Medals
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Lot # 1061
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Regno D’Italia – Vittorio Emanuele III – WW1 – Bronzo Nemico – Tipologia Stefano Johnson. Medaglia, con cambretta, in uso ai militari che avevano prestato servizio per almeno un anno durante la I^ guerra mondiale. Al dritto busto elmato del Re a s. con scritta GVERRA PER L’VNITA’ D’ITALIA 1915 1918 sotto S.J. (Stefano Johnson). Al verso figura alata allegorica della Vittoria di fronte su scudi sorretti da militari elmati scritta CONIATA NEL BRONZO NEMICO. Coniata in bronzo (AE) con nastrino d’epoca. (ø 32mm, 16g.). Riferimenti Bini 115. Conservazione BB. Prima di istituire una medaglia commemorativa della Grande Guerra, che era finita il 4 novembre 1918, si attese l'estate 1920 quando terminò anche l'impegno delle truppe italiane in Albania per la pacificazione di fazioni rivali. Con regio decreto 29 luglio 1920, n. 1241, promulgato da re Vittorio Emanuele III, fu istituita la «medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 per il compimento dell'unità d'Italia». Quindi tale medaglia celebrava non solo la vittoria nella Prima guerra mondiale, ma anche il completamento dell'unità d'Italia ed il 70º anniversario dell'inizio dei moti rivoluzionari che nel 1848 avevano scatenato la Prima guerra di indipendenza italiana. La particolarità di questa medaglia, resa evidente nella scritta sul retro che cita «coniata nel bronzo nemico», è che il decreto istitutivo prevedeva che avrebbe dovuto essere «fusa col bronzo delle artiglierie tolte al nemico»".
Lot # 1060
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia. La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 36mm, .g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Con nastrino e scatola originale firmata CRAVANZOLA. Conservazione SPL/FDC.
Lot # 1059
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia – Scatola completa di esemplare classico e mignon. La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 36+16mm, g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Con nastrino e scatola originale firmata ROTA. Conservazione SPL/FDC.
Lot # 1058
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia - Mignon. La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 16mm, 1.30g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Conservazione SPL (anello portativo piegato).
Lot # 1057
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Regno d’Italia – Vittorio Emanuele III - Croce dell’ordine della Corona d’Italia - La croce dell'Ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda di nero su fondo oro. Aveva una dimensione di 35 mm per Cavalieri e Ufficiali e di 50 mm per Commendatori, Grandi Ufficiali e Gran Cordoni. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca centrale della larghezza «di due ottavi della larghezza del nastro». I cavalieri portavano la croce dell'Ordine appesa all'occhiello; per gli ufficiali si aggiungeva una rosetta al nastro (come in questo caso). L'Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia. Prima onorificenza a carattere "nazionale" del neonato regno italiano, venne istituita nel 1868 da re Vittorio Emanuele II. Istituito dal re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868, in occasione delle nozze del figlio Umberto con la principessa Margherita, per consacrare la quasi consolidata unità d'Italia, grazie all'annessione dei territori veneti, l'ordine si presentava come una variante meno elitaria dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che poteva essere conferito sia a civili sia a militari, senza distinzione di religione. L'Ordine però si distingueva da tutti i precedenti creati da Casa Savoia in quanto era il primo ad avere un carattere nazionale, legato indissolubilmente al Regno d'Italia. Il decreto del 1868 stabiliva le classi dell'ordine e il loro limite di numero (art. 4): 60 Gran Cordoni, 150 Grandi Ufficiali, 500 Commendatori e 2 000 Ufficiali (il numero dei Cavalieri rimase indeterminato). Umberto I nel 1885 stabilì un limite nel numero annuo di nomine (12 Cavalieri di Gran Croce, 30 Grandi Ufficiali, 100 Commendatori, 200 Ufficiali e 1 200 Cavalieri) al fine di porre anche l'Ordine della corona d'Italia sul medesimo piano del ben più antico Ordine mauriziano («le due istituzioni cavalleresche si rendano pel ristretto numero e per la qualità dei decorati sempre più degne della fama che meritano per la loro origine»). Da tali limiti erano escluse le nomine motu proprio del sovrano, le nomine a personalità estere e le nomine per funzionari a riposo. I limiti annui furono modificati nel 1890: 12 Cavalieri di Gran Croce, 40 Grandi Ufficiali, 150 Commendatori, 300 Ufficiali e 1 600 Cavalieri. Un decreto ministeriale della Presidenza del Consiglio dei Ministri stabilì la ripartizione delle nomine tra i ministeri per l'anno 1892: Con decreto del 1911 furono posti nuovi limiti (periodo di due o tre per la nomina a un grado superiore) e l'Ordine della Corona d'Italia divenne propedeutico per l'ammissione nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Tale riforma a ogni modo fu mal vista soprattutto in certi ambienti aristocratici in quanto sovente l'Ordine della corona d'Italia era assegnato alla borghesia emergente proprio perché variante meno elitaria dell'Ordine mauriziano. Nell'Ordine delle precedenze a Corte e nelle funzioni pubbliche, stabilito tramite decreti, i decorati della Corona d'Italia seguivano puntualmente i parigrado sia dell'Ordine militare di Savoia sia dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Con il decreto del 1911 si garantiva dunque che per essere insigniti dell'Ordine mauriziano fosse necessario essere stati o venire insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia da almeno un anno (art. 4). Da questa regola statutaria erano escluse le nomine motu proprio del Sovrano come quelle dei principi di sangue o come quelle dei parenti stretti di casa Savoia. Alla cessazione della monarchia, il re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Data la richiesta degli aderenti, anche nel regime repubblicano, coloro che fossero stati insigniti di questa onorificenza poterono continuare a fregiarsene in pubblico con l'accortezza però di sostituire nelle barrette da divisa le corone reali con altrettante stellette a cinque punte. Questo status quo delle cose rimase sino al 1951 quando l'Ordine venne definitivamente sostituito con l'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Con la morte di Umberto II, questo ordine cessò ufficialmente di esistere e venne formalmente sostituito dall'Ordine al Merito di Savoia, fondato da suo figlio Vittorio Emanuele come ordine dinastico e non più legato quindi alla corona d'Italia. (ø 36mm, .g.). Realizzata in Bronzo (AE) dorato, filamenti in bagno d’oro 14 kt e smalti policromi. Con nastrino e scatola originale firmata CRAVANZOLA. Al lotto compete anche il bottoncino per asola abiti civili. Conservazione SPL (manca il disco posteriore con l’aquila sabauda)
Lot # 1056
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Regno d’Italia – Ventennio Fascista - Regio Esercito (REI) - Divisione Curtatone Montanara. Scudetto omerale. Modello 1934, per la truppa della 20^ Divisione Curtatone Montanara del Regio Esercito. D/ gladio centrale su tralci di quercia ai lati legenda DIVISIONE 20 URTATONE MONTANARA. R/ incuso. Realizzata in lamierino ottone dorato e smalto blu (48x61mm. 9,60 gr.). Conservazione BB/SPL. Trae origini dalla Brigata di Fanteria Cremona costituita nel 1859. In esecuzione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento dell'Esercito che prevede la costituzione delle brigate su tre Reggimenti, inquadra oltre al 21° e 22° Reggimento anche l'88° Reggimento "Friuli" e si trasforma in XX Brigata di Fanteria di linea. Nel 1926 la Brigata, unitamente al 7° Reggimento Artiglieria entrano a far parte della 28a Divisione Militare Territoriale di Livorno. Nel 1934, tale unità prende il nome di 20a Divisione di Fanteria "Curtatone e Montanara". Nel 1939, con il 21°, il 22° Reggimento di Fanteria e il 7° Reggimento di Artiglieria prende il nome di Divisione di Fanteria "Cremona". Successivamente viene aggregata la 90a Legione CC.NN. d'assalto. Questi reggimenti, eccetto gli elementi della 90a Leg. CC.NN., vengono conservati fino al 1944 per prendere parte alla guerra di Liberazione operando inizialmente in Sardegna, poi in territorio metropolitano nella zona compresa fra Ravenna e Mestre
Lot # 1055
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Regno d’Italia – Ventennio Fascista – Distintivo GIL. Distintivo da petto per giovani appartenenti alla G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio). Il fregio, realizzato interamente in bachelite colorata, è marcato sul retro dalla ditta "F.M .LORIOLI FRATELLI VIA BRONZETTI 25 MILANO". In particolare con regolamento del 1939, questo fregio veniva portato in indosso sul petto, dai giovani appartenenti alle "varie organizzazioni giovanili" della GIL. Conservazione BB. Dimensioni (44x69mm. 8 gr.). Mancano le clip di chiusura posteriori. ll GIL fu fondato il 27 ottobre 1937 (XVI dell'era fascista) dalle ceneri della gioventù combattente fasci (18-21 anni), con l'obiettivo di aumentare la preparazione spirituale, sportiva e militare dei bambini italiani fondata sui principi di ideologia del regime. Ha anche fuso la National Opera Balilla, creata per i giovani di entrambi i sessi dai 6 ai 17 anni, e tutte le organizzazioni che ne facevano capo, rispondendo direttamente alla segreteria nazionale del PNF. Nel 1942 fu fondata all'estero la Gioventù italiana del Littorio (GILE).
Lot # 1054
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PALERMO. Medaglia Congresso Nazionale Commercianti Industriali 1907. AE argentato (10.35g). Due figure allegoriche; porto sotto. R/ VI CONGRESSO NAZIONALE FRA COMMERCIANTI E INDUSTRIALI. Figura coronata seduta di fronte, con scettro e aquila. SPL+
Lot # 1053
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MILANO. Medaglia F.C.I.I., anni '30 (7.58g). F.C.I.I. MILANO. Stemma su tricolore. Smalti integri, SPL
Lot # 1052
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MILANO. Medaglia 1909. AE (11.43g). S. Johnson. Cinquantenario della Liberazione della Lombardia. MAGNETA IV GIVGNO MDCCCLIX. Scena della battaglia. R/ LA "DANTE ALIGHIERI" IL TOVRING CLVB ITALIANO NEL CINQVANTENARIO DELLA LIBERAZIONE DELLA LOMBARDIA MAGENTA MCMIX su otto righe. SPL
Lot # 1051
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Garibaldi - Quarto dei Mille. Medaglia 1910. AL (3.39g). Stefano Johnson, Milano. Mezzo busto di Garibaldi di fronte con camicia e mantello, regge elsa di spada. R/ LA NOTTE DEL 5 MAGGIO 1860 FOLLA DIVERSA INFINITA AMMIRANDO L'ANIMA NOVA D'ITALIA DAVA QVI AI MILLE QVESTI SCOGLI DI QVARTO NARRANO IL DVCE NARRAN L'IMPRESA OND'E' VNA LA PATRIA MONVMENTO D'OGNI MARMO D'OGNI BRONZO PIV' DVRATVRO (ABBA). Vista dello scoglio di Quarto con colonna Tuscanica. Sarti 389. BB
Lot # 1050
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FIRENZE. Medaglia 1906. AR (10.35g). Opus A. Farnesi, G. Chini. FLORENTINA ARS MCMVI. Due ragazzi nudi, affrontati, in piedi, reggono corone d'alloro, sullo sfondo sole raggiante su Firenze. R/ Monogramma entro cornice di calici floreali. SPL
Lot # 1049
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Medaglia militare. 84° Reggimento Fanteria "Venezia". AE (6.48g). 84° RGT. FANTERIA (CAR) "VENEZIA". Leone di S. Marco. R/ CORSO "MONTE CISTA" -1/1962-. BB
Lot # 1048
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Medaglia militare. Emessa per il 114° Reggimento Fanteria "Mantova". AE (9.54g). Stemma sormontato da armi. R/ 114° REGGIMENTO FANTERIA "MANTOVA" in cerchio. BB
Lot # 1047
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Esercito Italiano. Decorazione 5° Corpo d'Armata. AE (9.65g). V CORPO D'ARMATA. Distintivo sormontato da armi con nastro recante il motto "IN UNA FEDE - IN UN AMORE". R/ Quattro scudetti. BB+
Lot # 1046
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Esercito Italiano. Decorazione 46° Reggimento Fanteria Reggio. AE argentato (9.87g). 46° REGGIMENTO FANTERIA REGGIO / COMPI IL DOVERE E TACI. SPL, con smalti verdi integri
Lot # 1045
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Vaticano. Sede Vacante 1978. Medaglia 1978. AE (27.81g). Opus R. Vistoli. Camerlengo Card. Villot. SEDE APOSTOLICA ITERVM VACANTE MCMLXXVIII. Padiglione su chiavi decussate legate da cordone. R/ IOANNES CARD VILLOT S R E CAMERARIVS. Stemma del Cardinale Villot sormontato da croce e galero a quindici nodi. Boccia 130. qFDC
Lot # 1044
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Vaticano. Giovanni Paolo II (1978-2005). Medaglia s.z. AR (27.70g). Busto frontale. R/ JOHANNES PAUL II PONTIFEX MAXIMUS. Stemma sormontato da tiara e chiavi decussate. Impronte e segnetti nei campi. Proof
Lot # 1043
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VATICANO. Francesco (2013-2025). Medaglia da 10 Euro 2020. CU (15g). Opus C. MomoniArte e Fede: La Pietà di Michelangelo. Stemma con chiavi e tiara. R/ La Pietà. Tiratura: 43000. In astuccio originale. FDC
Lot # 1042
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Stato Pontificio. Pio XII (1939-1958). Medaglia 1950 (59.87g). PIVS XII PONT MAX. Busto a sinistra, con zucchetto e piviale. R/ ANNO SANTO / MCML. Porta Santa. BB
Lot # 1041
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STATO PONTIFICIO. Pio VII (1800-1823). Medaglia 1800. AE (11.15g). Opus T. Mercandetti. Ingresso del Papa a Roma. CREAT VENETJS P ID MART COR XII K AP AN CICDCCC / PIO VII P M ANNO I. Busto a destra con mozzetta e stola. R/ S.P.Q.R. Arco di trionfo eretto per l'arrivo a Roma del Papa; sopra alla trabeazione: ADVENTVI - PRINCIPIS SACRATISS. Bertuzzi 9; Patrignani 5. R. BB
Lot # 1040
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STATO PONTIFICIO. Pio IX (1846-1878). Medaglia 1846. AE (35.16g). Opus G. Cerbara. SS. Pietro e Paolo. PIVS IX P M EL DIE XVII COR DIE XXI IVN ANNO MDCCCXXXXVI. Busto a sinistra con berretto e piviale. R/ ROMAE PARENTES ARBITRIQVE GENTIVM. Busti accollati dei SS. Pietro e Paolo. Bartolotti E 846. SPL
Lot # 1039
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STATO PONTIFICIO. Pio IX (1846-1870). Medaglia 1871, anno XXVI. AE (32.93g). Opus G. Bianchi. XXV Anniversario Elezione al pontificato. PIVS IX PONT MAX ANNO XXVI. Busto a sinistra, con berretto, mozzetta e stola. R/ Il Trono di S. Pietro coronato da tiara e chiavi, genuflesso il Papa in preghiera con S. Pietro e Cristo; in esergo: XXV ANNIS REGNAVIT FECITQ QVOD RECTVM ERAT REG III. Bartolotti E 871. NC. BB, colpetto al bordo
Lot # 1038
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STATO PONTIFICIO. Pio IX (1846-1870). Medaglia 1859, anno XIV. AE (37.61g). Opus P. Girometti. Costruzione di Porta S. Pancrazio. PIVS IX PONT MAX ANNO XIV, Busto a destra con berretto, mozzetta e stola. R/ PORTAM VRBIS IN JANICVLI VERNICE RESTITVIT ORNAVIT / ANNO MDCCCLVI V VESPIGNANI ARCHIT, Prospetto anteriore della porta S. Pancrazio. Bartolotti E 859. SPL
Lot # 1037
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Stato Pontificio. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1969. AE argentato (43.89g). Viaggio a Ginevra COE - OIT. PAVLVS VI PONT MAX. Busto a sinistra con zucchetto, mozzetta e stola. R/ GENEVE JUINE MCMLXIX C.O.E. O.I.T. Prospetto della Cattedrale di Ginevra intitolata a Saint Pierre e in esergo due mani che si stringono irraggiate dal sole. Calò 84. BB+
Lot # 1036
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Stato Pontificio. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1967. AE dorato (17.40g). Opus L. Minguzzi. PAVLVS VI PONT MAX. Stemma Papale su chiavi decussate coronato da triregno. R/ ECCE AGNVS DEI. L'Agnello di Dio a sinistra. Macri-Marinelli 235; Calò 73. NC. SPL
Lot # 1035
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Stato Pontificio. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1966, anno IV. AE (36.43g). Opus L. Minguzzi. Visita all'ONU. PAVLVS VI PONT MAX AN IV. Busto a sinistra con berretto, mozzetta e stola. R/ QVAM CHRISTVS NVNTIAVIT PACEM PAVLVS VI CONCILII INTERPRES NATIONIBVS VNITIS COMMENDAVIT. Gesú nimbato seduto di fronte, attorniato da quattro persone. Bartolotti E 966; Calò 58. qFDC
Lot # 1034
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Stato Pontificio. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1963. AE (37.83g). Opus L. Scorzelli. Seconda Sessione del Concilio Vaticano II. PAVLVS VI PONT MAX. Busto a sinistra con mitra, fanone, pallio e pianeta. R/ ALTERA SESSIO CONCILII OECVMENICI VATIC. II / A.D. MCMLXIII / IN NOMINE DOMINI. Il Papa in piedi e di spalle, con mitra e piviale, entra nell'aula Conciliare. Calò 21; Macri-Marinelli 49. qFDC
Lot # 1033
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Stato Pontificio. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1963, anno I. AE. Opus P. Giampaoli. Elezione al Pontificato. PAVLVS VI PONT MAX AN I. Busto a sinistra, con berretto, mozzetta e stola. R/ IN NOMINE DOMINI / 21 VI MCMLXIII. Stemma Papale coronato da triregno e chiavi decussate. MM 12; Calò 2. NC Colpetto al bordo e sul busto in basso, qFDC
Lot # 1032
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STATO PONTIFICIO. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1963, anno I. AE (32.28g). Opus P. Giampaoli. Incoronazione. PAVLVS VI PONTIFEX MAXIMVS. Busto a sinistra, con zucchetto e piviale. R/ CORONA AVREA SVPER CAPVT EIVS. Triregno su chiavi irraggiato dalla colomba dello Spirito Santo. Macri-Marinelli 37; Calò 13. R. FDC
Lot # 1031
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Stato Pontificio. Paolo VI (1963-1978). Medaglia 1963, anno I. AE (32.28g). Opus LP. Giampaoli. Incoronazione. PAVLVS VI PONTIFEX MAXIMVS. Busto a sinistra con zucchetto e piviale. R/ + CORONA AVREA SVPER CAPVT EIVS. Triregno su chiavi irraggiato dalla colomba dello Spirito Santo in alto. Calò 13-14. qFDC
Lot # 1030
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Stato Pontificio. Leone XIII (1878-1903). Medaglia non datata. AE argentato (38.67g). LEO XIII PONT MAX / ROMAE. Busto a sinistra con berretto, mozzetta e stola. R/ BASILICA DI S. PIETRO IN ROMA. Veduta della Basilica. BB
Lot # 1029
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Stato Pontificio. Leone XIII (1878-1903). Medaglia 1887. AE argentato (30.52g). Giubileo Sacerdotale - 1500° Eremiti Agostiniani. Scena della consacrazione Sacerdotale in un interno sormontata dalla colomba dello Spirito Santo raggiante: Sant'Ambrogio battezza Sant'Agostino alla presenza di Santa Monica. R/ III NON MAIAS MDCCCLXXXVII LEONIS XIII PONT MAX A X AUGUSTINI PATRIS LEGIFERI HAC DIE SACRO FONTI ABLUTI XV CENTENARIA SOLEMNIA ORDO EREMIT CELEBRAT PLAUDENTE ECCLESIA UNIVERSA. Modesti 96. R.
Lot # 1028
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Stato Pontificio. Leone XI (1605). Medaglia 1605, anno I, per l'elezione e la prematura scomparsa di Leone XI. AR (13.59g). La Forza della Dolcezza. LEO XI PONT MAX ANNO I. Busto a sinistra con camauro e mozzetta. R/ DE FORTI DVLCEDO M D C V. Un leone morto dalle cui fauci escono api. Miselli 3; Modesti 1031. R. FDC
Lot # 1027
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Stato Pontificio. Giovanni Paolo II (1978-2005). Medaglia 1983. AE (91.80g). Opus E. Manfrini. Visita Diocesi Ambrosiana a Milano. GIOVANNI PAOLO II° NELLA DIOCESI AMBROSIANA. Il Papa con mitra a destra avanza verso la Madonnina; sullo sfondo edifici di Milano. R/ MILANO MAGGIO 1983. Gesú seduto di fronte a tavola, apparecchiata con cesto di pane tra calice e brocca, spezza il Pane, dietro lui arcate mostrano la Basilica di Sant'Ambrogio e il Duomo di Milano. CRW 0394. FDC
Lot # 1026
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San Pio X (1903-1914). Medaglia 1951. AE dorato (60.03g). Opus R. Galdini. Beatificazione di Pio X. BEATVS PIVS P.P. x. Busto a sinistra con berretto, mozzetta e stola. R/ INSTAVRARE OMNIA IN CHRISTO 1903 1914. Stemma papale coronato da triregno e chiavi tra spighe di grano e tralci di vite. CM 151. qFDC
Lot # 1025
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San Pio X (1903-1914). Medaglia 1951. AE (59.42g). Opus R. Galdini. Beatificazione di Pio X. BEATVS PIVS P.P. x. Busto a sinistra con berretto, mozzetta e stola. R/ INSTAVRARE OMNIA IN CHRISTO 1903 1914. Stemma papale coronato da triregno e chiavi tra spighe di grano e tralci di vite. CM 151. qFDC
Lot # 1024
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Ventennio Fascista. Medaglia OND Tiro alla fune 1938-9, anno XVII. AR (5.42g). Tre partecipanti di tiro alla fune. R/ O N D / COPPA PROVINCIA A. XVII. qSPL
Lot # 1023
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Ventennio Fascista. Distintivo Fiera del Levante di Bari (4.75g). FIERA DEL LEVANTE BARI. Caravella sulle onde verso sinistra. SPL
Lot # 1022
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TORINO. Medaglia Regio Rowing Club Italiano, fine '800. AE (2.57g). REGIO ROWING CLUB ITALIANO. Stemma sabaudo coronato su remi e arpioni incrociati, timone sullo sfondo e due rami di alloro. R/ SEZIONE ERIDANEA - REGATE DI TORINO. SPL
Lot # 1021
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SAVONA. Medaglia 1987. AR (9.12g). Locomotiva verso destra; torre sullo sfondo. R/ 1977 1987 D.L.F. SPL
Lot # 1020
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Regno d'Italia. Marina Militare. Medaglia AE (7.34g). FREGATA PERSEO. Nave in navigazione verso destra. R/ VINCERA' CHI VORRA' VINCERE. Mercurio, con piedi e elmo alati, stante a destra, con spada e torcia; sullo sfondo cinque stelle. FDC
Lot # 1019
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Regno d'Italia. Marina Militare. Medaglia 1978. AE (7.76g). Varo della nave da rifornimento Vesuvio. N. VESUVIO DEFENDE ME SERVABO TE. Nave in navigazione verso sinistra; sullo sfondo, il vulcano Vesuvio. R/ Stemma coronato entro catena. Numista N#160609. FDC
Lot # 1018
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RAVENNA. Medaglia 1980. AE (29.15g). Bagnacavallo - Tiberto VI Brandolini. TIBERTO VI BRANDOLINI / 1320 - 1397. Tiberto, corazzato, su cavallo rampante a sinistra. R/ CIRCOLO FILATELICO NUMISMATICO BAGNACAVALLO SE / PALAZZO BRANDOLINI XV SEC. Vista di Palazzo Brandolini. Con cofanetto Johnson. FDC
Lot # 1017
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PIACENZA. Odoardo Farnese. Medaglia 1978. AE (70mm, 150g). Opus G. Veroi. ODOARDO FARNESE DVCA V DI PIAC. E P. 1622 1646. Busto a destra, con parrucca e mantello. R/ PROBITA’ POLITICA MORALITA’ ESEMPLARE. Odoardo corazzato a cavallo verso destra. Residui di colla al R/. qFDC
Lot # 1016
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MILANO. Medaglia premio Collegio di S. Carlo, 1925. AE (25g). COLLEGIO S. CARLO / MILANO. Cinque ragazzi studiano all'aperto sotto corona raggiante; sotto, medaglia con busto di S. Carlo. R/ BONTA' DISCIPLINA SCIENZA / PREMIO A GANASSINI G. DOMENICO 5a ELEMENTARE A 1924 1925. BB
Lot # 1015
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MILANO. Medaglia 1956. AE (28.42g). 5° Centenario della Fondazione dell'Ospedale Maggiore. Lorioli, E. Boninsegna. V CENTENARIO DALLA FONDAZIONE DELL'OSPEDALE MAGGIORE DI MILANO / XII APRILE - MCMLVI. Tre figure in piedi in costume. R/ XII APRILE - MCCCCLVI. Scena dell’Annunciazione su prospetto dell'ospedale. SPL
Lot # 1014
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MILANO. Istituto Marcelline. Medaglia per buona condotta. AE argentato (8.93g). ISTITUTO MARCELLINE PIAZZA TOMMASEO MILANO. Targa tra due rami. R/ PREMIO PER BUONA CONDOTTA entro corona. SPL
Lot # 1013
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Medaglia militare. Granatieri di Sardegna, Battaglione Trasmissioni. AE argentato (6.72g). BATTAGLIONE TRASMISSIONI / GRANATIERI DI SARDEGNA. Scudo con granata e i Quattro Mori. R/ SPATIA DEVINCO DISIVNCTA CONIVNGO. Torcia su fulmine tra due antenne su fila di tralicci. SPL
Lot # 1012
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Medaglia Militare. Brigata Fanteria "Avellino". AE (4.58g). Scudo; sotto nastro con NON VI E' SOSTA SE NON SULLA CIMA. R/ BRIGATA FANTERIA "AVELLINO". Spada entro corona di alloro e quercia; stella sopra. SPL+
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