIR (Napoli) 503/6. AG. 27.58 g. 37.00 mm. Conservazione eccezionale. FDC.
Lot # 909 - Napoli. Gioacchino Murat (1808-1815). 120 grana o dodici carlini 1810. D/ Testa a sinistra con folta capigliatura e barba. R/ DODICI / CARLINI / 1810 in corona di rami di ulivo e spighe di grano. P/R 2; MIR (Napoli) 434/1. AG. 27.25 g. 38.00 mm. R. Patina riposata. BB+.
Lot # 908 - Napoli. Giuseppe Napoleone (1806-1808). 120 grana o piastra 1808. D/ Testa nuda a sinistra. R/ Stemma coronato fiancheggiato da due sirene. P/R 3; MIR (Napoli) 433/3. AG. 27.63 g. 38.00 mm. R. Buoni fondi per il tipo. qSPL. Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone entrò in Napoli nel 1806 e fu proclamato Re della città. Nel 1808 lasciò il trono al cognato Gioacchino Murat e divenne Re di Spagna.
Lot # 907 - Napoli. Carlo II di Spagna (1674-1700). Tarì 1687. D/ Stemma di Spagna coronato inserito nel collare del toson d'oro. R/ Globo incentrato sull'Italia sopra il quale si incrociano una cornucopia e un fascio littorio; a sinistra, A G A (Andrea Giovane maestro di zecca e Marco Antonio Ariani maestro di prova). P/R 14; MIR (Napoli) 298/6. AG. 5.66 g. 27.00 mm. qSPL/SPL.
Lot # 906 - Napoli. Filippo IV di Spagna (1621-1665). Grano 1622 con doppia data. D/ Busto con corona radiata volto a sinistra; dietro, MC (Michele Cavo maestro di zecca). R/ Croce di Gerusalemme. P/R 55a; MIR (Napoli) 258/1. AE. 5.41 g. 30.00 mm. Bellissimo esemplare in patina cuoio. Un ritratto di stile eccezionale. SPL.
Lot # 905 - Napoli. Filippo III di Spagna (1598-1621). Mezzo carlino o zanetta. D/ Busto con corona radiata a destra; dietro, G (Giovanni Antonio Consolo maestro di zecca). R/ Il tosone sospeso volto a sinistra. P/R 30e; MIR (Napoli) 216/4. AG. 1.33 g. 16.00 mm. Esemplare con bel ritratto arricchito da patina di monetiere. SPL.
Lot # 904 - Napoli. Federico III d'Aragona (1496-1501). Cavallo. D/ Testa a sinistra coronata di stile grezzo. R/ Cavallo gradiente a sinistra; sopra stella a sette raggi; in esergo, L accantonata da cerchietto e stella. CNI 157 var; P/R 16b; MIR (Napoli) 110/3. AE. 2.08 g. 19.00 mm. RRR. Rarissimo. Traccia di ribattitura. Splendida patina verde. SPL.
Lot # 903 - Napoli. Roberto d'Angiò (1309-1343). Gigliato. D/ Il Re coronato, seduto di fronte tra due protomi di leoni, tiene nella destra lo scettro gigliato e nella sinistra protesa il globo crucigero. R/ Croce gigliata, filettata, accantonata da quattro fiordalisi. P/R 2; MIR (Napoli) 28. AG. 3.95 g. 27.00 mm. Esemplare scelto. Piacevole patina riposata. SPL.
Lot # 902 - Mileto. Ruggero I (1072-1101). Trifollaro, 1098-1101. D/ Ruggero a cavallo gradiente a sinistra con elmo a cono, tiene uno stendardo su lunga asta appoggiata alla spalla destra. R/ La Beata Vergine nimbata su trono volta a destra, tiene fra le braccia il Bambino con nimbo ornato. Travaini 1995 160; MEC 14, 93; D'Andrea-Contreras (Normans) 131. AE. 10.86 g. 26.50 mm. R. Esemplare di ottima impronta arricchito da una stupenda patina cuoio. SPL. Questa moneta rappresenta un unicum nella monetazione dell'epoca. Apparentemente non sembrerebbero esserci modelli formali di riferimento per la scelta iconografica. Secondo Travaini (1995) questo non soprende visto la grande personalità di Ruggero. Morto il Guiscardo, Ruggero era senza dubbio il più forte signore normanno. La scelta del cavaliere, simbolo della classe politica normanna, allude probabilmente alla 'crociata' che Ruggero aveva appena compiuto per conquistare la Sicilia, preparatoria a quella per la Terra Santa. Questa iconografia è stata infatti accostata a quella delle moneta dell'Oriente Latino e in particolare al cavaliere presente sull'arazzo di Bayeux. Per quanto riguarda la scelta della Vergine col Bambino, anch'essa senza parallelismi se non nell'arte bizantina dove risulta come forte richiamo alla Cristianità.
Lot # 901 - Milano. Governo provvisorio di Lombardia (1848). 20 lire 1848. D/ 20 / LIRE / ITALIANE entro corona di rami di alloro e di quercia. R/ L’Italia con corona turrita sormontata da stella, stante di fronte e volta a destra, solleva la mano sinistra e regge un’asta nella destra. CNI 2; Crippa 2; Pag. (decimali) 212; Fried. 475. AU. 6.43 g. 21.00 mm. R. BB +.
Lot # 900 - Milano. Carlo II di Spagna (1676-1700). Filippo 1694. D/ Busto corazzato a destra, a testa nuda, con lunga capigliatura. R/ Stemma reale di Spagna coronato e caricato delle armi di Milano. CNI 94; Crippa 4; MIR 387/2. AG. 27.70 g. 42.00 mm. NC. Minori porosità del metallo. BB.
Lot # 899 - Milano. Filippo IV di Spagna (1621-1665). Filippo 1657. D/ Busto a destra con gorgera e spallaccio di forma leonina; sul petto, collare del toson d'oro; sotto, 1657. R/ Scudo spagnolo coronato e caricato delle Armi di Milano. CNI 116/131; Crippa 14/B; MIR (Milano) 364/1. AG. 27.53 g. 43.50 mm. Patina riposata. BB.
Lot # 898 - Milano. Prima Repubblica (1250-1310). Ambrosino. D/ Croce patente accantonata da crescenti e globetti. R/ Sant'Ambrogio nimbato con tiara di fronte seduto su trono regge pastorale e benedice con la mano destra. CNI 28; MIR (Lombardia, zecche) 68; Negrini-Varesi 45. AG. 2.08 g. 21.00 mm. Patina iridescente di monetiere. SPL.
Lot # 897 - Messina. Guglielmo II (1166-1189). Trifollaro, 1180-1185. D/ Testa stilizzata di leone. R/ Palma da datteri. Sp. 117; Travaini 1995 370; D'Andrea-Contreras (Normans) 372. AE. 10.10 g. 22.50 mm. Patina cuoio. Splendido esemplare centrato e di ottima impronta. qSPL.
Lot # 896 - Mesocco. Gian Giacomo Trivulzio (1487-1518). Cavallotto o grosso da 9 soldi. D/ Stemma sormontato da cimiero e pennacchi. R/ San Giorgio a cavallo gradiente a destra nell'atto di trafiggere il drago. CNI 25/36; MIR (Lombardia, zecche) 981. AG. 5.47 g. 31.00 mm. RR. Bel BB.
Lot # 895 - Mantova. Francesco I Gonzaga (1383-1407). Bagattino. D/ Le lettere F R unite. R/ Le lettere I e V sovrapposte verticalmente. CNI 17/18; MIR (Lombardia, zecche) 380. MI. 0.23 g. 10.50 mm. RR. Molto raro. BB.
Lot # 894 - Malta. Tessera o gettone riconducibile al peso dei 2 grani di malta. AE. 2.72 g. 23.00 mm. Interessante tessera o gettone utilizzato per il suo peso corrispondente probabilmente al 2 grani. L'assegnazione alla zecca di Malta è stata decisa per comparazione stilistica dell'insegna al diritto. Bel BB.
Lot # 893 - Malta. Emmanuel Pinto (1741-1773). Medaglia dal valore di 6 tarì. D/ Stemma del Gran Maestro coronato. R/ San Giovanni Battista regge lunga asta con vessillo; a lato, in basso, l'agnello. Cf. Schembri 4. AG. 7.05 g. 28.00 mm. R. Bel BB. Questo tipo di moneta è comunemente indicato nella letteratura come 'medaglia o tessera'. La frequente presenza in circolazione suggerisce invece una coniazione regolare. Il peso medio delle monete corrisponde a un valore di circa 6 a 7 tari. Poiché già con i Gran Maestri Vilhena e Despuig erano state coniate monete da 6 tarì con lo stesso peso, si può presumere per questa emissione un valore di 6 tari (1/2 scudo). Questa classificazione è supportata dai commenti di Zanobio Paoli nel 1763, che raccomandava al Gran Maestro Pinto di continuare a coniare monete del valore di 30, 15 e 6 tari, ma poiché non esiste altra coniazione di Pinto da 6 tari, Paoli deve aver fatto riferimento a queste monete.
Lot # 892 - Malta. Fra Emmanuel Pinto (1741-1773). 4 tarì 1768. D/ Busto del Gran Maestro corazzato volto a destra. R/ Arma del Gran Maestro sormontate da corona reale; ai lati, T - 4. Restelli-Sammut 147/148. AG. 4.13 g. 25.00 mm. R. Patina riposata. Bel BB.
Lot # 891 - Lucca. Repubblica, a nome di Ottone IV (1209-1315). Grosso da 12 denari, 1250-1257. D/ Grande H (monogramma di Ottone). R/ Il Volto Santo coronato. CNI 1; MIR (Toscana, zecche) 119. AG. 1.77 g. 20.00 mm. NC. Patina di monetiere. qSPL/SPL. Ex Asta Montenapoleone 6.
Lot # 890 - Lucca. Monetazione anonima dei Re Longobardi (650-749). Tremisse con monogramma. D/ LVCA (?) in monogramma. R/ Croce potenziata in cornice di elementi pseudo decorativi. Cf. CNI 1/14 (per tipologia); Cf. Bellesia (Lucca) pp. 20/23; Cf. MIR (Toscana, zecche) 80/85; Cf. Bernareggi 200. AU. 1.10 g. 16.00 mm. RRRR. Leggero sbalzo di metallo nella cornice esterna. Di estrema rarità e fascino, questa moneta appartiene ad una delle più intriganti emissioni longobarde. SPL. L'utilizzo del monogramma è del tutto insolito nella monetazione longobarda che, nelle sue varie emissioni, si mantiene legata a standard e tipologie ben riconoscibili. Pertanto questo fatto testimonia l'importanza della città e dell'autorità residente che si poteva permettere di coniare un 'unicum' per la monetazione circolante dell'epoca. Lo scioglimento del monogramma che per taluni deve essere interpretato come un segno di appartenenza 'Lucana' per quanto riconducibile alla zecca di emissione, viene considerato da autori più recenti come Bellesia il semplice nome della zecca 'Lucca'. Certamente fa specie vedere come per i pochissimi e rarissimi esemplari questo monogramma non abbia la stessa forma ma assuma differenti interpretazioni che ricalcano le precedenti con piccole variazioni. La datazione tra il VII e l' VIII sec. colloca inoltre questa emissione dopo una serie di tremissi bizantini attribuibili ad imperatori e tremissi anonimi con legenda artefatta che si è soliti attribuire alla Tuscia. La pseudo legenda del rovescio, composta da una serie di V e I, mostra infatti come questo tremisse sia già stato sottoposto a un processo di standardizzazione che vede l'originale legenda VICTORIA AVGVSTORVM diventare ormai solo un ricordo.
Lot # 889 - Livorno. Cosimo III de' Medici (1670-1723). Tollero 1723. D/ Busto paludato a destra con folta capigliatura. R/ La fortezza vecchia di Livorno sormontata da corona granducale; sotto, FIDES. CNI 107; Di Giulio 152; MIR (Toscana, zecche) 65/9. AG. 27.07 g. 43.00 mm. RR. Decimale 3 ribattuto su 2. Anno molto raro. Piccola saggiatura al bordo non deturpante. Piacevole patina riposata; qualche debolezza da conio al diritto e piccoli segnetti di contatto. qSPL/SPL.
Lot # 888 - Livorno. Cosimo III de' Medici (1670-1723). Pezza della rosa 1707. D/ Stemma poligonale in cartella ad intagli e volute sormontata da corona dentata con giglio; in basso, in esergo, 1707. R/ Due piante di rose fiorite intrecciate; in basso, in esergo, LIBVRNI. CNI 80; Di Giulio 165; MIR (Toscana, zecche) 66/10. AG. 22.83 g. 39.50 mm. RR. Conservazione eccezionale per il tipo. Patina riposata con luminescenze e tonalità dorate. qFDC. Dal 1706 in poi la corona figurante sulle pezze della rosa e sui tolleri di nuovo tipo con la fortezza, anzichè essere radiata o aperta, fu raffigurata chiusa, ad indicare la nuova dignità concessa cui peraltro il Pontefice diede il proprio benestare solo nel 1699.
Lot # 887 - Livorno. Cosimo III de' Medici (1670-1723). Tollero 1703. D/ Busto corazzato a destra con corona dentata e lunga capigliatura. R/ Veduta del porto di Livorno. CNI 70; Di Giulio 144; MIR (Toscana, zecche) 64/18. AG. 27.04 g. 43.00 mm. RR. qSPL.
Lot # 886 - Livorno. Cosimo III de' Medici (1670-1723). Mezzo Tollero 1683. D/ Busto paludato a destra con corona dentata e lunga capigliatura; sotto, 1683. R/ Galera a vele spiegate in navigazione; sotto, LIBVRNI 1683. CNI 18/20; MIR (Toscana, zecche) 75. AG. 13.19 g. 38.00 mm. RR. Molto raro e in altissimo stato di conservazione per il tipo. Patina riposata. SPL/SPL+.
Lot # 885 - Livorno. Cosimo III de' Medici (1670-1723). Tollero 1680. D/ Busto a destra con corona dentata e con lunga capigliatura. R/ Veduta del porto di Livorno. CNI 14; Di Giulio 129; MIR (Toscana, zecche) 64/3. AG. 27.00 g. 40.00 mm. RRR. Anno molto raro. Metallo con luminescenze e leggera patina dorata. qSPL/SPL.
Lot # 884 - L'Aquila. Carlo VIII Re di Francia (1495). Doppio (?) Cavallo. D/ Lo scudo di Francia coronato. R/ Piccola croce ancorata; sotto, aquiletta coronata. CNI 52/65; D'Andrea-Andreani pp. 259-260; MIR (Italia merid.) 106. AE. 2.55 g. 18.00 mm. RR. Di peso considerevole per l'emissione. L'esemplare in questione supera il normale range di peso censito per questa tipologia. Trattasi con ogni probabilità di un doppio cavallo. BB.
Lot # 883 - L'Aquila. Ferdinando I d'Aragona (1458-1494). Cavallo. D/ Testa radiata a destra. R/ Cavallo gradiente a destra; sopra, rosetta; davanti, aquiletta; in esergo, T (Giancarlo Tramontano) tra due rosette. CNI 193/228; D'Andrea-Andreani pp. 243/246; MIR (Italia merid.) 94. AE. 1.81 g. 18.00 mm. Patina verde. qSPL.
Lot # 882 - L'Aquila. Ferdinando I d'Aragona (1458-1494). Coronato. D/ Busto coronato e corazzato a destra; dietro, T (Giancarlo Tramontano maestro di zecca). R/ L'Arcangelo Michele nell'atto di trafiggere il drago con una lancia; ai lati, T e aquiletta. CNI 51/57; D'Andrea-Andreani pp. 229-232; MIR (Italia merid.) 90. AG. 3.89 g. 26.00 mm. RR. Metallo brillante. Esemplare di alta conservazione e ottima centratura. SPL.
Lot # 881 - Gubbio. Pio VI (1775-1799), Giovanni Angelo Braschi. Due baiocchi A. XV. D/ Stemma Braschi sormontato da tiara e chiavi decussate. R/ DVE BAIOCCHI GVBBIO entro ghirlanda sinistrorsa di foglie d'alloro. CNI 1; M. 355; Berm. 3110. CU. 18.24 g. 39.00 mm. R. Patina cuoio. SPL.
Lot # 880 - Gubbio. Municipalità provvisoria (1798). Mezzo baiocco. D/ MEZZO BAIOCCO GUBBIO su tre righe sormontato da stella. R/ MEZZO BAIOCCO GUBBIO su tre righe sormontato da stella. CNI 8; M. 63 II; Bruni 3. CU. 4.38 g. 24.00 mm. R. qSPL.
Lot # 879 - Gubbio. Pio VI (1775-1799), Giovanni Angelo Braschi. Sampietrino da due baiocchi e mezzo 1796. D/ BAIOCCHI DVE E MEZZO DI GVBBIO 1796 su cinque righe; sopra, tre stelle e una a chiusura sotto. R/ Busto nimbato di San Pietro a sinistra che stringe nella destra chiavi; sotto, nel taglio T [M] (Tommaso Mercandetti). CNI 19; M. 352; Berm. 3107. CU. 17.30 g. 30.00 mm. RR. Molto raro. Patina cuoio. qSPL/SPL.
Lot # 878 - Gubbio. Clemente XIII (1758-1769) , Carlo Rezzonico. Mezzo baiocco 1759. D/ Stemma poligonale Rezzonico sormontato da tiara e chiavi decussate. R/ MEZ BAIOCCO GVBBIO 1759 su quattro righe entro cerchio di meandri. CNI 15/16; M. 53; Berm. 2920. CU. 4.18 g. 26.50 mm. RRR. Rarissimo. qSPL/SPL. Ex asta Ratto ottobre 1962, lotto 541.
Lot # 877 - Gubbio. Clemente XIII (1758-1769) , Carlo Rezzonico. Baiocco 1759 A. I. D/ Stemma Rezzonico sormontato da tiara e chiavi decussate. R/ .VN. BAIOCCO GVBBIO 1759 su quattro righe sormontate da rosa entro ghirlande destrorsa di fiordalisi. CNI 1/3; M. 45; Berm. 2917. CU. 14.62 g. 36.00 mm. R. Bel BB.
Lot # 876 - Gubbio. Clemente XIII (1758-1769) , Carlo Rezzonico. Baiocco 1759. D/ Stemma Rezzonico sormontato da tiara e chiavi decussate. R/ VN BAIOCCO GVBBIO 1759 su quattro righe entro cerchio di meandri intrecciati. CNI 11/13; M. 49; Berm. 2919. CU. 11.52 g. 35.00 mm. RR. Bel BB. Ex Asta Ratto Ottobre 1982, lotto 541.
Lot # 875 - Gubbio. Benedetto XIV (1740-1758), Prospero Lambertini. Mezzo baiocco 1753. D/ Stemma Lambertini sormontato da tiara e chiavi decussate. R/ MEZ BAIOC CO GVB 1753 su cinque righe sormonato da giglio entro corona d'edera crescente. Ser. 640; M. 501; Berm. 2837. CU. 4.92 g. 26.00 mm. R. Bel BB.
Ex Collezione Magnaguti
Lot # 874 - Gubbio. Guidobaldo I da Montefeltro (1482-1508). Picciolo. D/ Scudo feltresco tra punti. R/ Mezza figura di San Ubaldo mitrato di fronte; davanti, i cinque monti; ai lati, S-V. CNI tav. II, 16; Cav. 24. MI. 0.65 g. 17.00 mm. R. qSPL. Ex Asta Santamaria 1954, lotto 143 (Collezione Magnaguti vol. VI).
Ex Collezione Magnaguti
Lot # 873 - Gubbio. Guidobaldo I da Montefeltro (1482-1508). Picciolo. D/ Scudo a bande feltresco; sopra tre globetti. R/ Sant'Ubaldo nimbato e mitrato in piedi di fronte benedice con la destra e regge pastorale con la sinistra. CNI tav. II, 15; Cav. 23. MI. 0.64 g. 17.00 mm. R. Di alta conservazione per il tipo. SPL. Ex Asta Santamaria 1954, lotto 144 (Collezione Magnaguti vol. VI).